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Prendiamoci tempo, tempo della memoria

In particolare i morti, i tanti, tantissimi morti di questo tempo, sono nonni, genitori, figli, fratelli o sorelle, vicini di casa, amici, conoscenti, estranei di cui non sappiamo nulla, ma che fanno parte della nostra vita, della nostra storia. Sentiamoci tutti diminuiti, deprivati, più poveri e più soli per la morte di queste persone e prendiamoci il tempo per piangerle, per dedicare loro un pensiero, per pregare per loro, per riflettere, per fare memoria del loro lascito che è nostro comune patrimonio. Patrimonio vuol dire dono del padre, cioè di chi ha la responsabilità ultima, di chi ha la statura umana per rispondere: è un patrimonio di vita, di conoscenza, di affetto, di quotidianità e di unicità, di debolezza e di coraggio che tutti, perdendo loro, abbiamo perso. Non passiamo oltre frettolosamente, ricercando solo la quotidianità rassicurante - e a volte un po’ ottusa - di ieri: facciamo tesoro di questa esperienza di dolore e di coraggio. Non dimentichiamo le nocche screpolate e sanguinanti dei medici e degli infermieri per i troppi lavaggi con i detergenti acidi, le piaghe formate dalla mascherina messa e mai più tolta, la sinusite dovuta alla fatica di respirare sotto il casco di protezione di chi cura i malati. Ricordiamoci dei giovani che, non incoscientemente, ma del tutto consapevoli ci hanno dato una grande lezione di coraggio, stando vicino alle persone per curarle, degli adulti che non si sono sottratti al loro compito per gli altri, degli anziani che hanno condiviso conoscenze e offerto saggezza e compagnia. docente di Sociologia delle comunità e Sociologia delle relazioni educative, facoltà di Scienze della formazione , campus di Milano #tempo #coronavirus #covid-19 #memoria Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il cardinale Turkson visita l’Unità di crisi del Gemelli per Covid-19

Roma Il cardinale Turkson visita l’Unità di crisi del Gemelli per Covid-19 Il Prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale ha rivolto un discorso di sostegno ai medici e agli operatori sanitari del Policlinico. Grati a Papa Francesco per vicinanza e sostegno nella lotta contro il Coronavirus» by Emiliana Stefanori | 03 aprile 2020 Accolto dal direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Marco Elefanti e dall’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori , il cardinale Peter K.A. Turkson , Prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, ha rivolto il 3 aprile un discorso di incoraggiamento e sostegno ai medici e agli operatori sanitari del Gemelli. Il Cardinale Turkson ha quindi partecipato al meeting dell’Unità di Crisi del Policlinico, coordinata dal direttore sanitario del Gemelli Andrea Cambieri e dal preside della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica Rocco Bellantone. Un’azione senza sosta per la cura delle persone colpite dal virus. turkson #dicastero #vaticano #coronavirus Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Medicina ed economia, risposte alla crisi

RASSEGNASTAMPA Medicina ed economia, risposte alla crisi Gli esperti dell’Università Cattolica intervengono in radio e televisione per offrire un contributo di analisi in questo tempo difficile e di emergenza by Emanuela Gazzotti | 03 aprile 2020 Continua la presenza assidua degli esperti dell’Università Cattolica in radio e televisione. Il loro contributo si aggiunge all’ordinario, e straordinario, lavoro quotidiano di assistenza ai malati nel caso dei medici, e di riflessione sulla gestione della crisi per gli economisti: una disponibilità che racconta la dedizione e il senso di responsabilità verso tutta la comunità. Il professore ha parlato anche a Circo Massimo di Radio Capital a proposito del fabbisogno di miliardi di mascherine chirurgiche che serviranno a tutti nella fase di riapertura delle attività per proteggere gli altri da eventuali virus nel caso si sia asintomatici. Il 1° aprile a Otto e mezzo di La7 ha poi dichiarato che l’epidemia va valutata ogni due settimane e che è improbabile che si possano allentare le misure a partire dal 13 aprile. Lo pneumologo Luca Richeldi il 1° aprile a Circo Massimo di Radio Capital ha paragonato la situazione che stiamo vivendo alla scalata di una montagna che è faticosa tanto quanto la discesa. Lo psicologo dell’emergenza Fabio Sbattella il 1° aprile a Tra poco in edicola di Radio 1 ha parlato del carico emotivo degli operatori sanitari e ha sottolineato l’importanza degli strumenti di protezione che danno sicurezza, di motivazione e di slancio, di competenza e preparazione specialistica. Anche il direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli Marco Elefanti il 3 aprile ha parlato a Buongiorno Regione Lazio di Rai3 per ricordare l’attività di ricerca in corso relativa ai trial clinici per lo studio dei protocolli di cura che vengono testati sui pazienti.

 

Rosaria, Pierfilippo e la scelta di restare in Terra Santa

Lo testimoniano due giovani ricercatori freschi di laurea magistrale, che hanno scelto di rimanere in Israele dove avevano iniziato un lavoro di catalogazione. Attraverso il progetto "Libri Ponti di Pace", infatti, da anni è in corso un'intensa collaborazione tra il nostro Ateneo e la Custodia di Terra Santa, che consente a piccoli gruppi di studenti di fare un'esperienza sul campo». Grazie all’Ats Pro Terra Sancta che aveva avviato le selezioni per un'insegnante d'italiano per gli Aspiranti Francescani di Terra Santa e di latino per i Seminaristi del Patriarcato Latino di Beit Jala, Rosaria si è messa a disposizione ed è stata selezionata. Ho potuto così realizzare il mio sogno di tornare a Betlemme prima del previsto, carica del mio bagaglio di voglia di fare nella Terra di Gesù. Tanti volontari erano andati via e le viene chiesto di dare una mano all'Antonian, che, oltre ad ospitare i volontari di ATS, svolge l'attività primaria di cura degli anziani. Presto servizio presso la Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa, la più antica d'Israele, che conserva più di 50.000 volumi, compresi gli importanti e consistenti fondi di manoscritti e libri a stampa antichi» racconta Pierfilippo. Il giovane ricercatore spiega che a Gerusalemme nonostante ci siano circa 6mila casi su una popolazione di poco più di 8 milioni di persone, la situazione sembra essere sotto controllo e le misure di restrizione, seppur rigide, sono state adottate più che altro per prevenire una eventuale massiccia diffusione del virus.

 

Covid-19 e salute nei luoghi di lavoro

Roma Covid-19 e salute nei luoghi di lavoro Un metro di distanza è sempre sufficiente? La mascherina deve essere utilizzata nello svolgimento delle mansioni? Queste e altre domande cercano risposta per la ripresa del sistema produttivo. Ma premesso che il datore di lavoro è, in ogni caso, responsabile per l’adozione di misure adeguate a tutelare l’integrità psico-fisica dei suoi dipendenti (art. Però, rispettate queste misure di sicurezza, se pur adattate con la necessaria diligenza, non potrà essere ritenuto responsabile, né penalmente né civilmente, dell’eventuale ”infortunio” sul lavoro consistito nel contagio. Sapere chi deve dare risposte a queste domande sulla base dell’orientamento scientifico prevalente è un punto che può condizionare la ripartenza del sistema produttivo. Sarebbe auspicabile evitare ambiguità, tenuto soprattutto conto che la percezione delle corrette misure di sicurezza (come dimostra l’evoluzione giornaliera del dibattito scientifico) appare piuttosto dinamica perché, a dire il vero, piuttosto incerta è la conoscenza del rischio che dobbiamo fronteggiare. Restando chiaramente del tutto impregiudicato il regime delle responsabilità civili e penali per coloro che, inopinatamente, non rispettassero le regole (più che raccomandazioni) di riferimento. docente di Diritto del Lavoro alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, campus di Roma #lavoro #sicurezza #coronavirus #diritto Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Alessio Lasta: verità delle immagini, castità del montaggio

Diplomato al master in Giornalismo dell’Università Cattolica, oggi è un inviato di punta di “ Piazzapulita ”, la trasmissione di Corrado Formigli in onda su La7 . E oggi è in prima fila sul fronte dell’epidemia di Covid-19, che ha stimolato il giornalismo a farsi più attento. La linea che ho scelto è quella di informare senza allarmismi ma senza censurare immagini dure, perché i fatti erano e sono duri. Si può dire quindi che i suoi servizi realizzati all’ospedale di Cremona e Treviglio abbiano aperto gli occhi alla gente? Come ho detto la decisione di andare nelle terapie intensive non è stata facile. Ci può raccontare nel dettaglio la realizzazione di questi servizi televisivi? «La scelta di documentare dall’interno è partita da una mia sollecitazione che è stata accettata dal direttore sanitario di Cremona. Quello che ho chiesto di fare a Corrado Formigli e a Piazza Pulita, che mi hanno sempre sostenuto in questa linea di racconto, è stato questo: rimanere all’interno dell’ospedale ma concentrarsi di più sulle emozioni del personale sanitario». Il giornalismo che rispetta il limite del diritto di cronaca, verità sostanziale dei fatti, continenza verbale, interesse pubblico, è l’unico faro che ci può guidare nel racconto.

 

Lauree online a Piacenza, la carica dei 77

Laureati Lauree online a Piacenza, la carica dei 77 Prime discussioni delle tesi per gli studenti triennali e magistrali della facoltà di Economia e Giurisprudenza. Il messaggio della preside: «È l'inizio, inatteso e davvero impensabile, di un nuovo traguardo» by Sabrina Cliti | 23 marzo 2020 Sono 77 i laureandi magistrali e triennali della facoltà di Economia e Giurisprudenza di Piacenza che discuteranno tra oggi e mercoledì 25 marzo le loro tesi. E poi l'impegno di tanti, studenti, docenti e personale, che rendono possibile ciò che fino a ieri sembrava irrealizzabile. Le lauree che si discutono in questi giorni a Piacenza rappresentano l'inizio, inatteso e davvero impensabile, di un nuovo traguardo. Lo sguardo che si posa sui prossimi 100 anni è quello positivo, responsabile ed emozionato che vedo, attraverso lo schermo del mio computer, sui visi di queste donne e di questi uomini che discutono con passione e serietà la loro tesi di laurea. Ho apprezzato gli sforzi di tutti per rendere possibile la sessione di laurea prima possibile e ringrazio dunque la commissione e i tecnici per il supporto e per tutto il lavoro “dietro le quinte”. Se la laurea fosse stata in presenza, la nonna non avrebbe potuto partecipare alla discussione di laurea: ecco se vogliamo vedere un lato positivo della discussione online, è questo.

 

Consigli pratici per tenersi in forma a casa

Milano Consigli pratici per tenersi in forma a casa Continuare a muoversi negli spazi e con gli attrezzi che si hanno a disposizione, dedicare almeno un’ora all’attività motoria, unire agli esercizi fisici anche tecniche yoga. Ma questo non esenta dal praticare ogni giorno attività fisica e trascorrere in casa qualche ora Lo suggerisce il professor Francesco Casolo , coordinatore del corso di laurea in Scienze motorie, per il quale «Il nostro corpo non si può fermare o bloccare come una macchina produttiva. L’inattività del corpo può nuocere anche all’attività mentale, quindi occorre trovare una soluzione per mantenere in attività i circa 600 muscoli, le 200 ossa, il miliardo di neuroni». Le soluzioni non mancano e si possono recuperare nel vasto mondo della rete che consente di sostituire il personal trainer con siti specializzati dedicati al fitness, all’home fitness, dove si possono scaricare attività o lezioni orientate all’allungamento muscolare per mantenere elastico il corpo, utilizzando tapis roulant o cyclette. Difficile anche esercitare da casa gli sport di squadra, pertanto agli atleti è consigliabile mantenere la forma fisica tramite la preparazione atletica classica in casa forniti di funicella, cavigliere, panche per l’attività addominale, e bilancieri. La prima seduta consiste nell’attivazione dei muscoli in allungamento (ad esempio, pettorale in allungamento, estendendo l’avambraccio e il pollice verso il basso), con riferimento ai sistemi di antiche culture, come quella della medicina orientale, di cinquemila anni fa, utilizzate per migliorare l’elasticità e attivare energia. Anche per il professor Tirelli occorre implementare in casa l’uso di cyclette o di tapis roulant mentre si ascolta musica o si vede tv per alleggerire il senso di fatica o di noia.

 

App anti contagio, «sì ma solo per legge»

Il commento App anti contagio, «sì ma solo per legge» L’introduzione di strumenti pervasivi di controllo, che potrebbero ledere la privacy, potrebbe essere legittima in tempi particolari come questi ma non con semplici ordinanze e senza passaggi legislativi. È la task force di esperti che il governo nominerà a breve per scegliere le soluzioni tecnologiche adeguate per il monitoraggio e la tracciabilità dei movimenti dei cittadini in questo tempo di emergenza finalizzati al contenimento dei contagi. Ruben Razzante , docente di Diritto dell’informazione in Università Cattolica, pur condividendo la possibilità di fare uso di un’apposita app per individuare le aree di maggior contagio, manifesta la necessità dell’emanazione di una legge ordinaria o di un decreto legge. Sono applicazioni in grado di tracciare i loro spostamenti, di segnalare i luoghi frequentati da chi è stato contagiato e di risalire alle persone con le quali è venuto in contatto». L'efficacia di questa soluzione, già adottata in Corea e, in forme diverse, anche in Israele, è legata alla capillarità delle installazioni, al fine di ricavare il maggior numero di informazioni sulla catena del contagio. Altre cautele da osservare? «Nella legge dovranno essere precisate le modalità di raccolta dei nostri dati sensibili e l'utilizzo che ne verrà fatto e che dovrà essere rispettoso dei principi di proporzionalità e necessità previsti dalle normative vigenti. Il problema è che la confusione nell'emanazione dei decreti, unita alle prolungate sovrapposizioni tra iniziative del governo nazionale e iniziative delle singole regioni, ha disorientato il cittadino, che non capisce più quali norme debbano essere rispettate».

 

“Ingaggiare” i cittadini per renderli più consapevoli

CORONAVIRUS “Ingaggiare” i cittadini per renderli più consapevoli Una ricerca degli psicologi di EngageMinds Hub ha studiato l’adesione degli italiani alle misure di contenimento di Covid-19. È il primo quadro che emerge dalla ricerca condotta dal Centro di Ricerca EngageMinds Hub nell’ambito del progetto Craft- Cremona Agri-Food Technologies e della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali. L’indagine ha inteso mappare le principali reazioni degli italiani all’emergenza Covid-19 in relazione alla loro capacità di “engagement”, cioè all’attitudine dimostrata nell’elaborare psicologicamente le preoccupazioni legate allo stato di emergenza e di assumere un ruolo proattivo e collaborativo nel processo preventivo. In particolare il centro EngageMinds Hub ha validato un modello psicologico di valutazione dell’“engagement” (definito People Health Engagement Model**) capace di predire le reazioni psicologiche dei cittadini e di spiegarne la maggiore o minore aderenza alle prescrizioni di contenimento del Covid 19. In generale, lo studio rivela come solo il 16% degli italiani sia in uno stato di “equilibrio” psicologica e quindi risulti capace di agire in modo sinergico con il sistema sanitario e le prescrizioni per ridurre il rischio di contagio. Ma qual è quindi il valore aggiunto di profilare i cittadini sulla base del loro livello di Engagement? Rendere consapevoli i cittadini e i consumatori del loro ruolo cruciale nell'evitare la rapida diffusione del virus è un obiettivo primario per rendere efficace il processo preventivo del nuovo coronavirus. Poter identificare e prevedere il profilo dei cittadini è fondamentale al fine di accompagnarli in questo processo di maturazione psicologica della percezione di sé come responsabili della salute propria e della comunità.

 

Guanti e mascherine, è bastata una mail in Cina

ROMA Guanti e mascherine, è bastata una mail in Cina La catena di solidarietà innescata da Francesca Albanesi, studentessa di Medicina e chirurgia, è partita dalla comunità cinese residente in Italia e ha suscitato reazioni e supporti a livello internazionale. marzo 2020 Alla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS sono in arrivo donazioni di migliaia di dispositivi di protezione individuale (DPI) dalla Cina per fronteggiare l’emergenza COVID-19. Una notizia forse non troppo diversa da altre lette in questi giorni ma da raccontare per un motivo preciso: non stiamo parlando di nessun nome famoso, nasce infatti da uno dei cuori pulsanti di questa comunità ospedaliera, gli studenti. Protagonista di questa storia di solidarietà è Francesca , nostra laureanda in Medicina, che ha raccontato al quotidiano Il Messaggero la sua iniziativa. Si è trovata catapultata dentro l’emergenza e da studentessa universitaria, iscritta all’ultimo anno della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, Francesca Albanesi - 24 anni e prossima alla laurea (discuterà la tesi in Oftalmologia il prossimo giugno) - ha deciso di rendersi utile per il Policlinico Gemelli. Da un giorno all’altro molti studenti hanno dovuto rimodulare i tirocini, vivendo in prima persona il cambiamento provocato dal Covid-19 alle normali attività universitarie. Parlando con molti medici e specializzandi - spiega Francesca - mi sono resa conto che era necessario dare una mano per far sì che in ospedale arrivassero dispositivi di protezione: quelli che servono alla barriera primaria per far lavorare i medici in sicurezza e trattare con le dovute attenzioni i pazienti».

 

Pierluigi Ferrari, cronista di strada

Le voci dei nostri reporter in una serie di articoli di Alex Vicini * «Amore ai tempi del Coronavirus», «Scuola ai tempi del Coronavirus», «Il mondo ai tempi del Coronavirus». È quello che fa Pierluigi Ferrari , giornalista Rai dal 1996, impegnato dal 2002 a svolgere il proprio servizio per la redazione regionale di Milano, cui unisce la docenza al corso di “Teoria e tecnica del giornalismo” nel campus di Brescia dell’Università Cattolica. In queste settimane sta raccontando ogni giorno il dramma della pandemia che sta flagellando la provincia bresciana, una delle aree più colpite del nord Italia insieme a Bergamo e Cremona. Con maggiori responsabilità visto il momento drammatico che il nostro Paese sta vivendo e la necessità di fornire informazioni precise e tempestive, a un pubblico che spesso le attende in modo spasmodico. Sono sentimenti che devono trasparire nei racconti che facciamo, senza creare confusione, panico o disperazione, ma dipingendo un quadro che consenta anche a chi sta chiuso in casa di sentirsi responsabile di una grande impresa collettiva, quella che serve per uscire dalla crisi. Quanto è importante, in questo momento, fare riferimento a un’informazione di qualità, basata su fonti verificate e proveniente da voci competenti? «È sempre fondamentale ma oggi diventa più evidente che nel recente passato, quando informazione e qualità erano considerate del tutto slegate tra loro. Tutte le ricerche confermano che con l’inizio della crisi del Coronavirus è aumentata la domanda di informazione di qualità e che a fare opinione non sono più i personaggi da talk o social ma gli specialisti».

 

Laura Silvia Battaglia, corrispondente da Covid-19 Italia

Le voci dei nostri reporter Laura Silvia Battaglia, corrispondente da Covid-19 Italia Free lance dai fronti di guerra, si stupisce della connotazione bellica data all’emergenza coronavirus. Oltre a riorganizzare il lavoro del master in via telematica, per un’intera redazione da 30 giornalisti praticanti, Battaglia ha continuato a lavorare sugli esteri, ma a parti invertite, raccontando cioè la situazione italiana a diverse emittenti internazionali; fra le tante, Al Jazeera e soprattutto la cinese CCTV. Anche se, in generale, l’attenzione si è ormai spostata sugli Stati Uniti; ma fino a qualche settimana fa, dall’estero si apriva in continuazione sulla questione italiana: perché ci fossero così tanti morti ma anche perché, in Occidente, l’idea del lockdown sia partita proprio dal qui». Nei suoi racconti, Laura Silvia Battaglia non ha potuto non menzionare i flashmob e i cori intonati dai balconi di tutta Italia proprio durante i primi giorni di quarantena. Ma oggi non lo è più, perché purtroppo in ogni famiglia, specie nel Nord Italia, c’è qualcuno che piange un proprio caro». Quello della morte è un concetto inscindibile dal lavoro di ogni reporter di guerra, ed è di certo strano affiancarlo alla formazione di giovani aspiranti giornalisti. Nel mio caso, il fatto di andare ogni giorno in redazione, parlare con i ragazzi e avere un obiettivo che non sia solo produttivo ma umano, nella trasmissione di certi valori come la passione per la professione, mi ha formato e aiutato molto».

 

Stare insieme si può. Con Co-vida alla scoperta del web solidale

Paola Vinci , alumna della Facoltà di Economia, in poco più di 48 ore ha ideato un motore di ricerca interamente dedicato alle iniziative attivate in questa emergenza coronavirus. In pochi giorni ne ha raccolte oltre 300 by VALENTINA STEFANI | 23 marzo 2020 Un sito dove trovare facilmente, attraverso chiavi di ricerca, oltre 300 iniziative di solidarietà, per stare insieme in questo particolare frangente che ci costringe in isolamento. Ad avere l’idea è stata la nostra alumna Paola Vinci , laureata in Economia, corso Economics and Management: “Nei primi giorni a casa mi arrivavano su WhatsApp informazioni di moltissime iniziative in ogni ambito, ma era difficile memorizzarle tutte e ogni volta dovevo ritornare sulle chat. “Un nome – racconta – che deriva dall’unione di cooperazione e vida risultando in una vita-collaborativa come quella che siamo invitati a condurre, in particolare in questa occasione, ma che nel suono richiama il termine movida, per offrire anche divertimento e intrattenimento”. Tour virtuali di musei, e-book, corsi online di ogni materia e genere, sul portale si trovano opportunità tra le più disparate, gratuite anche quando solitamente sono a pagamento, come consulenze di medici, psicologi o personal trainer. Accanto a proposte divertenti - le lezioni di chitarra online di Alex Britti o i “brandelli” di teatro di Casa Shakespeare – si trovano servizi utili soprattutto per le persone anziane o più vulnerabili. “Se c’è una cosa che ho imparato negli anni trascorsi in Cattolica - dichiara – è che bisogna fidarsi del proprio istinto fino in fondo, osare e tentare sempre di mettere in pratica le idee che si hanno, in collaborazione con gli altri”.

 

I diari dell’emergenza di Giuseppe Lupo

Milano I diari dell’emergenza di Giuseppe Lupo Lo scrittore, finalista al Premio Strega e docente di Letteratura italiana in Cattolica, ha avviato sul Sole 24 Ore una rubrica quotidiana sulla nostra vita al tempo del Coronavirus, un modo per affrontare le giornate che stiamo vivendo. Si chiama Diario dell’emergenza e a realizzarla è Giuseppe Lupo , docente di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Pensata per i lettori del quotidiano Sole 24 Ore plus , la rubrica vuole essere un modo per affrontare le giornate che stiamo vivendo», spiega il professor Lupo, autore tra l’altro di saggi e romanzi di successo. Con il suo ultimo libro “Breve storia del mio silenzio”, è infatti tra i dodici scrittori in lizza per il Premio Strega, il riconoscimento letterario che decreterà il vincitore della sua 74esima edizione il 2 luglio. Diario dell’emergenza ha anche una sua versione podcast su PodCatt.it, dove Giuseppe Lupo illustra alcuni temi affrontati quotidianamente sul giornale economico. Fra quelli presi in esame c’è per esempio la prossimità: «Questo periodo ha modificato questo concetto – spiega Lupo – dal momento che stiamo vivendo una dimensione asettica dove manca la percezione dell’altro. Dice Lupo: «L’idea che non possiamo tagliarci i capelli provoca la sensazione “bianciardiana” di una Milano dove si aggirano individui capelloni, come lo erano i cantanti rock negli anni Sessanta.

 

Con Covid-19 finisce il tempo del tutto subito

La permanenza in casa fa perdere quello scadenziario giornaliero, tanto scontato quanto automatico, che aiutava a dare un senso alla quotidianità e a inquadrare in modo ben definito i vari impegni legati alla famiglia, al lavoro e al tempo libero. Nella vita normale, infatti, siamo sotto la dittatura dell’adesso, del subito e dell’urgente: «Ognuno di noi pensa che il proprio lavoro sia essenziale e chiede all’altro di essere immediato perché quello che sta facendo è importante. In questo campo ci sono due correnti di pensiero, quella per cui il futuro è determinato, anche se non lo conosciamo, e quella che il futuro è indeterminato. La professoressa Basso coglie nelle discussioni del momento l’assillo di come «far passare» il tempo, come se il tempo fosse qualcosa di minaccioso che se prima ci rincorreva furioso, adesso invece incombe spaventandoci con la sua mole insostenibile. Credo che questo problema di come rapportarci al tempo nasconda in realtà il problema di come rapportarci a noi stessi, perché solo se abbiamo un buon rapporto con noi stessi siamo in grado di vivere bene il nostro tempo. La fuga è una delle soluzioni di fronte a ciò che ci spaventa, ma quando a spaventarci è il nostro stesso io, la fuga non è sempre la soluzione migliore». Insomma la filosofia ci invita a considerare la solitudine forzata di questi giorni come una opportunità per parlare di più con noi stessi, ascoltarci, capire ciò che siamo, in aderenza al monito filosofico per eccellenza: “Conosci te stesso”.

 

Didattica a distanza, la Cattolica supera le 10mila lezioni on line

Ateneo Didattica a distanza, la Cattolica supera le 10mila lezioni on line A partire dalla sospensione delle attività, l’Ateneo ha lavorato per garantire agli iscritti il regolare percorso di studio. Oggi lauree di Psicologia a Milano by Katia Biondi | 27 marzo 2020 Crescita elevata della didattica a distanza in Università Cattolica, dove sono state superate le 10mila ore di lezioni videoregistrate, e oggi le lauree in Psicologia nella sede milanese. A partire dal primo giorno della sospensione della frequenza in presenza delle attività, l’Università Cattolica si è attivata per garantire il regolare percorso di studio a tutti gli iscritti delle sue facoltà. A oggi sono 10.678 le lezioni a distanza realizzate: 9.176 videolezioni registrate e caricate su Blackboard, la piattaforma di e-learning management system di Ateneo; 1.502 lezioni live trasmesse in diretta con studenti collegati in contemporanea e realizzate tramite Collaborate Ultra, uno degli strumenti più innovativi di Blackboard. Siamo arrivati alla terza settimana di erogazione delle lezioni a distanza che procedono ormai speditamente grazie all’impegno dei nostri docenti cui va anche il merito di essere riusciti a calibrare la didattica on line in modalità differenziate a seconda delle esigenze dei singoli insegnamenti. Intanto, tra lunedì 23 e mercoledì 25 marzo, nel campus di Piacenza, sono stati 77 i laureati “virtualmente” dei corsi di laurea magistrali e triennali della facoltà di Economia e Giurisprudenza. Graduation Day anche per i dottori di ricerca: venerdì 20 marzo hanno ricevuto il titolo 19 giovani, assegnato dalla Scuola di Dottorato per il Sistema agroalimentare (Agrisystem), del campus piacentino, e dalla Scuola di Dottorato in Neuroscienze, del campus romano.

 

La famiglia al tempo del Covid-19

LA RICERCA La famiglia al tempo del Covid-19 Se il 75% dei genitori è preoccupato, i ragazzi si dimostrano più responsabili, più disponibili alla relazione e più coinvolti e soddisfatti nell’impegno scolastico. Lo spiega uno studio degli psicologi Unicatt coordinato da Emanuela Confalonieri 02 aprile 2020 Un team di psicologi ha realizzato uno studio, coordinato da Emanuela Confalonieri , che dal 23 al 31 marzo ha raccolto i pareri e le percezioni del rischio di 301 genitori più e meno preoccupati che il virus entri in famiglia. Il tempo passato insieme aumenta e i ragazzi si aprono inoltre a una nuova relazione con gli adulti, sempre più coinvolti con la loro vita scolastica. Resta per loro l'ansia e la paura di madri, padri e bambini, ma i ragazzini si dimostrano più maturi. Almeno questa è la fotografia di uno studio sui giorni della convivenza forzata del Dipartimento di Psicologia dell'Università Cattolica, coordinato dalla professoressa Emanuela Confalonieri. La ricerca è stata realizzata dal 23 marzo al 31 marzo e cerca di esaminare la percezione del rischio da parte delle famiglie e il modo in cui i genitori stanno affrontando questa situazione nella relazione e nella comunicazione con i loro figli. I partecipanti sono 301 genitori, tutti residenti in Lombardia (età media 43,6 anni), per lo più madri (89%).

 

Un decalogo per resistere alla quarantena

È molto importante avere un rapporto il più possibile sano con il cibo, il sonno e il movimento, elementi costitutivi del nostro bioritmo che ci permettono di avere una consapevolezza dell’importanza del nostro benessere e della nostra salute. Dare un ritmo alla giornata, non perdere l’abitudine di curarsi nell’aspetto e di utilizzare un abbigliamento consono alle attività quotidiane. Arieggiare abbondantemente i locali durante il giorno e laddove possibile esporsi anche brevemente al sole per consentire al corpo di percepire i cambi di luce e temperatura. Cercare di sfruttare al massimo i canali di collegamento e comunicazione con altre persone, amici, familiari che di solito facciamo più fatica a raggiungere. Ce l’hanno ricordato coloro che hanno trovato nel deserto una cifra di arricchimento e scoperta di se stessi, come, per esempio, Charles de Foucault, Carlo Carretto e Gesù di Nazareth. I servizi di salute mentale pubblici garantiscono costante assistenza e si possono consultare le pagine degli ordini professionali di psicologi e medici in caso di necessità di un supporto e in mancanza di un terapeuta di riferimento. Una pillola di saggezza valida non solo per chi è avvezzo alla scrittura o la utilizza di mestiere, ma per tutti, perché aiuta a mettere ordine nella mente.

 

I nostri esperti sulla stampa nazionale

Sul Sole 24 Ore l’economista Claudio Lucifora ribadisce l’importanza del sistema sanitario italiano - riconosciuta da tutto il mondo - che, nonostante i continui tagli ai finanziamenti, cura una popolazione tra le più longeve al mondo e che in questa situazione di emergenza si è rivelato efficientissimo. L’Europa potrebbe sostenere direttamente le imprese attraverso uno Special purpose vehicle nella forma di una società holding o di un fondo per sottoscrivere strumenti di equity di tutte le grandi società europee. Questo soggetto potrebbe emettere titoli obbligazionari validi per un lunghissimo periodo di tempo, garantiti da tutti gli Stati europei e che potrebbero essere comprati dalla Bce. Le risorse raccolte verrebbero utilizzate per aumentare il capitale di tutte le società europee grandi e meno grandi. Ancora sul Sole 24 Ore il docente di Politica economica Maurizio Motolese scrive che il futuro sta nelle nostre aspettative e nelle nostre scelte, espressione di convincimento e disciplina interiori in cui credere. Il docente di Diritto dell’informazione Ruben Razzante su Il Giorno parla della possibilità di destinare alle urgenze di questi giorni i fondi strutturali e di investimento europei per il periodo 2014-2020, che l’Italia non ha ancora preso. Infine un contributo scientifico arriva oggi su Il Messaggero dal cardiologo Antonio Rebuzzi , che spiega la connessione, purtroppo stretta, tra il virus e le malattie cardiovascolari, dovuta la fatto che il Covid-19 si lega a una proteina presente, oltre che nei polmoni, in grande quantità anche nel tessuto cardiaco.

 

Tonia Cartolano, giornalista di prossimità

Le voci dei nostri reporter Tonia Cartolano, giornalista di prossimità Dopo il master biennale in Cattolica è approdata all’ all news di Sky e ora è uno dei volti più noti nel racconto dell’epidemia da coronavirus. L’attenzione che dedichi alle persone porta sempre a un buon risultato» by Natale Ciappina | 01 aprile 2020 Hanno frequentato la scuola di giornalismo dell’Università Cattolica e sono in prima linea, su diverse testate, nel racconto della pandemia da Coronavirus. Approdata nell’ all news di Sky dopo aver frequentato il master in Giornalismo dell’Università Cattolica , sono ormai settimane che Tonia racconta sul campo tutte le tragedie, le fatiche e le storie che contraddistinguono, oramai, l’eccezionalità quotidiana dettata dal Coronavirus. Kapuscinski diceva che il cinico non è adatto a questo mestiere, e quando racconto quello che vedo – rammenta Cartolano – ho sempre un certo distacco ma dettato dalla necessità: non riesco però a non sentire il dolore della gente. È proprio dallo scoppio dell’epidemia che in Tonia Cartolano si è consolidata una consapevolezza, quella della capacità di vicinanza alla gente e alle loro problematiche, già maturata in occasione del crollo del ponte Morandi a Genova e ancor prima durante il terremoto dell’Aquila. Un’abilità forse innata, ma che di certo si affina col tempo, con l’esperienza sul campo, e che per Cartolano ha avuto inizio con la tesi su Bruno Brancher con cui concluse il suo biennio di master in Cattolica. La tecnologia ha permesso di ovviare a problemi che sarebbe stato impossibile risolvere anche solo fino a una decina di anni fa, ma per Tonia Cartolano ci sono modalità che devono mantenersi, per non far perdere valore al mestiere.

 

Lo sforzo della comunità universitaria contro Covid-19

A cominciare dalla Fondazione Policlinico Gemelli, a Roma, che nel giro di poche settimane ha disposto la trasformazione del Presidio Columbus in Covid Regionale per supportare l’ospedale Spallanzani nell’emergenza sanitaria mondiale più grave degli ultimi decenni. La Fondazione Policlinico Gemelli, cui fa capo il Presidio Columbus, ha riadattato la struttura per i pazienti con Coronavirus, dotandola di 59 posti letto di terapia intensiva e 80 posti letto singoli. Per questo motivo la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha lanciato la campagna di raccolta fondi “Emergenza Coronavirus”, proprio per venire incontro a tali esigenze strutturali e professionali (le modalità concrete di donazione sono indicate su questo link e maggiori informazioni si possono chiedere all’indirizzo insieme@policlinicogemelli.it ). A Brescia la Fondazione Poliambulanza si è attivata per mettere a disposizione 15 posti letto in terapia Intensiva, riconvertendo interi reparti per ospitare pazienti affetti da COVID-19 o con sintomatologia sospetta, e riorganizzando spazi e attività. L’ondata di solidarietà ha coinvolto anche gli studenti cinesi dell’Università Cattolica protagonisti di alcune iniziative con l’obiettivo di supportare le vittime dirette ed indirette del Nuovo Coronavirus (Covid-19). Un segno tangibile di vicinanza e di attenzione alle esigenze del territorio, in tal caso verso coloro che quotidianamente rischiano sulla propria pelle l’emergenza sanitaria in atto. In questa straordinaria gara di solidarietà è intervenuta anche “Vita e pensiero”, l’editrice dell’Università Cattolica, chiedendo ai propri lettori di sostenere con un contributo le attività del Columbus Covid-2, seguendo le indicazioni nel sito web della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

 

Il racconto del blogger con la moglie in prima linea

Da dove nasce l’idea di raccontare a tutti cosa avviene in casa Fossati? «Innanzitutto dal desiderio di supportare mia moglie Francesca in un modo originale, che le faccia sentire la mia partecipazione emotiva alla dura lotta che si trova ad affrontare. E poi, soprattutto nella prima fase, a fine febbraio, c’era la speranza di sensibilizzare chi vive in altre zone del Paese e del mondo (questa la ragione delle traduzioni inglese) ed era ancora in tempo per proteggersi dal contagio, prima che fosse pandemia. Tutto è rielaborato attraverso due lenti focali: una narrazione capace di regalare anche momenti di leggerezza (e avere tre bambine in casa riempie la vita di aneddoti divertenti) e una particolare attenzione all’utilizzo del cinema e dei prodotti culturali (mio ambito di ricerca e docenza) per rileggere la contemporaneità». L’istinto sarebbe quello di seguirla in corsia: sembra una follia, ma pensando alle tante e ripetute similitudini tra l’emergenza Covid-19 e una guerra, aggiungerei il desiderio di molti - me compreso - di arruolarsi, strada che per ovvie ragioni di mancanza di competenze non è percorribile. Pensi che il tuo blog possa essere d'aiuto per coloro che lo leggono? «La speranza è essere d’aiuto ai lettori, senza arrogarmi poteri terapeutici, semplicemente puntando all’effetto positivo che possono avere le storie narrate con sincerità. Se poi qualcuno trova addirittura rassicurazione mi fa piacere, perché non tento di edulcorare la realtà, dunque probabilmente il sentimento di serenità nasce dalla sensazione di sintonia con chi scrive, di una fratellanza evocata». Che tempo è questo? «È il tempo di resistere, poi inizierà l’epoca della ricostruzione di tutte quelle dinamiche umane e sociali che attualmente subiscono interruzioni e lacerazioni.

 

Le voci dei nostri reporter

Giornalismo Le voci dei nostri reporter Hanno frequentato la scuola di giornalismo dell’Università Cattolica e sono in prima linea, su diverse testate, nel racconto della pandemia da Coronavirus. Perché in tempi di pandemia, pochi settori restano in crescita e sono così popolari come i media, soprattutto on line. Non toccati dai decreti che impongono l’arresto alla produzione industriale e del terzo settore, sono riusciti a trasferire quasi tutte le loro produzioni sul digitale e, per quanto riguarda il broadcasting , hanno ridotto al minimo l’emissione in studio, dirottando la loro attività redazionale in modalità smart-working. In ogni caso, al desk, come fisicamente sul campo, la copertura di questa crisi sanitaria globale è molto onerosa, in termini di tempo speso, energie e sforzi intellettuali. E quando si tratta di giornalisti praticanti e di strutture che si occupano di didattica del giornalismo, esserci e continuare a studiare e lavorare è un imperativo, soprattutto in tempi epocali come questo. Così il master in giornalismo dell’Università Cattolica si è subito adeguato al sistema di e-learning e, dall’inizio di questa crisi sanitaria, non si è mai fermato. tutor senior Scuola di giornalismo Università Cattolica del Sacro oCuore #reporter #giornalismo #media #coronavirus Facebook Twitter Send by mail Print.

 

L’app multilingue comunica l’emergenza

LibraRisk è una piattaforma tecnologica, nata nel 2014, pensata per consentire ai Comuni di rendere fruibili i contenuti fondamentali (aree a rischio, risorse di protezione civile, misure di autoprotezione) dei Piani di Protezione Civile tramite la app gratuita LibraRisk, disponibile su Google Play e Apple Store. Su LibraRisk è inoltre attivo un servizio di allertamento per l’invio alla cittadinanza, via push notification, di avvisi di criticità in tema di protezione civile. Inoltre – riferisce Stefano Olivieri , presidente di Ecometrics - abbiamo pensato di rendere un servizio utile alle cittadine e ai cittadini stranieri che vivono nel nostro Paese. Dalla scorsa settimana, tutte le comunicazioni vengono inviate anche in lingua inglese, spagnola e francese». emergenza #coronavirus #comunicazione #librarisk Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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