La tua ricerca ha prodotto 4 risultati per festadelladonna:

8 marzo, emergenza educazione

ATENEO 8 marzo, emergenza educazione L’escalation di violenza contro le donne, il soffitto di cristallo da abbattere, la carenza di politiche di conciliazione: cosa manca per realizzare un progetto di uguaglianza nella differenza. marzo 2018 di Cinzia Bearzot * Il 29 giugno 1995 san Giovanni Paolo II rivolgeva alle “donne del mondo intero” una lettera, in previsione della IV Conferenza Mondiale sulla Donna che si sarebbe tenuta nel successivo settembre a Pechino. Partendo dal concetto biblico di cooperazione dell’uomo e della donna al disegno di Dio e di reciproco aiuto e sostegno, san Giovanni Paolo II tocca temi su cui vale la pena di riproporre anche oggi, perché ancora aperti. Ne ricordo tre. Prima di tutto, la necessità di promuovere il ruolo della donna nel lavoro e nella famiglia in una prospettiva di conciliazione: si badi, san Giovanni Paolo II parla espressamente di una “necessità”, non di un semplice atto di giustizia. Di recente (25 novembre) una giornata è stata dedicata a questo tema, di fronte all’escalation di violenza che colpisce le donne. Francesco Stoppa autore del libro La costola perduta (Vita e Pensiero, 2017), con alle spalle 35 anni di esperienza in campo psicanalitico, e Chiara Giaccardi , docente di Sociologia dei processi culturali in Cattolica, tracceranno un ritratto della donna di oggi e delle sue sfide. Women Meet Innovation è organizzata dall’Associazione Piano C in collaborazione con il laboratorio di ricerca della Cattolica Trailab , il contributo di Fondazione Cariplo, il patrocinio del Comune di Milano e la mediapartnership di ELLE.

 

Impresa, va meglio se il capo è donna

PIACENZA Impresa, va meglio se il capo è donna Studi americani affermano che le aziende a guida femminile hanno performance migliori su quelle capitanate da uomini. Lo conferma anche un’indagine italiana promossa da Aidda e presentata in occasione dell’8 marzo nel primo di tre incontri sul tema. Lo dicono diversi studi americani che si sono concentrati sul ruolo delle donne ai vertici aziendali a partire dalla crisi economica del 2007. Lo conferma anche l’esperienza italiana, come testimoniato da Maria Claudia Torlasco ( nella foto a sinistra ) presidente nazionale di Aidda , l’associazione di imprenditrici e donne dirigenti di azienda, che ha aperto, in occasione della festa della donna, un ciclo di incontri nella sede di Piacenza dell’Ateneo dedicati al tema. Nel 2014-2016 un gruppo di lavoro, cui ha partecipato anche Aidda, ha condotto un’indagine in sei Paesi europei, Italia compresa, su 200 imprese con più di 250 dipendenti, con una governance passata dal maschile al femminile. Ma la legge italiana non favorisce le imprenditrici: «L’Italia è fanalino di coda anche in questo ambito. La legge del 2012 sulle quote rosa nei consigli di amministrazione delle Spa, per esempio, ha mosso dei meccanismi consolidati, scardinando abitudini che vedevano gli uomini prevalere.

 

Il prezzo di uno sciopero in rosa

Festa della donna Il prezzo di uno sciopero in rosa Per l’ 8 marzo di quest’anno si annuncia un’astensione delle donne dal lavoro a livello globale. L’8 marzo 2017 vuole essere una giornata di vera lotta per il riconoscimento del ruolo della donna nel lavoro produttivo e riproduttivo e contro ogni forma di violenza fisica, psicologica, culturale ed economica. Le forme tradizionali del lavoro produttivo e della lotta si combineranno con il lavoro riproduttivo (lavoro di cura), invisibile e quotidiano, ancora appannaggio quasi esclusivo delle donne, ancora sottopagato e gratuito. In Italia parteciperanno allo sciopero anche numerosi Centri Antiviolenza con l'obiettivo di cambiare la cultura fatta di stereotipi che genera la violenza contro le donne. Lo sciopero è in primo luogo una forma di lotta che si fonda sul blocco della produzione e sull'astensione dal lavoro – produttivo e riproduttivo - con l'obiettivo di produrre un danno economico e di rendere tangibile il ruolo del lavoro delle donne nella produzione e nella riproduzione. Obiettivo raggiungibile quello del danno economico? Per valutare l’eventuale efficacia dello sciopero occorre stimare l’impatto economico/le ripercussioni dello stesso in termini di lavoro produttivo, “riproduttivo” e di costo della violenza contro le donne. I costi della violenza non sono solo monetari, ma includono l’effetto di moltiplicatori economici (mancata produttività per le imprese, minore partecipazione delle vittime di violenza al mercato del lavoro) e sociali (erosione capitale sociale, peggioramento qualità della vita).

 

Lorenzin: se curi la donna, curi la società

ROMA Lorenzin: se curi la donna, curi la società Il ministro della Salute, alla vigilia dell’8 marzo, ha inaugurato il Centro di Medicina e di Chirurgia ricostruttiva pelvica femminile del Policlinico Gemelli , un’innovativa struttura specialistica dedicata al trattamento delle patologie urinarie femminili. L’innovativo Centro, il primo in Italia che si occupa in maniera esclusiva di queste patologie e che sarà operativo entro un mese, è stato inaugurato oggi, lunedì 7 marzo, dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin , alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna . Il taglio del nastro del Centro (nella foto in alto con il ministro Lorenzin al centro), ubicato presso il piano nono O del Gemelli, è stato preceduto dalla benedizione della struttura impartita dall'assistente ecclesiastico generale dell'Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori. L’onorevole Lorenzin ha poi parlato del tema all’ordine del giorno: «La cistite interstiziale, l'incontinenza urinaria, di cui parliamo particolarmente oggi, riguardano circa tre milioni di donne, un numero enorme, in un Paese sempre più anziano che quindi ha il dovere di mantenersi sano. Nel Centro saranno trattati anche i disturbi del tratto gastro-intestinale inferiore, quali l’incontinenza fecale e la stipsi, che rappresentano anch’esse patologie peculiari femminili che incidono fortemente sulla qualità della vita delle donne. festadelladonna #medicina #lorenzin #gemelli Facebook Twitter Send by mail PATOLOGIE DI GENERE Il bacino ed il pavimento pelvico rappresentano la zona di chiusura della parte inferiore dell’addome che, soprattutto nella donna, in seguito alla differente anatomia, hanno determinato delle patologie specifiche quali l’ incontinenza urinaria e il prolasso genitale . Il prolasso genitale rappresenta una patologia emergente soprattutto nelle donne in età menopausale e in quelle della terza età che rappresentano il gruppo di pazienti più numeroso nel nostro Paese, visto l’invecchiamento della popolazione.

 
Go top