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L’Europa dei giovani in 24h

milano L’Europa dei giovani in 24h Un documentario di 24 ore che racconta la vita quotidiana di 60 ragazzi di 26 Paesi dell’Ue: sarà proiettato sabato 4 maggio in contemporanea nelle principali città europee, Milano compresa, per rivelarne sogni, timori, preoccupazioni, desideri. aprile 2019 L’Europa raccontata attraverso gli occhi dei giovani. È questo “ 24H Europe - The Next Generation ”, il documentario di 24 ore, prodotto dal canale culturale franco-tedesco Arte : una fotografia della vita quotidiana di 60 giovani europei, tra i 18 e i 30 anni, provenienti da 26 Paesi dell’Unione Europea, che hanno deciso di svelare sogni, timori, preoccupazioni, desideri. Sabato 4 maggio il documentario - articolato in 24 film e girato in parallelo da un team di 26 troupe - sarà proiettato in contemporanea nelle principali città europee, tra cui Strasburgo, Berlino, Bruxelles e anche Milano. Durante questa giornata il telespettatore scoprirà l’universo dei “Millenials” europei, ovunque essi vivano: Sofia, Tolosa, Barcellona, Almería, Belgrado, Zurigo, Lesbo, Helsinki, Magnitogorsk, Berlino, Namur, Tallinn, Sarajevo, Kautokeino, Varsavia o i fiordi islandesi. Insomma, una testimonianza sui giovani del nostro tempo e su quello che futuro del progetto europeo. giovani #europa #documentario Facebook Twitter Send by mail Print.

 

“Vanesa”, la tesi diventa docu-film

Venezuelana d’origine, la studentessa della sede bresciana della Cattolica ha analizzato il ruolo dei nuovi mezzi di comunicazione digitale in Venezuela, durante la crisi presidenziale che ha visto opposti Nicolas Maduro e Juan Guaido . Il progetto video “Hope stained portraits” nasce dalla collaborazione con la casa di produzione 5e6 di Brescia e racconta la situazione del Paese senza distinzioni di età, classe sociale o partito politico. Essi ci hanno fornito dei punti di vista utili ad esplorare il funzionamento del sistema informativo venezuelano, in che modo si inserisce nella struttura organizzativa più generale del governo e come viene fruito dai cittadini. L’obiettivo era quello di gettare luce non solo su ciò che sta accadendo all'interno del Paese, ma anche nelle menti stesse delle persone, condizionate da un ventennio di regime oppressivo.”. "E' curioso come tutto questo sia stato possibile anche solo grazie a WhatsApp - tiene a sottolineare Fabiana - che mi ha permesso di ricevere dei messaggi vocali contenenti degli audio realizzati dall’altra parte del mondo.”. Un lavoro che, oltre ad aver adottato un metodo scientifico, ha permesso di confermare molte delle ipotesi di partenza, sia attraverso lo studio della letteratura che attraverso il materiale raccolto in prima persona, ponendo l'attenzione sul modo di pensare e di sentire del popolo venezuelano. L'ambizione è stata quella di gettare uno sguardo sull'intero sentimento di una nazione, tanto della fazione pro-governativa quanto di quella contro.

 
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