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Dottorandi, arriva il Career Coaching

CATTOLICAPOST Dottorandi, arriva il Career Coaching Dal 30 novembre un progetto pilota per dare maggiore consapevolezza sulle proprie competenze personali e scommettere sul proprio potenziale nel percorso professionale che si andrà a intraprendere. Parla l’esperto Gabriele Carta by Elena Angeleri | 25 novembre 2015 Già consolidato all’interno di Mba ed Executive Master come strumento di empowerment degli studenti, il Career Coaching si affaccia anche nel mondo del dottorato di ricerca. In questi casi, spesso il problema maggiore scaturisce dalla scarsa confidenza che queste “risorse” possiedono rispetto al proprio bagaglio professionale che è fatto di competenze, ma anche di potenzialità inespresse che spesso rappresentano la parte maggiore, anche se non emergente. Il Career Coaching non deve essere interpretato solo come un’attività di approfondimento, seppur personalizzato, dell’ orientamento, bensì , e soprattutto, come un’azione generatrice di cambiamenti individuali che possono riguardare diverse aree: stile comportamentale, convinzioni personali, gestione delle criticità o rapporti con il proprio ambiente. Il Career Coaching può costituire la risposta adeguata nelle fasi delicate di evoluzione e di cambiamento professionale (quale può essere il percorso di dottorato e il periodo successivo) e conseguente bisogno di supporto per definire meglio la strada da intraprendere». Possiamo affermare che la previsione di incontri individuali tra coach e coachee (in questo caso, il dottorando) permettono di costruire una sorta di personalizzazione dell’apprendimento? «Il mondo del lavoro opera continuamente processi di selezione. Le organizzazioni cercano persone che possiedano già un carattere solido, completo e considerano questo aspetto ben più importante del possesso di nozioni o abilità che è relativamente facile insegnare successivamente: lo sviluppo delle soft skills rappresenta un missione che bisognerebbe perfezionare nella fase conclusiva e culminante degli studi universitari.

 

Futuri psicologi alla prova del lavoro

Milano Futuri psicologi alla prova del lavoro Gli studenti del secondo anno della laurea in Psicologia per il benessere hanno svolto un’attività professionalizzante in sei aree di interesse. Il programma didattico ha dato vita finora a 21 progetti in 15 enti per perfezionare strumenti e metodologie. giugno 2018 Unica nel panorama universitario nazionale, la laurea magistrale in “Psicologia per il benessere: empowerment, riabilitazione e tecnologia positiva” ha sperimentato l’inserimento degli studenti iscritti al secondo anno in alcune realtà lavorative. Questo inedito programma didattico, presentato lo scorso maggio nella sede di via Nirone dell’Università Cattolica, ha già realizzato 21 progetti in 15 Enti pubblici e privati. L’applicazione dell’innovativa “esperienza professionalizzante” ha previsto l’affiancamento di professionisti in progetti esistenti o l’elaborazione di pianificazioni in sinergia con il tutor di riferimento. Il progetto dell’innovativa “esperienza professionalizzate” risponde all’obiettivo dell’introduzione nel contesto lavorativo di chi oggi si forma, favorendo la pratica degli strumenti e delle metodologie teoriche, unica via per il perfezionamento dell’apprendimento e per lo sviluppo del professionista. Lo “psicologo del benessere” può operare con efficacia nei settori ospedaliero, formativo, riabilitativo, ricreativo e aziendale.

 
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