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Domenico Bodega, appello per una nuova Economia

A dirlo è il Preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica Domenico Bodega , che abbiamo intervistato a margine dell’evento “Ritorno al futuro, per una Economia più umana”, che si è tenuto all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede il 4 marzo. Di «ridefinire il progresso», su una base diversa da quella unidimensionale del profitto e di cambiare il modello di sviluppo globale: questo implica riflettere responsabilmente sul senso dell’economia e sulle sue finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni. Ecco l’appello ai giovani per Assisi, a coloro che “hanno il futuro”, capaci di ascoltare col cuore, portatori di una cultura coraggiosa, a cui chiedere di essere protagonisti di queste riflessioni e di questo cambiamento, costruttori del mondo, agenti per un mondo migliore. L’evoluzione tecnologica sta modellando il modo di vivere e di lavorare, ma ha anche generato una serie di tendenze e paure che inevitabilmente stanno influenzando il modo di porsi nei confronti delle sfide globali e alle nuove opportunità di crescita. Il prossimo 4 marzo l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, in collaborazione con la Facoltà di Economia nel campus di Roma, promuoverà un convegno su un’”Economia più umana”: di quale tasso di umanità ha bisogno la scienza economica? E perché? I giovani poi hanno bisogno di luoghi di confronto e di testimoni, persone cioè aperte alla verità nei differenti rami del sapere, che sanno ascoltare e vivere al proprio interno questo dialogo interdisciplinare, in grado di suscitare quella sete di verità che hanno nel profondo. Se ascoltate il vostro cuore, vi sentirete portatori di una cultura coraggiosa e non avrete paura di rischiare e di impegnarvi nella costruzione di una nuova società” (Papa Francesco, ibidem).

 

Alla ricerca del futuro

Piacenza Alla ricerca del futuro Tra Millennials, generazione Y e generazione Z, il progetto " Sicurezza di futuro " promosso dal Comune di Piacenza con la supervisione scientifica della Facoltà di Scienze della formazione ha tracciato percorsi concreti per costruire il futuro desiderato. È questo l’obiettivo del progetto Sicurezza di Futuro , promosso dal Comune di Piacenza col sostegno della Regione Emilia Romagna e di cui la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Piacenza è stata referente scientifico. Giovedì 21 dicembre il salone monumentale di Palazzo Gotico nel centro di Piacenza ha ospitato l’evento conclusivo dell’iniziativa: ad accogliere gli studenti delle medie inferiori e superiori, la musica del cantautore piacentino Daniele Ronda ( nella foto a destra ). Giuseppe Magistrali , dirigente comunale dell’unità di progetto, ha tracciato un bilancio del progetto “Abbiamo una grande responsabilità – ha ricordato Magistrali - Non sono gli adulti, i tecnici, i politici, ma anche dei ragazzi. Se le condizioni materiali consentono loro di non preoccuparsi di sopravvivere, la loro paura più grande pare essere quella di sotto-vivere, ovvero di non poter scrivere una biografia personale e sociale che dia conto appieno del loro potenziale, dei loro desideri e delle aspirazioni di persone, studenti, lavoratori, cittadini”. In altri termini, l’impressione è quella di lavorare con ragazzi e ragazze che percepiscono di non poter costruire il loro futuro per i limiti strutturali del contesto, in senso fisico e temporale, in cui vivono. Come efficacemente ha sottolineato un operatore coinvolto in un focus group, si tratta di passare da una logica di costo ad una logica di investimento.

 

“A Piedi” verso un futuro migliore

Laboratorio di Psicologia “A Piedi” verso un futuro migliore Sei giorni, 135 chilometri e 38 ore di cammino sulle sponde del Lago di Garda. Accompagnati da un’équipe multidisciplinare, dieci ragazzi segnalati dal Tribunale del minorenni di Brescia sperimenteranno il viaggio di gruppo come strumento riabilitativo. Fondamentale il contributo scientifico di un’équipe del Laboratorio di Psicologia della Cattolica, sia nelle fasi di preparazione, che in quelle successive alla conclusione del percorso, con la predisposizione di tre incontri con l’equipe multidisciplinare in cui i ragazzi potranno rileggere, analizzare e valutare la fasi dell’esperienza fatta. Per quanto riguarda il primo aspetto verranno misurate comparativamente ( pre e post intervento ) alcune “ variabili leggere ” del funzionamento psicosociale dei partecipanti, indicative di trasformazioni connesse all’esperienza: indicatori della percezione di sé, dell’adattamento psicosociale, della fiducia interpersonale, dell’autostima e del senso di autoefficacia. Sarà inoltre messa a punto un’attività di documentazione sistematica dell’esperienza, mediante l’analisi delle produzioni di testi scritti (diario di bordo a cura dei partecipanti e degli operatori), immagini e video, e l’audio/videoregistrazione degli incontri quotidiani. I dieci protagonisti dell’iniziativa si trovano tutti nella fase di messa in prova , un’opportunità di riabilitazione educativa che consente di scontare la pena, o parte di essa, al di fuori dal carcere. Il fatto che siano tutti maschi e di nazionalità mista rispecchia in toto la situazione attuale: l’80% degli autori di reati compiuti da minori è di sesso maschile e di diverse nazionalità».

 

A scuola d’identità di genere

Festa delle donne A scuola d’identità di genere Un progetto formativo di alternanza scuola-lavoro in un istituto piacentino, curato dalla pedagosista Elisabetta Musi in collaborazione con alcune sue allieve. marzo 2017 L’identità di genere è al centro di un percorso di formazione triennale proposto dalla Cisl al liceo delle Scienze umane "Colombini" di Piacenza, in collaborazione con la facoltà di Scienze della formazione della sede piacentina dell’Università Cattolica. Da qui l’idea di proporre un progetto formativo di alternanza scuola-lavoro “Giovani e Genere” , per mettere a fuoco come la nuova generazione conosca e veda il “genere” nelle sue diverse sfaccettature e come possa "attrezzarsi" culturalmente per combattere e prevenire ingiustizie e disparità. La professoressa Elisabetta Musi, pedagogista della facoltà di Scienze della Formazione chiamata a collaborare al progetto, ha articolato il percorso - che si realizzerà lungo tre anni scolastici - in due temi: “genere e famiglia” e “genere e lavoro”. Il percorso di quest’anno, che ha puntato l’attenzione sulla differenza di genere in famiglia, si è articolato in tre segmenti formativi: alcuni incontri sono stati dedicati a esplorare il tema “La disparità tra uomini e donne, stereotipi e pregiudizi e il compito dell’educazione”. Accanto alla professoressa Musi, che ha curato il coordinamento e le lezioni rivolte alle ragazzi e ai ragazzi del Colombini, alcune studentesse della laurea magistrale in Progettazione pedagogica per i minori si sono occupate dei lavori di gruppo per calare gli stimoli teorici nella quotidianità. In famiglia, hanno poi raccontato, i figli maschi godono di maggiore libertà e sono meno coinvolti nei lavori di casa.

 

Bene comune, la politica che piace ai giovani

indagine Bene comune, la politica che piace ai giovani Il 95% degli intervistati dall’«Osservatorio» dell’Istituto Toniolo sui valori delle nuove generazioni lo considera importante per il funzionamento di una società. L’intervento su “ Avvenire ” del professor Alessandro Rosina 13 novembre 2019 Riprendiamo una parte dell’intervento del professor Alessandro Rosina pubblicata da “Avvenire” del 13 novembre 2019 Manca da troppo tempo una politica all’altezza delle potenzialità che l’Italia può esprimere all’interno dei grandi processi di cambiamento del nostro tempo. Una politica in grado di mettere i cittadini nelle condizioni di dare il meglio di sé nella realizzazione dei propri progetti personali e nel contributo al bene comune. Una recente indagine dell’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo mostra come proprio l’attenzione al “bene comune” sia il valore più ampiamente riconosciuto dalle nuove generazioni italiane ma che più sentono mancare. In particolare quasi il 95% degli intervistati lo considera importante per il funzionamento di una società che oltre a produrre ricchezza riesca a promuovere il benessere di tutti i cittadini. A ritenere però che nel nostro Paese si faccia molto poco in questa direzione sono ben tre giovani su quattro. continua a leggere su “Avvenire”] #giovani #politica #osservatorio giovani #bene comune Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Caccamo, vi racconto i miei sogni

MILANO Caccamo, vi racconto i miei sogni Il cantante siciliano è intervenuto in largo Gemelli alla premiazione del contest video “I wish. Il cantante siciliano è intervenuto alla cerimonia che ha proclamato i tre vincitori del contest promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo . In un perfetto connubio tra arte e spiritualità, i concorrenti, sono stati in grado di dare vita a video amatoriali, ognuno della durata di tre minuti, in grado di raccontare le loro speranze, i loro sogni e la loro visione del futuro e della vita. Il mio più grande desiderio è sempre stato quello di fare della musica la mia vita, ma non è stato affatto semplice» ha raccontato il vincitore tra le nuove proposte di Sanremo nel 2015 e terzo sul podio tra i big nell’edizione successiva della stessa kermesse. Anzi, l’insuccesso l’ha spinto ad aggiungere un nuovo tassello alla sua carriera, portandolo a scrivere i propri testi e ad alternare la vita da studente al Politecnico di Milano e con l’attività di cantautore durante il week-end. Ed è in questa occasione che ho incontrato Caterina Caselli, con la quale ho davvero realizzato il mio sogno, facendo della musica vita». Una dimensione importante anche oggi nella sua esistenza che il cantante siciliano ha tradotto in un invito agli studenti: che Dio doni loro la capacità di tenere tra le mani il manubrio della loro vita, senza perderne mai il contatto.

 

Cattolica e giovani, dialogo aperto

ateneo Cattolica e giovani, dialogo aperto È stato presentato in largo Gemelli il volume che raccoglie il lavoro biennale predisposto dalle varie realtà dell’Ateneo in preparazione al Sinodo svoltosi in Vaticano ad ottobre. Un utile strumento di preparazione al Sinodo svoltosi ad ottobre in Vaticano sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, e memoria storica del corale lavoro svolto da studenti e docenti in Università Cattolica durante gli incontri della Libera iniziativa di Ateneo. Testimonianze di un percorso ” (edito da Educatt) è stato presentato lo scorso 21 novembre dal prorettore vicario Antonella Sciarrone Alibrandi , dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e dal curatore dell’opera, professor Giuseppe Colombo . A lui, da parte dei vertici dell’Ateneo, è stato dato atto del lavoro imponente di cui il volume è testimonianza, e della determinazione, energia, tempo e sapienza dedicata a gestire l’Iniziativa di Ateneo e la pubblicazione del libro. La professoressa Sciarrone, in particolare, ha evidenziato la spontaneità di tale progetto che si è arricchito, strada facendo, con tante idee condivise in chiave di prospettiva intergenerazionale. Il curatore ha sottolineato l’appoggio convinto delle autorità accademiche alla stampa del volume e ha ribadito la coralità del lavoro che ha consentito agli studenti di conoscere realtà a loro ignote. Durante il dibattito seguito alla presentazione è emerso il desiderio dei docenti di continuare tale genere di iniziative di riflessione e di impegno collocandosi nel solco delle tematiche proposte dalla Chiesa.

 

Cinema, giovani allo specchio

milano Cinema, giovani allo specchio Una mostra promossa da Fondazione Ente dello spettacolo e Università Cattolica mette a confronto le nuove generazioni con la rappresentazione cinematografica dell’universo giovanile degli ultimi 70 anni. Video intervista al professor Massimo Scaglioni by Matteo Nava | 28 novembre 2018 I giovani italiani sono cambiati radicalmente dal dopoguerra a oggi o rimangono sempre uguali di generazione in generazione? La risposta sta probabilmente nel mezzo. Parola di Massimo Scaglioni , coordinatore della attività del Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi (Certa), che ha seguito da vicino un progetto che ha analizzato le figure giovanili nel cinema italiano negli ultimi 70 anni. Dopo diversi mesi di lavoro, il punto di arrivo è proprio questo: ci sono dei caratteri che si possono riconoscere e distinguere nei giovani italiani di tutto il Novecento e oltre, mentre altri sono strettamente legati all’epoca storica di riferimento. Temi come gli amici e la famiglia - seppur declinati in modo differente - accompagnano i giovani sin dai prodotti cinematografici più datati, mentre in altri casi i ragazzi di oggi hanno faticato a immedesimarsi con i loro coetanei di alcuni decenni fa» fa notare il professor Scaglioni. Una constatazione possibile proprio grazie al fatto che i protagonisti del progetto sono stati alcuni studenti universitari, che hanno analizzato diversi film italiani di differenti periodi storici, cercando di capire come le figure giovanili sono state rappresentate nel corso degli anni e in quali dei protagonisti potessero immedesimarsi. Il punto su cui però tutti sono concordi è l’innovazione che un progetto simile porta con sé: affidare non a degli accademici ma a dei giovani stessi il compito di analizzare le figure giovanili nel cinema italiano.

 

CineYoung in 20 scuole bresciane

Brescia CineYoung in 20 scuole bresciane Oltre 7.000 studenti coinvolti e 250 classi provenienti da 20 scuole bresciane: torna CineYoung, la rassegna cinematrografica dedicata agli studenti by Federico Bertetti | 25 ottobre 2019 Si spengono le luci, comincia la proiezione: a grande richiesta torna CineYoung , la rassegna di pellicole rivolta ai giovani. Sono oltre 7.000 gli studenti coinvolti nel progetto, che porterà al cinema 250 classi provenienti da 20 istituti sparsi per tutto il territorio bresciano, a partire dal 6 ottobre 2019. L’evento, organizzato dall’ Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) Brescia e finanziato dal MIUR e dalla Regione Lombardia, presenterà ai ragazzi una rassegna di circa 10 film, suddivisi in 40 proiezioni gratuite. CineYoung nasce nel 2017 in maniera ridotta, ma, grazie al finanziamento del Ministero, siamo riusciti ad ampliare la programmazione – ha esordito Elisa Lancini , ideatrice del progetto e responsabile di ACEC Brescia, durante la conferenza stampa di presentazione. Sono i documenti ministeriali a richiedere che l’attività legata al cinema sia resa curricolare: i film sono in grado di utilizzare linguaggi diversi che abilitano a vivere esperienze quotidiane in maniera differente. Il progetto CineYoung risponde ad un cambiamento nazionale, ma anche mondiale, del cinema – ha concluso Massimo Locatelli , professore di storia e critica del Cinema presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo spettacolo è stato il 6 ottobre, presso il Cinema Sereno di Brescia; la rassegna proseguirà coinvolgendo altre classi e altre sale con cadenza serrata fino al 21 novembre, data in cui avverrà la proiezione conclusiva presso il Cinema San Filippo Neri di Collebeato.

 

Misuriamo l’Italia col meritometro

febbraio 2016 di Andrea Danneo , Antonio Di Francesco , Marianna Di Piazza È il primo indicatore quantitativo di sintesi che misura lo “stato del merito” in un Paese. Uno strumento che delinea un quadro sconfortante per l’Italia: secondo il rapporto 2016 occupiamo l’ultima posizione nel ranking che mette a confronto 12 Paesi europei ( vedi il grafico nella foto ). Lanciato per la prima volta nel 2015, questo indice nasce da una mancanza» afferma Balduzzi, ricercatore in Scienza delle finanze del Dipartimento di Economia e finanza . Abbiamo pensato perciò di sviluppare questo strumento, un indice sintetico compreso tra 0 e 100, che indica quanto è meritocratico un Paese, con l’idea di trovare dei pilastri attraverso cui definire la meritocrazia». Parlando di politiche pubbliche, quanto incidono le recenti riforme del governo Renzi per rilanciare la meritocrazia? «È ancora presto per dirlo, se vogliamo utilizzare il Meritometro come parametro di riferimento. Le recenti riforme possono contribuire ad eliminare questo aspetto che sembra culturale ? «L’idea che i canali per ottenere una posizione non siano quelli tradizionali (merito e curriculum), ma le conoscenze e le parentele, scoraggia le persone che cercano lavoro. In Europa, gli italiani sono quelli più disposti ad andare all’estero: tra le motivazioni c’è il fatto che non credono di avere opportunità in Italia.

 

Con la Cattolica alla Gmg di Cracovia

ATENEO Con la Cattolica alla Gmg di Cracovia Una delegazione di studenti di Milano e Roma, guidata dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori, alla Giornata mondiale della Gioventù con Papa Francesco dal 25 al 31 luglio . Alla trentunesima Giornata mondiale parteciperà anche una delegazione dell’Università Cattolica composta da una quarantina di studenti delle sedi di Milano e Roma accompagnati dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e da due assistenti spirituali delle due sedi, don Daniel Balditarra e don Paolo Morocutti . Ventunenne, studente del terzo anno di Giurisprudenza, originario di Reggio Emilia e ospite del Collegio Ludovicianum, Simone sarà anche uno dei nostri corrispondenti dalla Giornata mondiale della Gioventù . Perciò quest'anno ho deciso di aderire alla delegazione organizzata dalla Università Cattolica» aggiunge Simone, che spera di «riuscire a valorizzare ogni persona che mi capiterà di conoscere, sia che provenga da chissà quale parte del mondo, sia che appartenga al mio gruppo». L'impegno che, partendo, ho preso con me stesso è di far tesoro di ogni esperienza che vivrò durante questa settimana in Polonia, in modo da poter tornare in Italia un po' più grande di quando sono partito». Don Daniel Balditarra, del Centro pastorale della sede di Milano, ha realizzato un blog per l’occasione, su cui è possibile seguire l’esperienza dei giovani dell’Ateneo e curiosare nel programma del loro viaggio. Il convegno si terrà nell’Aula Magna della Università Jagellonica in apertura della settimana dedicata alla trentunesima Giornata Mondiale della Gioventù ed è in continuità con quello sulla Salvaguardia del Creato organizzato in occasione della Gmg di Rio 2013.

 

Coronavirus, giovani tra restrizioni e responsabilità

Analisi Coronavirus, giovani tra restrizioni e responsabilità Questo tempo difficile si rivela ricco di opportunità e offre l’occasione di reimpostare le relazioni tra genitori e figli nella ristrettezza delle mura domestiche. Parlano i pedagogisti Simeone e Triani by Agostino Picicco | 18 marzo 2020 Le cronache di questi giorni di emergenza Coronavirus ci parlano di adolescenti e giovani dal comportamento irresponsabile di fronte alle opportune restrizioni imposte dalle autorità. Si tratta di trasgressioni al divieto di stare in casa, di incontrarsi in gruppo, magari anche di scherzi fuori luogo, approfittando delle chat, che scatenano panico e preoccupazioni. È questo un paradosso: tenerci lontani dalle persone a cui vogliamo bene, con una serie di fatiche che implicano cambiamenti profondi e radicali da parte di adolescenti che desiderano abitare spazi nuovi ed informali da condividere con gli amici e con le prime relazioni amorose. L’augurio del professor Simeone è quello di vivere con intelligenza questo tempo inedito dell’educazione, che non è solo di attesa che tutto finisca bene, ma va pienamente vissuto per le opportunità che può offrire nel costruire una nuova ritualità nella gestione dei tempi familiari. Pierpaolo Triani , docente di Pedagogia generale nella facoltà di Scienze della formazione , campus di Piacenza dell’Ateneo, osserva che all’inizio i ragazzi ma anche gli adulti, hanno sottovalutato l’emergenza. Quando l’autorevolezza dei genitori si ferma di fronte alla libertà dei figli, una scuola che stimoli adeguatamente e impegni con compiti e riflessioni, aiuta ad evitare comportamenti a rischio e a prendere consapevolezza di situazioni gravi e di gesti sconsiderati che peraltro ricadrebbero su genitori e nonni.

 

Dieci anni di ASA

Brescia Dieci anni di ASA A dieci anni dall’istituzione dell’Alta Scuola per l’Ambiente un convegno affronta i temi di crescente povertà, sviluppo sostenibile e ruolo delle tecnologie. A fronte dell’aumento della povertà, del peggioramento della qualità dell’ambiente e del lavoro in Italia e nel mondo crescono le disuguaglianze. Le diverse parti della società sono quindi chiamate a individuare nella responsabilità per la cura della casa comune un metodo per attuare un nuovo modello di sviluppo e di benessere rivolto alle giovani generazioni, e pratiche virtuose in grado di favorire progetti innovativi e sostenibili. L’intervento del Rettore Anelli, si è concentrato sul concetto di “Utopia della sostenibilità”. Servono a puntare in alto, a qualcosa che non è immediatamente realizzabile coi mezzi a disposizione, ma spronano a tentare di superare i meccanismi sbagliati in atto. Proprio per questo conseguire i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 è un’utopia che può diventare prassi, adottando un nuovo paradigma di progresso, rispettoso dei limiti del pianeta, e una cultura della sostenibilità come forma di capitale sociale”. “In questi 10 anni le occasioni di confronto e collaborazione con ASA sono state molte, tra cui l’istituzione del corso di Etica della sostenibilità presso il nostro Ateneo.

 

Dio a modo mio, intervista sulla fede

RICERCA Dio a modo mio, intervista sulla fede Centocinquanta ragazzi di tutta Italia, scelti dal campione del Rapporto Giovani, raccontano il loro rapporto con la fede a un gruppo di “ricercatori” coetanei . L’indagine qualitativa che ne è seguita è raccolta nel volume Dio a modo mio , curato da Paola Bignardi e Rita Bichi , nato da un approfondimento nell’ambito del Rapporto Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori. Per permettere agli intervistati di parlare a proprio agio e senza filtri su un tema così privato l’Istituto Toniolo ha chiesto la collaborazione di alcuni studenti dell’Ateneo che hanno rivolto i quesiti dell’indagine ai loro coetanei. Annamaria Musillo (nella foto a lato) è una di loro: originaria di Matera, ex studentessa dell’Università Cattolica e collegiale del Paolo VI, laureata in Lingue e letterature straniere , ora vive a Roma e, appena concluso il Tfa, aspetta di diventare a tutti gli effetti insegnante di Spagnolo. Nel 2013 si è sviluppata un’ulteriore indagine qualitativa sul tema “Giovani e fede” che ha coinvolto 23 intervistatori di età compresa fra i 23 e i 30 anni e 150 intervistati distribuiti tra Nord, Centro e Sud Italia, tutti battezzati, tutti appartenenti a due fasce di età (19-21 anni e 27- 29 anni) . I 150 giovani hanno risposto a domande sul loro rapporto con la fede, le loro credenze e i loro atteggiamenti nei confronti della religione, sui loro ricordi del catechismo, raccontando la loro esperienza religiosa. Con questi 50 giovani è stato svolto un ulteriore approfondimento attraverso una seconda intervista, i cui risultati sono confluiti nel libro Dio a modo mio. Giovani e fede in Italia appena edito da Vita e Pensiero (2015).

 

Domenica Messa in Cattolica per la Giornata universitaria. Il saluto del Papa

Milano Domenica Messa in Cattolica per la Giornata universitaria. Il saluto del Papa Per la 95esima Giornata per l’Università Cattolica la celebrazione eucaristica nell’Aula Magna di largo Gemelli a Milano, in diretta tv su Rai 1. maggio 2019 Domenica 5 maggio si celebra la 95a Giornata Nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore che avrà come tema “ Passione, talento, impegno. Nella sede di largo Gemelli a Milano, con diretta tv su Raiuno, sarà celebrata la Santa Messa alle ore 11 nell’Aula Magna , presieduta dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori (chi desidera partecipare è pregato di segnalare la presenza: giornata.universitaria@unicatt.it ). Alla Giornata universitaria ha rivolto il suo saluto Papa Francesco nel corso dell’udienza generale di mercoledì 1° maggio. Da quasi un secolo la Giornata Universitaria, promossa dall’Istituto Toniolo, è un’occasione di approfondimento circa la natura e lo scopo dell’Università, i valori originali che guidano le scelte di ogni giorno. È un atto di fiducia nei giovani: da tempo il Toniolo e la Cattolica sostengono con numerose iniziative la formazione, il diritto allo studio, i percorsi di eccellenza, le esperienze internazionali di migliaia di studenti.

 

Draghi rilancia l'invito a investire su giovani e formazione

Saranno loro a dover affrontare l’enorme sfida di trovare le risorse (…). In un certo senso quello che abbiamo davanti è un obbligo morale. L’educazione è, quindi, un esempio di uso produttivo e efficace del debito creato». Dovremmo spendere molto di più per la salute» ha proseguito Draghi nel dialogo sulle soluzioni di politica sanitaria. La pandemia ha evidenziato l’importanza di avere buone strutture di assistenza e un sistema robusto. Per rilanciare l'economia finché non sarà trovato un vaccino, servono test di massa e poi il tracciamento può essere fatto in seguito a tutti questi test». I governi hanno dato la giusta risposta con l'aumento del debito e del deficit per ammorbidire l'impatto del Covid» ha concluso Mario Draghi, ma «solo la scoperta del vaccino eliminerà tante incertezze che ci sono al momento».

 

È online il World Youth Day Magazine

Uno spazio è dedicato, infine, anche al Convegno “Giovani per la Casa Comune. Conversione ecologica in azione”, di cui a Panama si è svolta la terza edizione, per approfondire e rendere viva l’Enciclica Laudato si’ e la salvaguardia del creato. giornata mondiale gioventu' #giovani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Eredi & Innovatori, giovani protagonisti

GIORNATA UNIVERSITARIA 2018 Eredi & Innovatori, giovani protagonisti Per la Giornata universitaria , giovedì 19 aprile a Milano incontro aperto alla città con l’inaugurazione nei chiostri dell’ installazione ideata per l'Ateneo dallo Studio Giò Forma . Giovani protagonisti della storia ”, giovedì 19 aprile , nel contesto della settimana milanese dedicata al design e all’innovazione, l’Ateneo aprirà la sua sede storica di Milano in largo Gemelli per un evento rivolto agli studenti, ai laureati e alla città. Nel Cortile d'Onore alle ore 17.30 (scarica il programma) , dopo l'intervento del rettore Franco Anelli , il professor Aldo Grasso dialogherà con alcuni giovani alumni dell’Ateneo, protagonisti di storie di progettualità creativa, per interpretare il tema della Giornata Universitaria a partire dalla loro concreta esperienza. Costruita attorno ad alcune parole suggerite da Emilio Isgrò , Roberto Cingolani , direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Aldo Grasso , e due giovani alumni dell’Ateneo, Margherita Casale e André Ndereyimana , l’Installazione sarà visibile nel primo chiostro dell’Ateneo. Oggi più che mai c’è bisogno che i giovani si sentano protagonisti e che vivano il presente coscienti del loro passato e dell’eredità ricevuta. Credo che i giovani abbiano bisogno soprattutto di sentire che ci si fida di loro; devono essere aiutati a guardare avanti». BRESCIA, LEZIONE SU GIOVANI E IMPRESE Finanza, innovazione, comunicazione: nuove frontiere del capitalismo globale per giovani e imprese è il tema della lezione aperta promossa nella sede di Brescia dell’Ateneo in occasione della 94a Giornata Universitaria.

 

Fattore giovani, la seconda puntata

milano Fattore giovani, la seconda puntata Domenica 29 maggio alle 20.30 secondo appuntamento con il programma prodotto dall’Istituto Toniolo, in onda sul canale 195 del digitale terrestre Chiesa Tv. Si parlerà di comunicazione e new media con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana 25 maggio 2016 Secondo appuntamento, domenica 29 maggio , per “Fattore giovani”. Il programma va in onda ogni domenica alle 20.30, e in replica il giovedì alle 15.30, sul canale 195 del digitale terrestre Chiesa Tv, il canale della Diocesi di Milano e della Società San Paolo, oltre che sul circuito delle tv cattoliche. Si parlerà di comunicazione e new media con i dati del Rapporto giovani. In esterna il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e in studio il responsabile comunicazione dell'arcidiocesi di Milano don Davide Milani . Il carattere specifico della trasmissione quello di essere uno sguardo sui giovani, costruito dai giovani studenti dell’Università Cattolica. fattoregiovani #giovani #istitutotoniolo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Formazione oggi, quali sfide?

Brescia Formazione oggi, quali sfide? Alleanza e dialogo tra giovani, network, istituti scolastici e imprese: ecco gli ingredienti per formare le risorse del futuro. by Bianca Martinelli | 10 aprile 2018 Riflettere sulle frontiere della formazione umana e professionale al giorno d’oggi non può prescindere dal perseguire una realizzazione personale e comunitaria del singolo, a cui una società deve aspirare. I lavori si sono aperti con i saluti del Presidente della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati e con l’intervento del sindaco Emilio Del Bono , che si è espresso per sottolineare come "il patto formativo tra imprese, università e giovani, è sinergico per la crescita di un territorio". Al centro degli interventi è stata la consapevolezza di come una nuova formazione possa concretizzarsi soltanto attraverso un’alleanza tra persone attente all'attuale condizione giovanile, creando così i presupposti per individuare e sviluppare talenti e competenze specifiche di ciascuno. “Oltre alle competenze avanzate e digitali, un ruolo sempre più cruciale è riconosciuto a life skills come intraprendenza, creatività, apertura al nuovo e disponibilità ad aggiornarsi continuamente – ha sottolineato il coordinatore del corso di laurea magistrale in Progettazione Pedagogica e formazione delle risorse umane, Pierluigi Malavasi . Occorre dunque effettuare un riflessione in questo senso poiché formare individui vincenti e generazioni in grado di capire il mondo che cambia è fondamentale per il funzionamento della società” ha concluso Malavasi. Il problema maggiore della scuola, oggi, è forse quello di non saper leggere le reali inclinazioni dei ragazzi, che sbagliano così la scelta del percorso di studi poiché non sufficientemente indirizzati.”.

 

Giovani, cosa cercate?

Roma, al via un percorso di approfondimento proposto dal collegio Nuovo Joanneum legate da una domanda. Un viaggio per esplorare le varie sfumature del disagio giovanile anche in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi voluto dal Papa. ottobre 2017 Una densa stagione di iniziative e percorsi di approfondimento aspetta gli studenti dei collegi romani. Il Nuovo Joanneum ha in programma per l’anno accademico 2017-2018 una serie di attività, legate da un filo conduttore, cui gli studenti sono invitati a partecipare. Alla scelta del titolo e all’ideazione del progetto hanno contribuito tutti i membri della direzione del collegio, che ha tratto spunto anche dal documento preparatorio al Sinodo dei Vescovi del 2018 sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Durante la giornata gli studenti visiteranno la comunità delle suore Cistercensi della Stretta Osservanza per fare esperienza della loro scelta di vita e per approfondire il tema del discernimento vocazionale per orientare la propria vita. collegio #giovani #vocazione Facebook Twitter Send by mail Print LE INIZIATIVE 21 ottobre 2017 Ritrovo comunitario «Venite e vedrete» Visita del monastero e della città di Viterbo Monastero Cistercense della Stretta Osservanza Vitorchiano 9 novembre 2017 Tavola rotonda Giovani in pericolo prof. Mario Pollo - dott.

 

Giovani e Covid, in cerca di un significato

Un’équipe di psicologhe dell’Università Cattolica ha avviato la ricerca “ Diventare adulti durante il Covid-19: alla ricerca di un significato ” proprio a partire da questo processo per capirne la trama in un momento drammatico come è stato quello del lockdown. La letteratura sul meaning-making process di solito studia l’impatto di eventi eccezionali nelle vite individuali, in questa situazione, invece, la novità è stata proprio approfondire questo studio nel caso di una crisi collettiva» - ha affermato Semira Tagliabue , professore di Psicometria in Università Cattolica e coordinatrice della ricerca. Nella prima fase i partecipanti sono stati suddivisi casualmente in due gruppi, uno giornaliero (che ha compilato un questionario online per due settimane consecutive) e uno “di controllo” (che non l’ha compilato); entrambi i gruppi hanno inoltre compilato un questionario all’inizio e al termine della prima fase». Il 93,2% dei giovani al di sotto dei 25 anni e la maggioranza dei giovani tra i 26 e i 29 anni viveva all’interno della famiglia d’origine. Diverse sono state le esperienze di contagio da COVID-19: il 23,6% dei giovani crede di aver contratto il virus, e di questi il 20,5% ha attraversato la condizione di isolamento forzato. Il campione è principalmente rappresentato da lavoratori nel 46% dei casi, il 32% dichiara di essere uno studente/studentessa, e una buona parte dei partecipanti ricopre il doppio ruolo di studente-lavoratore (10,9%). Nel nostro campione il 34,4% è single, il 5,3% è sposato, mentre tra il restante 60,1% di giovani adulti coinvolti in una relazione sentimentale, sono presenti 105 giovani conviventi (19,7% sul totale).

 

Giovani e università, servono visioni

BRESCIA Giovani e università, servono visioni Nel seminario dei docenti di Teologia e degli assistenti pastorali, che si è svolto nella sede di Brescia, spazio all’ascolto delle aspettative degli studenti. settembre 2016 Capire che chi sono e quali aspettative hanno i giovani di oggi e gli studenti dell’Ateneo in particolare. È indispensabile avere una conoscenza approfondita dei ragazzi e dei fenomeni che accompagnano oggi la loro condizione di vita» afferma il cardinale. Si dice che i ragazzi di oggi sono passivi e distratti» ha fatto notare il professor Alessandro Rosina , curatore del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo-Università Cattolica, nella tavola rotonda dedicata alle aspettative delle giovani generazioni. Già, ma come? «Sono molto attenti alla dimensione relazionale e al poter incontrare persone che non solo insegnano, ma che si mettono in gioco» ha suggerito Pierpaolo Triani , docente di Didattica generale alla facoltà di Scienze della formazione. Come pure, lo scontro in atto tra professionalizzazione e passione, che genera tra i ragazzi “un’ansia da disoccupazione”, portandoli più a usare che a vivere l’università. Come uscirne? Intanto l’Università Cattolica – afferma l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori , che ha chiuso i lavori insieme al rettore Franco Anelli – «accompagna gli studenti anche con i corsi di teologia e con una vicinanza cosiddetta pastorale, che significa camminare insieme, condividendo le fatiche, le gioie, le speranze».

 

Giovani in cerca di relazioni

La prolusione di monsignor Erio Castellucci , vescovo di Modena-Nonantola, per l’inaugurazione dei corsi di Teologia. febbraio 2019 di monsignor Erio Castellucci * L’età giovanile in genere, e l’esperienza universitaria in particolare, è tempo opportuno per gli incontri decisivi della vita. “ Universitas ” nel periodo medievale indicava un insieme di persone che si associavano, una corporazione. Una di queste raccoglieva gli studenti, che si mettevano insieme, si davano regole per studiare il diritto, la medicina, le arti, la filosofia e la teologia; gli studenti stessi cercavano i maestri e guidavano la vita e il funzionamento di questa esperienza. L’Università è istituzione certo, ma prima di tutto è relazione: nasce come relazione, che poi è necessariamente diventa anche istituzione, e non come istituzione capace poi di custodire delle relazioni. Testimoniare la bellezza dell’incontro con Dio ai giovani e insieme ai giovani significa assumere uno stile che promuova più che condannare, che incoraggi più che polemizzare. Significa gettare meno lacci per difendersi dalle sirene e comporre più melodie per incantarle: Gesù, come scrive San Paolo, è il grande “sì” di Dio (cf. 2 Cor 1,20); è necessario saper pronunciare anche dei “no”, ma solo quelli che servono per custodire il grande “sì”.

 

Giovani in piazza per difendere il futuro

C’è chi dice che è solo un effetto ottico dovuto alla contemporaneità legata alla narrazione mediatica che ci fa intravedere un filo rosso tra le varie rivolte. Ma c’è anche chi riesce a leggere un motivo che collega le diverse piazze, come suggerisce il professor Fausto Colombo , docente di Media e politica alla facoltà di Scienze politiche e sociali e direttore del Dipartimento di scienze della comunicazione e dello spettacolo dell’Università Cattolica. Il secondo elemento è che alla base di questi fenomeni ci sono certamente rivendicazioni di diritti ma c’è soprattutto un contesto di crescente disuguaglianza. È legato ai media: come la televisione ha svolto un ruolo fondamentale nel ’68, così i social media, il web rendono possibili processi di riconoscimento reciproco: a protestare non si è soli, il senso di ingiustizia non è solo della propria identità collettiva ma di una identità più vasta». Qual è l’elemento che li accomuna? «C’è un forte senso di soggettività che ha la sensazione che i modelli di sviluppo, molto differenti gli uni dagli altri nelle società contemporanee, non costruiscano futuro. La questione del futuro è ancora in agenda come il luogo cruciale e i modelli di sviluppo che si sono affermati dopo il reaganismo, il tatcherismo e la caduta del muro possono essere ancora ripensati, non sono universalmente ovvi. Ma una cosa importante va sottolineata: questi ragazzi cresciuti con i social media, di cui diciamo che sono intermediati e non fanno più l’esperienza del mondo, fanno una cosa concreta: scendono in piazza, si mettono a rischio, qualche volta combattono.