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La Cattolica e le radici dell’Eni

Milano La Cattolica e le radici dell’Eni L’amministratore delegato Claudio Descalzi in Università per rileggere il ruolo giocato dall’Ateneo nella formazione della cultura d’impresa del colosso energetico. Gira intorno all’economista dell’Università Cattolica e al fondatore dell’Eni il filo sottile che lega l’Ateneo di largo Gemelli e l’azienda del cane a sei zampe. A indagare questa relazione, originale e dialettica, è stato il progetto “ Dall’Università Cattolica all’Eni: la formazione di una classe dirigente ”, che ha sostenuto la pubblicazione dei volumi C ultura e petrolio. Un’alleanza per lo sviluppo dei popoli ”, che si è svolta il 4 dicembre nell’Aula Magna della sede milanese dell’università Cattolica. In Cattolica si è costruito il pensiero, la filosofia di quella che è stata la macchina operativa dell’Eni» ha detto l’amministratore delegato dell’azienda. Tra loro, Francesco Vito, Pasquale Saraceno, Amintore Fanfani o Giorgio La Pira, uno dei punti di riferimento più ascoltati da Mattei, che collaborò con l’Università Cattolica in momenti particolarmente significativi per la rinascita del secondo dopoguerra. Per capire l’Eni di Mattei, insomma, occorre far riferimento a una visione di lungo periodo, che si è alimentata in una riflessione etico-politica ispirata a un insieme coerente di valori e di principi sociali.

 

Eni, Descalzi in Aula Magna

MILANO Eni, Descalzi in Aula Magna L’amministratore delegato della multinazionale del “cane a 6 zampe” interverrà lunedì 4 dicembre alle 11.30, dopo il saluto del rettore Franco Anelli , al convegno Eni e Università Cattolica. Un’alleanza per lo sviluppo dei popoli 29 novembre 2017 C’è un filo sottile che unisce l’Università Cattolica all’Eni. Un legame storico, dalle profonde radici culturali, da ricercare soprattutto in quel rapporto d’interazione che tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta si sviluppò fra l’Ateneo fondato da padre Gemelli e la grande azienda creata da Enrico Mattei. L’Ente nazionale idrocarburi concretizzò, infatti, un approccio ai temi dello sviluppo debitore, in larga parte, verso studiosi e intellettuali provenienti dall’Università Cattolica, a cominciare da Marcello Boldrini, la cui presenza è particolarmente significativa come primo e più stretto collaboratore di Mattei e poi suo successore ai vertici dell’azienda. A indagare questa relazione, originale e dialettica, è stato il progetto “Dall’Università Cattolica all’Eni: la formazione di una classe dirigente”, che ha sostenuto la pubblicazione dei volumi Cultura e petrolio. Tra loro, Francesco Vito , Pasquale Saraceno, Amintore Fanfani o Giorgio La Pira , uno dei punti di riferimento più ascoltati da Mattei, che collaborò con l’Università Cattolica in momenti particolarmente significativi per la rinascita del secondo dopoguerra. Per capire l’Eni di Mattei, insomma, occorre far riferimento a una visione di lungo periodo, che si è alimentata in una riflessione etico-politica ispirata a un insieme coerente di valori e di principi sociali.

 
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