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L’editore geniale di Elena Ferrante

milano L’editore geniale di Elena Ferrante Sandro Ferri , editore di Edizioni E/O , ha accompagnato il successo mondiale della scrittrice, con romanzi tradotti in 40 lingue, approdo al cinema e sul piccolo schermo. Sarà in Cattolica il 15 novembre per Engaging The Reader 2018 nell’ambito di Bookcity 07 novembre 2018 di Paola di Giampaolo È stato tradotto in quasi 40 lingue, con 10milioni di copie vendute ed è approdato nei cinema italiani dove i primi episodi della serie in pochi giorni di programmazione hanno battuto anche Gli Incredibili. Eppure, quando abbiamo pubblicato il suo primo romanzo nel 1992, L’amore molesto, ne abbiamo vendute poco più di duemila copie» racconta Sandro Ferri , editore di Edizioni E/O. «Questo per dire che il successo enorme dell’autrice viene da molto lontano, più di 25 anni. Ovviamente non potevamo prevedere che molti anni dopo i quattro volumi dell’Amica geniale avrebbero venduto nel mondo oltre dieci milioni di copie. L’amica geniale e i tre romanzi che lo hanno seguito sono al tempo stesso romanzi di formazione, quella parallela di due amiche, romanzi corali che danno voce alle storie di personaggi molto diversi. Pubblichiamo molti autori di varie nazioni che traduciamo in inglese, ma anche scrittori e scrittrici di lingua inglese. editoria #elenaferrante #libri #letteratura Facebook Twitter Send by mail Print ENGAGING THE READER Sandro Ferri , editore di Edizioni E/O , sarà giovedì 15 novembre in Università Cattolica a Engaging The Reader 2018 nell’ambito di Bookcity .

 

Il caso Ferrante, viva lo pseudonimato

Milano Il caso Ferrante, viva lo pseudonimato Se la scrittrice andasse dietro solo ai desideri dei lettori, rivelandosi e partecipando ai talk show, forse ridimensionerebbe la sua fama e non sarebbe divenuta il mito attuale. L'intervento del professor Roberto Cicala 05 ottobre 2016 di Roberto Cicala* "Voglio scrivere e basta" ha dichiarato più volte Elena Ferrante, letta anche da Hillary Clinton e da milioni di lettori spesso divenuti fan. Quindi il fake su Facebook della scrittrice che si vuole celare dietro uno pseudonimo è ancor più paradigmatico di come i fenomeni spesso partono per la tangente, dimostrando la corsa all'apparire rispetto all'essere. L'editoria naturalmente è anche marketing e copertine ma ora è la socialmania e la relativa egolatria che hanno il sopravvento anche sul senso della letteratura, quindi la scrittura come atto personale, estetico ed etico insieme. Non so quanto sia giusto sapere a tutti i costi chi sia la Ferrante, come ha fatto il Sole con un intrigante scoop culturale, ma certo la scrittrice ha diritto di decidere per sé. Se andasse dietro soltanto ai desideri dei lettori, rivelandosi e partecipando ai talk show, forse ridimensionerebbe la sua fama e probabilmente non sarebbe divenuta il mito attuale. Forse si può immaginare che cosa l'autrice pensi di tutta questa polemica, con il titolo della raccolta delle sue lettere e carte editoriali: "frantumaglia".

 
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