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Theresa May e la crisi del leader

È la logica della democrazia, che si alimenta di promesse che non possono essere mantenute. Quando poco meno di due mesi fa Theresa May annunciò a sorpresa la fine della legislatura e la decisione di andare a elezioni anticipate, il risultato della consultazione sembrava pressoché scontato. Proprio il leader laburista – dipinto dalla stampa e da molti osservatori più o meno come un caratterista uscito da un film di Ken Loach e approdato per errore sul palcoscenico della politica nazionale – era anzi considerato come il principale responsabile della vittoria annunciata dei conservatori. La vera sorpresa è venuta però proprio dal Labour di Corbyn, che, pur nel corso di una campagna elettorale così contratta (e peraltro funestata da eventi terroristici), ha ottenuto un risultato sorprendente. Piuttosto, si può sostenere che, tornando più o meno ai livelli del 2010, il partito sembra avere arrestato quella tendenza al declino delineatasi a partire dagli ultimi anni di governo di Blair e in coincidenza con le leadership di Gordon Brown ed Ed Miliband. Ma è sicuramente significativo che un candidato come Corbyn – così spesso definito come un grigio burocrate, nostalgico dello statalismo e degli anni Settanta – si sia rivelato in grado di conquistare una fetta rilevante dell’elettorato specialmente giovane, senza troppe concessioni alle logiche della “personalizzazione” e dello spettacolo politico. Si tratta per molti versi di una conseguenza della logica stessa della democrazia, che vive anche alimentandosi di promesse che non possono essere mantenute e di entusiasmi destinati a scemare.

 

Dove va l’Europa, tra banche e Brexit

In programma, tra gli altri, l’intervento del presidente Inps Tito Boeri , che parlerà di populismo, e un’analisi delle ragioni del “leave”. Sono i temi al centro del convegno annuale de lavoce.info , il sito d’informazione e analisi economica che in quindici anni di attività è diventato in Italia un think tank che raccoglie analisi e approfondimenti su temi relativi all’economia italiana e internazionale. Seguiranno gli interventi di Angelo Baglioni (Università Cattolica) e Marco Onado (Bocconi), che analizzeranno il modo in cui sono stati affrontati i recenti casi di crisi di alcune banche italiane. L’esperienza di questi casi mostra che l’applicazione delle nuove regole europee (il bail-in) incontra molte difficoltà e la credibilità di queste regole è messa a dura prova. Una delle ragioni di questa situazione è che è mancata la protezione del risparmiatore, a cominciare dalla trasparenza e dalla correttezza nei rapporti banca-cliente. Infine, Tito Boeri affronterà il delicato tema del populismo, partendo dalla constatazione che è figlio di uno stato sociale che non è in grado di proteggere ampi strati della popolazione, oltre che dei cambiamenti indotti dalla globalizzazione e dal progresso tecnologico. Al presidente Inps il compito di delineare alcune risposte innovative: dall’abolizione dei trattamenti di favore ingiustificati alla necessità di rendere la protezione sociale più efficiente nel raggiungere chi ha davvero bisogno d’aiuto.

 

Italia-Europa. Parla Padoan

L’Europa attraversa un momento di passaggio e di transizione che rischia di minare il processo di integrazione. C’è la convinzione diffusa che sia necessario fare delle riforme per reagire all’euroscetticismo», spiega Massimo Bordignon , professore di Scienza delle Finanze all’Università Cattolica, tra i promotori del secondo ciclo dei “Colloqui sull’Europa” , organizzato dal Dipartimento di Economia e finanza dell’Ateneo. Ad aprire gli incontri sarà il ministro dell’Economia e delle finanze Pier Carlo Padoan , che venerdì 1° dicembre , alle 11 , nell’ Aula Magna di largo Gemelli dopo i saluti istituzionali del Rettore Franco Anelli , parlerà di Prospettive per l’integrazione europea . Ma si parla anche più genericamente di costruire una “capacità fiscale a livello europeo”, volta a sostenere l’attività d’investimento dei singoli Paesi in situazione di crisi, oppure a sostenerli con co-finanziamenti europei ai sussidi di disoccupazione. Sono tutti esempi di “risk sharing”, utili per paesi che nell’adottare la moneta unica hanno rinunciato ad utilizzare il tasso di cambio come meccanismo di stabilizzazione economica. Il ministro Padoan, nel suo intervento in aula Magna, parlerà di queste proposte di riforma e di quanto il governo e il suo ministero hanno fatto su questi temi» afferma il docente della Cattolica. Uno degli scopi dei Colloqui sull’Europa è aumentare la consapevolezza che ad di là delle posizioni politiche specifiche ci sia bisogno di una posizione comune dell’Italia su questi temi».

 

Serve una classe politica pragmatica

Questo l’auspicio con cui il Premio Nobel per la Pace David Trimble ha chiuso la lezione tenuta agli studenti del corso di laurea in Economia e Giurisprudenza ospitata dal prof. Maurizio Baussola . Il 24 novembre scorso, il premio Nobel ha tracciato davanti a un’aula gremita di studenti, un quadro della situazione generata con la Brexit ed ha sottolineato i limiti dell’attuale Commissione europea, “incapace di capire le singole problematiche dei paesi Ue ed in particolare quella inglese”. Un giudizio decisamente critico che prende spunto dalla constatazione delle profonde differenze regionali in Inghilterra, come si è potuto evincere nel referendum, un malessere profondo che differenzia nettamente la capitale, Londra, dal resto del paese. Ribadendo il suo appoggio alla Brexit, il premio Nobel ha espresso opinioni non particolarmente ottimiste sulla situazione internazionale: “Difficile” ha affermato “poter credere in una pace duratura, perché troppi e di vaste proporzioni sono i conflitti in atto. Per questo ha ribadito la necessità di un dialogo tra le varie nazioni quale soluzione per risolvere i vari conflitti, in nome di una pace sempre più difficile da perseguire. Il premio Nobel è stato presentato agli studenti dal vicepresidente del Segretariato permanente dei premi Nobel per la Pace che ha sede a Piacenza, Marzio Dallagiovanna , che ha reso possibile l’iniziativa. L’incontro è stato attentamente seguito ed ha stimolato interessanti riflessioni che hanno portato gli studenti a porre significative domande all’illustre ospite, il quale, da parte sua, ha mostrato franchezza e chiarezza espositiva.

 

Inaugurazione con Paolo Gentiloni

ateneo Inaugurazione con Paolo Gentiloni Milano, mercoledì 16 novembre . Il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale terrà la prolusione nella cerimonia che dà il via ufficiale al nuovo anno accademico. Secondo tradizione, la giornata di mercoledì 16 novembre 2016 si aprirà alle ore 9.15 nella Basilica di Sant’Ambrogio con la concelebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Angelo Scola , arcivescovo di Milano. Il discorso inaugurale del Magnifico Rettore Franco Anelli e il saluto del Presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori precederanno la prolusione del ministro. Un tema di grande attualità, quello che affronterà l’onorevole Paolo Gentiloni nella sua prolusione, a pochi giorni dalla conclusione della campagna elettorale statunitense, con l’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, e a pochi mesi dal referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico tutte le lezioni sono sospese nella sede di Milano . Per gli studenti l’accesso alla cerimonia sarà consentito solo a partire dalle ore 10.15 fino ad esaurimento posti e previa registrazione con il tesserino universitario alla postazione di accredito nel secondo chiostro.

 

Nel cuore della City dopo la Brexit

londra Nel cuore della City dopo la Brexit Federico Arnaboldi , dopo il master in Credit Risk Management è approdato a Londra alla Royal Bank of Scotland . ottobre 2016 Nel cuore finanziario di Londra, a pochi mesi dalla Brexit, in un momento cruciale per il sistema bancario internazionale. Quello di Federico Arnaboldi (a destra) è un osservatorio privilegiato sui cambiamenti globali dell’economia e della finanza. Dopo il master in Credit Risk Management all’Università Cattolica e un lavoro come Senior Analyst nell’Area di Credit Risk Validation in Unicredit, Federico è approdato da poco nella City londinese e si occupa di audit nel risk management della Royal Bank of Scotland. Ma la cosa che più mi ha colpito è la dimensione internazionale della banca: ci sono persone da tutto il mondo e in posizioni di responsabilità». Il lavoro di Federico consiste nel verificare che i processi e i modelli di risk management siano implementati correttamente e che i controlli per mitigare i potenziali rischi siano adeguati. L’attività è molto stimolante e cruciale per le scelte gestionali della banca, che vive come l’intero settore bancario europeo una fase di grande incertezza» afferma.

 

Gentiloni, l’Europa rialzi la testa

milano Gentiloni, l’Europa rialzi la testa Dopo la Brexit e l’inattesa vittoria di Donald Trump alle elezioni americane c’è ancora più bisogno di un nuovo ruolo del vecchio continente. Ha aperto così la propria prolusione il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni , in occasione dell’inaugurazione dell’anno Accademico 2016/2017 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’aula magna di largo Gemelli, dopo il discorso inaugurale del rettore Franco Anelli e il saluto del presidente dell’Istituto Toniolo cardinale Angelo Scola. Il discorso di Gentiloni ha toccato i temi più caldi della politica internazionale: dalla Brexit alla crisi dei migranti, con riferimento anche all’elezione a sorpresa di Donald Trump come nuovo presidente americano. Eppure Gentiloni ha ribadito come il colosso a stelle e strisce, almeno a partire dalla presidenza Obama, stia deponendo la corona della leadership internazionale, spostando l’asse verso l’Asia e il Medioriente: «In questo contesto bisogna individuare il ruolo che l’Europa deve assumere». In merito ai risultati della campagna elettorale in America, il ministro ha sottolineato che la Trump-fobia sia un’esagerazione: «Oggi ci facciamo mille problemi per Donald Trump, ma il nuovo presidente americano non è il solo a vedere il mondo in un certo modo. Il tema su cui bisogna focalizzarsi, ha detto in conclusione Gentiloni – ricollegandosi al discorso del rettore, Franco Anelli – deve essere il rafforzamento dell’identità europea, che si può perseguire attraverso l’insegnamento del sapere culturale, di pari passo con le attività pratiche. In chiusura del suo intervento, il ministro ha rivolto un pensiero all’Italia, che è tenuta in grandissima considerazione e stima, a livello internazionale: «Come italiani ci stiamo impegnando nell’acquisizione della consapevolezza del nostro ruolo sul profilo internazionale, sia nei meriti, sia nelle responsabilità».

 

Anno accademico al via con Gentiloni

ATENEO Anno accademico al via con Gentiloni Le sfide del dopo Brexit e del post-voto negli Stati Uniti sono state al centro della prolusione del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale nella cerimonia che ha aperto il nuovo anno accademico. novembre 2016 « Dall’Europa post-Brexit agli Stati Uniti post-voto: quali sfide per l’Occidente » è il tema della prolusione del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni , in occasione dell’ inaugurazione dell’anno accademico 2016-2017 dell’Università Cattolica. GUARDA LA GALLERY SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK Secondo tradizione, la giornata di mercoledì 16 novembre 2016 si è aperta nella Basilica di Sant’Ambrogio con la concelebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Angelo Scola , arcivescovo di Milano. La cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico si è poi svolta in Aula Magna con il discorso inaugurale del Magnifico Rettore Franco Anelli e il saluto del Presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori . Un tema di grande attualità, quello affrontato dall’onorevole Paolo Gentiloni nella sua prolusione, a pochi giorni dalla conclusione della campagna elettorale statunitense, con l’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, e a pochi mesi dal referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. gentiloni #esteri #brexit #inaugurazione Facebook Twitter Send by mail Saluti e discorsi Discorso inaugurale del rettore Franco Anelli Saluto del presidente dell'Istituto Toniolo cardinale Angelo Scola Saluto dell'assistente ecclesiatico generale monsignor Claudio Giuliodori.

 

Daveri: risparmi salvi, Europa a pezzi

Ma il sogno europeo rischia l’effetto domino, che può iniziare con la vittoria di Podemos in Spagna e coinvolgere i Paesi più ricchi. Ci aspetta un lungo periodo di negoziati per definire i nuovi trattati internazionali che legheranno Ue e Regno Unito. Un risultato inatteso, almeno dopo gli exit poll che si erano diffusi nella tarda serata di ieri, che davano il “remain” in testa, e dopo l’euforia delle borse, che avevano chiuso in rialzo. Anche in Olanda si comincia a pensare a un referendum per uscire dalla Ue. È l'inizio della fine del sogno europeo? «L'Europa di domani non sarà quella che è stata fino a oggi. Il rischio è un effetto domino in cui altri Paesi ricchi decidano di lasciare una Ue incapace di risolvere i problemi, prima di tutto quello dei rifugiati ma anche quello delle banche». Chi risentirà di più gli effetti del “leave”: imprese e piccoli risparmiatori? Cosa ne sarà dei nostri risparmi? «In questi momenti è meglio non vendere perché si rischia di capitalizzare tutte le perdite. Di buono c'è che l'euro è un bene rifugio nei confronti di una sterlina che si deprezzerà.

 

Brexit? A rischiare è il Regno Unito

milano Brexit? A rischiare è il Regno Unito Secondo l’economista Paul De Grauwe , Keynote Speaker della Annual Conference del Complexity Lab in Economics dell’Università Cattolica, un’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea sarebbe più rischiosa per gli inglesi che non per l’Ue. giugno 2016 I veri rischi per un'uscita dall'Unione europea della Gran Bretagna sono più per l'Inghilterra che per l'Ue. Lo spiega l'economista della London School of Economics Paul De Grauwe , intervistato da Davide Zamberlan , con la collaborazione di Antonio Di Francesco . Secondo il professore belga, la Brexit comporterebbe un calo di investimenti per le aziende britanniche. Martedì 31 maggio De Grauwe è stato Keynote Speaker della Annual Conference del Complexity Lab in Economics (Cle) dell'Università Cattolica e ha parlato di The Future Governance of the Eurozone . Il Cle, diretto dal professor Domenico Delli Gatti , è stato istituito nel dicembre 2014 per sostenere la ricerca sulle applicazioni della scienza della complessità ai modelli economici. La lezione inaugurale del Centro di ricerca è stata affidata l’8 giugno 2015 al premio Nobel per l’Economia 2001 Joseph E. Stiglitz.

 
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