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Cecità evitabile, assistenza diseguale

Roma Cecità evitabile, assistenza diseguale Dai primi risultati del pilota del Progetto “Value Blindness Care” promosso dallo spin-off Vihtali, in Italia ci sono troppe differenze nella cura delle persone affette da Degenerazione maculare legata all’età con rischio di diseguaglianze territoriali. luglio 2017 La Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE o AMD) è una delle principali malattie cronico-degenerative nei soggetti con più di 55 anni. Si prevede che, nel 2020, circa 196 milioni di persone saranno colpite da Degenerazione maculare legata all’età, una cifra che probabilmente è destinata a crescere con l’invecchiamento demografico mondiale (soprattutto nei Paesi di maggior benessere). Non sembra invece esserci una prevalenza di sesso anche se dopo i 75 anni prevale il sesso femminile, probabilmente dovuto a una maggiore sopravvivenza delle donne in questa fascia di età. È questo lo scenario epidemiologico nel cui quadro si è sviluppato il progetto “Value Blindness Care”, nato per affrontare il problema della cecità evitabile e trovare vie innovative per governare al meglio i servizi sanitari deputati alla gestione delle patologie che ne sono causa. Forti sono le ricadute sulla vita di chi è affetto da problemi oculari cronico-degenerativi, sempre più evidente l’impatto sociale da prevenire e gestire per utilizzare al meglio le risorse disponibili ed evitare le diseguaglianze di accesso e presa in carico. La disponibilità di farmaci “salva – vista” deve andare di pari passo con una corretta governance dei servizi che inizi dall’identificazione precoce dei casi nella popolazione suscettibile e dall’emersione di percorsi facilitati di gestione e continuità terapeutica comprensibili per il paziente».

 
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