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Scuola, cambiano i “modi” d’imparare

Milano Scuola, cambiano i “modi” d’imparare Una rete di scuole milanesi con il Cedisma lancia una sperimentazione per superare il modello a “zig zag” con continui cambi di materia, a vantaggio di una didattica differenziata per blocchi più inclusiva anche per gli studenti con disabilità e Dsa. Un programma centrato sulla persona” è il progetto innovativo che coinvolge molte scuole italiane e, in particolare, 94 classi di 17 istituti comprensivi della scuola primaria a tempo pieno di Milano e provincia. L’iniziativa riguarda le scuole che vogliono rinnovare la didattica sul piano orario e qualitativo e anche della differenziazione didattica» afferma il direttore del Cedisma Luigi D’Alonzo , che coordinerà l’attività di osservazione e monitoraggio per questo primo anno di sperimentazione. Abbiamo un numero sempre maggiore di ragazzi complessi, si riscontra un boom di certificazioni di Disturbi dell’apprendimento (DSA) e disabilità a vario titolo e un boom anche di ragazzi senza certificazioni ma molto problematici. L’ipotesi che il progetto vuole percorrere è quella di cambiare l’orario scolastico, cercando di offrire ai bambini periodi di apprendimento dello stesso ambito disciplinare molto più ampi in modo che possano con tranquillità e flessibilità raggiungere gli obiettivi. Che ruolo avrà l’insegnante di sostegno con questa nuova modalità di insegnamento? «L’insegnante di sostegno, quando c’è, finalmente assolverà a quanto prevede la legge, e cioè assumerà la contitolarità della classe aiutando nella progettazione e nello svolgimento delle attività l’insegnante curriculare. scuola #primogiorno #bambini #didattica Facebook Twitter Send by mail CATTOLICAPER LA SCUOLA Da alcuni mesi l’Ateneo ha avviato Cattolicaper la scuola , il portale che mette a disposizione un’esperienza pluriennale nel campo della formazione e della ricerca applicata.

 

India, l’alfabeto del cuore

Milano India, l’alfabeto del cuore Nel suo International Volunteering con i bambini poverissimi di un orfanotrofio indiano, Veronica, studentessa di Psicologia, ha scoperto sulla sua pelle il valore dei legami di fratellanza e di protezione. Ricordo ancora quel giorno in cui una bambina di probabilmente 4 o 5 anni, sporca e piena di croste, con vestiti lacerati, bussò al finestrino della nostra macchina chiedendo soldi, qualcosa da mangiare, anche solo una bottiglietta d’acqua. Oppure un’altra bimba, poco più grande, che bussò alla macchina, chiedendo da mangiare per il proprio fratellino di qualche mese, che piangeva disperato in braccio a lei. Nonostante tutto i bambini sorridono, ti accolgono a braccia aperte, sono ansiosi del tuo rientro. A insegnare loro i numeri, i colori, gli animali, i cibi, gli oggetti in inglese, a giocare con loro con le canzoncine in inglese, hindi, italiano, a disegnare con loro, a dedicare loro anche semplicemente del tempo. Si stringeva il cuore nel momento alcuni bambini rifiutavano la caramella oppure la donavano a quelli più piccoli, oppure la dividevano in mini pezzettini per poterla condividere con gli amici più stretti, senza che gliela avessero chiesta. In questa giornata si festeggia l’amicizia e la fratellanza, che vale anche per tutti quei legami che sono simili a quello sorella-fratello, sia all’interno della famiglia ma con lontana parentela, sia, a volte, tra persone un aspetto biologico. Per spiegare ai bambini il legame che comunque ci legava, abbiamo spiegato loro che noi saremmo stati per loro delle “didi”, cioè sorelle come per loro sarebbero stati per noi dei “bhai”, cioè fratelli.

 

Lettori non si nasce, si diventa

MIlano Lettori non si nasce, si diventa Secondo Aidan Chambers , scrittore e saggista inglese, tra i più autorevoli protagonisti della riflessione sull'educazione alla lettura, leggere è tutt’altro che naturale. maggio 2017 Come si diventa lettori? La domanda presuppone una premessa importante, e cioè che la passione verso la lettura è una conquista culturale e non un dato naturale. Se l’umanità ha impiegato migliaia di anni per mettere a punto un sistema complesso di scrittura come quello alfabetico, oggi si richiede a un bambino di sviluppare l'innata capacità di decodificarlo nell’arco di tre anni scolastici. Riuscire ad andare poi oltre la sola decodifica del testo e sviluppare la passione per la lettura, è obiettivo ancora più arduo, che permette però un accesso continuo alla letteratura e quindi offre la possibilità di dare senso alla propria esperienza e di allargare i propri orizzonti culturali. Nella faticosa conquista della lettura che il bambino si trova ad intraprendere, la figura dell’adulto è necessaria per innescare il processo di sviluppo della persona verso l’essere un lettore competente e appassionato. Ma come esercitare questa responsabilità educativa? Si comincia sin dalla prima infanzia esponendo il bambino alla lettura: la lettura ad alta voce dell’adulto assume in questa fase la forma di relazione, che permetterà in seguito al bambino di associare l’atto del leggere a una sensazione di piacere e conforto. Il Reading Circle individua le tre fasi dell’atto del leggere - selezione, lettura e risposta del lettore - in cui l’educatore ha un ruolo attivo: in ognuna di esse deve infatti sapere intervenire opportunamente, rispettando l’esclusività e i tempi di ogni bambino.

 
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