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Vaccino anti-Covid: la vera sfida è nel trasporto

PIACENZA Vaccino anti-Covid: la vera sfida è nel trasporto La distribuzione dei vaccini anti-Covid 19 in quantità enormi ed in tempi strettissimi rappresenterà la più grande sfida logistica della storia. Ce ne parla Luca Lanini , docente di Logistica e Supply Chain Management dell’Università Cattolica by Sabrina Cliti | 18 novembre 2020 Il nuovo vaccino anti-Covid annunciato dalla multinazionale americana del farmaco Pfizer è la notizia che il mondo aspettava. E questo sia che si consideri il vaccino che deve essere conservato a -70, che se si considera il vaccino stabile per 30 giorni a temperature standard di refrigerazione tra 2° e 8° C, come quello di Moderna: l’aspetto organizzativo della logistica e il problema della security rimangono». Un lavoro prezioso e strategico che affronta il tema lavorando su ogni anello della supply chain: dal primo trasporto - dal laboratorio di produzione ai diversi HUB nazionali di stoccaggio-, per passare al transit point di smistamento fino al delivery dell’ultimo miglio con la consegna ai luoghi di somministrazione medica». La pianificazione è tutto... «DHL stima una preparazione mondiale di 10 miliardi di dosi, trasportati con 200 mila pallet, prevedendo l’utilizzo in due anni di 15 mila aerei cargo e 15 milioni di di contenitori refrigerati. Una volta che il vaccino arriva in Italia in quattro, cinque piattaforme di stoccaggio, come assicuriamo la consegna alle Ausl alle farmacie agli ospedali? In questo tratto finale è difficile garantire la dotazione di un container a -70°. Quel che è certo è che serve un coordinamento, una pianificazione, una sinergia con tutti gli altri aspetti che non ho toccato, primo fra tutti la security da implementare per questi trasporti, un reale tema di sicurezza nazionale».

 
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