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Adolescenti: noia, tristezza e solitudine i nemici da combattere

Adolescenti Adolescenti: noia, tristezza e solitudine i nemici da combattere Tra i più colpiti dalla seconda ondata di restrizioni ci sono i ragazzi che soffrono l’impossibilità di incontrarsi e di esprimere manifestazioni di affetto. Lo sguardo cupo, talora arrabbiato e più spesso rassegnato dei nostri figli è l’inequivocabile segnale che questo momento storico sta compromettendo i loro anni più belli. I bambini e i ragazzi, però, sono il futuro dell’umanità, dunque non ci si può arrendere all’idea che questo presente sia incapace di offrire loro prospettive incoraggianti. Oggi non c’è una prospettiva chiara di tempo e la capacità di adattamento e di resilienza che abbiamo chiesto la prima volta e che loro hanno messo in atto non è scontato che sia assicurata anche la seconda». Inoltre nel contesto sociale dobbiamo considerare che non tutti i ragazzi sono uguali e che a pagare il prezzo di questa fase saranno soprattutto i più fragili. Gli adolescenti hanno un pensiero che potremmo definire binario, quello dell’ “ora o mai più” che crea una sofferenza acuta sul piano emotivo - continua Emanuela Confalonieri -. Questa è un’occasione privilegiata per far capire loro che crescere significa anche imparare ad avere pazienza e procrastinare ciò che oggi non si può attuare.

 

Al lavoro sul territorio

I risultati della ricerca sono stati presentati lo scorso 3 ottobre al Centro Pastorale Paolo VI nell’ambito dell’incontro “L’Università incontra il territorio: una ricerca con I punti di comunità del progetto Brescia città del Noi” . Ciascun gruppo di studenti ha lavorato con piccole comunità di persone, in particolare giovani tra i 18 e 24 anni. “Al netto dei dati emersi, si tratta di una sperimentazione che in termini didattici rimarca la precisa volontà dell’università di collaborare col territorio in modo attivo. I ragazzi hanno svolto la funzione di psicologi jr, e hanno avuto la possibilità di attuare nel contesto di situazioni concrete alcune delle metodologie professionali viste in aula” ha specificato la prof.ssa Elena Marta . psicologia #territorio #cittadinanzattiva #bresciacittadelnoi Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Al PhD il manager studia le Hr 4.0

Cattolicapost Al PhD il manager studia le Hr 4.0 Ezio Fregnan , 46enne direttore dell’ Academy di Comau , inizia una delle prime esperienze di dottorato industriale in Italia. Una ricerca di frontiera su come valorizzare il fattore umano in un’azienda immersa all’interno della quarta rivoluzione industriale 25 ottobre 2017 Internet of Things , Intelligenza Artificiale, Robotica Collaborativa, Big Data : sono le parole chiave di una trasformazione già iniziata, che modificherà radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e comunichiamo. Un progetto davvero speciale: Fregnan, 46 anni, non viene, infatti, dall’accademia ma è direttore dell’Academy e Change manager di Comau - azienda altamente specializzata nella realizzazione di processi di automazione con sede a Grugliasco (To) - e si appresta a iniziare uno dei primi esperimenti di dottorato industriale in Italia . Partendo dalla raccolta di esperienze realizzate dalle aziende, svolgerò un’approfondita ricerca sul campo per descrivere e analizzare un caso specifico di Corporate Academy di un’azienda digitale che ha saputo implementare molteplici iniziative formative destinate ai dipendenti, ai clienti e alle giovani generazioni» spiega il dottorando. Su tutti un enorme vantaggio: nella veste di dottorando, lo studente ha la possibilità di inquadrare il percorso di dottorato con la visione dell’azienda e questo garantisce un “prodotto di ricerca” legato alla crescita del dottorando stesso e allo sviluppo e all’innovazione dell’impresa di cui è dipendente. Nella veste, poi, di dipendente, il lavoratore ha la possibilità di una formazione e di crescita, con il mantenimento del posto di lavoro. Il percorso formativo viene costruito di comune accordo dall'azienda e dal Collegio docenti del Corso di dottorato coinvolto e prevede sia la frequenza di corsi universitari che lo svolgimento dell'attività di ricerca.

 

Al tempo del coronavirus #iosonoengaged

CORONAVIRUS Al tempo del coronavirus #iosonoengaged Tutti possiamo trasformare il momento storico che stiamo vivendo in un’occasione preziosa per imparare a far fruttare diversamente il tempo. La lezione a distanza della psicologa delle organizzazioni Guendalina Graffigna 17 marzo 2020 É un tempo dilatato quello che stiamo vivendo. Un tempo pieno di lavoro e studio da casa. O un tempo da riempire, per anziani e per chi per diversi motivi non ha un’occupazione. Abbiamo chiesto una parola su questo tempo nuovo a Guendalina Graffigna , docente di Psicologia del lavoro e direttore del Centro di ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica. coronavirus #iosnoengaged #psicologia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

“A Piedi” verso un futuro migliore

Laboratorio di Psicologia “A Piedi” verso un futuro migliore Sei giorni, 135 chilometri e 38 ore di cammino sulle sponde del Lago di Garda. Accompagnati da un’équipe multidisciplinare, dieci ragazzi segnalati dal Tribunale del minorenni di Brescia sperimenteranno il viaggio di gruppo come strumento riabilitativo. Fondamentale il contributo scientifico di un’équipe del Laboratorio di Psicologia della Cattolica, sia nelle fasi di preparazione, che in quelle successive alla conclusione del percorso, con la predisposizione di tre incontri con l’equipe multidisciplinare in cui i ragazzi potranno rileggere, analizzare e valutare la fasi dell’esperienza fatta. Per quanto riguarda il primo aspetto verranno misurate comparativamente ( pre e post intervento ) alcune “ variabili leggere ” del funzionamento psicosociale dei partecipanti, indicative di trasformazioni connesse all’esperienza: indicatori della percezione di sé, dell’adattamento psicosociale, della fiducia interpersonale, dell’autostima e del senso di autoefficacia. Sarà inoltre messa a punto un’attività di documentazione sistematica dell’esperienza, mediante l’analisi delle produzioni di testi scritti (diario di bordo a cura dei partecipanti e degli operatori), immagini e video, e l’audio/videoregistrazione degli incontri quotidiani. I dieci protagonisti dell’iniziativa si trovano tutti nella fase di messa in prova , un’opportunità di riabilitazione educativa che consente di scontare la pena, o parte di essa, al di fuori dal carcere. Il fatto che siano tutti maschi e di nazionalità mista rispecchia in toto la situazione attuale: l’80% degli autori di reati compiuti da minori è di sesso maschile e di diverse nazionalità».

 

Assunto Quadrio, tra passione e curiosità

Milano Assunto Quadrio, tra passione e curiosità Un ricordo del professore emerito, allievo di Padre Gemelli e, dal 1961 fino al 2004, docente di Psicologia nelle facoltà di Pedagogia e di Scienze politiche. Fu uno degli allievi più cari ed apprezzati di padre Gemelli e poi, dal 1961 fino al 2004, professore di psicologia nelle facoltà di Pedagogia e di Scienze Politiche. Per tanti anni direttore e punto di riferimento del Dipartimento di Psicologia, dal 2009 divenne professore emerito e assiduo frequentatore del Dipartimento. Una curiosità che l’ha portato a esplorare in profondità i legami tra la psicologia e le altre discipline, sempre con l'intento di contribuire al bene comune, di creare una scienza che sia al servizio del bene collettivo. Questa impresa è riuscita a Quadrio perché aveva una grande credibilità, una cultura ampia e trasversale e una capacità di dialogare con profitto anche con chi era portatore di competenze diverse dalle sue. Dal 1961/62 si occupò di Psicologia dell'età evolutiva alla facoltà di Magistero (ora Scienze della formazione), per poi passare alla facoltà di Scienze politiche dove come professore ordinario insegnò Psicologia sociale. Infine l’approdo alla Psicologia giuridica che lo portò a fondare in Università Cattolica un centro di ricerca in Psicologia giuridica e sociale.

 

Calabresi, rialzarsi la mattina dopo

Questa è la motivazione che ha spinto Mario Calabresi a scrivere il suo ultimo libro La mattina dopo andando a trovare tutte le persone che erano “in lista d’attesa” mentre lui era immerso ventiquattr’ore su ventiquattro nel flusso di notizie del giornale. Una presentazione del libro originale, pensata come dialogo, in un’aula gremita di studenti con Eugenia Scabini , professore emerito di Psicologia sociale della famiglia, e introdotto dalla psicologa Sara Pelucchi . In questo fugace scambio di ruoli - la psicologa intervistatrice e il giornalista intervistato - «si sono rivelate due persone che sanno cogliere l’essenziale, gli aspetti cruciali dell’esperienza umana», ha sottolineato presentandoli Camillo Regalia, direttore del Centro di Ateneo Studi e ricerche sulla famiglia . O come Daniela “la garagista” «con un’energia incredibile che si capisce non sappia dove mettere», che all’attivo ha un danno irreversibile alla colonna vertebrale, tanti amici e una gran voglia di vivere. Lo dice Leonard Cohen che Calabresi cita nelle prime pagine del libro: “In ogni cosa c’è una crepa ed è da lì che passa la luce”. Quando l’identità è minacciata da una rottura riannodare i fili familiari dà il senso della storia» - ha detto la psicologa - e «quando pensi di non avere più un futuro, quello è il momento in cui riscoprire il passato» - ha fatto eco Calabresi. Andando si fa la via, e nel guardare indietro si vede la strada che mai si tornerà a rifare”, come recitano i versi di Antonio Machado che aprono La mattina dopo .

 

Caregiver, un progetto per sostenerli

L’attività di cura e assistenza a carico dei caregiver familiari è aumentata sensibilmente a fronte dell’emergenza sanitaria: prima della diffusione del virus SARS-CoV-2 2 caregiver su 3 lavoravano; durante la pandemia il 50% ha ridotto o sospeso la propria attività. Il peso emotivo e pragmatico dei caregiver familiari è oggi più che mai in aumento e necessita di essere preso in carico e gestito - ha dichiarato la professoressa Guendalina Graffigna , Direttore del centro di Ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica e Direttore scientifico del Progetto Place4Carers -. Promuovere servizi volti a sostenere il coinvolgimento attivo e positivo (engagement) dei caregiver familiari nel processo di cura è una frontiera di ricerca scientifica e di intervento clinico urgente quanto sfidante: il progetto Place4Cares vuol essere un primo passo in questa direzione». Il progetto è nato, infatti, con l’obiettivo di dare voce ai caregiver familiari al fine di creare, in collaborazione con i servizi socio-sanitari territoriali, una ricetta comune che ha permesso di dare risposte concrete alle famiglie in difficoltà, offrendo percorsi di supporto integrati ed efficaci. La Valle Camonica è stata scelta come caso pilota per sviluppare il piano di azioni previste dal progetto, con l’obiettivo di intervenire a sostegno di caregiver familiari residenti in aree rurali caratterizzate da limiti nell’accesso ai servizi di assistenza. La professoressa Cristina Masella , Politecnico di Milano, ha definito il progetto Place4Careres: «Un esempio di buona pratica che ha dato spunti di innovazione nella direzione di un coinvolgimento diretto degli utenti nel design dei servizi di assistenza». L’obiettivo di Place4Carers fin da subito è stato quello di valorizzare le reti di supporto informale presenti sul territorio camuno, al fine di promuovere l’invecchiamento attivo e in salute delle persone nei luoghi di vita» - ha sottolineato il dottor Massimo Corbo , direttore di Need Institute.

 

Con la resilienza contro Covid-19

MILANO Con la resilienza contro Covid-19 Gli operatori sanitari che nella bergamasca entrano nelle RSA e nelle famiglie con anziani contagiati sono psicologicamente, oltre che fisicamente, molto provati, al limite del burn out . Un percorso di formazione dell’Unità di ricerca della Cattolica by Emanuela Gazzotti | 17 aprile 2020 Un articolato progetto di resilienza parte oggi nei territori italiani più colpiti dal Covid-19, la Val Seriana e la città di Bergamo. Gli operatori sanitari e gli educatori di queste aree in emergenza sanitaria hanno chiesto un supporto agli psicologi dell’Unità di ricerca sulla resilienza del dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica ( RiRes ) sulla base di una pregressa collaborazione. Gli operatori sanitari che nella bergamasca entrano nelle RSA e nelle famiglie con anziani contagiati continuano, infatti, a lavorare per resistenza e inerzia ma sono psicologicamente, oltre che fisicamente, molto provati, al limite del burn out . Questo modello verrà riadattato alla situazione contingente italiana e che si affianca alla guida per Tutori di resilienza, costruita nell’arco di molti anni di esperienza di RiRes nei diversi contesti di vulnerabilità nazionali e internazionali in cui ha operato. L’iniziativa rivolta a circa ottanta Ong che lavorano con le famiglie intende predisporre strumenti divulgativi finalizzati a promuovere processi di resilienza individuale e famigliare e a contrastare le dinamiche disfunzionali che l’emergenza coronavirus e il relativo stato di confinamento possono generare. Si è pensato di attivare i dieci rifugiati accolti, e che ora si trovano soli nei rispettivi alloggi con un senso di vuoto che peggiora notevolmente la loro situazione post-traumatica, attraverso la produzione di mascherine commissionate dalla Croce Rossa.

 

Così nascono i giovani talenti dello sport

Brescia Così nascono i giovani talenti dello sport Il team di Cattolica per lo Sport e i professionisti delle realtà sportive territoriali sono intervenuti nell'incontro dedicato allo sviluppo del talento sportivo per spiegare cosa significa individiuare e supportare il talento in ambito professionistico. by Francesco Berlucchi | 16 dicembre 2016 Un incontro dedicato allo sviluppo del talento sportivo, con il team di Cattolica per lo Sport e i professionisti delle realtà del territorio, tra calcio, basket, volley e rugby. Un incontro dedicato al tema dello sviluppo del talento sportivo, attraverso uno sguardo psicosociale, in dialogo con diversi protagonisti del territorio e mediante una visione davvero interdisciplinare, tra calcio, basket, volley e rugby. Cosa significa talento - «Da qualche anno il tema del talento nello sport è diventato di moda – spiega Caterina Gozzoli , coordinatrice scientifica di Cattolicaper lo Sport e direttrice dell’Alta scuola in Psicologia dell’Università Cattolica (Asag) -. Ma come si scopre un giovane talento e come si accrescono le sue doti? Parlare di talento significa occuparsi di transizione di carriera. Si tratta di professionisti di alto livello, pertanto una sana gestione del talento non significa solo individuare e scoprire ragazzi che possano costituire il futuro della prima squadra di una società sportiva. Tra le tante realtà, il team di Cattolicaper lo Sport ha voluto creare una lente di ingrandimento sul territorio, dando voce a chi studia da tempo questi temi, ma soprattutto a chi ci convive ogni giorno, lavorando per scovare, crescere e sviluppare nuovi talenti.

 

Cura del dolore, Psicologia capofila

MILANO Cura del dolore, Psicologia capofila La facoltà dell’Ateneo ha partecipato e collaborato alla Consensus Conference promossa dalla Società italiana di riabilitazione neurologica e da altre associazioni di settore. Un’occasione che si è affacciata dopo un lavoro di studio durato quattro anni. luglio 2016 Hanno collaborato e partecipato alla realizzazione della Consensus Conference sul dolore in neuroriabilitazione , promossa congiuntamente dalla Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (Sirn), dalla Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione (Simfer), insieme con altre società scientifiche. Questa opportunità si è affacciata per alcuni psicologi dell’Ateneo grazie alla pubblicazione del volume Psicologia Clinica del Dolore (Springer, Milano, 2011) curato dai professori Enrico Molinari e Gianluca Castelnuovo e a un lungo lavoro di studio durato quattro anni. L’attenzione e l’interesse della facoltà di Psicologia a queste tematiche, oltre agli aspetti di ricerca, sarà oggetto di uno specifico modulo nell’ambito del master in Psicologia clinica sanitaria, promosso dall’Ateneo e giunto alla terza edizione. psicologia #consensusconference #sirn Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Dieci consigli per l’engagement

La ricerca scientifica dimostra infatti come le persone più “ingaggiate” siano coloro che riescono meglio a gestire le preoccupazioni provocate dall’emergenza pandemica, siano più fiduciosi e collaborativi verso il Sistema Sanitario e più resilienti nell’adattarsi ai cambiamenti di vita che la situazione di rischio richiede. A partire dalla costruzione di un Vademecum che si sviluppa sull’acronimo della parola “engagement”: ogni lettera della parola genera un messaggio chiave, un suggerimento che possiamo adottare nella vita di tutti i giorni per essere ingaggiati in una gestione responsabile di questa emergenza sanitaria. Tale condivisione si inserisce anche in una campagna di sensibilizzazione lanciata dal Centro in partnership con "Obiettivo Salute" di Radio 24 finalizzata a promuovere l’engagement delle persone nella gestione della salute e a sostenere un cambiamento comportamentale più responsabile e aderente alle misure di contenimento al virus. La campagna si configura come un progetto “aperto”: di fatto tutti potranno manifestare con personali contributi il loro essere engaged ( #iosonoengaged ). In questo modo verrà costruita una preziosa testimonianza (rendicontata dalle pagine social del Centro) sullo sviluppo di una virtuosa “pandemia di engagement”: dove l’agente di contagio non è più il virus ma il proattivo impegno a debellarlo. engagement #psicologia #vademecum #ecatt Facebook Twitter Send by mail Print.

 

#eCatt, lo psicologo è online

ATENEO #eCatt, lo psicologo è online Studenti ed emergenza sanitaria: attivo lo sportello EDUCatt di Consulenza Psicologica da remoto. Tutte le informazioni sul servizio e come prenotarlo by Valentina Stefani | 01 giugno 2020 EDUCatt , l’Ente per il diritto allo studio dell'Università Cattolica, ha attivato uno sportello di Consulenza Psicologica da remoto per dare supporto agli studenti durante il periodo di emergenza sanitaria. Lo sportello di ascolto, gestito da uno staff di psicologi in tutti i campus, è uno strumento utile per affrontare, con l’aiuto di professionisti, dubbi, incertezze e disagi derivati dal particolare momento in cui ci troviamo a vivere. Per prenotare il primo incontro virtuale gratuito, basta scrivere all’indirizzo ascolto@educatt.org (preferenzialmente utilizzando la mail icatt.it), indicando nome, cognome, matricola, sede universitaria di appartenenza, numero di telefono, domicilio attuale e motivo della richiesta. In questo modo sarà possibile essere ricontattati per fissare una chiamata via Skype o Zoom con lo psicologo di riferimento. Il servizio gratuito, riservato a tutti gli studenti dei Campus Cattolica, non sostituisce quella degli eventuali percorsi personali già attivi presso il Servizio di Consulenza Psicologica, che riprenderanno al termine dell’emergenza. ecatt #psicologia #educatt Facebook Twitter Send by mail Print.

 

È morto il professor Assunto Quadrio

milano È morto il professor Assunto Quadrio Si è spento il 21 gennaio lo psicologo che fu uno dei primi allievi di padre Gemelli negli studi pionieristici in Università Cattolica. gennaio 2019 È scomparso alla soglia dei 90 anni Assunto Quadrio Aristarchi , professore emerito dell’Università Cattolica. Già ordinario di Psicologia sociale, fondatore del Centro Studi e ricerche di psicologia giuridica e del Centro Studi e ricerche di scienze cognitive e della comunicazione, si era laureato in Medicina e chirurgia presso l’Università degli studi di Milano nel 1953 e si era specializzato in Psicologia in Cattolica nel 1958. Medico e psicologo, fu chiamato in Cattolica nel 1957/58 da Padre Agostino Gemelli , di cui fu assistente volontario, per diventare successivamente allievo di Giorgio Zunini e Leonardo Ancona , successori dello stesso Gemelli. Divenuto professore incaricato nel 1961/62 si occupò inizialmente di Psicologia dell'età evolutiva alla facoltà di Magistero (ora Scienze della formazione), per poi passare alla facoltà di Scienze politiche dove come professore ordinario insegnò Psicologia sociale. Infine l’approdo alla Psicologia giuridica che lo portò a fondare in Università Cattolica un centro di ricerca in Psicologia giuridica e sociale. Lasciò l’insegnamento a 75 anni, ma ogni giorno tornava in Cattolica perché, come confidò a un’intervista rilasciata a “Presenza”, «non posso fare a meno di restare in contatto con il mondo della ricerca e della formazione dei giovani».

 

Erasmus, una scuola di diversità

UCSC INTERNATIONAL Erasmus, una scuola di diversità A Valencia, la studentessa di Psicologia Asya ha scoperto che questa esperienza ha il potere di unire le persone più diverse e di annullare ogni timore. Ammetto che per molti versi ho ritrovato negli spagnoli caratteristiche simili a quegli degli italiani: Valori come, l’importanza della famiglia, degli amici, l’attenzione alla cura della comunità, la cultura del cibo, la gentilezza e l’ospitalità, tipici anche di noi italiani, sono amplificati in una cittadina come Valencia. L’Erasmus è magico da questo punto di vista; ha il potere di unire le persone più diverse e di annullare ogni timore. La diversità è bellezza, ma lo può essere solo se da parte di tutti ci sono rispetto e la volontà di riconoscersi diverso, non appiattirsi ai luoghi comuni, ed arricchire/arricchirsi con gli altri e negli altri. È anche per questo motivo che ho deciso, dal primo giorno a Valencia, di condividere quotidianamente su Instagram una foto rappresentativa della giornata, e di raccontare il mio “Día”. Ho raccontato di tutto, delle cose belle, dei posti visitati, della gente conosciuta, delle cadute prese, delle corse fatte, delle volte che ho riso, che ho pianto e che mi sono arrabbiata. I selezionati avranno l'opportunità di frequentare i corsi all'estero, usufruire delle strutture e dei servizi dell'Ateneo ospitante, sostenere gli esami concordati con i docenti dell'Ateneo e ottenerne il riconoscimento al rientro, oppure di condurre ricerche in loco per la propria tesi di laurea.

 

Fabiana Gatti, la benzina dell'amore

Milano Fabiana Gatti, la benzina dell'amore È mancata nei giorni scorsi, a soli 48 anni, la ricercatrice di Psicologia sociale della facoltà di Lettere e filosofia. gennaio 2019 * di Carlo Galimberti Martedì 15 gennaio, presso la Chiesa di Santa Maria di Caravaggio in Milano, si sono svolti i funerali di Fabiana Gatti, per nove anni ricercatrice a tempo determinato di Psicologia sociale della comunicazione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Fabiana ci ha lasciati dopo sedici mesi di dura lotta con un male che, pur rendendole difficile la vita di relazione così come lo studio, non l’ha però mai allontanata dalla nostra Università, dove era entrata come matricola nel 1989. Da allora Fabiana Gatti è cresciuta come ricercatrice attraverso un impegno costante e una capacità di lavoro che ha unito in modo unico attenzione alla rilevanza sociale dei temi di studio, sensibilità metodologica e disponibilità totale agli studenti incontrati nell’attività didattica. Insieme a chi l’ha conosciuta lavorando con lei in Facoltà di Lettere e Filosofia, così come all’interno del Dipartimento di Psicologia, mi sono più volte chiesto in questi giorni da dove le venisse la capacità di tenere mirabilmente assieme lucidità di pensiero e passione per l’umano. E in questo, principalmente, sta il senso dell’eredità umana e scientifica di Fabiana Gatti, un dono di cui non smetteremo mai di ringraziarla. Professore ordinario di Psicologia sociale in Università Cattolica #fabianagatti #lutto #psicologia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Fake news, “alimentiamo” il contagio della conoscenza

ottobre - Giornata mondiale dell’alimentazione Fake news, “alimentiamo” il contagio della conoscenza La facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali lancia a Cremona una tre giorni di formazione alimentare basate dalla psicologia dei consumi e rivolta a studenti e docenti delle superiori. Parte da qui il progetto Alimentiamo il contagio positivo della conoscenza , promosso dal Comune di Cremona in collaborazione con EngageMinds Hub , il centro di ricerca dell’Università Cattolica focalizzato sulla psicologia dei consumi e dei comportamenti. L’approccio al progetto è decisamente innovativo» spiega la professoressa Guendalina Graffigna , docente di Psicologia dei consumi all’Università Cattolica nei campus di Cremona e Piacenza. Al contrario, il processo formativo previsto dal progetto si configura come fortemente partecipativo e ambisce a generare una sensibilizzazione a cascata con la quale i “formandi” a loro volta diventino “formatori” e possano disseminare le competenze apprese presso le persone con cui sono in contatto. Si tratta dunque di favorire un processo di apprendimento collaborativo attraverso la ricostruzione di un dialogo tra cittadini e scienziati sulla corretta alimentazione». Temi che la facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Cattolica approfondisce ogni anno in modo interdisciplinare nell’ambito delle sue attività di ricerca e formazione. Di sicurezza alimentare ha parlato anche il professor Pier Sandro Cocconcelli , docente di Microbiologia agraria, intervenendo in diretta alla trasmissione Uno Mattina di Rai Uno (da 1.22'.10").

 

Futuri psicologi alla prova del lavoro

Milano Futuri psicologi alla prova del lavoro Gli studenti del secondo anno della laurea in Psicologia per il benessere hanno svolto un’attività professionalizzante in sei aree di interesse. Il programma didattico ha dato vita finora a 21 progetti in 15 enti per perfezionare strumenti e metodologie. giugno 2018 Unica nel panorama universitario nazionale, la laurea magistrale in “Psicologia per il benessere: empowerment, riabilitazione e tecnologia positiva” ha sperimentato l’inserimento degli studenti iscritti al secondo anno in alcune realtà lavorative. Questo inedito programma didattico, presentato lo scorso maggio nella sede di via Nirone dell’Università Cattolica, ha già realizzato 21 progetti in 15 Enti pubblici e privati. L’applicazione dell’innovativa “esperienza professionalizzante” ha previsto l’affiancamento di professionisti in progetti esistenti o l’elaborazione di pianificazioni in sinergia con il tutor di riferimento. Il progetto dell’innovativa “esperienza professionalizzate” risponde all’obiettivo dell’introduzione nel contesto lavorativo di chi oggi si forma, favorendo la pratica degli strumenti e delle metodologie teoriche, unica via per il perfezionamento dell’apprendimento e per lo sviluppo del professionista. Lo “psicologo del benessere” può operare con efficacia nei settori ospedaliero, formativo, riabilitativo, ricreativo e aziendale.

 

Giovani e Covid, in cerca di un significato

Un’équipe di psicologhe dell’Università Cattolica ha avviato la ricerca “ Diventare adulti durante il Covid-19: alla ricerca di un significato ” proprio a partire da questo processo per capirne la trama in un momento drammatico come è stato quello del lockdown. La letteratura sul meaning-making process di solito studia l’impatto di eventi eccezionali nelle vite individuali, in questa situazione, invece, la novità è stata proprio approfondire questo studio nel caso di una crisi collettiva» - ha affermato Semira Tagliabue , professore di Psicometria in Università Cattolica e coordinatrice della ricerca. Nella prima fase i partecipanti sono stati suddivisi casualmente in due gruppi, uno giornaliero (che ha compilato un questionario online per due settimane consecutive) e uno “di controllo” (che non l’ha compilato); entrambi i gruppi hanno inoltre compilato un questionario all’inizio e al termine della prima fase». Il 93,2% dei giovani al di sotto dei 25 anni e la maggioranza dei giovani tra i 26 e i 29 anni viveva all’interno della famiglia d’origine. Diverse sono state le esperienze di contagio da COVID-19: il 23,6% dei giovani crede di aver contratto il virus, e di questi il 20,5% ha attraversato la condizione di isolamento forzato. Il campione è principalmente rappresentato da lavoratori nel 46% dei casi, il 32% dichiara di essere uno studente/studentessa, e una buona parte dei partecipanti ricopre il doppio ruolo di studente-lavoratore (10,9%). Nel nostro campione il 34,4% è single, il 5,3% è sposato, mentre tra il restante 60,1% di giovani adulti coinvolti in una relazione sentimentale, sono presenti 105 giovani conviventi (19,7% sul totale).

 

Gli occhiali che leggono il cervello

Milano Gli occhiali che leggono il cervello Prodotti da una società italiana insieme al Dipartimento di Psicologia possono essere usati dalla ludopatia allo sport, dal management alla sicurezza sulla strada perché monitorando l’attività cerebrale permettono di aumentare il controllo sull’attenzione. by Chiara Martinoli | 13 marzo 2019 Arrivano gli smart glasses , occhiali in grado di “leggere” il cervello e monitorare il nostro livello di stress e attenzione. Prodotti da una società italiana in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica, gli occhiali tecnologici si prestano a diversi ambiti, dalla ludopatia allo sport, dal management alla sicurezza sulla strada. Indossare questi occhiali può costituire un vero e proprio allenamento per la mente e per il cervello» spiega Michela Balconi , a capo dell’ Unità di Ricerca in Neuroscienze Sociali e delle Emozioni (Dipartimento di Psicologia) dell’Università Cattolica. Non ci sono infatti controindicazioni nell’uso prolungato: questi occhiali non fanno altro che registrare l’attività elettrica che spontaneamente il nostro cervello produce, non c’è nulla di invasivo o di manipolativo. neuroscienze #smartglasses #psicologia Facebook Twitter Send by mail Print I LABORATORI In occasione della Settimana del cervello nelle sedi di Milano e Brescia dell’Ateneo il 14 e il 16 marzo si svolgeranno alcuni laboratori esperienziali promossi dall’ Unità di ricerca in Neuroscienze sociali e delle emozioni del dipartimento di Psicologia. Gli appassionati del cervello potranno scoprire “l’hyperscanning”, il nuovo paradigma delle neuroscienze che permette di conoscere il funzionamento di due cervelli in interazione in differenti contesti applicativi: sperimentali, sociali e aziendali, della ricerca sperimentale, della clinica e della riabilitazione.

 

Il mio amico robot

ricerca Il mio amico robot Psicologi della Cattolica e colleghi giapponesi hanno condotto uno studio sull’interazione uomo-robot , che ha coinvolto bambini di 5 e 6 anni mentre giocano con altri bambini e partner robotici, scoprendo che i bimbi si comportano nello stesso modo. by Benedetta Minoliti | 27 marzo 2019 Il rapporto tra l'uomo e i robot è diventato il fulcro di un numero notevole di studi, alla luce della loro crescente integrazione in una varietà di campi, dal lavoro ai contesti educativi. Come funziona il gioco che è stato utilizzato per valutare la propensione dei bambini all’equità? «È un gioco nato nell’ambito dell’economia comportamentale per comprendere come le persone prendono decisioni strategiche relative alle modalità di spartizione di un bene. Come si comportano i giocatori? «Il gioco è strutturato con lo scopo di attivare la propensione all’equità e l’avversione all’iniquità: anche se il Proponente ha, in linea di principio, il potere di offrire poco, la norma sociale di equità prescrive una certa quota di reciprocità negli scambi sociali. Si tratta quindi di un gioco che richiede di mettersi nei panni degli altri per capire qual è la minima offerta che si può fare loro affinché non venga rifiutata e anche di capire che in situazioni di asimmetria di potere l’equità non coincide con la spartizione perfetta». Inoltre, a 5-6 anni il bambino è capace di un pensiero ricorsivo di primo ordine a proposito degli stati mentali ed è dunque in grado di comprendere che gli altri possono avere credenze false, cioè diverse dallo stato dei fatti. I partner umani sono infatti concepiti come dotati di una varietà più ampia e articolati di stati mentali, cioè di un mondo interno soggettivo diverso e più ricco di quello dei robot».

 

Il valore della genitorialità sociale

Milano Il valore della genitorialità sociale Formare gli operatori che accompagnano le famiglie in situazioni difficili e i bambini nei percorsi dell’affido e dell’adozione richiede competenze professionali specifiche e raffinate offerte da un master della Cattolica, arrivato alla sua quinta edizione. E ciò vale a maggior ragione per l’adozione che consente un sorprendente recupero non solo dal punto di vista dello sviluppo cognitivo e del processo di attaccamento, ma anche da quello della crescita psico-fisica, come mostrano alcune ricerche condotte dal Centro di ateneo Studi e ricerche sulla famiglia. In breve: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di percorsi che hanno esiti positivi, nonostante gli ineliminabili fattori di rischio, riconducibili prevalentemente alla storia pregressa del minore che non può essere cancellata. Dunque l’affido, così come l’adozione, costituiscono di fatto una valida alternativa quando l’allontanamento dal nucleo di origine risulta inevitabile (e ciò va ovviamente appurato con molta cura) in quanto garantiscono un contesto adeguato per lo sviluppo e la possibilità di sperimentare legami familiari saldi e continuativi. Parliamo in questi casi di genitorialità sociale ovvero di una genitorialità che si basa sulla capacità di allargare i confini familiari e accogliere in quanto figlio (“a tempo” nell’affido e “per sempre” nell’adozione) un figlio nato da altri. Nel piano di studi sia dei futuri psicologi clinici sia degli assistenti sociali sono stati inseriti corsi che trattano nello specifico di queste temi, come è chiaro dal titolo stesso degli insegnamenti. Ma si è pensato anche ad una formazione di secondo livello per quanti già operano o intendono operare in questo settore mediante la proposta di un master realizzato nell’ottica di implementare la costruzione di una competenza specifica propriamente interdisciplinare nel campo dell’affido, dell’adozione e dell’accoglienza familiare.

 

In ascolto della generazione digitale

CATTOLICAPOST In ascolto della generazione digitale Sono 1.400 i giovani e adolescenti delle scuole milanesi che si sono rivolti in un anno ai 50 sportelli attivati dall’Asl Milano con l’Asag nell’ambito del progetto “ Whatsapp e oltre ” per confidare agli psicologi problemi, ansie e conflitti. Sono i numeri di “ Whatsapp e oltre… in ascolto della generazione digitale ”, il servizio di ascolto psicologico all’interno delle scuole , promosso da Asl Milano e Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli (Asag) dell’Università Cattolica. Lo “sportello” nasce nei primi anni 2000 con l’intento di offrire l’opportunità di sperimentare una conoscenza di sé nuova, attraverso un’interazione con un “altro da sé” impegnativa, ma ricca di dimensioni come l’ascolto e la reciprocità. Si tratta del gruppo di “ricercazione” condotto dal docente di Psicologia clinica in Cattolica Giancarlo Tamanza : un lavoro di confronto con i professionisti, che consente un aiuto continuo alla professionalità degli psicologi coinvolti ma anche al miglioramento e alle possibili evoluzioni del progetto. Continua a leggere Sono domande di ragazzi che ricercano un confronto, racconta la psicoterapeuta Nicoletta Pirovano , docente a contratto in Cattolica e dirigente dell’Asl Milano, che per anni ha lavorato proprio come psicologo nelle scuole e ora coordina gli interventi di ascolto del progetto. scuola #sportello #psicologia #asag Facebook Twitter Send by mail Print WHATSAPP E OLTRE Sessantaquattro miliardi di messaggi, 600 milioni di immagini, 200 di messaggi vocali: sono i dati scambiati ogni giorno dagli oltre 900 milioni di utenti che utilizzano l’applicazione di messaggistica mobile più diffusa al mondo, WhatsApp (dati www.statista.com ). E proprio l’App creata nel 2009 da Jan Koum e Brian Acton è diventata il simbolo di un progetto di ricerca-intervento condotto da Asl Milano e dall’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli (Asag) dell’Università Cattolica: “WhatsApp e oltre: in ascolto della gener@zione digit@le , dalla multimedialità alla relazionalità (emotiva)”.

 

In Costa Rica, tra caffè e animali

Piantagione di caffè e Atenas Le prime due settimane le ho trascorse nella citta di Atenas, vivendo in una famiglia e lavorando in una piantagione di caffe. È un progetto che consiglio a tutti, estremamente arricchente, sia per quanto riguarda la conoscenza delle piante di caffe, sia per tutto il processo di produzione che richiede un sacchetto di prodotto. La piantagione si trova a circa 30 minuti dalla citta, ma e tranquillamente raggiungibile con i mezzi; il lavoro che si svolge e principalmente manuale, come pulire le piante, manutenzione generale, raccogliere i chicchi, tostare il caffe e impacchettarlo. Il venerdì non si lavora in piantagione ma ci si reca con Gerardo al mercato degli agricoltori per vendere il caffe, e questo dà la possibilita di entrare in contatto con tantissime persone del luogo e vedere qualcosa di davvero speciale e caratteristico. La vita ad Atenas e molto tranquilla, le persone sono molto gentili e disponibili, ho avuto anche il tempo di viaggiare insieme alle altre volontarie italiane e vedere tantissimi posti indimenticabili e fare un po’ la vita da “turista” in quel bellissimo paese. Ci sono due squadre che differiscono un po’ dalle altre: una squadra in particolare che tutti i giorni prepara i vari pasti per ciascun animale in base alle esigenze, e un’altra che invece lavora nell’ospedale e tratta gli animali piu a rischio o i cuccioli. Questo luogo inoltre aiuta a creare dei legami molto profondi con le altre persone, un po’ dovuto al fatto che si convive 24 ore su 24 con le stesse persone e un po’ perche si respira un clima molto familiare.

 

I neuropsicologi europei mettono il cervello a nudo

Al congresso, hanno partecipato oltre 450 studiosi di fama internazionale, provenienti sia dall’Italia, sia da numerosi paesi europei, dagli Stati Uniti, dal Canada e dall’Australia. Gli studi presentati sono stati condotti nei vari campi delle Neuroscienze Cognitive, sia dal punto di vista dei meccanismi alla base del comportamento, sia da quello relativo alle applicazioni cliniche, in tutte le patologie che danneggiano il cervello, compromettendo le funzioni cognitive. Sono state presentate le varie procedure volte a migliorare l’accuratezza delle diagnosi e ad implementare i programmi di riabilitazione, anche tramite il supporto di tecnologie innovative di neuroimmagine e neurofisiologiche che potranno trovare in tempi brevi applicazione in ambito clinico. "Le ricerche presentate - sottolinea la professoressa Silveri - testimoniano di una grande vivacità culturale e di un significativo interesse dell'Ateneo per la neuropsicologia che si conferma essere (e sempre più lo sarà in futuro) scienza “a ponte” tra gli aspetti teorici e l’applicazione in clinica". Rilevante è stato il contributo dei neuropsicologi della Cattolica che hanno presentato vari studi in ambiti diversi della neuropsicologia clinica. I pazienti affetti da deterioramento cognitivo possono presentare frequentemente una alterazione della cosiddetta “cognizione sociale”, ovvero di quell’insieme di competenze necessarie per l’interazione con gli altri. Una delle dimensioni fondamentali della cognizione sociale è rappresentata dall’empatia, ovvero dalla capacità di farsi partecipi degli stati emotivi e delle attese degli altri.

 

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