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Ridisegnare il sistema fiscale italiano: la storia infinita

Eppure sono quarant’anni che l’architettura del sistema fiscale italiano non viene rivista nella sua complessità e nella sua generalità e le uniche modifiche apportate sono state perlopiù marginali. Ma qual è il futuro del fisco italiano? È possibile una sua ristrutturazione in linea con l’andamento dell’economia, in grado di interpretare i bisogni dei cittadini indipendentemente dalla smania di accaparrarsi consensi elettorali? Sono alcune questioni su cui dialogheranno i partecipanti al convegno: Redesigning the Italian Tax System. Il sistema fiscale italiano: verso una nuova architettura , in programma lunedì 2 dicembre dalle ore 9.00 nell’ Aula Pio XI dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (largo Gemelli, 1 - Milano), promosso congiuntamente dall’Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa ( Assbb ) e dal Laboratorio di Analisi Monetaria ( Lam ). Negli ultimi anni sono stati fatti tanti interventi marginali e spesso solo per accontentare qualche clientela, qualche gruppo di elettori con il risultato che il sistema ha perso sostanzialmente razionalità», spiega Massimo Bordignon , docente di Political and Public Economics, esponente dell’European Fiscal Board e tra i relatori al convegno. C’è invece la necessità di cominciare a fare una riflessione complessiva su dove vogliamo andare e come vogliamo attuare una razionalizzazione del sistema fiscale che tenga conto delle modifiche strutturali dei nostri sistemi economici». La giornata, che sarà aperta dagli interventi di Victor Massiah , presidente Assbb, e di Massimo Bordignon , European Fiscal Board e Università Cattolica, si articolerà in tre sessioni di studio. “Evasione ed elusione fiscale: come contrastarle” (ore 14.00-15.15 ) è il titolo della terza sessione nel corso della quale, moderati dal giornalista Massimo Mucchetti , dialogheranno Guerino Ardizzi , Banca d’Italia, Vincenzo Atella , Sose, Università di Roma Tor Vergata, Andrea Manzitti , Università Bocconi, Ernesto Ruffini, Studio VEF&; Associati.

 

Fisco, tra nuovo ordine e minipatrimoniale

Una giornata di studi in largo Gemelli 03 dicembre 2019 Un sistema tributario che penalizza i redditi da lavoro dipendente e un alto tasso di evasione fiscale. Sono le due maggiori criticità che secondo il docente di Political and Public Economics, esponente dell’ European Fiscal Board Massimo Bordignon , caratterizzano il fisco del nostro Paese, che da quasi quarant’anni non viene rivisto nella sua complessità e nella sua generalità. La mia risposta a questa domanda è che dovremmo tassare in un luogo di relativa “immobilità”, che è poi il luogo dove si trova il cliente. Ci sono problemi tecnici, che si sta tentando di risolvere, ma ci sono anche seri problemi politici che magari possono essere occasione di negoziazione tra Europa e America». Questo perché uno dei problemi principali del nostro sistema fiscale è che mentre i redditi da lavoro sono tassati più o meno pienamente i redditi da capitale sono tassati poco e male». È importante, però, che l’opinione pubblica si renda conto dei benefici e dei costi di questa soluzione: «Oggi la soluzione attuale penalizza soprattutto le classi meno abbienti perché tutti pagano un’aliquota del 26% anche su un deposito di poche migliaia di euro. Secondo Visco «sul piano tecnico l’introduzione della patrimoniale è banale ma dobbiamo vedere se a livello politico si trova la forza di portare avanti una tale misura dal momento che siamo in balìa di governi che da una parte sono molto divisi dall’altra sono incapaci».

 

Le tasse universitarie sono detraibili

Ateneo Le tasse universitarie sono detraibili È possibile verificare l’entità degli importi detraibili relativamente all’anno d’imposta 2018, sulla base del Decreto del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca del 28 dicembre 2018. marzo 2019 Tasse e contributi universitari sono detraibili. Lo indica il Decreto del Ministero dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca del 28 dicembre 2018 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (serie generale n. 66 del 19 marzo 2019). Questo significa che, presentando l'opportuna documentazione in sede di dichiarazione dei redditi, è possibile ottenere una detrazione sul reddito imponibile dell’anno d’imposta 2019. La detrazione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto l’onere, di solito i genitori. Le ricevute dei pagamenti sono - a tutti gli effetti di legge - quietanze liberatorie e possono essere utilizzate come documenti legali nelle dichiarazioni dei redditi. Le ricevute da utilizzare sono quelle dei versamenti assolti nel corso dell’anno d’imposta di riferimento dei redditi da dichiarare, anche se relative ad anni accademici distinti.

 
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