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Il robot che lava i grattacieli

Milano Il robot che lava i grattacieli È uno dei progetti in gara per la finale di Dr. Startupper 2018, che si terrà mercoledì 20 giugno a Milano. Sono sei le idee finaliste della quinta edizione di Dr. Startupper 2018 che verranno presentate mercoledì 20 giugno a Palazzo Affari ai Giureconsulti a Milano. Promuovere la creatività degli studenti nel dare vita a start up innovative e nell’inventare nuove forme di lavoro e professionalità è la mission di Dr. Startupper, che ogni anno supporta le idee imprenditoriali e le competenze acquisite nei percorsi di studio. ThisAbility è una nuova piattaforma di recruiting dedicata sia a persone con disabilità che necessitano di un lavoro sia a imprese in cerca di candidati da inserire all’interno dell’organizzazione: attraverso un algoritmo sarà possibile incrociare le caratteristiche e le competenze dei candidati con le posizioni lavorative delle imprese. Infine To-e-T è un servizio che ambisce a rivoluzionare l’approccio dei clienti nell’acquisto di capi di abbigliamento online tramite una customer experience completamente nuova. L’obiettivo è la creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati e la diffusione di una cultura dell’innovazione, che nasca dalla contaminazione tra il mondo accademico e quello imprenditoriale. Durante il training, della durata di circa sei mesi, si sono alternati momenti di lavoro in gruppo e sessioni di formazione a distanza tramite video lezioni, incontri con giovani start-upper di successo, e presentazioni dei propri lavori a venture capitalist e business angel.

 

L’e-commerce è Halal

giugno 2017 Dal portale e-commerce con prodotti certificati Halal per la comunità islamica alla piattaforma online B2B per il recruiting delle modelle, fino alla app mobile come alert per segnalare ai comuni situazioni di degrado o di rischio ambientale e antropico. Alcune di queste hanno vinto la quarta edizione di Dr. Start-upper , il percorso di promozione di nuove idee d’impresa, nato dalla collaborazione tra Università Cattolica e Camera di commercio di Milano. Creatività e spirito di iniziativa sono dunque la cifra che permette a molti studenti di tradurre le proprie idee in progetti imprenditoriali con tanto di business plan e dettagli sul possibile ingresso nel mercato. Con l’aiuto di un corso e di esperti di imprenditoria, gli studenti hanno tutti i supporti necessari per svilupparli, spesso districandosi contemporaneamente tra esami e tesi di laurea. Gaia è di Rieti, ha vissuto da protagonista l’emergenza del sisma che ha colpito il centro Italia e ha così immaginato di poter contribuire alla prevenzione di calamità come alluvioni e terremoti. Smart e innovativa è anche l’idea di Icast , secondo progetto classificato al Dr. Start-upper, piattaforma B2B che si propone di snellire il processo di recruiting di modelle e modelli nel mercato del fashion riducendo, attraverso semplici filtri di ricerca, la durata della selezione da cinque giorni a pochi minuti. Il primo premiato, Halal Made in Italy, si è aggiudicato la possibilità di essere inserito in Corefab , un incubatore e sito di coworking per lo sviluppo e la progettazione di nuovi prodotti - aperta a imprenditori, professionisti, ricercatori, startupper e innovatori.

 

La startup che nutrirà l’Africa

Ci rivolgiamo direttamente ai brand che hanno intenzione di spendere - spiega Federica, la mente di questa idea, realizzata insieme a Cristian di Lello e Matteo Pessina –. Con uno sguardo anche alle imprese cosmetiche: «I brand avranno un profilo premium che offre una vetrina di prodotti, spazi pubblicitari e molto altro». Come spiega Arianna, una dei tre ideatori, il mercato di riferimento è quello della distribuzione automatica, ma non solo: «Proporremo il nostro liofilizzato, totalmente naturale, senza conservanti né coloranti, ai gestori di vending». Si tratta di André Ndereyimana (nella foto in alto insieme a Federica Ortalli e Claudio Stefani) , un 33enne originario del Burundi, ma anche marito e padre di una bambina di tre anni. Il suo progetto vincitore, Burundi Smallholders’s livestock network ( guarda la presentazione ) , si propone di costruire una catena agroalimentare specializzata nella produzione, nella trasformazione e nella commercializzazione di alimenti di origine animale , tramite una rete capillare di produttori familiari rurali e peri-urbani . Il nostro obiettivo per il futuro è ridurre le carenze proteiche nella popolazione del mio Paese , quindi la malnutrizione dei bambini , delle mamme allattanti e anche di quelle gravide tramite l’offerta di alimenti trasformati e che rispettino gli standard di qualità nutrizionale, sensoriale e igienico-sanitaria ». Nato in Burundi, dove ha vissuto per 15 anni in guerra, André ha studiato agraria e tecnologie agroalimentari a Viterbo, ha lavorato nella cooperazione internazionale per 3 anni a livello delle Ong locali in Burundi per poi tornare nella città laziale e fare il consulente a distanza.

 

Dr. Startupper Competition: vince NAFASCO il progetto dei dottorandi Agrisystem

Piacenza Dr. Startupper Competition: vince NAFASCO il progetto dei dottorandi Agrisystem Il percorso che lancia imprese di studenti, promosso da Università Cattolica e Camera di commercio di Milano, premia il progetto per sconfiggere la malnutrizione in Burundi attraverso una pianta ricca di sali minerali, proteine e vitamine 05 settembre 2016 “ NAFASCO è un progetto ambizioso che poggia su basi solide e concrete” ha dichiarato la dr.ssa La Porta, che introduce così il progetto vincitore di Dr. Startupper 2016 che nei giorni scorsi ha assegnato i premi ai giovani laureati decisi ad avviare la propria startup. Del team che sta dando vita al progetto fanno parte il dottorando Agrisystem dell’Università Cattolica, l’agronomo burundese, Valence Ndayisenga , Beatrice La Porta anch’essa dottoranda Agrisystem e giurista specializzata di Diritto alimentare, e Guglielmo Dragotta , economista ora iscritto a un master in risorse umane. “Il nostro obiettivo è sconfiggere la malnutrizione che affligge il 58% della popolazione del Burundi attraverso l'uso consapevole di una delle risorse naturali che il nostro pianeta ci offre, l'albero della moringa, e a un coinvolgimento diretto delle famiglie locali.”. “Il progetto NAFASCO è stato premiato all’unanimità dalla giuria di Dr. Startupper, formata da esperti aziendali e investitori nel campo delle start-up, classificandosi primo tra 10 diversi progetti di start up promossi da studenti delle varie sedi del nostro Ateneo. Di questi, 25 sono stati selezionati per un percorso di formazione e accompagnamento allo sviluppo delle loro idee e, dopo un’ ulteriore selezione, 10 di loro hanno presentato il loro progetto a una giuria di investitori presso la Camera di commercio di Milano. L’idea nasce dal sogno di Valence Ndayisenga di sconfiggere la malnutrizione e la povertà che affliggono il proprio Paese portando avanti un progetto di coltivazione sostenibile dell’albero della Moringa.

 

L’albero magico vince Dr. Startupper

Milano L’albero magico vince Dr. Startupper Il percorso che lancia imprese di studenti, promosso da Università Cattolica e Camera di commercio, premia tre vincitori tra cui un progetto per sconfiggere la malnutrizione in Burundi attraverso una pianta ricca di sali minerali, proteine e vitamine. giugno 2016 Sconfiggere l’alto tasso di malnutrizione in Burundi attraverso la coltivazione della Moringa Oleifera, una pianta chiamata “l’albero dei miracoli” o “l’albero della vita” perché le sue foglie, i semi, le radici, il tronco e la resina sono ottimi strumenti per il miglioramento delle condizioni nutritive degli abitanti. Francesca Rizzi è l’ideatrice di " M2.0 " è una piattaforma di interazione e scambio tra la domanda e l’offerta degli operatori commerciali che vuole rispondere al bisogno delle aziende di allocare almeno parte dell’invenduto, della produzione “fuoristagione” e degli scarti al fine di rendere più efficiente l’impiego delle risorse aziendali. Si tratta di un sito internet mobile-friendly che offre servizi agli studenti quali la ricerca di luoghi per studiare, ristorarsi o fare acquisti per l’Università, la creazione di gruppi di studio tra colleghi per preparare insieme esami e progetti. Complessivamente le idee finaliste di questa edizione di Dr. Startupper, a cui hanno partecipato 25 progetti e 32 studenti di laurea magistrale, sono state dieci, tutte presentate brillantemente presso Palazzo Affari ai Giureconsulti alla presenza dei professori Andrea Mezzadri e Fabio Antoldi dell’Università Cattolica. Dr. Start-upper offre gli strumenti essenziali, la conoscenza dei quadri normativi e le skills manageriali per lo sviluppo di idee che portino alla creazione di una start-up; potenzia le competenze imprenditoriali; crea un network di contatti personali e istituzionali utile per i futuri imprenditori. Durante il training, della durata di circa sei mesi, si sono alternati momenti di lavoro in gruppo e sessioni di formazione a distanza tramite video lezioni, incontri con giovani start-upper di successo, e presentazioni dei propri lavori a venture capitalist e business angel.

 
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