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Oltre la diplomazia dei tweet

milano Oltre la diplomazia dei tweet Secondo Sir Ivor Roberts , già ambasciatore britannico a Roma, le relazioni diplomatiche sono più importanti che mai, anche in un tempo in cui il mondo, a partire dalla Siria, è in fiamme, e la politica sembra accadere sui social. È un messaggio di realismo e di speranza quello che Sir Ivor Roberts ha portato nella sua lezione promossa da Alta scuola in economia e relazioni internazionali (Aseri) e da centro di ricerca sulla Cultura e narrazione del viaggio dell’Università Cattolica. Da ultimo, la decisione di Trump di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme è stata una mossa controproducente dal punto di vista dell’equilibrio diplomatico. Anche l’annunciato e storico meeting tra il presidente Usa e Kim Jong-Un è il punto d’arrivo di un paziente lavoro di cucitura svolto dalla Corea del Sud e dal suo presidente Moon Jae-In. Siamo giunti a questo punto perché in passato è mancato un adeguato esercizio della diplomazia» è l’opinione di sir Roberts. Se a Douma è stato Assad a far uso di armi chimiche», dice il direttore Aseri, «è impossibile che l’abbia fatto senza l’accordo della Russia, che esercita un’influenza enorme sulla politica del regime. Se la responsabilità è russa, quindi, è la Russia che si sarebbe dovuta colpire: si è scelto di non farlo, dando un ampio preavviso dell’attacco, che quindi non ha avuto alcuna conseguenza concreta per Putin».

 

La cultura come tool diplomatico

cattolicapost La cultura come tool diplomatico L’incontro delle due Coree per le Olimpiadi invernali o la strategia del presidente francese Macron testimoniano che la Cultural Diplomacy è strumento di pace ma anche “braccio armato” del Soft Power di un Paese. Il suo ruolo assume nuove connotazioni, specie in un momento come quello attuale, in cui i social e la tecnologia sembrano essere protagonisti anche in questioni vitali, come si evince dai fatti drammatici degli scenari di guerra aperti. Attingere al patrimonio culturale può essere infatti una soluzione efficace, come ribadisce la Commissione Europea che nel 2016 identifica formalmente la “diplomazia della cultura” come soft power per promuovere crescita e dialogo. In cosa consiste questo approccio e quali sono le possibili realizzazioni? «La Diplomazia della cultura in epoca di interconnessioni globali rappresenta davvero uno strumento dalle molteplici funzioni» osserva Federica Olivares , ideatore e direttore del master in Cultural Diplomacy dell’ Alta scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) . Essa è, infatti, oggi più che mai un “solvente universale” che può abbattere mura altrimenti impenetrabili e costruire ponti anche fra i più acerrimi nemici. Le Olimpiadi in Corea del Sud del febbraio scorso sono state un clamoroso esempio di utilizzo della cultura sportiva, la Sports Diplomacy, che ha riaperto il dialogo fra le due Coree». Di Diplomazia della cultura, ruolo dei social media, global reputation e carriere internazionali si parlerà in occasione della tavola rotonda organizzata dal Master Cultural Diplomacy, martedì 8 maggio alle 15.30 in via Nirone a Milano , con approfondimenti e proposte da docenti, diplomatici ed esperti di relazioni internazionali.

 

Shakespeare in film 400 anni dopo

MILANO Shakespeare in film 400 anni dopo Prende il via lunedì 15 febbraio un pacchetto di iniziative della facoltà di Scienze linguistiche i n collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano . Una serie di incontri dedicati al rapporto tra il Bardo e il cinema, l’economia, la diplomazia e la moda 12 febbraio 2016 Celebrare la figura del poeta nazionale inglese a 400 anni dalla morte. Ma soprattutto ricordarne la sua attualità e i mille usi a cui la sua opera è stata adattata, in contesti anche molto diversi da quello letterario: dal cinema alla televisione ai nuovi media, dall’economia al management alle relazioni internazionali, dalla pubblicità alla moda. In occasione del quarto centenario della morte di William Shakespeare (1564-1616), la facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore organizza una serie di incontri articolati in quattro temi: Shakespeare in film , Shakespeare e l’economia (vedi a lato), Shakespeare e la diplomazia , Shakespeare e la moda . SHAKESPEARE IN FILM: 5 (+ 1) VISITE GUIDATE In collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano , antologia di scene memorabili e imprevedibili tratte dagli oltre mille film “shakespeariani” scelte e presentate dal professor Arturo Cattaneo , anglista e direttore scientifico dell’iniziativa, e dal regista Gianluca Fumagalli . Il ciclo propone cinque visite guidate al mondo del cinema ispirato a Shakespeare, con la proiezione di brevi scene di alcuni di quei mille film, dai più importanti ai più curiosi. Un politico nostrano ha stigmatizzato il fatto che “il nostro sistema universitario sforna qualche letterato di troppo”.

 
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