La tua ricerca ha prodotto 6 risultati per alternanza:

Scuola lavoro, l’alternanza cresce

ateneo Scuola lavoro, l’alternanza cresce In un anno ha fatto registrare un balzo del 65% di studenti accolti nel nostro Ateneo, tra inserimento negli uffici e attività didattiche dei docenti con alcuni dei 96 istituti coinvolti. Quella che è ormai una realtà per il sistema scolastico italiano, lo è in modo evidente anche per il nostro Ateneo che, a partire dalle prime sperimentazioni dell’anno 2014-2015, ha incrementato sempre più questa forma di collaborazione con gli istituti superiori. Basti pensare che in un solo anno ha fatto registrare un balzo superiore al 65% di studenti accolti in tutti i campus dell’Atene o. Nell’anno accademico 2017-2018 sono stati 1.137 a fronte dei 687 del 2016-2017, mentre le scuole coinvolte sono aumentate da 68 a 96. Il primo canale è quello dell’ inserimento degli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori negli uffici e nei serviz i dell’Università: dal Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi) all’Ufficio Stampa e media, dall’Ufficio internazionale alla biblioteca, dalle risorse umane all’editrice Vita e Pensiero. Lo conferma Simone Robbiati , 18 anni, studente del Liceo classico “Maiorana” di Desio (Mi), che è al secondo anno di Alternanza in Università Cattolica: «L’anno scorso sono stato accolto nell’Ufficio comunicazione e quest’anno in Biblioteca. L’iniziativa aveva lo scopo di sviluppare negli studenti del triennio del Liceo Classico competenze relative al loro ruolo di Tutor nei confronti degli studenti che, nel biennio, presentano difficoltà su alcune materie e si proponeva di potenziare nei tutor liceali alcune abilità che favorissero il loro operato. Come ha detto una di loro: «Grazie a questo progetto abbiamo avuto l’opportunità di metterci in gioco direttamente e di acquisire maggiori consapevolezze su di noi, nel ruolo di tutor».

 

Sotto il cielo dell'Alternanza

Brescia Sotto il cielo dell'Alternanza A Brescia sono stati presentati i risultati della ricerca condotta in tre istituti superiori per individuare gli effetti prodotti dal sistema di alternanza scuola-lavoro a tre anni dall’entrata in vigore della riforma scolastica. by Bianca Martinelli | 12 dicembre 2017 Studenti più consapevoli e desiderosi di mettersi alla prova, ragazzi curiosi di comprendere e toccare con mano cosa voglia dire entrare a far parte del mondo del lavoro, e volontà di individuare un ambito lavorativo in cui poter sviluppare le proprie capacità e attitudini. Alternanza scuola, lavoro e università finanziata da Fondzione Comunità Bresciana, racconta di come, in seguito alla riforma scolastica attuata con la legge 107/2015, il bilancio possa considerarsi positivo in termini qualitativi. Strumenti d’indagine sono state le 88 interviste effettuate in diverse fasi dell’alternanza (una per ciascuno studente), i 264 questionari distribuiti a studenti e tutor, 3 laboratori riflessivi per gli studenti, 2 focus group rivolti agli insegnanti, 3 incontri con le famiglie dei ragazzi e 17 meeting progettuali. Ampliando il raggio sul territorio nazionale i dati quadro mostrano come tra l’anno scolastico 2014/15 e il 2015/16, grazie all’obbligatorietà, il numero degli studenti coinvolti sia passato da 273mila ad un sonoro 652.641, con un incremento del 139%. Gli istituti che hanno fatto alternanza sono passati dall’essere il 54% al 96%, mentre per i percorsi attivati si registra un +154%, ovvero da 11.585 al 29.437. Dall’altro lato vi sono poi gli enti “ospitanti” dove gli studenti sono inviati: il 36,1% sono imprese, ma anche biblioteche (il 12,4%), pubblica amministrazione nell’8,5% dei casi, enti no profit (7,6%) o studi professionali e associazioni di categoria.

 

L’alternanza come esperimento

brescia L’alternanza come esperimento Per alcuni studenti del Liceo classico Arici, l’ alternanza scuola-lavoro si è svolta nei laboratori di Fisica di Brescia. Nel vero senso della parola, visto che alcuni ragazzi in alternanza-scuola lavoro all’Università Cattolica sono stati ospiti dei laboratori di Fisica del campus di Brescia. Sotto la guida degli universitari, gli “ariciani” hanno compreso e visto con i loro occhi la natura di alcuni importanti esperimenti che nel corso del tempo hanno consentito grandi passi in avanti nello studio della propagazione delle onde. Il primo riguardava il principio di Huygens-Fresnel, che costituisce uno strumento di calcolo molto utile, in quanto consente di determinare direttamente il fronte d'onda a un certo istante, una volta noto quello a un qualsiasi istante precedente (o successivo). Dopo aver compreso il fenomeno della diffrazione e averlo rappresentato su un grafico, il percorso degli ariciani nella conoscenza dei fenomeni luminosi è proseguito nel nome di Thomas Young, che con il suo esperimento nel 1801 dimostrò la natura ondulatoria della luce. Accanto al lavoro sperimentale nei laboratori di fisica, a un altro gruppo di studenti è toccato il compito di documentarlo. Mentre i primi si occupavano di comprendere e replicare gli esperimenti di Huygens e di Young, agli altri è stato chiesto di produrre un video in cui mostrare tutte le fasi teoriche e pratiche dello studio dei fenomeni luminosi.

 

Lavoro, dunque sono!

Brescia Lavoro, dunque sono! Il convegno ha affrontato la controversa questione dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e del basso tasso occupazionale. Cause del deficit: la crisi economica e un eccesso di familismo, il rimedio è saper puntare su competenze umane. by Bianca Martinelli | 16 marzo 2017 Tra le questioni contemporanee che più necessitano di un’accurata riflessione, quella del rapporto problematico tra giovani e ingresso nel mondo del lavoro è certamente una della più urgenti. Di quest’urgenza – tale poiché inscindibilmente legata al futuro di intere generazioni – delle cause e delle competenze da mettere in campo per giungere ad una soluzione, si è parlato nel convegno “La vocazione del lavoro, il lavoro come vocazione”. In questo senso, le politiche dello Stato non dovrebbero essere rivolte solo all’erogazione di sussidi e aiuti alle classi sociali in difficoltà e ai ceti bassi, ma anche ragionare in prospettiva, tenendo conto dell’inevitabile ricambio generazionale. Un dato di grande interesse che emerge nella terza parte dello studio è dato da quella che viene definita “mappatura delle propensioni di studio” in cui si dà notizia di come un’eccessiva attitudine possa accentuare il distacco e l’allontanamento dei ragazzi da una concezione lavorativa. In questo contesto trovano infine spazio ipotesi e strategie da mettere in atto per arginare l’emergenza: tra queste spiccano i recenti programmi d’inserimento degli studenti negli ambienti lavorativi, come ad esempio è il caso dell’alternanza scuola-lavoro, o la possibilità di corredare il proprio curriculum vitae con esperienze formative all’estero.

 

Cattolica e Gambara, siglato il patto di collaborazione

Brescia Cattolica e Gambara, siglato il patto di collaborazione L'ateneo bresciano e il liceo cittadino hanno ufficializzato la cooperazione avviata da anni. Obiettivi comuni: la realizzazione di attività didattico-formative, ma anche la prevenzione dell’abbandono scolastico e “alternanza scuola-lavoro”. “L’idea è nata qualche mese fa dall’evidenza di come le iniziative di collaborazione tra i due istituti scolastici fossero già moltiplicate e diversificate – ha raccontato il Dirigente del Gambara, Giovanni Spinelli – è parso dunque spontaneo ipotizzare una convenzione quadro che desse sistematicità a questo rapporto ormai permanente. Tra le varie, con Università Cattolica abbiamo in essere diverse iniziative di alternanza scuola-lavoro: novità del sistema scolastico che ha sistematizzato quello che una volta erano gli stage ei tirocini e che nel nostro caso riguarda ben 250 nuovi studenti ogni anno”. Già da tempo, infatti, gli studenti delle varie Facoltà universitarie svolgono stage e tirocini tra i banchi del liceo cittadino; allo stesso tempo gli studenti del Gambara svolgono nell’Ateneo di via Trieste le ore previste dalla legge 107/2015, la cosiddetta Alternanza scuola lavoro . “Grazie all’iniziativa di nostri docenti o di quelli della Cattolica, abbiamo continuamente interventi specialistici di docenti universitari all’interno del liceo, incentrati su particolari snodi formativi che interessano il Gambara come ad esempio le scienze linguistiche o sociali” ha inoltre sottolineato Spinelli. Da oggi, grazie alla convezione stipulata, particolare attenzione sarà inoltre rivolta ai temi dell’orientamento scolastico-professionale, della prevenzione del rischio e dell’abbandono scolastico, della promozione di benessere e bilancio delle competenze nonché sullo sviluppo di programmi sulla legalità e la cittadinanza.

 

Scuola-lavoro, che l’alternanza sia reale

CATTOLICAPOST Scuola-lavoro, che l’alternanza sia reale L’introduzione di esperienze pratiche nel mondo del lavoro, accanto alla didattica tradizionale degli istituti superiori, ha obiettivi ambiziosi ma sta creando anche qualche problema organizzativo. D’altra parte non possiamo negare che il grande assente è oggi il mondo del lavoro, le imprese e le aziende stesse sono abbastanza impreparate e, al di là delle positive dichiarazioni di principio di qualche imprenditore o delle associazioni di categoria, non si sono dimostrate entusiaste e molto proattive». Come vanno per ora le «Secondo l’Indire (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa), che annualmente monitora il processo, la quota di scuole superiori che fino allo scorso anno ha attivato percorsi di alternanza scuola-lavoro è ancora limitata, il 43,5% e tra queste solo il 13,3% sono licei. Secondo me se l’asl - come metodologia didattica innovativa - è pensata per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, per orientarli e per promuovere il successo scolastico, è decisivo il coinvolgimento, oltre che delle scuole, anche delle famiglie e delle reti territoriali in una co-progettazione formativa che sia efficace. L’asticella è stata posta molto in alto, soprattutto considerando che saranno interessati a questo processo tutte le istituzioni scolastiche dell’intero territorio nazionale, e non solo gli istituti tecnici e professionali delle aree economicamente più evolute» commenta Michele Faldi , direttore Didattica, Formazione Post-laurea e Servizi agli Studenti dell’Università Cattolica. La speranza - fa notare Faldi - è che ciò non divenga la norma, perché le simulazioni d’azienda, a causa del contenuto professionale di molto inferiore che offrono ai giovani, sono al centro delle critiche anche in Germania».

 
Go top