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Cattolici e politica, attenti alle divisioni

dibattiti Cattolici e politica, attenti alle divisioni L’iniziativa di Sturzo fu fermata da una parte del mondo cattolico, manovrata da una forza estranea che utilizzò strumentalmente temi cari ai cristiani, con conseguenze terribili per la chiesa e per il Paese. Ed è significativo che anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore senta il bisogno di ricordare la fondazione del Ppi. Padre Gemelli, infatti, non condivideva l’impianto aconfessionale del partito sturziano (ma poi ha sostenuto la Dc che ne è stata la prosecuzione). Ma, soprattutto tra vescovi e parroci, continua a prevalere la convinzione che la politica divida e che non convenga sostenere questa o quella iniziativa politica promossa da una parte dei cattolici, in cui certamente un’altra parte non si ritroverebbe. È accaduto proprio con Sturzo, la cui iniziativa è stata fermata da una parte del mondo cattolico, abilmente manovrata da una forza estranea in grado di utilizzare strumentalmente temi cari ai cattolici. Pochi giorni fa, il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Gualtiero Bassetti , ha dichiarato che «staccare i fedeli dal Papa è una manovra sbagliata e controproducente» e ha aggiunto che «non basta dirsi cattolici per diventare De Gasperi». Non fu Sturzo, allora, a sbagliare né gli altri “liberi e forti” che lo seguirono, ma coloro che ebbero troppa paura di manovre insidiose e di minacce pesanti. Ma è necessario saper essere veramente liberi e forti: ecco la grande attualità dell’Appello di cento anni fa. * docente di Storia contemporanea, facoltà di Lettere e filosofia Primo articolo di una serie dedicata ai cento anni dall'Appello ai liberi e forti di don Luigi Sturzo.

 
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