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Digitale, bisogna fondare un’algoretica

Se pensiamo che nel 2019 sono stati rilevati 490 casi di cyberbullismo in Italia, 50 dei quali riguardavano bambini sotto i 9 anni, dobbiamo interrogarci perché si tratta di un fenomeno che riguarda tutti, indipendentemente dall’estrazione sociale» ha detto il ministro. Il digitale è parte integrante delle nuove generazioni, ma questo non deve ingannarci sul rischio che esso distrugga la dimensione umana. Riportando le parole di Papa Francesco, Anna Maria Tarantola , presidente della Fondazione Centesimus Annus pro Pontefice, ha sottolineato che «la digitalizzazione consiste in un processo di conversione delle informazioni analogiche perché siano fruibili in forma digitale e binaria. La dimensione educativa è fondamentale e questo è il motivo per cui una università come la nostra vuole essere protagonista nel dibattito che non si avvale solo di competenze tecnologiche ma anche e soprattutto di competenze umanistiche». Molto è stato fatto grazie alle tecnologie, al digitale» - ha commentato Michele Colajanni , professore ordinario di Ingegneria all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - «Certo ci sono delle distorsioni». Quello che vediamo anche nelle scuole italiane è un aumento di tutte le forme di disturbo del linguaggio. Recenti studi americani dicono che fra i due e i tre anni, età critica nello sviluppo del bambino, i più piccoli stanno dalle 15 alle 17 ore settimanali davanti allo schermo e questo tipicamente succede nelle famiglie che non hanno un reddito sufficiente per mandare il bambino all’asilo nido.

 
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