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Labcom, vent’anni da pioniere

milano Labcom, vent’anni da pioniere La festa per l’anniversario del Laboratorio di ricerche sulla comunicazione aziendale, fondato dal professor Edoardo Teodoro Brioschi . Si riassume così la storia ventennale del Laboratorio di ricerche sulla comunicazione aziendale ( LabCom ), centro di ricerca universitario istituito all’Università Cattolica il 22 giugno nel 1998. Su queste basi sorse la necessità di costituire un organismo che approfondisse scientificamente i temi della comunicazione aziendale e fosse anche di supporto per le nuove esigenze delle aziende stesse. Fu proprio il professor Brioschi a coinvolgere la Star, leader del settore alimentare, che offrì la base economica per costituire il laboratorio e che per questo fu intitolato alla memoria di Danilo Fossati, il fondatore dell’azienda, scomparso in quegli anni. La professoressa Maria Grazia Zoia , che dal 2011 conduce il LabCom, lo ha definito “centro di eccellenza, fucina di idee e iniziative” e ne ha delineato le attività ricche di risultati innovativi in tema di comunicazione e gli studi su tematiche di frontiera e di alta formazione. L’attività del Laboratorio si avvale di vari strumenti quali l’ International Postgraduate Master in Corporate Communications , l’organizzazione di convegni e seminari, la cura di rapporti con numerose università straniere, i network con associazioni professionali e aziende, la produzione di monografie e articoli su prestigiose riviste internazionali. Si tratta, ha detto il professor Brioschi, «di un’esperienza felice e riuscita, avviata verso altre avventure e prospettive di lavoro, per cui i nuovi tempi daranno nuovi frutti», augurandosi che in futuro il Laboratorio possa annoverare anche un maggior numero di ricercatori.

 

Guareschi, un cuore targato Milano

MILANO Guareschi, un cuore targato Milano Dagli scritti del papà di Don Camillo e Peppone, oltre al cruccio di aver svenduto i diritti del suo romanzo agli autori della saga cinematografica, emerge anche il profondo intreccio tra la sua anima emiliana e la milanesità non solo professionale. ottobre 2018 di Paola Ponti * Può sembrare sorprendente, ma per accostare la “milanesità” di Guareschi, è possibile prendere le mosse dal Mondo piccolo e dal Don Camillo. Nella lettera del 27 gennaio 1949, inviata da Giovannino Guareschi al regista Antonio Blasetti, scrive: Peccato che il Don Camillo non sia più mio: per me “Don Camillo” è come un caro amico morto al quale si può soltanto pensare con infinita nostalgia. O ancora, quando riconosce che il legame con Milano è profondo e immodificabile: «Anche quando nella mia casetta di Milano abiterà altra gente, la piccola soffitta rimarrà mia e non la mollerò perché la mia barca sentimentale sarà ormeggiata al grande Porto delle Nebbie. Pubblichiamo uno stralcio della sua relazione #letteratura #guareschi #anniversario Facebook Twitter Send by mail IL CONVEGNO Nella ricorrenza del 50° anniversario della morte di Giovanni Guareschi (1968-2018) l’Università Cattolica, il Comitato Guareschi 2018 e il Centro Culturale di Milano hanno dedicato alla figura dello scrittore un’importante giornata di studi. Ritrovare Guareschi – Mondo Piccolo don Camillo : questo il titolo dell’iniziativa che si è tenuta mercoledì 10 ottobre all’Università Cattolica e articolata in diversi interventi frutto di accurate ricerche condotte dal Dipartimento di Italianistica e Comparatistica dell’Ateneo del Sacro Cuore. Dopo i saluti introduttivi di Luigi Pati , preside della facoltà di Scienze della Formazione, e di Giorgio Vittadini , presidente Comitato Guareschi 2018, si sono alternati, tra gli altri gli interventi dei docenti dell’Università Cattolica Pierantonio Frare , Raffaele Chiarulli , Arturo Cattaneo , Enrico Elli , Daniela Tonolini , Ermanno Paccagnini , Paola Ponti .

 

Delpini in Cattolica ricorda Toniolo

Figura esemplare che può ispirare una sintesi personale capace di diventare un programma di ricerca accademica». Questo è un rischio anche per l’Università che, fuori da questo cappella, potrebbe avere logiche mondane che non c’entrano con il Vangelo: ma un’opera che non trova criterio e giudizio nella fede rischia di non essere compatibile proprio con il Vangelo». Il monito è a chi, pur essendo coerente, lavorando bene e con coscienza, nasconde la sua appartenenza alla Chiesa: «Una forma di timidezza che non è nella logica della testimonianza», dice, senza mezzi termini, l’Arcivescovo. Occorre comprendere bene, suggerisce monsignor Delpini: «Qui si può insinuare il rischio dell’esibizionismo, come se essere nella Chiesa fosse qualcosa da esibire, piuttosto che una posizione che permette di servire… Separazione, reticenza, esibizionismo. Al di là di tutto questo, c’è un’altra strada: «La risposta dei Santi, persone che hanno vissuto una responsabilità nel loro tempo, sapendo interpretare ed elaborare risposte alle problematiche in un’ottica cristiana». Come il Toniolo, «figura esemplare che può ispirare una sintesi personale capace di diventare un programma di ricerca accademica, un metodo per confrontarsi con le discipline, le scienze, le teorie correnti». Preghiamo il beato Giuseppe Toniolo, perché tenga vivo in noi il desiderio ardente di essere cristiani e la responsabilità inevitabile di esserlo in questo tempo, in questo luogo, nell’ambito dello studio, con il lavoro serio che bisogna affrontare ogni giorno».

 

L’Europa impari dai propri errori

Milano L’Europa impari dai propri errori A 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, che posero le basi del Mercato comune, lo storico Agostino Giovagnoli ripercorre il processo da cui è nato un continente di pace, oggi chiamato però a scegliere se abbandonare o rilanciare il sogno europeo. L’Europa sperimenta inoltre una straordinaria libertà di circolazione, è l’area leader nel campo dei diritti umani, ha bandito da tempo la pena di morte. Sulla base di quella che è diventata la Comunità economica europea si è poi innestata la seconda stagione del processo di integrazione, quella di Schengen, di Maastricht, di Lisbona. Molte ricerche storiche confermano che il processo di costruzione europea è sempre stato accompagnato da resistenze e di opposizioni, di destra e di sinistra, singolarmente unite in rivendicazioni di sovranità nazionale sempre più astratte e inconsistenti. Non è un caso che papa Francesco ricordi oggi insistentemente a tutti gli europei il primato della solidarietà, anzitutto verso rifugiati e migranti che cercano in Europa una via di fuga da tragedie epocali. Dopo la Brexit e l’elezione di Trump, il 2017 è segnato da una serie di consultazioni elettorali che costituiscono di fatto un referendum pro o contro l’Europa: Olanda, Francia, Germania. Anche le prossime elezioni italiane saranno una sorta di referendum pro o contro l’Europa, ma è probabile che quando si svolgeranno altri si siano già assunti la responsabilità sostanziale di prendere una decisione storica sul futuro dell’Europa.

 

Firenze, i nostri angeli del fango

Milano Firenze, i nostri angeli del fango A cinquant’anni dall’alluvione il racconto dell’esperienza di alcuni studenti dell’Ateneo partiti in aiuto della città ferita. Tra i famosi "angeli del fango" partiti allora da Milano c’erano alcuni giovani studenti della Cattolica, i primi volontari in contesti di emergenza che hanno dato il via alle forme di volontariato attivo che oggi sono una normale attività di sostegno alle popolazioni in situazioni di grave disagio. Cristina Castelli (nella foto con padre Antonio Lupi e uno studente della Cattolica), nel 1966 studentessa al terzo anno della facoltà di Magistero in Cattolica, proprio a Firenze ha scoperto questa “vocazione”. Diventata poi psicologa dello sviluppo, ha dedicato tutta la sua vita professionale a sviluppare un modello di intervento nei diversi contesti di vulnerabilità in Italia e nel mondo, a favore in particolare dei minori e delle reti che li sostengono. Oggi l’Unità di ricerca sulla resilienza continua l’eredità di quell’esperienza con l’intervento di docenti, ricercatori, studenti che sono impegnati nel sostegno di chi ha subito traumi psichici in funzione del loro futuro benessere psico-sociale. firenze #alluvione #anniversario #resilienza Facebook Twitter Send by mail IN CATTOLICA IL FONDO BARGELLINI, IL SINDACO EROE DI QUEI GIORNI Nell’anno dell’alluvione di Firenze guidava la città Piero Bargellini. UNITÀ DI RICERCA SULLA RESILIENZA La RiRes nasce ufficialmente nel 2013 ma inizia ad operare in contesti bellici e di disastri ambientali già a partire dalla fine degli anni Novanta.

 

Brescia, 50 anni in flashback

EVENTO Brescia, 50 anni in flashback Si chiudono, con la presentazione di un libro e di un progetto di videointerviste ai protagonisti di una storia lunga mezzo secolo, le celebrazioni per il cinquantesimo della sede. Alla presenza del rettore Franco Anelli , il lancio di un nuovo Osservatorio 26 ottobre 2016 Una conclusione ufficiale per un anno speciale. Si chiuderanno giovedì 27 ottobre alle ore 17 con una cerimonia nella sala Polifunzionale le celebrazioni per i cinquant’anni di presenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Brescia . Dopo il discorso del rettore Franco Anelli , il professor Mario Taccolini , delegato rettorale al coordinamento delle strategie di sviluppo della sede, presenterà il volume “ Università Cattolica del Sacro Cuore 1965-2015 Cinquant’anni di presenza a Brescia ”, a cura di Giovanni Gregorini e Maria Paola Pasini . A tal fine, nasce nella sede bresciana dell'Ateneo un nuovo organismo dinamico di analisi e interpretazione dei processi che connotano i cambiamenti in atto nel contesto locale e globale. È quanto si propone di fare l' Osservatorio per il territorio: impresa, formazione, internazionalizzazione , che verrà presentato a conclusione delle celebrazioni per il cinquantesimo di inaugurazione della sede bresciana dell’Ateneo, in cui avrà sede. L’Osservatorio intende offrire un concreto sostegno allo sviluppo dell’imprenditorialità locale mediante iniziative di formazione, di ricerca e di consulenza sui temi dell’innovazione e dell’internazionalizzazione.

 

I 50 anni del Collegio Paolo VI

I 50 anni del Collegio Paolo VI Il collegio, nato negli anni sessanta per volontà dell'omonimo Pontefice, il 27 febbraio 2016 festeggia i 50 anni dalla posa della prima pietra con una giornata di ricordi, testimonianze e riflessioni sulla strada fatta e su quella ancora da percorrere. by Redazione EDUCatt | 01 gennaio 0001 Il collegio Paolo VI , nato negli anni sessanta grazie alla volontà dell'omonimo pontefice su progetto dell'architetto Giò Ponti, festeggia 50 anni il 27 febbraio 2016, un mese esatto dopo la festa di Sant'Angela Merici, fondatrice nel 1535 della Compagnia di Sant'Orsola. La Chiesa, come Popolo di Dio pellegrinante verso il regno futuro, deve potersi perpetuare, e quindi rinnovare attraverso le generazioni umane: è una condizione di fecondità, e semplicemente di vita. È dunque importante che, in ogni momento della sua storia, la generazione che sorge appaghi, in qualche modo, la speranza delle generazioni precedenti, la speranza stessa della Chiesa, che è quella di trasmettere senza fine il dono di Dio, Verità e Vita». Gli anni del Collegio sono gli anni dei forti desideri, delle progettualità sulla propria vita, delle prime esperienze di autonomia nella grande metropoli, quando sembra di avere in mano il futuro, quando ci si pensa innovatori del mondo. Centinaia di giovani donne, in questi 50 anni, hanno solcato le porte del Collegio coltivando alte aspirazioni» afferma la direttrice suor Chiara . Ora, con cuore grato lodiamo il Signore per le meraviglie che ha operato in tutti questi anni».

 

Dieci anni di Educatt

Ateneo Dieci anni di Educatt Un traguardo importante, che l’Ente per il Diritto allo studio universitario festeggerà sabato 16 giugno nella splendida Villa di Castelnuovo Fogliani , il complesso di proprietà dell’Istituto Toniolo di cui la Fondazione ha da poco assunto la gestione. by Valentina Giusti | 14 giugno 2018 L’appuntamento tradizionale di Educatt con tutti i collaboratori quest’anno si riveste di un significato speciale: festeggiare i dieci anni di attività dell’Ente per il Diritto allo studio universitario dell’Università Cattolica. In occasione dei dieci anni di attività la sede designata per il compleanno dell’ente è il giardino all’italiana che circonda Villa Castelnuovo Fogliani (ad Alseno , in provincia di Piacenza), di cui Educatt, su incarico dell’Istituto Toniolo, ha di recente assunto la gestione. Durante la giornata di sabato 16 giugno la meravigliosa villa settecentesca, protagonista in questo periodo di una serie di appuntamenti culturali ed enogastronomici volti alla valorizzazione del territorio dei suoi prodotti, sarà riservata ai festeggiamenti del compleanno di Educatt. Dopo la celebrazione della Santa Messa officiata dall’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori , e concelebrata dall’assistente spirituale della sede piacentina monsignor Luciano Baronio , sarà possibile visitare liberamente la struttura settecentesca contornata anche da un giardino all’italiana, opera dell’architetto borbonico Luigi Vanvitelli . educatt #anniversario #dirittoallostudio Facebook Twitter Send by mail.

 
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