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Active ageing, i consigli della ricerca

maggio 2016 È una delle sfide cruciali per una società “vecchia” come la nostra: gestire l’invecchiamento attivo di una popolazione la cui speranza di vita aumenta. All’ healthy and active ageing l’Università Cattolica dedica nove progetti di ricerca autofinanziati per un importo complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Dopo aver indagato i fattori che influenzano l’assunzione di alimenti negli anziani, la ricerca ha finora analizzato il legame tra l’invecchiamento e le condizioni di salute in modelli animali murini, attraverso lo studio del microbiota intestinale. Le ricerche dimostrano che diete ad alto indice glicemico si associano a ridotte performance cognitive; che alte concentrazioni di rame libero nel sangue sono correlate a un aumentato rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. E che il livello di coinvolgimento attivo dell’anziano nella promozione del propriobenessere dipenda da fattori psico-sociali quali la percezione di auto-efficacia, il senso di “coerenza” e di soddisfazione per la propria vita. Una ricerca, guidata dalla professoressa Michela Balconi , ha sviluppato un protocollo di potenziamento cognitivo e di stimolazione cerebrale applicato su un campione di 54 volontari di età compresa tra i 65 e gli 80 anni. Si tratta di una piattaforma e-Health (nella foto qui accanto) che sostiene le donne di oltre 60 anni che si preparano alla chemioterapia (dopo diagnosi di tumore alla mammella) e ad affrontare gli effetti collaterali, in particolare la perdita dei capelli.

 

Cinque progetti studiano i nuovi anziani

Al tema dell’ active aging l’Università Cattolica dedica cinque ricerche d’ateneo in altrettanti ambiti scientifici che coinvolgono ricercatori di quattro campus 20 dicembre 2013 Una rivoluzione con conseguenze enormi, e non solo sul sistema pensionistico. L’allungamento della vita si rivela anche un’opportunità, dato che oggi la percentuale di disabilità a 70 anni è del 10%. Sul tema dell’invecchiamento l’Università Cattolica investe una cifra consistente di risorse economiche proprie con un progetto d’ateneo che coinvolge cinque diversi ambiti di ricerca che occupano i ricercatori di quattro campus. Sul tema dell’ active ageing l’ateneo ha messo a punto strumenti, procedure e metodologie per riconoscere e incrementare le potenzialità dell’anziano utilizzando le conoscenze dei medici, degli psicologici, dei nutrizionisti, degli economisti, dei sociologi. Si indagano altre opportunità offerte dall’allungamento dell’età matura, toccando un tema caro agli anziani autosufficienti: la gestione del tempo liberato dal lavoro per il mantenimento di buone condizioni di vita e contributo fondamentale nei passaggi generazionali. Nel 2014, anno di avvio di Horizon 2020, sarà aperto un bando per la creazione di un nuovo Kic con l’obiettivo di stimolare l’innovazione per una vita sana e per l’invecchiamento attivo. In particolare le due parole-chiave che guideranno la proposta dell’Università Cattolica saranno: “patient engagement”, cioè il coinvolgimento attivo del paziente nel processo di cura, e “positive technology”, cioè l’uso della tecnologia per migliorare le caratteristiche dell’esperienza soggettiva.

 

Invecchiare bene, una risorsa

Basta guardare gli ultimi dati Ocse: nel 2050 nel nostro Paese ci saranno 74 persone al di sopra dei 65 anni per ogni 100 persone di età compresa tra 20 e 64 anni (rispetto al 38% di oggi), diventando uno degli stati più vecchi assieme a Giappone e Spagna. Considerati da sempre l’anello debole della società e del welfare, potrebbero essere alla base di una svolta epocale proprio nel campo della salute e dell’assistenza sanitaria, con ricadute positive sia sulla produttività degli individui nel mercato del lavoro, sia dei singoli all’interno della famiglia. Per esempio, quella della sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari e previdenziali, che devono saper combinare l’esigenza di ridurre i costi con politiche sanitarie e sociali in grado di rispondere alle esigenze di una popolazione che invecchia. Come pure non è da sottovalutare la riduzione delle prestazioni e l’estensione della vita lavorativa degli individui, in assenza di adeguata prevenzione e corretti stili di vita, incrementano l’esposizione dei soggetti al rischio di disabilità e cronicità compromettendo la qualità della vita per i più anziani. Rischi e opportunità dell’aumento della longevità della popolazione saranno al centro delle tre giornate di studio, promosse dalla Fondazione Ferrero di Alba nell’ambito dell’accordo quadro stipulato con l’Università Cattolica, dal titolo “Invecchiamento di successo 2017: ageing opportunities” e in programma giovedì 9, venerdì 10 e sabato 11 novembre ad Alba . Anche perché dopo la pensione i soggetti si recano di più dal medico e, indipendentemente dalle proprie condizioni di salute, “si curano di più”. In particolare l’aumento risulta più pronunciato per quei lavoratori che prima di ritirarsi dal mercato del lavoro avevano ritmi di lavoro molto intensi, orari di lavoro prolungati e, più in generale, “poco tempo” per curarsi.

 

Respirare bene per invecchiare meglio

ricerca Respirare bene per invecchiare meglio I risultati del progetto d’Ateneo Anapnoi , che ha coinvolto sei unità dell’Università sul tema dell’inquinamento indoor , saranno illustrati a Brescia mercoledì 3 aprile . La presentazione di un decalogo per ridurre i rischi e favorire l' healthy ageing 26 marzo 2019 Valutare come l'inquinamento atmosferico outdoor e il microclima e l'inquinamento indoor contribuiscano allo sviluppo di alcune patologie polmonari negli anziani. È l’obiettivo della ricerca d’Ateneo che verrà presentata a Brescia mercoledì 3 aprile e che proporrà anche una serie di consigli pratici per evitare gli effetti dannosi dell’aria viziata che respiriamo. Come prodotto finale del progetto è stato definito un decalogo di linee guida legate ad adattamenti comportamentali o strutturali (in quest’ultimo caso si tratta di interventi legati esclusivamente all’ambiente domestico) per ridurre i rischi e favorire l' healthy ageing di persone sane o già affette da patologie respiratorie. Il decalogo, già condiviso dalle sei unità operative di progetto, verrà presentato e distribuito, sia sotto forma di brochure che di libretto sintetico di carattere divulgativo , mercoledì 3 Aprile 2019 in occasione del Convegno finale di progetto, che si terrà all’Istituto Artigianelli di Brescia in via Giovanni Piamarta. inquinamento #activeageing #prevenzione Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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