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Fase 2, risposte nuove a problemi vecchi

Editoriale Fase 2, risposte nuove a problemi vecchi Secondo il professor Mauro Magatti , solo così possiamo sperare di uscire davvero trasformati dalla crisi del Coronavirus. Questo è l’unico modo intelligente per «ripartire» 27 maggio 2020 Nell’editoriale pubblicato sul Corriere della Sera, di cui riportiamo la parte iniziale, il professor Mauro Magatti, analizza come affrontare la Fase 2. Perché sia davvero un’occasione per ripartire di Mauro Magatti * «Ripartiamo» è l’espressione colma di speranza per dire la voglia di tornare il più velocemente possibile alla vita di prima. Gli economisti dicono che la caratteristica di questa crisi è quella di essere simmetrica: colpendo contemporaneamente domanda e offerta, il lockdown ha causato discesa del Pil senza precedenti. Il rimbalzo previsto nei prossimi mesi ammesso e non concesso di riuscire a convivere con il virus senza essere costretti a nuove chiusure totali riassorbirà parte di questo crollo . Per quanto importante e già di per sé sfidante questo primo piano di analisi è però insufficiente a cogliere la transizione che pure occorre attuare. Continua a leggere sul Corriere della Sera] * Docente di Sociologia alla facoltà di Scienze politiche e sociali , campus di Milano dell’Università Cattolica #coronavirus #magatti #economia #societa' Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il ruolo del sovrano d'oggi

Brescia Il ruolo del sovrano d'oggi Tra presenza e assenza: ecco i meccanismi dell'istituzionalità nella societas Christiana raccontati lo scorso 16-18 settebre nell'ambito della VII Settimana Internazionale di Studi Medievali (secc. Così per esempio l’itineranza di re e imperatori fu la risposta alla absentia regis, indicata a più riprese come la prima causa della crisi dell’ordinamento pubblico. Analogamente l’assenza fisica di un imputato fu considerata un elemento a suo sfavore nel processo. I papi, dal canto loro, integrarono l’itineranza con l’invenzione di legati e delegati che ne sostituissero il corpo, ma che di fatto generavano una presenza fittizia del pontefice in tutto equivalente alla presenza fisica. Il medesimo risultato fu perseguito attraverso la moltiplicazione delle immagini, l’epistolografia, le performances a metà fra il teatro e la liturgia e la documentazione intesa come veicolo della volontà dell’autorità assente. Avevano profondi riflessi istituzionali le varie forme di presenza del soprannaturale, come testimonia il fatto che la ristrutturazione del sistema dei simboli dell’istituzione ecclesiastica prendesse le mosse dalla definizione della qualità della presenza del Cristo nell’Eucaristia. “Occorrerà verificare – conclude D’Acunto - se, quando e come nei diversi contesti tale processo di riduzione progressiva dell’importanza della presenza fisica a vantaggio della creazione di meccanismi transpersonali capaci di generare presenza fittizia abbia determinato lo specifico dell’istituzionalità medievale”.

 

Servizio sociale, le esperienze concrete

Brescia Servizio sociale, le esperienze concrete Nell’ottavo convegno annuale da loro organizzato, gli studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale in Scienze politiche e sociali hanno discusso dei progetti da loro creati nelle attività di stage e tirocinio nell’ambito del servizio sociale. È quanto stato fatto dagli studenti della facoltà di Scienze politiche e sociali con progetti di tirocinio e stage da loro ideati. Oggi è anche l’occasione per presentare il ventaglio di tutte le attività di formazione sul campo, organizzate dalla facoltà di Scienze Politiche e sociali per i futuri assistenti sociali – ha spiegato la professoressa Maria Luisa Raineri . Il convengo è organizzato dagli studenti, quindi a parlare delle esperienze effettuate di stage, tirocinio e service learning – ovvero una modalità di formazione e, contemporaneamente, di servizio alla comunità - saranno proprio loro». “La forza del condividere: con-tiamoci” è invece il progetto di service learning ideato da Andrea Bracchi, stagista iscritta il terzo anno di laurea triennale in Scienze del servizio sociale. Il lavoro è stato pensato e svolto per il quartiere Badia di Brescia e ha avuto come obiettivo quelli di creare o rafforzare il legame tra i vari giovani della comunità – racconta la studentessa. Il progetto è tutt’ora work in progress : per finanziare l’apertura di questi spazi ricreativi abbiamo avviato una campagna di eventi e raccolta fondi che è ancora in fase di svolgimento».

 

Generatività, la terza giornata

Milano Generatività, la terza giornata I professori della Cattolica Mauro Magatti , Silvano Petrosino e Chiara Giaccardi , insieme a Elisabetta Soglio e Leonardo Becchetti , sono tra i protagonisti dell’evento del 2 dicembre promosso dall’Archivio della generatività, un progetto del Centro di ricerca Arc. L’ispirazione del poeta portoghese Fernando Pessoa è il claim scelto per la Terza Giornata della Generatività Sociale , che si terrà a Milano presso BASE sabato 2 dicembre 2017 dalle ore 10.30 . L’iniziativa, che ha avuto il sostegno del Gruppo Unipol, Fondazione Cattolica Assicurazioni e Fondazione Cariplo, è promossa dall’ Archivio della generatività sociale , un progetto del Centro di ricerca Arc dell’Università Cattolica in collaborazione con l’Istituto Luigi Sturzo di Roma. La generatività sociale è un agire che ammette l’esistenza di un prima, un adesso e un dopo, tra loro in relazione e che, proprio in virtù di questa reciprocità, è capace di generare continuamente il nuovo e ridare vita alle forme sociali. La generatività è un’azione che si assume la responsabilità del proprio darsi, accettando di radicarsi a un’origine per essere aperti a ciò che non si conosce ancora. È un’azione consapevole, diretta a uno scopo liberamente scelto di mantenere viva quell’infinita trama di interdipendenze che è la Vita» racconta Mauro Magatti, docente di Sociologia dell’Ateneo e responsabile scientifico dell’Archivio della generatività sociale. Abbiamo bisogno di un cambio di paradigma e la generatività sociale è una via per dare vita a un nuovo convivere sostenibile e contributivo» .

 

Che cos’è la Generatività

MILANO Che cos’è la Generatività Due giorni di studio in largo Gemelli promossi da Arc e dall’ Archivio della Generatività Sociale . L’obiettivo del convegno è apprendere da una molteplicità di storie già esistenti a livello territoriale un paradigma relazionale per il cambiamento sociale. L’evento è organizzato dal Centro ARC ( Anthropology of Religion and Cultural Change ), diretto dal professor Mauro Magatti , e dall’ Archivio della Generatività Sociale , progetto di ricerca-azione che da ormai diversi anni racconta e studia le tante storie di generatività che popolano il nostro paese. In particolare, la generatività sociale può essere concepita come quel movimento della vita capace di produrre nuove forme (economiche, politiche, sociali) da cui le nuove generazioni possano trarre beneficio in termini di abilitazione personale e contestuale. L’attenzione è dunque non solo verso specifiche forme di azione sociale e le loro conseguenze ma anche verso la capacità di queste ultime di attraversare molteplici livelli della vita sociale. Proprio inserendosi in questo punto di articolazione tra micro e macro, individuo e società, funzioni e significati, la generatività sociale rappresenta una possibilità per dare vita ad un nuovo immaginario e a nuove pratiche di crescita economica, sociale e umana. In particolare, la pubblicazione del volume Social Generativity: a relational paradigm for social change (Routledge, 2018) rappresenta una buona occasione per fare il punto sull’evoluzione del concetto di “generatività sociale”, le sue dimensioni analitiche, i suoi fondamenti teorici e le sue implicazioni in termini di policy.

 

La scuola oggi, povera e multiculturale

Brescia La scuola oggi, povera e multiculturale La giornalista Benedetta Tobagi ha presentato il suo ultimo volume “La scuola salvata da bambini”, in cui illustra problematiche e situazioni connesse all’istruzione e all’immigrazione con cui insegnanti e studenti si trovano a dover convivere. Benedetta Tobagi , autrice, giornalista di Repubblica e conduttrice radiofonica, ha presentato in Cattolica la sua ultima fatica letteraria, edita da Rizzoli, in cui affronta i temi strettamente connessi tra loro - delicati e attualissimi - dell’immigrazione e dell’istruzione. Ad introdurre e dialogare con l’autrice, nell’aula Magna dell’Università, sono intervenuti il Preside della Facoltà di Scienze delle Formazione Luigi Pati , e i docenti Domenico Simeone e Pierluigi Malavasi , quest’ultimo coordinatore della Laurea magistrale in Progettazione pedagogica delle risorse umane. Tra i dati di fatto che accompagnano la contemporaneità del mondo scolastico attuale emerge infatti sempre più prepotentemente la paura e la reticenza dei genitori italiani ad iscrivere i propri figli in scuole con un’alta presenza di studenti stranieri. Da giornalista, ho quindi sentito l’obbligo morale di effettuare un ricerca sul tema: mi sono così ritrovata a compiere un viaggio, prima interiore e poi attraverso le scuole d’Italia, e un’analisi nella mia stessa ipocrisia democratica». Tra i dati di maggior rilievo illustrati da Tobagi: «La fuga di genitori e alunni italiani non è stata conseguente alla presenza di alunni immigrati, bensì è avvenuta in seguito al taglio delle risorse agli istituti. Ne ho ricavato una chiave di lettura della società: molto dei problemi della società odierna hanno alla base un processo di mancata integrazione; occorre capire che la scuola è quel luogo dove realmente, se si agisce correttamente, è possibile incidere sulla società del futuro».

 

La nuova via del welfare responsabile

lo studio La nuova via del welfare responsabile Una proposta innovativa per garantire a tutti una “buona assistenza” oggetto di una ricerca interuniversitaria e di un volume edito da Vita e Pensiero . È la proposta innovativa del sistema di welfare italiano che affronta in maniera operativa temi quali povertà, salute, casa, lavoro, educazione, famiglia e giovani, oggetto di una ricerca interuniversitaria confluita nel libro Il welfare responsabile. Il datore di lavoro, usando questo tipo di Cesu, beneficia di numerosi vantaggi come la riduzione delle tasse del 50% sulla somma spesa per l’acquisto di cheques fino a un massimo di 1.830 euro. Le alleanze locali – precisa il Decreto regionale 2058/2014 – devono essere costituite attraverso contratti di partnership tra soggetti pubblici e privati, da inviare alla Asl capofila della rete, “che esplicitino i ruoli, le modalità di partecipazione e gli apporti, sia in termini tecnici che di contenuto, sia economici”. ASSEGNO UNICO PROVINCIALE DI CONTRASTO ALLA POVERTÀ IN TRENTINO La povertà è un fenomeno multidimensionale e cumulativo: ciò significa che per contrastarla è necessaria una strategia che sia altrettanto multidimensionale e multidirezionale. Senza uno spazio specifico: “L’arco e le pietre” di Mantova, una partnership che ha coinvolto istituzioni pubbliche, associazioni e società cooperative per realizzare attività nei quartieri periferici con lo scopo di creare reti sociali fra i cittadini e favorire l’aggregazione culturale e generazionale. Il volume rappresenta l’esito del percorso di ricerca e riflessione della Rete Interuniversitaria Welfare Responsabile che coinvolge sociologi, politologi, demografi e giuristi di dodici atenei (Università Cattolica - sedi di Milano e Brescia, Università di Bari, Bergamo, Bologna, Catanzaro, Milano Bicocca e Milano Statale, Padova, Siena, Torino, Venezia Cà Foscari).

 

La scommessa cattolica di Chiara Giaccardi e Mauro Magatti

La Cattolica al Meeting La scommessa cattolica di Chiara Giaccardi e Mauro Magatti Al Meeting di Rimini la presentazione del nuovo libro scritto a quattro mani dai sociologi dell’Università Cattolica. agosto 2019 «La tecnica ci propone di contenere il rischio e invece la vita è il rischio. Dobbiamo scommettere che vale la pena fare questo passo non garantito e metterci in cammino senza già sapere dove arriviamo: è il modo per rendere la vita un’avventura e non semplicemente un ripetere degli schemi già consolidati». Con queste parole la professoressa Chiara Giaccardi , docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi in Cattolica, ha presentato al Meeting di Rimini il libro scritto a quattro mani con il professor Mauro Magatti : “ La scommessa cattolica. C’è ancora un nesso tra il destino delle nostre società e la religione cristiana? ” ( Il Mulino ). La professoressa Giaccardi, ne ha parlato in dialogo con Andrea Simoncini , docente di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Firenze, e con Andrea Mond a, direttore de L’Osservatore Romano . meeting #cattolici #chiesa #societa' Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Se il Coronavirus ci fa riscoprire d’improvviso il capitale delle relazioni

Gli eventi accaduti in questi giorni, a seguito delle misure adottate per evitare il diffondersi del Coronavirus, ci hanno offerto una prova tangibile di quanto le relazioni sociali siano cruciali per il nostro esistere, per la vita quotidiana ordinaria e per le scelte straordinarie. In particolare, tra le relazioni sociali, quelle che hanno tratti specifici – sono legami reciproci, affidabili e cooperativi – manifestano la loro solidità e la loro capacità di tenuta anche di fronte al cambiamento repentino delle nostre giornate, rappresentano un supporto determinante per vivere e, se possibile, per vivere al meglio. Questa generatività è un vero e proprio capitale sociale, un patrimonio di ricchezza immateriale di cui tutti possono beneficiare e che tutti possono contribuire a incrementare oppure, al contrario, che tutti possono dissipare, provocando una deprivazione generalizzata. Di questo patrimonio di relazioni sia le comunità locali, sia la comunità più ampia hanno bisogno per esistere: è un patrimonio vitale che consente alle persone di fronteggiare il rischio (come in questi giorni) senza sentirsi soli e senza perdersi, appartenendo, partecipando e condividendo. Infatti, nella comunità trovano sintesi sia le esigenze di appartenenza del singolo, sia la necessità di essere in rapporto con la dimensione istituzionale del sociale, sia l’intreccio delle relazioni che qualifica i contesti intersoggettivi. La situazione complicata di questi giorni, in cui ciascuno è stato sfidato, messo alla prova, sia individualmente sia come membro di varie comunità, compresa quella universitaria, può consentirci di riflettere sulla “forza” di questi legami sociali, apparentemente “deboli” e non visti. docente di Sociologia delle comunità e Sociologia delle relazioni educative, facoltà di Scienze della formazione, campus di Milano #coronavirus #relazioni #comunita' #societa' Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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