La tua ricerca ha prodotto 2 risultati per osservatoreromano:

L’Osservatore Romano torna di carta e cambia la veste

News L’Osservatore Romano torna di carta e cambia la veste In concomitanza con la pubblicazione della nuova enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, il giornale della Santa Sede riscopre l’edizione cartacea abbandonata nel corso del lockdown. Ecco come sarà nelle parole del direttore Andrea Monda by Katia Biondi | 02 ottobre 2020 Qualcosa di più che un mero “ritorno alla carta”. Dopo una lunga sperimentazione online, dettata anche dalle condizioni legate alla pandemia, domenica 4 ottobre L’Osservatore Romano torna in versione cartacea in una veste completamente rinnovata nella grafica e nei contenuti per offrire più approfondimenti sull'attualità vaticana, religiosa, politica e culturale. È il compimento di un progetto che viene da lontano, dai primi di questi 20 mesi della mia direzione», racconta il direttore Andrea Monda , alla guida del giornale dal 18 dicembre 2018. Con il portale Vatican News che pubblica quotidianamente notizie, interviste e video in 35 lingue, trasmette le dirette degli avvenimenti papali e informa, anche attraverso i social media, sull’attività del Papa, del Vaticano e della Chiesa nel mondo. Questa nuova versione nasce con lo scopo di raggiungere una buona integrazione tra carta e digitale e tra Osservatore Romano e gli altri media vaticani. Senz’altro il pubblico dei lettori del quotidiano è di una certa età, tendenzialmente propenso al cartaceo, ma in questo periodo di blocco della stampa abbiamo anche avuto molte sorprese da questo punto di vista.

 

Il giornale vecchio come l’Italia guarda al futuro

Una sfida di non poco conto quella di assumere la guida di uno dei giornali più antichi al mondo e in un momento storico cruciale per la Chiesa cattolica e il dialogo interreligioso. Neppure la pandemia ha vietato al Santo Padre di trovare modalità inedite di comunicazione: la sua immagine in una piazza San Pietro vuota e quelle sue parole - “Signore, non lasciarci in balìa della tempesta” - resteranno indelebili nell’immaginario collettivo. È il minimo che si possa fare per un organo di comunicazione della chiesa cattolica che è essa stessa una rete, diffusa in tutto il mondo, mossa dalla sua missione che è né più né meno che comunicare una notizia, la Buona Notizia». L’arrivo di papa Francesco ha segnato una svolta sul fronte comunicativo? È stato necessario ripensare la struttura del giornale, introducendo nuove rubriche in sintonia con i temi cari al pontefice? «Senza dubbio con Bergoglio ci troviamo di fronte a un grande comunicatore. Abbiamo dato vita a una serie di interviste che abbiamo voluto intitolare “Laboratorio - Dopo la pandemia” per cominciare a pensare al mondo “dopo”, iniziare ad immaginare come sta uscendo il mondo dall’emergenza e come lo vogliamo, cioè cosa stiamo imparando da questa pandemia. Pensiamo solo all’Europa: se non riscopre questo senso di unione e solidarietà, che sono i valori posti all’origine di questa fondamentale istituzione, allora accadrà proprio il monito che il Papa ha espresso a Pentecoste: peggio di questao pandemia è sprecarla». Anche per questo L’Osservatore Romano sta dando molto spazio al racconto delle storie, le rubriche che ho prima citato, sono tutte basate sul racconto di storie, vicende personali, basate su esperienze di vita molto concrete.

 
Go top