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I figli, non solo un costo, ma un investimento. Per tutti

Abbiamo una serie di dati che determinano oggettive preoccupazioni, mentre registriamo ogni anno un calo costante della natalità nel nostro Paese e le decisioni di aprirsi alla vita sono sempre più tardive. Questa nostra epoca è caratterizzata da un paradosso: il desiderio di avere figli da parte delle coppie è molto elevato e, al tempo stesso, si registra un calo del tasso di fertilità» così il professor Stefano Zamagni , presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. L’approccio corretto è quello della sostenibilità integrale: tutte le dimensioni che caratterizzano l’umano e la società devono essere prese contemporaneamente in considerazione, Che cosa si può e si deve fare in questa situazione? Anzitutto, diffondere l’idea che generare figli non è solo un atto privato, ma sociale. saluteprocreativa #denatalita #centridiricerca #demografia Facebook Twitter Send by mail Print GLI ANNI DI FUTURO PER L'ITALIA « Che cosa vuol dire fare oggi scelte di vita e di valore che impegnano vita e responsabilità? Sui temi della salute della donna e del bambino si è centrato l’intervento del professor Antonio Lanzone : «Nel concetto di denatalità mondiale l’unica categoria che sale, come rate di gravidanza, naturalmente non naturale, sono le donne 40enni e ultra quarantenni, soprattutto in America del Nord e in Italia. I concetti di fertilità e sterilità sono cambiati proprio sulla base dell’età materna, essendo, inoltre, non più un pensiero centrale: la fertilità non è più un dono, ma una condizione che dipende dal soddisfacimento di altre condizioni. Con l’età aumentano anche molte patologie che diminuiscono il quoziente di fertilità, oltre all’incidenza dei personali stili di vita, senza considerare il naturale aumento della spesa sanitaria per l’assistenza: tutto questo non significa solo diminuzione della fertilità, ma dispendio di risorse.

 

Natalità, l’Italia può “rinascere”

L'OSSERVATORE ROMANO Natalità, l’Italia può “rinascere” Oltre a un lavoro culturale, occorre mettere al centro delle politiche pubbliche il sostegno alle scelte desiderate e di valore delle nuove generazioni. Siamo entrati nel nuovo secolo con l’idea di rendere ovunque normale la possibilità che un nuovo nato possa vivere tutte le stagioni della vita fino a quelle più avanzate. Vivere a lungo è certamente un obiettivo positivo, che va però accompagnato da scelte in grado di riempire di qualità e valore gli anni aggiuntivi. La fecondità media su tutto il pianeta è attorno a 2,5 figli ed è prevista scendere sotto il valore di 2 entro la conclusione di questo secolo. Fino a poco più di un secolo e mezzo fa il numero medio di figli per donna era attorno o superiore a 5 in tutti i paesi del mondo. In ogni caso per tutta la storia dell’umanità, fino a qualche generazione fa, la grande maggioranza della popolazione non sceglieva quanti figli avere, semplicemente si formava una unione di coppia e poi i figli arrivavano senza che nella testa dei genitori ci fosse un numero atteso. docente di Demografia alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica, campus di Milano [continua a leggere su L’Osservatore romano] #denatalita' #natalita' #politiche familiari #demografia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Rosina al Meeting, la denatalità è un sintomo dell’incertezza del Paese

la cattolica al meeting Rosina al Meeting, la denatalità è un sintomo dell’incertezza del Paese Il demografo dell’Università Cattolica è intervenuto all’incontro “Tra denatalità e generatività. La sfida del lavoro” 23 agosto 2019 Una combinazione micidiale tra alto debito pubblico e bassa natalità. Il demografo dell’Università Cattolica ha partecipato il 22 agosto all’incontro “ Tra denatalità e generatività. La sfida del lavoro ”, dialogando con Mauro Magatti , docente di Sociologia in Università Cattolica, e Massimo Ferlini , presidente Formaper. Secondo Rosina il nostro Paese sta scaricando i costi della difesa del benessere presente sulle nuove generazioni. E la denatalità è essa stessa un sintomo dell’incertezza dell’Italia nei confronti del futuro. Occorre invertire la tendenza cominciando a pensare il presente come luogo di investimento sul benessere futuro, a partire dalla formazione delle nuove generazioni.

 

Rosina, le misure per battere la denatalità

l'analisi Rosina, le misure per battere la denatalità Sostenere i progetti di indipendenza dei giovani, aiutare le donne e le coppie a conciliare lavoro e desiderio di aver un figlio, contrastare il rischio di impoverimento delle famiglie con figli. luglio 2019 di Alessandro Rosina * I dati Istat appena pubblicati confermano che l’Italia si trova in una recessione demografica che si sta cronicizzando, con conseguenze di medio e lungo periodo peggiori di quella economica. Una delle obiezioni più comuni rivolte a chi si preoccupa della bassa natalità è che se la popolazione diminuisce, in un mondo che invece cresce, non sia così grave. Ciò che quindi accade è che a fronte di una longevità che si estende, si riduce la consistenza delle nuove generazioni. Aumenta così il peso della popolazione più vecchia, producendo squilibri generazionali che più si allargano e più costituiscono un freno alla crescita economica e alla sostenibilità del sistema sociale. Non si tratta quindi tanto di tornar a far crescere la popolazione, ma quantomeno ridurre la continua crescita di tali squilibri che minano le basi del benessere presente e futuro del nostro paese. Come mai la natalità italiana è scesa a livelli così bassi? Il motivo è che nel mondo di oggi, diversamente dal passato, non solo avere un figlio è una scelta, ma è anche sempre meno scontata.

 
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