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International Volunteering, estate 2017

Ateneo International Volunteering, estate 2017 Il programma offre a studenti e neolaureati la possibilità di svolgere un'esperienza di volontariato internazionale estiva in Asia, Africa o Sudamerica. gennaio 2017 È tempo di candidature per il nuovo programma International Volunteering promosso da UCSC International, in partnership con l'associazione internazionale WorldEndeavors. L’iniziativa offre agli studenti e neolaureati dell’Ateneo e a esterni (studenti o laureati di altre università), la possibilità di svolgere un'esperienza di volontariato internazionale durante la prossima estate in Asia, Africa o Sudamerica. Uno di loro, Giovanni Mordenti , 22 anni, di Parma, studente del corso di laurea in Linguaggi dei media (facoltà di Lettere e Filosofia), racconta nel video pubblicato in questa pagina la sua esperienza in India. Per presentare il programma sono previste tre Info session mercoledì 25 gennaio , mercoledì 15 febbraio e lunedì 6 marzo , sempre alle 11.30, nella sede di via Carducci 28 a Milano. In alternativa, tutti gli studenti interessati sono invitati ai prossimi International Day : 28 febbraio a Roma, 1° marzo a Piacenza e 2 marzo a Milano. internationalvolunteering #studenti #ucscinternational Facebook Twitter Send by mail Print UCSC INTERNATIONAL, I CONTATTI http://ucscinternational.unicatt.it MILANO Via Carducci 30 Tel: 02 7234 5252 info.outbound@unicatt.it BRESCIA Via Trieste, 17 Tel: 030 2406 246 : orientamento-bs@unicatt.it PIACENZA Via E. Parmense, 84 Tel: 0523 599 165 : ucsc.international-pc@unicatt.it ROMA Istituti Biologici, piano terra, stanza 231 Largo Francesco Vito, 1 Tel: +39 06 3015 5819 : ucsc.international-rm@unicatt.it.

 

Tra i bambini di Quito

International Volunteering Tra i bambini di Quito Elena, studentessa di Economia, ha trascorso il suo progetto di International Volunteering nella capitale dell’Ecuador, tra i piccoli ospiti centro infantile Aldeas Infantiles . Ci ha messo in guardia sul fatto che la città è pericolosa, quindi ci ha avvertite di “ tener cuidado ” e di girare sempre con molta prudenza. Mi piace molto il suo modo di fare: è spiritosa, arguta e molto simpatica: tra le varie spiegazioni delle regole grammaticali infila ogni tanto qualche aneddoto “ muy chistoso ” e mi sprona tantissimo a parlare per praticare la lingua. Ci siamo andati con i bus pubblici: la cosa pazzesca è che non esistono orari predefiniti e gli autisti guidano in modo spericolato, senza curarsi più di tanto delle regole della strada. Durante il tragitto a piedi mi sono potuta rendere conto del vasto degrado che pervade e caratterizza quest’area: la zona è povera, molto sporca, pericolosa, oltre che difficile da raggiungere. Quando sono arrivata nella loro classe il primo giorno, ricordo che mi guardavano tutti incuriositi con i loro occhi scurissimi e profondi, nascosti da ciglia nere e lunghissime, quasi a interrogarsi su identità ed origini della nuova venuta. Ciò che mi ha colpita maggiormente è stata la loro dolcezza, ma anche la loro vivacità e voglia di scoprire il mondo circostante, di esplorarlo.

 

India, l’alfabeto del cuore

Milano India, l’alfabeto del cuore Nel suo International Volunteering con i bambini poverissimi di un orfanotrofio indiano, Veronica, studentessa di Psicologia, ha scoperto sulla sua pelle il valore dei legami di fratellanza e di protezione. Ricordo ancora quel giorno in cui una bambina di probabilmente 4 o 5 anni, sporca e piena di croste, con vestiti lacerati, bussò al finestrino della nostra macchina chiedendo soldi, qualcosa da mangiare, anche solo una bottiglietta d’acqua. Oppure un’altra bimba, poco più grande, che bussò alla macchina, chiedendo da mangiare per il proprio fratellino di qualche mese, che piangeva disperato in braccio a lei. Nonostante tutto i bambini sorridono, ti accolgono a braccia aperte, sono ansiosi del tuo rientro. A insegnare loro i numeri, i colori, gli animali, i cibi, gli oggetti in inglese, a giocare con loro con le canzoncine in inglese, hindi, italiano, a disegnare con loro, a dedicare loro anche semplicemente del tempo. Si stringeva il cuore nel momento alcuni bambini rifiutavano la caramella oppure la donavano a quelli più piccoli, oppure la dividevano in mini pezzettini per poterla condividere con gli amici più stretti, senza che gliela avessero chiesta. In questa giornata si festeggia l’amicizia e la fratellanza, che vale anche per tutti quei legami che sono simili a quello sorella-fratello, sia all’interno della famiglia ma con lontana parentela, sia, a volte, tra persone un aspetto biologico. Per spiegare ai bambini il legame che comunque ci legava, abbiamo spiegato loro che noi saremmo stati per loro delle “didi”, cioè sorelle come per loro sarebbero stati per noi dei “bhai”, cioè fratelli.

 

Alla scoperta dell’altra Tanzania

Il racconto di Ludovica, di Scienze politiche e sociali, sul suo International Volunteering 20 settembre 2019 di Ludovica Monteleone * Esiste un posto in Tanzania, lontano da Zanzibar e dai parchi nazionali dedicati ai safari, che si chiama Moita. È un villaggio di capanne in fango e arbusti, con qualche casa in cemento, in cui vivono una trentina di bambini e le donne più forti che abbia mai conosciuto. Generalmente i loro guadagni sono spesi per soddisfare i loro bisogni e niente di quello che hanno viene messo a disposizione delle mogli o dei figli. Nel villaggio di Moita i volontari affiancano le donne nel loro lavoro, che verrà pubblicizzato tramite diversi canali social con lo scopo di essere commercializzato in Africa e, auspicabilmente, nel resto del mondo. Alla fine della prima giornata la nostra interprete, nonché responsabile, ci ha detto che avevano preparato una sorpresa per noi. Ci hanno regalato una collana realizzata da loro, dopo aver cantato e ballato per noi, ringraziandoci della giornata. Negli ultimi anni, con la diffusione e la promozione dell’istruzione anche nei villaggi, questa usanza sta diminuendo, ma sono ancora tantissime le donne che non andando a scuola e non istruendosi non possono allontanarsi dal nucleo famigliare e decidere di cambiare stile di vita. Quello che non ci aspettavamo è che loro piangessero insieme a noi. Sono state tre settimane intense a Moita, dalla mattina alla sera fianco a fianco di donne vere, pure, forti e coraggiose come poche.

 

L’Africa negli occhi dei bimbi

UCSC international L’Africa negli occhi dei bimbi Per Francesca , di Scienze linguistiche , l’esperienza estiva di volontariato in Tanzania con International Volunteering conferma che si parte con l’idea di portare aiuto e si torna scoprendo di averne ricevuto. Sono le coordinate del mio International Volunteering e mi fanno dire che parte del mio cuore apparterrà per sempre alla Tanzania. Da tempo coltivavo un insieme di desideri che, forse, ho sempre tenuto nascosti dentro di me: andare, fare, viaggiare, conoscere altre culture, immergermi in un nuovo mondo, comunicare con gli altri, imparare usi, costumi, lingua locale ma, soprattutto, mettermi alla prova e sentirmi utile. Ed è così che, con tanta voglia di buttarmi in qualcosa di nuovo, un sabato di luglio ha avuto inizio la mia avventura africana. Gli occhi dei bambini incontrati a scuola, i canti in swahili, gli abbracci delle insegnanti e i minuti di silenzio spesi con la testa rivolta verso l’alto a goderci quel magnifico cielo stellato: sono i ricordi più belli che mi porterò dentro per sempre. Tutti quei bimbi, i loro sorrisi, le loro mani piccole, gli sguardi curiosi, le dita che toccavano i miei capelli biondi e le braccia tese in alto in attesa di darmi il cinque dopo aver detto a gran voce “Me, Madam!”. Nella mia testa, ma soprattutto nel mio cuore, la “Class 1B” ha lasciato ricordi indelebili: quei sessantotto bimbi scatenati, con l’uniforme nera e bianca, le scarpe slacciate, gli strappi sui maglioncini e le scarpe sporche di terra e polvere.

 
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