Marcello Boldrini ed Enrico Boldrini: due figure che raccontano la storia italiana. Gira intorno all’economista dell’Università Cattolica e al fondatore dell’Eni il filo sottile che lega l’Ateneo di largo Gemelli e l’azienda del cane a sei zampe.
    
A indagare questa relazione, originale e dialettica, è stato il progetto “Dall’Università Cattolica all’Eni: la formazione di una classe dirigente”, che ha sostenuto la pubblicazione dei volumi Cultura e petrolio. Marcello Boldrini dall’Università Cattolica ai vertici dell’Eni, di Maurizio Romano (Il Mulino, 2017) e Cultura in azione. L’Eni e l’Università Cattolica per lo sviluppo dei popoli, a cura di Maria Bocci (Vita e Pensiero, 2017).

Il progetto è stato al centro della conversazione su “Eni e Università Cattolica. Un’alleanza per lo sviluppo dei popoli”, che si è svolta il 4 dicembre nell’Aula Magna della sede milanese dell’università Cattolica.

Dopo l’intervento del rettore Franco Anelli, che ha ricordato l’eredità culturale della storica azienda, Marco Damilano, direttore de L’Espresso, ha presentato il dibattito in cui si sono alternati Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, l’azienda italiana leader nel settore oli e gas, e Fra Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi.

«In Cattolica si è costruito il pensiero, la filosofia di quella che è stata la macchina operativa dell’Eni» ha detto l’amministratore delegato dell’azienda. «L'anima dell'azienda si muove ancora lungo le direttrici pensate in questa università».

Dall’indagine affidata al Dipartimento di Storia dell’economia, della società e di Scienze del territorio “Mario Romani” emerge il ruolo giocato dall’Ateneo cattolico nella formazione della cultura d’impresa di Eni. Oltre a Marcello Boldrini, furono anche altri i «lavoratori della conoscenza» impegnati nell’Ateneo del Sacro Cuore, che contribuirono alla predisposizione di strategie di sviluppo capaci di influire sulla visione geopolitica dell’Eni. Tra loro, Francesco Vito, Pasquale Saraceno, Amintore Fanfani o Giorgio La Pira, uno dei punti di riferimento più ascoltati da Mattei, che collaborò con l’Università Cattolica in momenti particolarmente significativi per la rinascita del secondo dopoguerra.

Si tratta di figure che ebbero un ruolo non marginale nella definizione degli obiettivi economici e politici perseguiti della grande azienda pubblica in un ambito strategico come quello dell’approvvigionamento energetico. Per capire l’Eni di Mattei, insomma, occorre far riferimento a una visione di lungo periodo, che si è alimentata in una riflessione etico-politica ispirata a un insieme coerente di valori e di principi sociali.