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A lezione da Matteo Ricci

ateneo A lezione da Matteo Ricci Si è concluso il viaggio culturale in Cina promosso dal Centro pastorale con la partecipazione di 20 docenti dell’Ateneo con familiari e amici. settembre 2017 Al viaggio culturale organizzato dal Centro pastorale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore hanno partecipato 20 professori dell’Ateneo con i loro familiari e amici per un totale di 62 persone. È in questo contesto che abbiamo fatto visita al Dipartimento di filosofia e di studi religiosi della Fudan University di Shanghai e alla BLCU-Beijing Language and Culture University di Pechino. Tra le diverse visite, quella sulla tomba di Matteo Ricci, il gesuita che ha condiviso con la Cina la cultura occidentale e, al tempo stesso, ha saputo entrare nel cuore del Paese attraverso la conoscenza della lingua e della cultura, insomma uno scambio culturale libero e rispettoso. Appena arrivati in Cina abbiamo fatto visita al Xu Guangqi Memorial Hall che ricorda il più importante collaboratore cinese di padre Matteo Ricci, tra i primi battezzati con il nome di Paolo e tra i più rappresentanti funzionari imperiali del suo tempo. Il suo messaggio pertanto è di straordinaria attualità anche per un’istituzione come l’Università Cattolica che ha il compito di formare le nuove generazioni a un sapere aperto a tutte le conoscenze a partire da una visione che si ispira all’universalismo cattolico e alla ricerca sincera della verità». Che valore ha oggi promuovere occasioni di incontro, conoscenza e dialogo con la Cina? Al di là dello scambio culturale, il Papa ci indica la costruzione di ponti di dialogo come strada maestra per la pace e l'equilibrio mondiale.

 

Alla Cattolica il premio “Istituto Confucio dell’anno”

Cina Alla Cattolica il premio “Istituto Confucio dell’anno” Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato a Changsha, in considerazione della sua vasta attività per la diffusione della lingua. La direttrice Elisa Giunipero : «Un risultato importante che arriva dopo 10 anni di intenso lavoro» 10 dicembre 2019 “ Istituto Confucio dell’anno ”. Nel decimo anniversario della sua fondazione, l’ Istituto Confucio dell’Università Cattolica riceve questo prestigioso riconoscimento in considerazione della sua vasta attività per la diffusione della lingua cinese, con circa 300 iscritti ai corsi di lingua e 1.000 esami di certificazione linguistica all’anno. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo martedì 10 dicembre 2019 a Changsha , una città della Cina meridionale, nell’ambito della conferenza internazionale che vede riuniti tutti i rappresentanti delle 550 università del mondo che hanno un Istituto Confucio. La delegazione dell’Università Cattolica è composta dal professor Pier Sandro Cocconcelli , che ha ritirato il premio in rappresentanza del rettore Franco Anelli , e dalla professoressa Elisa Giunipero (insieme al professor Cocconcelli nella foto in alto con il premio) , direttrice dell’Istituto Confucio. Il premio è conferito ogni anno dallo Hanban (l’ufficio per la diffusione della lingua cinese, preposto alla gestione degli Istituti Confucio nel mondo) a quegli Istituti che si sono distinti per l’ampiezza e la qualità dei risultati raggiunti. È un risultato importante - afferma Elisa Giunipero - che arriva dopo 10 anni di intenso lavoro da parte di molti in Cattolica, condiviso quotidianamente con i nostri colleghi cinesi della Beijing Language and Culture University.

 

Alla guerra dei dazi

Un’iniziativa già tentata da Bush nel 2003, che ha il chiaro intento di sfavorire la Russia, il Giappone e, soprattutto, la Cina, nei due settori citati, particolarmente sensibili per gli Usa. Una chiara delegittimazione dell’Organizzazione mondiale del commercio, secondo Andrew Spannaus , giornalista americano che già mesi prima aveva previsto la vittoria di Trump, per la sua capacità di intercettare le reali esigenze del popolo americano, di quelle classi oppresse che ormai rappresentano il 75% dei Paesi ricchi. Su una lunghezza d’onda diversa il direttore dell’ Aseri Vittorio Emanuele Parsi ( in alto la sua videointervista ), che ritiene vi sia «una visione teologica, astorica del libero commercio», che invece ha causato questa distribuzione iniqua delle risorse nelle nazioni più sviluppate. Il protezionismo (che Trump di certo non ha inventato) a suo tempo ha fatto aumentare i dati relativi al commercio degli States e permesso di proteggere lo standard e la qualità dei loro prodotti. È questo ciò che preme maggiormente al Presidente, quello che ha promesso ai suoi elettori e che ora tenta di rispettare: produrre, far crescere la manifattura, ridurre il deficit commerciale e il gap con la Cina. Per il professor Luca Rubini dell’Università di Birmingham, invece, ciò che ha causato questo divario sempre più netto tra poveri e ricchi è la mancanza di politiche interne mirate, non il libero commercio. I dazi nascono per sfavorire la Cina ma in realtà impattano più sul Canada, sul Messico e sull’Unione Europea, tanto che è stato rinviato fino a giugno l’ultimatum all’Unione europea, nel tentativo di trovare finalmente un accordo proficuo per entrambe le parti in causa.

 

A padre Lazzarotto il premio Ricci 2015

Il missionario del Pime riceverà dalla facoltà di Scienze politiche e sociali il riconoscimento intitolato al grande gesuita, la cui opera è al centro di una mostra. novembre 2015 Una vita dedicata alla fede e alla Cina quella di Padre Matteo Ricci , gesuita, missionario cattolico del XVI secolo, al quale l’Università Cattolica dedica da anni un Premio speciale. Dopo il conferimento delle motivazioni del Premio da aprte del preside Merzoni, Padre Angelo Lazzarotto terrà una lectio magistralis sul tema “L’attualità di Padre Matteo Ricci tra Roma e Pechino”. La sua costante attenzione alle dinamiche sociali e culturali, unitamente al sempre presente riferimento ai principi fondamentali della tradizione cristiana per la promozione integrale della persona umana, lo hanno reso particolarmente acuto nell’analisi dei contesti politico-istituzionali cinesi in forte mutamento e nella promozione del dialogo tra i popoli.». Alla figura straordinaria di Matteo Ricci sono dedicati, oltre al conferimento del Premio, anche una mostra nel Cortile d’onore dell’Università e un evento giovedì 26 novembre. A servizio del Signore del Cielo ” verrà inaugurata lunedì 23 novembre alle ore 15 presso la Cappella del Sacro Cuore alla presenza di mons. Giovedì 26 novembre nell’aula Negri da Oleggio alle ore 15 verrà presentato il catechismo di Matteo Ricci nella prima traduzione italiana dai testi originali, durante l’incontro Il vero significato di “Signore del cielo” promosso dal Centro pastorale dell’ateneo.

 

Cattolica, un ponte con la Cina

Convegno internazionale Cattolica, un ponte con la Cina L’Ateneo centro di diplomazia culturale tra Chiesa cattolica e Repubblica popolare cinese. Martedì 14 maggio in largo Gemelli un convegno promosso dall’Istituto Confucio con la partecipazione del cardinale Pietro Parolin e del vescovo di Pechino Li Shan 08 maggio 2019 Nel 1919 il mondo stava uscendo a fatica dalla tragedia della Prima guerra mondiale. Nel 1919 erano diffuse in un Occidente che parlava di autodeterminazione dei popoli e di Società delle Nazioni; nelle diverse confessioni cristiane che esprimevano un nuovo universalismo; in una Cina che nel Movimento culturale e politico del 4 maggio cercava nuovi valori per fondare il suo futuro. Nel 2019 attese e speranze emergono in una Chiesa cattolica che con papa Francesco propone una larga fraternità umana; in un’Europa alla ricerca del suo futuro; in una Cina che sta prendendo un posto nuovo nel mondo. Realizzando questo evento – afferma il professor Giovagnoli - l’Università Cattolica del Sacro Cuore si offre come luogo di confronto culturale tra prospettive diverse, in particolare quella della Chiesa cattolica e della Cina contemporanea, in sintonia con gli orientamenti del pontificato di Papa Francesco». La Seconda sessione sarà dedicata alla Cina dopo la Prima guerra mondiale, esaminando la sua posizione nel mondo (Rossabi e Samarani), il mutato approccio della Chiesa cattolica nei suoi confronti (Giunipero), i nuovi orientamenti degli intellettuali cinesi (Liu Guopeng) e il ruolo delle donne (De Giorgi). La terza sessione è invece dedicata alle speranze e alle attese dell’Occidente nel 1919 e negli anni seguenti, per la promozione della dignità dei popoli e di una maggiore solidarietà internazionale (Tosi), i primi progetti di unificazione europea e le prospettive di un nuovo umanitarismo.

 

Cina, i nuovi manager si formano qui

alta formazione Cina, i nuovi manager si formano qui Il master in Politics, Economics And Culture of China forma professionisti in grado di contribuire alle decisioni e strategie commerciali di multinazionali, società di consulenza economica e politica che interagiscono con il mondo imprenditoriale cinese. luglio 2019 L’economia cinese è destinata a divenire la prima economia mondiale. Oltre alle lezioni che prevedono una frequenza full time e si svolgeranno interamente in inglese (è richiesta la certificazione B2) e ai lavori di gruppo, sono previsti Lunch Talk series , incontri con business manager che offriranno una prospettiva operativa e concreta rispetto alle conoscenze sviluppate durante il Master. La data di scadenza per iscriversi è il 30 luglio 2019 . Informazioni su didattica, stage, opportunità lavorative, o richiesta di un colloquio individuale all'indirizzo e-mail: master.mapecc@unicatt.it . cina #master #manager #professionisti Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cina-Italia, andata e ritorno

Alumni Cina-Italia, andata e ritorno La storia di Wu Li Shan che, dalle montagne delle Cina, giunse a Milano nel 1931 diventa, per mano del nipote e autore di Chinamen insieme a Ciaj Rocchi, una graphic novel che ora è stata tradotta anche in cinese. Cinquantasette anni dopo, a Milano, si contano circa 30mila residenti cinesi, una comunità in continua crescita, il cui fulcro rimane via Paolo Sarpi, luogo d’incontro per eccellenza della popolazione cinese, ma ormai, è il caso di dirlo, anche italiana. Matteo Demonte , autore di Chinamen insieme a Ciaj Rocchi , e nipote e figlio di una di queste famiglie miste, decide di raccontare la storia del nonno, che diventa così il protagonista avventuriero della sua graphic novel . Un giovane venditore ambulante che da uno sperduto villaggio di montagna della Cina orientale arriva a Milano nel 1931, dove sono appena terminati i lavori per la costruzione della nuova Stazione Centrale e le vie sono piene di gente. Prima che a Milano Wu ha vissuto in altre grandi città, Parigi e Amsterdam, eppure comprende che è l'Italia il luogo che il destino ha scelto per lui e per il futuro della sua famiglia. Da venditore ambulante a titolare d'azienda, dal matrimonio con la sarta italiana Giulia, alla Rivoluzione Maoista che lo allontanerà per sempre dal paese natale, pagina dopo pagina la vita e le imprese di Wu rinascono nella memoria più intima del nipote per diventare finalmente una storia universale. Un vero e proprio caso editoriale, quello di Matteo Demonte e Ciaj Rocchi, che con la loro Chinamen, sono stati in grado di farsi conoscere e pubblicare anche nella Repubblica Popolare.

 

Cina, tre mesi fra corsi e avventure

L’altra faccia del gigante asiatico nel racconto di Cristina , di Scienze linguistiche 14 novembre 2019 di Cristina Freddi * Conseguita la laurea triennale in Scienze Linguistiche, ho voluto mettere alla prova ciò che avevo appreso durante il mio percorso universitario fino a quel momento. Quale modo migliore di farlo se non partendo alla scoperta del Paese su cui ho concentrato i miei studi degli ultimi anni? La mattina del 25 marzo ero davanti al gate, in procinto di prendere un volo diretto a Beijing, con tanta voglia di arricchire il mio bagaglio culturale. Una volta arrivata, sono salita su un taxi che mi ha portata al campus della Beijing Yuyan Daxue , la mia nuova casa per i successivi tre mesi e il luogo dove avrei frequentato i corsi di cinese. Oltre ai corsi di lingua, l’università offre la possibilità a tutti gli studenti di partecipare ad alcune gite organizzate, tra le quali la visita alla più famosa fabbrica di succhi della città e la visita ad alcuni monumenti. Non facendoci fermare dalla pioggia e dal forte vento, abbiamo potuto visitare una delle più straordinarie costruzioni dell’uomo - al modico prezzo di un raffreddore! Ho scoperto l’utilità di applicazioni come WeCha t, che mi hanno permesso di entrare in contatto con associazioni studentesche che organizzano viaggi di ogni genere. Appena rientrata a Beijing e subito ripartita, ho avuto la possibilità di cavalcare per la prima volta un cammello nel deserto dell’Inner Mongolia, di esplorare le sterminate praterie a dorso di cavallo e di ammirare le stelle in un luogo completamente privo di inquinamento luminoso. Tre mesi sono lunghi e con la mia conoscenza limitata della lingua mi sono trovata più volte in situazioni di disagio, che al momento dell’accaduto sembravano la fine del mondo, ma alle quali ripensando ora non posso evitare di sorridere.

 

Cina-Vaticano, prove di dialogo

giugno 2017 di Elisa Giunipero * Tra le sfide di politica internazionale che oggi la Cina affronta, dopo quarant’anni dalla morte di Mao, c’è anche il rapporto con la Santa Sede. Dopo che monsignor Pietro Parolin, profondo conoscitore della situazione della Chiesa cinese, lasciò Roma nel 2009, i contatti tra Cina e Santa Sede ebbero una brusca interruzione ma tali contatti sono ripresi proprio grazie all’azione del cardinale Parolin, divenuto Segretario di Stato. Nella visione “poliedrica” del mondo di papa Francesco, la Cina non è più una periferia lontana su cui estendere gradualmente l’influenza del cristianesimo ma un luogo che può irradiare cultura e contribuire alla pace. Emblema dell’attuale strategia geopolitica cinese è l’imponente progetto di costruire una “Nuova Via della Seta” (Belt and Road Initiative), lanciato nel 2013, una sfida all’egemonia statunitense e un gigantesco programma di integrazione economica e di cooperazione culturale per riaffermare l’unità e centralità dell’Eurasia. Lungo tutta la storia della Chiesa cattolica in Cina c’è stato un grande sforzo di adattamento culturale al contesto locale e, dal punto di vista della Chiesa cattolica, il concetto di sinizzazione è stato concepito in termini culturali. In una Chiesa guidata da un Papa gesuita e latinoamericano per il quale non ci può essere evangelizzazione senza inculturazione, è oggi più che mai possibile affrontare in modo creativo nuove sfide di adattamento al contesto sociale e politico cinese. Docente di Storia della Cina contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore #cina #religione #papa #chiesa Facebook Twitter Send by mail Print QUARANT’ANNI DOPO MAO Una riflessione a più voci sulle attuali politiche interne e internazionali del governo cinese.

 

Confucio, 10 anni in un video di due minuti

MILANO Confucio, 10 anni in un video di due minuti A margine del convegno internazionale “ 1919-2019. Speranze di pace tra Oriente e Occidente ”, è stato siglato il nuovo accordo con Hanban , l’Ufficio per la diffusione del cinese all’estero. Le immagini realizzate dalla Scuola di Giornalismo dell'Ateneo 16 maggio 2019 L ’Istituto Confucio dell’Università Cattolica ha rinnovato la convenzione con Hanban, l’Ufficio per la diffusione del cinese all’estero, collegato con il Ministero dell’Istruzione di Pechino. La firma è stata siglata il 14 maggio a margine del convegno internazionale dal titolo " 1919-2019. Speranze di pace tra Oriente e Occidente ", con la partecipazione del Segretario di Stato Vaticano cardinal Pietro Parolin , che ha incontrato per la prima volta in un evento pubblico due vescovi cinesi. Nel video, curato da Davide Arcuri e Paolo Frosina , i momenti salienti di un evento storico. cina #cinese #istitutoconfucio #vaticano Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Coronavirus, cosa c'è da sapere

Ad oggi, le autorità sanitarie cinesi hanno confermato la presenza di 139 infezioni, 136 delle quali avvenute nella città di Wuhan e tre, sempre in Cina, al di fuori di questa, anche se i soggetti colpiti avevano in precedenza visitato la città. Ci sono però alcuni elementi certi su cui è possibile ragionare: in primo luogo la causa di questa malattia è un coronavirus, isolato e ben caratterizzato, simile a quello della SARS, ma per alcuni aspetti diverso da questo, che è stato denominato 2019-nCoV. Questa non è l’unica differenza con la SARS, infatti il numero di decessi (due) fino ad ora registrato per questa nuova malattia, indica senz’altro una minore gravità rispetto alla SARS, che presentava una letalità del 10%. Più recentemente, sulla base del numero progressivamente crescente di casi di malattia, alcuni dei quali insorti in soggetti che non avevano avuto contatti con il mercato del pesce di Wuhan, si è ipotizzato che possa esistere anche una trasmissione interumana. È dell’ultima ora la notizia che questa trasmissione interumana è stata confermata aprendo quindi scenari epidemiologici più complessi anche se fino a oggi questa modalità di trasmissione ha avuto probabilmente un ruolo marginale nel sostenere la diffusione epidemica della malattia rispetto all’esposizione agli animali portatori del virus. Le autorità sanitarie cinesi, forti anche dell’esperienza con la precedente epidemia di SARS, hanno prontamente messo in atto delle misure di prevenzione alla diffusione della malattia che comprendono anche la messa in quarantena di persone con sintomi respiratori. A livello internazionale, anche se l’agenzia europea di controllo delle malattie infettive ECDC ritiene basso il rischio di diffusione di questa malattia in Europa, gli Stati Uniti hanno iniziato il monitoraggio sui viaggiatori provenienti da Wuhan negli aeroporti di San Francisco, Los Angeles e JFK di New York.

 

Covid-19, la Cina è vicina alla Cattolica

La Buona notizia - Presenza Covid-19, la Cina è vicina alla Cattolica Il papà di una studentessa cinese ha donato 10mila mascherine, le associazioni studentesche cinesi si sono mobilitate per raccolte fondi e l’Istituto Confucio ha ricevuto molti messaggi di solidarietà. Nel pieno dell’emergenza sanitaria sono numerose le iniziative e manifestazioni di vicinanza espresse dalla Cina nei confronti dell’Ateneo, da sempre fortemente impegnato nel promuovere la conoscenza della lingua e cultura cinese in Italia, anche attraverso l’attività dell’ Istituto Confucio . Diecimila mascherine sono state donate alla Cattolica dal papà di una studentessa cinese iscritta all’Università Cattolica. Ondata di solidarietà anche altri studenti cinesi dell’Università Cattolica che di fronte all’emergenza sanitaria hanno partecipato a una serie di iniziative con l’obiettivo di supportare le vittime dirette e indirette del Nuovo Coronavirus (Covid-19). In seguito, la Cattolica Chinese Students Association, insieme ad altre associazioni, ha fatto arrivare a Milano 1.500 mascherine Ffp2 di cui 978 sono state distribuite gratuitamente ai cittadini milanesi e il 7 marzo altre mascherine sono state donate alla Protezione civile che le ha consegnate all’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano. Sono stati poi molti i messaggi di vicinanza giunti all’Ateneo tramite l’Istituto Confucio da parte di rettori, docenti e alumni cinesi che hanno voluto così esprimere solidarietà e ribadire il loro legame con la Cattolica. Intanto alla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma migliaia di dispositivi di protezione individuale (DPI) sono arrivati direttamente dalla Cina grazie all’intuizione di una laureanda in Medicina e chirurgia del campus di Roma, Francesca Albanesi.

 

De Scalzi, l’Ateneo laboratorio di dialogo

Speranza di pace tra oriente e occidente”, il vescovo ausiliare di Milano afferma che l’Università Cattolica ancora una volta risponde al suo impegno di essere luogo di confronto culturale, diplomatico e geopolitico. maggio 2019 Il vescovo ausiliare di Milano monsignor Erminio de Scalzi (a sinistra nella foto) ha portato il saluto dell’arcivescovo monsignor Mario Delpini al convegno internazionale “1919-2019. Speranza di pace tra oriente e occidente”, l’evento promosso il 14 maggio in occasione dei 10 anni dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica, a cui hanno preso parte il Segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin e, per la prima volta in un incontro pubblico, due vescovi cinesi. di monsignor Erminio de Scalzi Porto il saluto di sua eccellenza monsignor Mario Delpini arcivescovo di Milano a tutti i partecipanti al convegno internazionale “Speranza di pace tra oriente e occidente” e agli illustri relatori. Vorrei salutare in particolare sua eminenza il cardinal Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, sua eccellenza il vescovo di Pechino e sua eccellenza il vescovo di Shantou che l’arcivescovo si onora di accogliere domani per celebrare con loro la santa messa e vivere un momento di fraternità. La nuova fase di relazioni tra Santa Sede e Pechino, nell’accordo del 22 settembre dello scorso anno, dice la speranza di duraturi rapporti di collaborazione e di stima reciproca che si vogliono coltivare e approfondire. Mi piace ricordare un grande amico del popolo cinese, il senatore Vittorino Colombo: figura di singolare cristiano ambrosiano, ben noto a questa università, nella quale si è laureato e che ha vissuto una profonda amicizia con il rettore di allora, l’indimenticabile prof. Giuseppe Lazzati.

 

Ebrei in fuga a Shanghai

milano Ebrei in fuga a Shanghai In occasione della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità , che si celebra il 6 marzo, l’Istituto Confucio presenta il volume curato dalla professoressa Elisa Giunipero , che racconta la storia dei 18mila ebrei che trovarono asilo nel ghetto di Hongkou. marzo 2018 In occasione della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità , che si celebra il 6 marzo, è in uscita “ Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich ” (O barra O edizioni), un capitolo della storia della Shoah pressoché sconosciuto in Italia. La presentazione del volume, curato dalla professoressa Elisa Giunipero , direttrice dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si terrà mercoledì 14 marzo alle 18 nell’Aula G.129 S. Paolo (largo Gemelli, 1 – Milano). La “Parigi d’Oriente” divenne la cornice di un’integrazione complessa eppure riuscita: migliaia di rifugiati trovarono asilo all’interno del ghetto di Hongkou dove condussero un’esistenza difficile, ma priva di conflitti con la popolazione locale. I diversi contributi raccolti nel libro ripercorrono gli eventi storici di quegli anni e descrivono lo straordinario sviluppo economico e socioculturale della metropoli in seguito all’incontro tra popoli tanto distanti tra loro. Accanto alle vicende collettive, emergono la voce della testimone Sonja Mühlberger, nata a Shanghai nel 1939, e la storia esemplare del console cinese a Vienna Ho Feng Shan, riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver concesso il visto di espatrio agli ebrei in fuga dal Terzo Reich.

 

Giovagnoli: Cina-Chiesa, il dialogo cresce

analisi Giovagnoli: Cina-Chiesa, il dialogo cresce Le nuove ordinazioni episcopali hanno, per la prima volta dopo l’accordo dello scorso settembre, l’approvazione del Papa. Ieri è stato ordinato vescovo di Ji Ning (oggi nota come Wumeng) in Inner Mongolia, don Yao Shun, vicario generale della diocesi. Durante la cerimonia – novità significativa – è stato sottolineato ufficialmente che «il candidato è stato approvato dal Papa», richiamando così la nomina da parte della Santa Sede. L’auspicio sembra realizzarsi con questi nuovi vescovi, che godono entrambi di ottima fama e dell’apprezzamento generale. Anche se attesa – " Avvenire " ha parlato della loro prossima elezione il 13 aprile scorso – la notizia è indubbiamente importante anche per il momento in cui matura. Tra Stati Uniti e Cina è divampato uno scontro sempre più pesante intorno alla "guerra dei dazi" e a Hong Kong dall’inizio di giugno è partita una protesta che non sembra placarsi. Nessuna delle due riguarda direttamente la Chiesa cattolica, ma a Pechino la preoccupazione è grande e tutto viene valutato alla loro luce.

 

Hong Kong, non soffiate sul fuoco

A chi giova lo scontro? Forse a nessuno e soprattutto non giova agli studenti che protestano e agli abitanti di Hong Kong nel loro complesso. Il loro malessere e il loro disagio sono più che comprensibili e verso di loro è impossibile non provare simpatia. La formula “un paese due sistemi”, creata da Deng Xiaoping, fotografò una situazione che sembrava destinata a prolungarsi: se Hong Kong fosse rimasta uno spazio di incontro tra crescita cinese e sistemi occidentali, non sarebbe convenuto a nessuno mettere in crisi questa sintesi originale tra Oriente e Occidente. E il 2047 - quando il controllo cinese sulla vita individuale e collettiva degli abitanti di Hong Kong diverrà diretto - appare molto più vicino: i giovani che oggi protestano vivranno questo passaggio e pure i loro figli. La durezza dello scontro ha creato una ferita profonda nel tessuto di Hong Kong, suscitando una contrapposizione insanabile tra gli studenti e la polizia che da mesi si fronteggiano in un conflitto sempre più esasperato. A chi giova tutto questo? Forse a nessuno e soprattutto non giova agli studenti che protestano e agli abitanti di Hong Kong nel loro complesso. In questo modo però ingannano i giovani che protestano e non li aiutano a costruire un futuro migliore dentro un orizzonte che lo stesso Occidente ha contribuito a costruire, che si è ormai consolidato e che appare oggi segnato.

 

Il dialogo Cina-Chiesa e il ruolo dei missionari del Pime

Lo ha detto il cardinal Pietro Parolin , segretario di Stato Vaticano, ospite di un convegno al Pontificio Istituto Missioni Estere, ribadendo l’impegno della Santa Sede by Agostino Picicco | 03 ottobre 2020 Da sempre gli italiani si sono distinti nell’impegno per l’evangelizzazione nel mondo dimostrando grande capacità di universalizzazione. Ha preso spunto da questa considerazione la prolusione che il cardinal Pietro Parolin , Segretario di Stato Vaticano, ha svolto sabato 3 ottobre al Pontificio Istituto Missioni Estere di Milano (Pime) nell’ambito del convegno Un’altra Cina. Tempo di crisi, tempo di cambiamento , organizzato a chiusura delle celebrazioni per i 150 anni dall’arrivo dei primi missionari del Pime nella Cina continentale, e al quale ha presenziato anche monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica. Il cardinale ha fatto memoria di questa storia, citando le tappe più importanti e i nomi dei tanti martiri, interrogandosi sul suo significato più profondo, «anche perché non è un cammino concluso: la Cina ha ancora bisogno del Pime». Il cardinal Parolin ha affermato che «malgrado tanti travagli e tanti limiti, nella sostanza più profonda, la sfida è stata superata: oggi, in Cina, pur con tutti i suoi problemi e le sue difficoltà, la Chiesa cattolica c’è. Merito dei cattolici cinesi, indubbiamente, aiutati dalla grazia di Dio. Ma merito anche dei missionari per l’azione da loro svolta finché hanno potuto restare a costo di molti sacrifici e perché gli effetti della loro opera formativa hanno continuato ad agire anche dopo la loro partenza». Sempre in riferimento all’Accordo del 2018 il cardinal Parolin ha detto che sono sorti alcuni fraintendimenti, derivanti dal fatto che ad esso vengono attribuiti obiettivi o collegamenti con questioni politiche che nulla hanno a che fare con l’Accordo.

 

Il premio Ricci va in Cina

milano Il premio Ricci va in Cina Il riconoscimento della facoltà di Scienze politiche e sociali per l’anno 2018-2019 è stato attribuito al professor Li Tiangang , direttore del Xu-Ricci Dialogue Institute. La consegna si terrà mercoledì 27 marzo alla presenza del cardinal Giuseppe Versaldi 13 marzo 2019 Il Premio internazionale Matteo Ricci è stato attribuito dalla facoltà di Scienze politiche e sociali al professor Li Tiangang , direttore del Xu-Ricci Dialogue Institute, Fudan University di Shanghai. Con l’autorevolezza dei suoi studi ha contribuito in modo determinante al riconoscimento pubblico dell’identità cristiana di Xu Guangqi da parte delle autorità politiche di Shanghai, mostrando le opportunità che può offrire la ricerca scientifica nella promozione di un dialogo costruttivo con le istituzioni. Il rigore delle sue ricerche scientifiche su Xu Guangqi, così come i suoi studi su Matteo Ricci e sulla religiosità popolare, si sono uniti a un coraggioso impegno civile per diffondere una conoscenza non superficiale e non stereotipata della presenza del cristianesimo in Cina. In questo modo il Professor Li ha dato il proprio contributo ad aprire, nello spirito di Matteo Ricci, un essenziale varco alla rispettosa accettazione delle differenze religiose, a sua volta fondamentale nella promozione di una costruttiva convivenza». Matteo Ricci (1552 – 1610,) «figura straordinaria di missionario cattolico e di scienziato, esempio di testimonianza degli ideali di fratellanza tra i popoli, seppe esprimere in questa sua vocazione la rilevanza della ricerca scientifica come momento capace di accomunare nel reciproco rispetto le persone umane orientate alla verità». Xu Guangqi, di cui è stata avviata nel 2011 la causa di beatificazione, fu amico dei missionari gesuiti che operarono in Cina, e in particolare di Matteo Ricci, con il quale stabilì un profondo dialogo culturale.

 

In Cina, che cinema!

CATTOLICAPOST In Cina, che cinema! Gli studenti del master in International Screenwriting and Production alla scoperta della “Hollywood d'Oriente”, gli Hengdian World Studios, i più grandi del mondo. maggio 2018 * di Giacomo Taggi Pianificazione e possibilità di investimenti pressoché illimitata sono le parole chiave dello sviluppo del cinema cinese e del Paese in generale. Con noi ci sono anche un team di giovani professionisti e studenti in gran parte diplomati al master, Airaldo Piva , ad di Hengdian Group Europe, Laura Cotta Ramosino di Cattleya, il vicedirettore di RaiFiction Francesco Nardella , e Giovanni Altieri , responsabile coproduzioni internazionali di Mediaset. Il primo dei nostri appuntamenti è con lo Shanghai Film Group, grande holding che comprende diverse società che seguono la produzione, la distribuzione e gli esercenti delle sale cinematografiche, in una catena che collega tutte le varie fasi della vita di un film. Ci dedichiamo poi alle università a cominciare dalla Shanghai Film Academy, parte della Shanghai University, e una delle più prestigiose nell'industria cinematografica cinese, e dalla Shanghai Vancouver Film School, una scuola piuttosto giovane, fondata in sinergia tra il governo municipale di Shanghai e la Vancouver Film School. A Hangzhou abbiamo l'onore di incontrare il maestro Ni Zhen, sceneggiatore di uno dei grandi successi internazionali del cinema cinese, Lanterne Rosse , e stimato professore per molti anni della Film Academy di Pechino. Alla fine degli anni ‘70, quando il fondatore di quello che sarà il futuro Hengdian Group, Xu Wenrong muove i primi passi nel mercato della seta, l'economia della città è prevalentemente agricola.

 

Insegnare italiano a Hong Kong

ITALIA - CINA Insegnare italiano a Hong Kong Nicole Musto , dopo la laurea in Lettere e il master in Didattica dell’italiano L2 , ha ottenuto uno stage in Cina alla società Dante Alighieri, che si è trasformato in un lavoro stabile. by Daniela Fogliada | 12 luglio 2017 Una laurea in Lettere, un master in Didattica dell’italiano L2 , un biglietto per Hong Kong per uno stage che diventa un lavoro stabile. E poi cosa è successo? «Dal punto di vista professionale lo stage è stata un'esperienza meravigliosa, ho trovato un team di insegnanti pronto a supportarmi, a darmi consigli e indicazioni e aperto ad accogliere le mie iniziative. L’insegnamento è una professione delicata: quali sono i vantaggi di un’esperienza internazionale? «Insegnare italiano all'estero ti permette non solo di entrare in contatto con una nuova cultura, quella degli studenti, ma soprattutto ti aiuta a riscoprire il fascino e la grandiosità della nostra cultura. L'entusiasmo degli studenti nel conoscere i tanti aspetti dell'Italia è contagioso, il loro interesse è davvero notevole. Con una laurea in Lettere sapevo che avrei voluto continuare ad approfondire la lingua e la cultura italiana e inoltre la mia passione per i viaggi e la scoperta di nuove culture mi ha portato a considerare l'idea dell'insegnamento all'estero. Tuttavia l'entusiasmo degli studenti, la loro voglia di apprendere e la loro gioia nel raggiungere i loro traguardi rappresentano una fonte inesauribile di soddisfazione.

 

Istituto Confucio, Cattolica in Cina

È stata ribadita l’importanza strategica che la Cina attribuisce agli Istituti Confucio, come veicolo di diffusione della lingua e cultura cinese nel mondo ma anche come parte di un vasto disegno di cooperazione culturale a livello globale. Gli Istituti Confucio - si auspica a Pechino - possono essere un efficace canale di cooperazione culturale, un veicolo di innovazione per lo sviluppo di pacifiche relazioni culturali tra diversi popoli. Dalla Cina viene oggi una proposta di cooperazione molto importante, la One Belt One Road Initiative , il tentativo cinese di rispondere - coinvolgendo il numero più ampio possibile di collaborazioni internazionali - alle spinte attuali dei processi di globalizzazione. La conferenza è una preziosa occasione di incontro e scambio sulle attività degli Istituti Confucio nel mondo e di confronto sulle strategie per il futuro. Al centro della discussione di questi giorni molti progetti di ricerca, forme di mobilità di studenti e docenti, doppi titoli, proposte di scambi e progetti culturali. L’Istituto Confucio della Cattolica, coinvolto e attivo in molti progetti, ha maturato una solida capacità di mediazione e promozione culturale con diversi interlocutori cinesi. Da tempo partner privilegiato dell’Istituto Confucio della Cattolica è la Beijing Language and culture university (BLCU) di Pechino che ha creato un nuovo network internazionale tra 20 università la “BLCU Confucius Institute partnership alliance”, a cui anche l’Ateneo di largo Gemelli ha aderito.

 

Italia-Cina, in Cattolica si fa la storia

Milano Italia-Cina, in Cattolica si fa la storia In largo Gemelli per la prima volta due vescovi cinesi hanno incontrato il Segretario di Stato Vaticano cardinal Pietro Parolin, primo frutto dell’Accordo provvisorio firmato a Pechino nel 2018 tra Santa Sede e Repubblica popolare cinese. L’accordo, ha detto il cardinal Parolin, «guarda in primo luogo alla vita della Comunità cattolica in quel grande Paese e, di riflesso, incoraggia la Cina a un dialogo sempre più aperto e collaborativo in favore della pace come destino comune della famiglia umana». Con Papa Francesco siamo giunti agli ultimi passi – per ora – del lungo cammino iniziato da Benedetto XV nel 1919», ha detto il cardinal Parolin nel corso del suo intervento dedicato al tema: L’impegno della Chiesa Cattolica per l’unità della famiglia umana da Benedetto XV a Papa Francesco . Cominciando proprio dalle parole di cento anni fa di Benedetto XV, che per primo si fece portavoce di un approccio al contesto globale, anticipando anche molti degli uomini di potere di quegli anni, troppo ciecamente concentrati sul solo Vecchio Continente. Un ininterrotto filo rosso che ha collegato la Santa Sede a ogni angolo del mondo di anno in anno, nel tentativo di tenere il passo di una realtà che è mutata dal micro-cosmo di un’Europa guerrafondaia al mondo contemporaneo iper-globalizzato. Pertanto, ha concluso il cardinal Parolin, «la sempre più feconda integrazione dei Cattolici cinesi nella Chiesa universale e il cammino di riconciliazione tra fratelli avviato negli ultimi anni costituiscono certamente una novità di portata storica, di cui nel tempo beneficeranno in molti, non solo in Cina. Infatti, l’auspicio del Santo Padre Francesco e dell’intera Chiesa cattolica è che tutto ciò possa contribuire, con l’aiuto di Dio, all’edificazione di un mondo più giusto e fraterno, ove l’armonia tra i popoli e le nazioni possa davvero contribuire alla causa della pace e all’unità della famiglia umana».

 

Italia-Cina, un legame speciale

MILANO Italia-Cina, un legame speciale La professoressa Giuseppina Merchionne , che da 40 anni insegna il Cinese a Milano, è stata inserita tra le donne che hanno costruito un ponte tra i due Paesi nell’ambito del progetto la Nuova Via della Seta. marzo 2018 È stata inserita nel novero delle donne che hanno costruito un ponte tra Italia e Cina. La professoressa Giuseppina Merchionne ( nella foto in alto a sinistra ), che da 40 anni studia e insegna il Cinese a Milano, è stata insignita del riconoscimento per l’importante contributo al progetto del governo cinese One Belt One Road , la Nuova Via della Seta . In questa veste la docente di Lingua cinese alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica ha ricevuto l’invito a un convegno mondiale sulle donne della Nuova Via della Seta che si terrà a Xian dal 28 al 30 marzo. Ad approfondire il tema un ospite d’eccezione: il General Manager di China Construction Bank Italia Zhang Zhe che, dialogando con Giuseppina Merchionne, ha spiegato il ruolo della Banca nel nostro Paese, soprattutto in funzione della partecipazione attiva dell’Italia al progetto One Belt One Road . Secondo il manager anche se il nostro Paese attraversa un momento di difficoltà economica, sarà in grado di superare questa fase, grazie alla grande intelligenza e capacità di iniziativa, due qualità che da sempre i cinesi riconoscono al popolo italiano. Insomma, una vicinanza culturale che unisce i due Paesi lungo la nuova via della seta e che può portare allo sviluppo di nuovi e futuri progetti di collaborazione.

 

Italia-Cina, 50 anni di relazioni nel segno della cooperazione

ISTITUTO CONFUCIO Italia-Cina, 50 anni di relazioni nel segno della cooperazione Un webinar promosso dall’ Istituto Confucio di Ateneo ha ricordato i cinquant'anni dell’accordo di Parigi che ristabilì i rapporti tra i due Paesi. Una riflessione di solidarietà condivisa anche dall’ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia Li Junhua: «Apertura, inclusione, apprendimento reciproco e scambio di esperienze possono divenire la fonte duratura di un progresso condiviso e uno sviluppo dell’amicizia per i popoli di tutti i Paesi». Da un lato quello della relazione culturale, che secondo la professoressa Laura De Giorgi dell’università Ca’ Foscari di Venezia «ha sempre rappresentato per la Cina il fondamento della relazione con il mondo esterno. Di enorme rilevanza anche l’interscambio commerciale tra il 1970 e oggi, analizzato dalla professoressa Lala Hu , docente di Marketing dell’Università Cattolica, sia in termini di variazione import/export che della capacità imprenditoriale italiana e cinese nei due Paesi. E secondo Alessia Amighini dell’ISPI, se «l’Europa corre il rischio di essere terreno di scontro tra Cina e Stati Uniti, l’Italia ha con la Cina una relazione diversa dagli altri Paesi europei, sia per i legami storici che poiché meno dipendente e interessata alle relazioni solo commerciali». Una visione condivisa anche da Guido Samarani , docente all’università Ca’ Foscari di Venezia, che ha affermato che «l’Italia può rappresentare oggi un ponte nel rapporto tra Cina ed Europa e Asia ed Europa». E Gabriele Menegatti , ambasciatore italiano in Cina dal 2003 al 2006, ritiene che tre siano state le fasi dello sviluppo: «dall’età dell’oro, in cui l’Italia, per una Cina che aveva bisogno di tutto, era uno dei Paesi leader», a fasi successive tra luci e ombre politiche.

 

La Cattolica stringe i ponti con la Cina

La trasferta nella città cinese di Antonella Sciarrone Alibrandi , pro rettore vicario e presidente Alumni Cattolica, insieme a una delegazione dell’Ateneo, testimonia il sempre più intenso rapporto tra la Cattolica e i suoi laureati impegnati professionalmente nella realtà cinese. A fine settembre, su invito del Consolato Generale d’Italia, la professoressa Sciarrone Alibrandi ha rappresentato l’Ateneo partecipando al workshop “ Fintech: promoting growth and innovation, opportunities and pitfalls ” presso il Shanghai Technology Innovation Center, con un intervento dal titolo “Financial innovation in Europe: Italian best practice”. È stato molto interessante il confronto tra diversi punti di vista di accademici, rappresentanti di istituzioni e professionisti di settore, sulle potenzialità dell’innovazione tecnologica nel settore finanziario e, più in generale, nel settore dei dati e delle informazioni», commenta Antonella Sciarrone Alibrandi. L’idea condivisa da tutti è lanciare nel 2020 un evento più importante magari con il coinvolgimento di Associazioni Alumni di altre università». cina #shanghai #confucio #alumni Facebook Twitter Send by mail Print COMITATI INTERNAZIONALI ALUMNI UCSC Sono istituiti i Comitati internazionali nei territori dove sono presenti ex studenti dell’Università Cattolica che desiderano ritrovarsi, incontrarsi e conoscersi per creare una forte rete locale. Nascono come punto di riferimento per gli Alumni all’estero per: • favorire lo scambio con il mondo professionale locale; • promuovere attività di carattere culturale, ricreativo, formativo a favore dell’Ateneo per il sostegno alla didattica e alla ricerca, nonché finalizzate allo sviluppo dell'Università stessa. Registrandosi, con le proprie credenziali iCatt, al portale MyAlumni , è possibile accedere alle community dei Comitati, per entrare in contatto con gli altri Alumni iscritti.