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Così nelle chat di lavoro è nato il CoviDiary

Coronavirus Così nelle chat di lavoro è nato il CoviDiary Una memoria storica caratterizzata da agevole lettura e completezza relativa a quanto accaduto in questi ultimi quattro mesi. Una memoria storica corale, caratterizzata da agevole lettura e completezza relativa a quanto accaduto in questi ultimi quattro mesi (Per leggere il CoviDiary scarica il pdf) . Un racconto nel racconto: il percorso compiuto da chi si è occupato di fornire alla stampa o ai mezzi di comunicazione dell’Ateneo le nuove frontiere degli scenari accademici, sociali, sanitari, culturali, che vedono coinvolta l’Università, nel suo ruolo didattico-formativo, di ricerca, di terza missione. La comunicazione ha riguardato anche l’informazione circa gli adeguamenti, con comprensibile apprensione, a modificare o implementare i servizi in vista della massima sicurezza degli utenti, come è accaduto con la sanificazione degli ambienti. Tante le novità, dal piano #eCatt per il proseguimento dei percorsi didattici in sicurezza (in presenza e da remoto) alla costituzione del Fondo Agostino Gemelli per venire incontro alle esigenze economiche delle famiglie prostrate dalla crisi, in modo che la pandemia non bloccasse progetti e aspirazioni dei giovani. Ha consentito di svolgere eventi online: conferenze, seminari, webinar, dibattiti, presentazioni di libri (per lo più e-book ), finanche lo svolgimento – con una modalità inedita ma che ha aperto nuovi scenari per il futuro – di Open week per la presentazione delle lauree triennali, magistrali e dei master. Accanto agli eventi organizzati con sapiente fantasia pastorale, sono state pubblicate le cronache dei preti in prima linea nel confortare chi pativa le conseguenze del Coronavirus, sono stati annunciati gli incontri di preghiera presso il policlinico Gemelli e commentati i gesti di Papa Francesco durante la pandemia.

 
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