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Il don in trincea insieme ai medici

Trovo che l’esercizio del ministero sacerdotale tocca in questa fase una delle sue punte più alte: un approccio di vicinanza e di affetto che travalica le parole» by Giacomo Cozzaglio | 27 maggio 2020 Nell’emergenza Covid hanno fatto notizia, accanto a medici e infermieri, anche i sacerdoti. Questa pandemia ci ha trovati un po’ tutti impreparati soprattutto per quello che riguarda le proporzioni del numero dei malati che ha fatto sì che parecchi reparti del Policlinico si dovessero immediatamente trasformare in Covid. Nella sua esperienza di questi mesi è entrato in contatto con medici relativamente giovani che sono stati coinvolti nello sforzo medico? Quale è stato l’approccio con loro? «Essendo il nostro un Policlinico universitario, la maggior parte dei medici sono giovani. È logico che su di loro ha avuto un impatto diverso in quanto medici che fino a ieri si occupavano soltanto della loro specialità mentre ora viene chiesto loro di curare i pazienti Covid. Soprattutto coloro che sono più direttamente a contatto con i pazienti Covid o che addirittura si sono contagiati hanno iniziato un percorso di riflessione non solo a livello personale, ma anche di rivisitazione del loro approccio medico-infermieristico. Spesso il mio andare più volte in questi luoghi durante la giornata è stato accolto con “sei capitato nel momento più importante, in cui avevamo bisogno di te”, chiedendo una preghiera o una benedizione, richiesta che non capitava che facessero prima. Sono tutte espressioni che indicano il desiderio da parte loro di aver assoluto bisogno di qualcosa di più profondo che accarezzi in quel momento la loro mente e soprattutto i loro cuori».

 

Cesi e Gemelli insieme contro l’Aids

Cooperazione internazionale Cesi e Gemelli insieme contro l’Aids Un progetto è in corso al Comboni Samaritans Health Center di Gulu per coinvolgere 500 donne da sensibilizzarle sul tema dell’infezione da Hiv e da altre a trasmissione sessuale. Il progetto, che si svolge al Comboni Samaritans Health Center di Gulu in Uganda , prevede il coinvolgimento di 500 donne di età compresa tra 18 e 49 anni residenti nella città di Gulu e nelle aree limitrofe che vengono individuate attivamente sensibilizzando su questi temi l’intera comunità. All’Health Center di Gulu è loro offerto uno screening semestrale per Hiv, Hbv (Epatite B), sifilide, valutazione clinica di eventuali lesioni vulvovaginali e un questionario autoriportato su aspetti sociodemografici, su conoscenze e comportamenti a rischio sessuale. In Uganda vi sono 75 posti letto di degenza ordinaria per 1.000.000 di abitanti e un posto letto in terapia intensiva sempre per 1.000.000 abitanti. In conseguenza di ciò il ministero della Salute e il Governo ugandese stanno attuando strategie di contenimento e di prevenzione dell’epidemia di Covid-19 molto stringenti in termini di quarantena, isolamento e distanziamento sociale, perché, come tutti i Paesi dell’Africa Sub-Sahariana, l’Uganda non può davvero permettersi la diffusione dell’epidemia. L’attività di supporto alla prevenzione di Hiv attraverso l’educazione e le modifiche comportamentali è svolta continuamente sia dall’Italia, attraverso incontri periodici con il personale locale, sia grazie all’attività residenziale di medici specializzandi della nostra sezione di Malattie infettive. Siamo altresì entrambe grate al dottor Francesco Aloi, biotecnologo dell’Area Endocrino–metabolica del Dipartimento di Medicina e chirurgia transazionale del nostro Ateneo, per il supporto attivo che ci sta fornendo, grazie anche all’esperienza che lui ha dell’Uganda per i molti anni lì trascorsi».

 

Monsignor Giuliodori presiede la recita del rosario dal Policlinico Gemelli

Roma Monsignor Giuliodori presiede la recita del rosario dal Policlinico Gemelli Giovedì 2 aprile alle ore 21 l’assistente ecclesiastico generale condurrà la preghiera mariana dalla Cappella San Giuseppe Moscati per iniziativa della Cei in diretta radio e Tv. Al termine la supplica a San Giovanni Paolo II nel giorno della morte 01 aprile 2020 La preghiera del rosario sarà trasmessa da Tv2000 e Radio InBlu giovedì 2 aprile alle 21 dalla Cappella dedicata al santo medico Giuseppe Moscati. In particolare invocheremo l’aiuto del Signore per tutto il personale sanitario impegnato a contrastare sul territorio e negli ospedali gli effetti devastanti della pandemia. Al termine, l’Assistente Ecclesiastico Generale S. E. monsignor Claudio Giuliodori, davanti alla statua che si trova nel pizzale antistante il Policlinico Gemelli, eleverà una supplica a San Giovanni Paolo II nell’anniversario della sua nascita al Cielo. Da questo luogo Egli ha offerto a tutta l’umanità un altissimo magistero fatto di parole e di gesti che hanno illuminato l’esperienza del dolore e della malattia con la luce del Mistero Pasquale. rosario #claudio giuliodori #preghiera #policlinico gemelli Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Al Gemelli il centro hi-tech di simulazione

Roma Al Gemelli il centro hi-tech di simulazione Si chiama chiama Ipse Center la nuova struttura sofisticata e ultra-tecnologica dove si impara a gestire casi clinici e chirurgici, si apprendono nuove metodiche operatorie, l'utilizzo dei più recenti dispositivi medici e l’impiego di nuovi farmaci. E ancora, una serie di manichini impiegati per imparare a gestire le emergenze (per esempio simulare l’intubazione o la tracheotomia di un paziente). Questo e molto altro è possibile trovare presso Ipse Center - Interactive Patient Simulation Experience – dove si applica un approccio totalmente innovativo e unico di fare formazione a studenti, medici specializzandi, specialisti e ultra-specialisti. Un Policlinico Universitario come il Gemelli - spiega il direttore generale Enrico Zampedri - ha, ovviamente, nella sua mission anche la formazione. Il Policlinico Gemelli, in quanto luogo di cura e laboratorio di ricerca d’eccellenza, mette a disposizione i risultati ottenuti utilizzando delle metodologie di insegnamento all’avanguardia. Ipse Center rappresenta l’eccellenza della formazione nella clinica, nella chirurgia e nella diagnostica grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie di simulazione e metodologie di formazione esperienziale. gemelli #hi-tech #simulazione #policlinico Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Gemelli, ospedale sempre più rosa

roma Gemelli, ospedale sempre più rosa L’Osservatorio nazionale sulla salute della Donna ha assegnato i tre Bollini attribuiti come massimo riconoscimento alle strutture attente alla salute femminile. dicembre 2017 La Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” ha ricevuto oggi da Onda , Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, 3 Bollini Rosa sulla base di una scala da uno a tre, per il biennio 2018-2019. I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Onda, da sempre impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne. Siamo particolarmente lieti del riconoscimento che ancora una volta l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna ha voluto assegnare al Policlinico Gemelli, ospedale da sempre attento alla salute e al benessere della popolazione femminile di ogni condizione ed età» dichiara Enrico Zampedri , direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”. In questo decennio sono stati fatti molti passi avanti nell’ambito della medicina di genere e la salute delle donne sta diventando un punto di attenzione per molte strutture, come dimostrano i nostri dati, ma c’è ancora molto da fare» prosegue la presidente di Onda. Sono un segno concreto dell’attenzione che medicina, sanità e assistenza rivolgono alle donne cercando di praticare una medicina moderna, consapevole della complessità che la specificità di genere richiede. Una differenza alla quale noi abbiamo dedicato un Centro con l’obiettivo di disegnare strategie di cura e di assistenza sempre più specifiche rispetto alle donne in modo che siano sempre più gli ospedali candidati a bollini come questo».

 

Terremoto, gara di solidarietà al Gemelli

roma Terremoto, gara di solidarietà al Gemelli In seguito al sisma che ha colpito il Centro Italia, tanti i romani che hanno donato il sangue al Centro trasfusionale del Policlinico, dove sono stati ricoverati 19 feriti, provenienti soprattutto da Amatrice. agosto 2016 Sono complessivamente 19 le persone assistite al Policlinico Universitario A. Gemelli a seguito del sisma che ha colpito il Centro Italia. Di queste 10 sono entrate in codice rosso (tra cui due bambine di 12 e 7 anni) e 9 in codice giallo. I feriti - nella maggioranza di Amatrice e alcuni romani in villeggiatura nei centri colpiti dal sisma - sono in miglioramento, comprese le due piccole pazienti. Il Centro Trasfusionale, dove a oggi oltre 100 persone hanno donato il sangue, manifestando così la propria solidarietà verso le vittime del terremoto, riprende i normali orari di attività. In questa situazione drammatica voglio ringraziare – dichiara il direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Enrico Zampedri – tutto il personale medico, sanitario, tecnico e amministrativo del Policlinico per l’opera senza sosta che in questi giorni stanno tutti prestando. Colgo l'occasione per esprimere la nostra commossa solidarietà anche alle famiglie delle numerose vittime e dei feriti, che stiamo accogliendo e sostenendo emotivamente anche attraverso l'opera di un team di psicologi».

 

Gemelli, un ambulatorio contro il fumo

ROMA Gemelli, un ambulatorio contro il fumo Per combattere la dipendenza da tabacco attivato anche un percorso di riabilitazione per giovani e giovanissimi, spesso vittime di poliabusi, e un servizio di consulenza alle loro famiglie. by Antonella Muschio Schiavone | 11 febbraio 2010 Per chi vuole smettere di fumare, ma non riesce a farlo da solo, è a disposizione presso il Day Hospital di Psichiatria Clinica del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma un nuovo servizio per la cura e la disintossicazione dal tabacco. È l’ambulatorio per il trattamento riabilitativo per il tabagismo (ubicato al piano -1 del Gemelli) che arricchisce l’offerta dell’Unità operativa del Day Hospital, diretta dal professor Pietro Bria , dove si curano molte forme di dipendenza: da alcol e droghe, gioco d’azzardo e, più di recente, internet. La fascia d’età in cui si registra la prevalenza maggiore di fumatori è quella dei 25-44 anni (32,1%), mentre per i giovani tra i 15-24 anni la percentuale è della stessa entità di quella degli adulti di 45-64 anni, rispettivamente 29% e 29,3%. È realistico che molte persone riescano a smettere di fumare senza l’aiuto di specialisti, ma il rischio che si corre è proprio la ricaduta, anche dopo lunghi periodi di astinenza. Principalmente perché si tratta di una vera e propria dipendenza patologica, legata ad aspetti psicologici e neurobiologici connessi tra loro; come in tutte le dipendenze, la nicotina favorisce il rilascio nel cervello di dopamina, sostanza capace di indurre un senso di aumentato benessere psico-fisico. Per questi motivi - conclude Janiri - è auspicabile che i tabagisti motivati a smettere di fumare abbiano un supporto specialistico che possa sostenerli nel loro percorso di astensione».

 

Ipse Center al via con Beatrice Lorenzin

Questo e molto altro è possibile trovare presso Ipse Center- Interactive Patient Simulation Experience – inaugurato oggi alla presenza del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha partecipato attivamente a un mini training svolto nelle diverse sale di simulazione. Ospitato nel Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, Ipse Center è nato dall’accordo siglato tra Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli e Qbgroup (Società di Padova specializzata da oltre 25 anni nella Formazione e nelle Soluzioni Digitali in ambito Salute e Sanità). Ipse Centerrappresenta l’eccellenza della formazione nella clinica, nella chirurgia e nella diagnostica grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie di simulazione e metodologie di formazione esperienziale. Un centro di formazione che non ha solo una vocazione nazionale ma anche internazionale» come sottolinea Carlo Centemeri , Managing Director di Ipse Center, che prevede, a regime, un’attività di 200 giornate all’anno. La ricerca di metodologie di formazione innovative che rendano unico Ipse Center», come il Center for ExperientiaL Learning (Cell) progettato e realizzato da Qbgroup nel 2008 e, a oggi, ancora unico simulatore in “real time” per la clinica al mondo. ipse #hi-tech #policlinico Facebook Twitter Send by mail Print IL MINISTRO: UN CENTRO DI ECCELLENZA PER LA FORMAZIONE MEDICA «Questo centro di simulazione è un'eccellenza a livello nazionale e sovranazionale. Il Ministro ha partecipato anche a una sessione speciale di training svolto nelle sale di Ipse Center, sperimentando la metodologia Cell e assistendo a un parto simulato con l’ausilio di ‘manichini’ e di attori addestrati per questo originale tipo di formazione.

 

Medicina di precisione contro i tumori dei bambini

Medicina di precisione - spiega il professor Giovanni Neri , presidente della Fondazione Mia Neri - significa medicina ‘tagliata’ su misura del paziente, con somministrazione di cure personalizzate, che hanno come bersaglio non solo una specifica patologia, ma quella patologia in uno specifico paziente. Per il momento è ancora un obiettivo cui tendere – aggiunge il professor Neri - ma la sempre più accurata conoscenza del genoma umano è garanzia del suo prossimo raggiungimento. Questo traguardo è soprattutto urgente da tagliare in oncologia dove il tumore ha una propria individualità genomica che spesso si sottrae a cure genericamente antineoplastiche, e che viceversa deve essere studiata e aggredita con strumenti farmacologici di precisione». Tra i relatori delle due giornate si segnala l’intervento del professor Ruggero de Maria , che tratterà nello specifico il tema della caratterizzazione molecolare delle cellule (staminali) che sono all’origine del glioblastoma. Si tratta di un raro tumore pediatrico che però è in assoluto tra tutte le neoplasie che colpiscono i bambini il più implacabile, per il quale le possibilità di guarigione sono purtroppo basse. La conoscenza del profilo genomico di ogni singolo tumore è premessa indispensabile alla scoperta dei segnali cellulari da cui dipende l’aggressività del tumore; segnali che possono diventare il bersaglio specifico di terapie mirate. Occorre però sottolineare», precisa il professor Riccardi, «che gli studi di genomica dei tumori fin qui condotti hanno permesso un significativo passo avanti nella classificazione molecolare e stratificazione del rischio dei tumori; questo è accaduto in particolare per il medulloblastoma, un tumore cerebrale frequente nei bambini.

 
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