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Un santo che appartiene all’umanità

milano Un santo che appartiene all’umanità Carlo Maria Martini ricordò così il “Poverello di Assisi” in un intervento pronunciato in un'iniziativa promossa dal Comune di Milano il 22 settembre 1982 per l’ottavo centenario della nascita. Le pietre dei luoghi da lui toccate parlano ancora oggi di lui. Tuttavia egli rappresenta un evento che va al di là della topografia di una regione. E al di là di parentele prossime o remote, noi possiamo dire oggi, considerando l’irradiazione del suo messaggio – e le famiglie che a lui si richiamano, presenti qui in Lombardia da secoli e ovunque nel mondo –, che Francesco ha qualcosa da dire per tutta l’umanità. Per questo anche i cattolici, chiamati a confessarlo nella sua fede in Cristo, debbono mettersi in ascolto di quanto altri, e tutti, a qualunque fede appartengano o anche non appartengano a una fede, dicano a ogni secolo intorno a Francesco. Dopo naturalmente Cristo, il Signore, che di ogni uomo – e quindi anche di Francesco – rimane, per la nostra fede, l’unico esemplare e archetipo. La scelta degli ultimi Perché Francesco parla a tutti? Francesco parla a tutti gli uomini perché ama l’uomo, soprattutto gli ultimi tra gli uomini. Prima ancora di prendere alla lettera l’invito a restaurare la Chiesa di Cristo «che va in rovina», Francesco ha scoperto – nel lebbroso – il Cristo emarginato ed escluso, il nessuno per nessuno, il “morto sociale e civile”.

 

Assisi, l’arte s’impara toccandola

CATTOLICAPOST Assisi, l’arte s’impara toccandola Giulia Ronzoni ha partecipato alla prima e terza edizione della Summer School “Arte e fede”: un’esperienza di comprehensive knowledge in cui il contesto è fondamentale quanto il testo per favorire l’apprendimento. E che si comprende, oltre che sui libri e in classe, soprattutto attraverso la contemplazione in loco di chiese, monumenti e dipinti disseminati su tutto il territorio nazionale. Come propone di fare la Summer School “Arte e fede”, un percorso di studi ormai consolidato che porta ogni estate ad Assisi studenti, laureati e amanti del sapere di ogni età per vivere un’esperienza di comprehensive knowledge . Un momento privilegiato in cui testo e contesto sono strettamente intrecciati, come racconta Giulia Ronzoni (nella foto qui accanto) che ha partecipato alla prima e alla terza edizione di questa scuola di formazione. La scelta di prendere parte alla prima edizione è nata dall’interesse dei temi trattati, tra cui in particolare l’occasione di poter approfondire uno dei periodi più emblematici della storia dell’arte medievale, che vede protagonisti Giotto e l’esperienza francescana». Molteplici sono le opportunità di crescita che Giulia sottolinea: «Si è trattato di un’esperienza coinvolgente, ricca di stimoli, soprattutto per l’impostazione dei momenti di lavoro, sempre seguiti da ampi momenti di dialogo e confronto. La competenza e la disponibilità dei relatori, oltre che i differenti percorsi formativi dei vari partecipanti, hanno contribuito ad aumentare gli spunti di riflessione e il livello di approfondimento».

 
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