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Educazione, bene comune globale

brescia Educazione, bene comune globale Un convegno internazionale nella sede di Brescia promosso dalla prima Cattedra Unesco dell’Università Cattolica, istituita nell’aprile 2018. Venerdì 18 gennaio, un convegno internazionale ha riunito nell’aula magna di via Trieste esperti di varie nazioni per ripensare l’educazione come bene collettivo. L’educazione per tutti e per tutta la vita può permettere a ciascuno di sviluppare le proprie potenzialità e alla società di promuovere nuovi processi di cittadinanza attiva. Il rettore Franco Anelli durante il saluto introduttivo si è soffermato sul ruolo dell’Università, che deve essere un luogo di riflessione e di attenzione alla dimensione educativa, e non solo al contenuto delle discipline. È necessario un ripensamento di un percorso che riguardi l’idea di società perché l’educazione costituisce la società del futuro. Istituita nella sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nell’aprile del 2018 si propone di favorire l’accesso da parte dei bambini nella prima infanzia a cure ed educazione di qualità; sviluppare processi di cooperazione, migliorare la qualità dell’educazione e dell’accoglienza. Fra le attività da promuovere, ed è la seconda direttrice, figurano anche la formazione di studenti universitari che intendono impegnarsi in progetti di cooperazione internazionale.

 

Gli studenti nei siti Unesco

Milano Gli studenti nei siti Unesco Un corso di formazione promuove percorsi culturali per docenti e guide turistiche. Servirà per formare gli allievi dell’Alternanza Scuola-Lavoro nei patrimoni Unesco della Lombardia. Parola del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti , che ha inviato un messaggio in occasione della lezione inaugurale del corso di formazione storico-culturale, antropologico e ambientale sui siti Unesco in Lombardia. È così che vogliamo che sia da ora in poi l’Alternanza Scuola-Lavoro ». Il corso, con il coordinamento scientifico del professor Gabriele Archetti della facoltà di Scienze della formazione, intende coniugare per varie aree tematiche le esigenze dell’istruzione curricolare con i contenuti educativi dell’Alternanza Scuola-Lavoro nei patrimoni Unesco lombardi. L’attività di formazione della facoltà è rivolta in prima battuta ai docenti delle scuole e alle guide turistiche. Poi i docenti potranno utilizzare la formazione ricevuta per qualificare le lezioni curricolari sui temi proposti nell’ambito dei progetti di Alternanza Scuola-Lavoro “dove apprendono le regole del talento e del metodo”, come ha spiegato Delia Campanelli , direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia.

 

Cattedra Unesco, la prima in Cattolica

Brescia Cattedra Unesco, la prima in Cattolica È dedicata all’educazione per lo sviluppo integrale dell’uomo e per lo sviluppo solidale dei popoli e avrà come punto di riferimento la sede di Brescia. Se ne parlerà in un convegno venerdì 18 gennaio in aula magna. gennaio 2019 È la prima Cattedra Unesco a esser assegnata all’Università Cattolica e, in particolare, alla sede di Brescia dell’Ateneo. È dedicata a “L’educazione per lo sviluppo integrale dell’uomo e per lo sviluppo solidale dei popoli”, e nasce dalle sollecitazioni dell’Enciclica Populorum progressio di Paolo VI e dalla tradizione di impegno negli ambiti dell’educazione e della cooperazione internazionale che caratterizza il territorio bresciano. Se ne parlerà in un convegno nell'aula magna della sede bresciana venerdì 18 gennaio alle 9.30 . La cattedra, diretta dal professor Domenico Simeone , intende perseguire gli obiettivi già definiti dal “World Education Forum” a Incheon nel 2015 “Educazione 2030: verso un’educazione inclusiva e di pari qualità e insegnamento durante tutto il corso della vita”. unesco #sviluppo #solidarieta' Facebook Twitter Send by mail.

 

Alla scoperta del castello longobardo

MILANO Alla scoperta del castello longobardo Riprendono per tutta l’estate le attività degli archeologi dell’Ateneo a Castelseprio (Va), nel complesso di età tardo antica e medievale. giugno 2017 Dal 2016 il Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte dell’Università Cattolica (sez. Archeologia, sedi di Milano e di Brescia) ha avviato un progetto di ricerca nel castello tardo antico e medievale di Castelseprio (Varese). Esso assunse una particolare rilevanza storica con i Longobardi: la chiesa di Santa Maria foris Portas e il monastero nella torre di Torba, eccezionali sopravvivenze architettoniche e artistiche, sono state inserite nella rete di siti “I Longobardi in Italia (568-774)” iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Si articolano in: ricognizioni e indagini di superficie; scavi stratigrafici; rilievi fotogrammetrici delle evidenze monumentali superstiti; interpretazione del territorio da immagini satellitari e LiDAR; riconsiderazione di interventi pregressi e revisione di reperti mobili già disponibili, anche in relazione alle più generali letture interpretative. Un primo contesto oggetto di scavo è stata la “casa medievale”: sono stati ricostruiti gli assetti planimetrici e funzionali dell’articolato complesso abitativo e i significativi interventi di ristrutturazione durante il suo periodo di vita. Riprese fotografiche da drone e data base georeferenziato garantiscono l’applicazione di nuove tecnologie nella documentazione e archiviazione dei dati di scavo; ricostruzioni fotogrammetriche tridimensionali vengono realizzate sul battistero e sulla basilica di San Giovanni e sulla chiesa di San Paolo, per una migliore conoscenza e fruizione dei monumenti. Un settore di ricerca di evidente rilevanza storica nella ricostruzione delle dinamiche del castello e dell’area più prossima al famoso oratorio.

 

Migrazione e bullismo, presentati i dati Unesco

Brescia Migrazione e bullismo, presentati i dati Unesco Nella seconda edizione del congresso "World Anti-Bullying Forum", finanziato dall'Unesco, è emerso come i giovani migranti o appartenenti a gruppi etnici minoritari abbiano maggiore probabilità rispetto ai coetanei di subire bullismo e cyber-bullismo. I dati non lasciano dubbi: dal report emerge infatti come, nei diversi Stati, giovani migranti o appartenenti a gruppi etnici minoritari abbiano una maggiore probabilità rispetto ai loro coetanei di subire bullismo. Questo accade nel 33% dei casi in Nord-America e Europa, dove il 26% dei nativi è vittima di bullismo tradizionale, mentre sul fronte cyberbullismo le stime parlano del 14% dei migranti, contro il 9% degli autoctoni. I risultati degli studi scientifici evidenziano inoltre come, nei casi di bullismo etnico, ad avere un ruolo cruciale sono meccanismi e processi psicologici diversi da quelli alla base del bullismo tradizionale. In queste ultime, infatti, solitamente il giovane prepotente prevarica per ottenere l'approvazione dai coetanei e un ruolo di leader nel gruppo. Nel caso del bullismo etnico, invece, a generare le azioni sarebbe il pregiudizio verso chi appartiene a una diversa minoranza o è immigrato, e non le dinamiche di gruppo. Per questo motivo i dati raccolti dal report scientifico saranno tradotti dall’UNESCO in documenti di indicazione di linee politiche da sviluppare in corretti interventi contro di questa allarmante forma di bullismo, il cui contrasto è considerato una priorità dalla stessa UNESCO.

 
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