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Greco, non abbiate paura

Maturità 2018 Greco, non abbiate paura La grecista Antonietta Porro invita i maturandi a non temere la prova scritta scelta dal Ministero e dà qualche consiglio. C’è chi dice che il greco faccia più paura del latino: ma sarà vero? L’impressione è che le battute che gli studenti affidano ai social esprimano più scaramanzia che un timore reale. Già una settimana fa qualcuno profetizzava: «So benissimo che uscirà greco, ma un altarino a Giove per far uscire latino lo preparo comunque #liceoclassico #seialclassico #maturita2018 ». Lasciando da parte dunque considerazioni pur verissime sull’utilità dello studio delle lingue classiche, sulla relazione tra le lingue antiche e quelle moderne, sull’innegabile bellezza della cultura che solo la lingua è in grado di veicolare pienamente, proviamo a lasciare ai maturandi qualche suggerimento per i prossimi mesi. Si scelga un testo narrativo, che possa essere letto per una pagina al giorno senza annoiarsi: i miti greci di Apollodoro, per esempio, o – perché no? – i Vangeli. Questo esercizio, affiancato alle classiche versioni guidate dall’insegnante, non solo aiuterà a familiarizzare con la lingua, ma consentirà di fare qualche buona lettura, di sperimentare che l’esercizio grammaticale non è fine a sé stesso, ma funzionale a una gratificante esperienza intellettuale. docente di Lingua e letteratura greca, facoltà di Lettere e filosofia, sede di Milano #greco #maturita' #classici #lingua Facebook Twitter Send by mail.

 

Anche i manga parlano latino

by Marta Tibollo | 13 giugno 2016 Perché studiare il greco e il latino? A cosa servono? «Sono le domande che si pongono spesso studenti e docenti a proposito dell’insegnamento di queste materie, che presentano il mondo classico sempre e solo sotto forma di lingua e letteratura». Esordisce così Maurizio Bettini , professore della facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Siena, introducendo il convegno Tradizione classica e cultura contemporanea promosso dall’Università Cattolica in collaborazione con le Università di Milano e di Pavia. Durante le due giornate di studio, che si sono svolte il 9 e 10 giugno scorso, numerosi docenti di prestigiosi atenei anche stranieri, si sono confrontati sul tema cercando di capire quale potrebbe essere il ruolo della cultura classica in una realtà multiculturale come quella attuale. Un punto di vista che possa permetterci di costruire un confronto con il greco e il latino, che – come dichiara Cristiana Franco dell’Università per Stranieri di Siena – può rivelarsi un utile strumento di mediazione culturale. Infatti lo studio del latino permette di conoscere l’origine di alcuni concetti chiave delle culture e delle istituzioni europee e questo è importante per i mediatori culturali che devono creare un “ponte” linguistico e culturale tra persone di origine e diversa nazionalità. Potrebbe sembrare strano, ma in Giappone è molto diffuso lo studio della letteratura latina, tanto che a Tokyo e a Osaka sono stati inaugurati corsi di lingua e cultura latina aperti anche a un pubblico non accademico. Nel corso della sua relazione, Galeani, a partire dai manga Eureka e Thermae Romae , rispettivamente di Hitoshi Iwaaki e Mari Yamazaki , ha appurato come, per procurarsi un’attendibile ossatura storica, i due autori abbiano condotto un ponderoso approfondimento di ricerca culturale, che arricchisce anche le conoscenze dei lettori.

 

Il giurista rilegge i classici

CATTOLICAPOST Il giurista rilegge i classici Confrontarsi con la vita dell’Atene del V secolo attraverso alcune vicende tragiche, prima fra tutte quella di Antigone, costringe a misurarsi con l’archetipo della giustizia e i suoi complessi, liquidi e frammentati sviluppi in un’età postmoderna. Cardozo a chiusura del nono ciclo seminariale di “Giustizia e Letteratura” , organizzato dall’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale ( ASGP ) e dedicato alla giustizia nella letteratura greca antica. Antigone e Creonte incarnano, secondo Maria Pia Pattoni , docente di Filologia classica alla sede di Brescia dell’Università Cattolica, d ue concezioni antitetiche della giustizia : l'una basata sulla physis , il “giusto” secondo natura, l’altra sulla legge positiva. L’accostamento tra archetipo della giustizia nella Grecia classica e modernità conduce a riflessioni “di sistema” sul ruolo del legislatore e del giudice penale nell’Atene di allora, come nell’epoca contemporanea. E se, come afferma Natoli, quella della tragedia greca è una giustizia prevalentemente «antropocentrica» – dove l’uomo, schiacciato da potenze contrapposte deve trovare da solo una via d’uscita – la giustizia nella Bibbia è, invece, di matrice squisitamente «teocentrica» – dove è Dio a liberare l’uomo dall’Egitto –. Pur nelle rispettive differenze, l’accostamento tra l’ uomo greco e l’ uomo biblico ci rivela, però, «la pasta comune», l’elemento universale che li accomuna: la circolarità della vita e della morte , che, insita nella natura, è l’ «universale premessa biologica di ogni religione e ogni filosofia». giustizia #letteratura #classici Facebook Twitter Send by mail GIUSTIZIA E LETTERATURA Si è concluso il 12 aprile 2018 , in aula Pio XI dell’Università Cattolica a Milano, il nono ciclo seminariale di “Giustizia e Letteratura” , organizzato dall’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale ( ASGP ) e dedicato alla giustizia nella letteratura greca antica.

 
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