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Papa Roncalli, cappellano tra i soldati

milano Papa Roncalli, cappellano tra i soldati Presentato il libro che documenta l’esperienza di Giovanni XXIII durante la Grande Guerra. by Agostino Picicco | 21 febbraio 2019 C’è un filo rosso che durante la prima guerra mondiale unisce don Angelo Giuseppe Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII , e padre Agostino Gemelli, futuro fondatore dell’Università Cattolica. Don Angelo dal maggio 1915 al marzo 1916 fu prima sergente di sanità, poi cappellano militare fino al termine del conflitto; padre Gemelli fu capitano medico e direttore del laboratorio di psicofisiologia presso il Comando Supremo. Entrambi, nei rispettivi ruoli, si impegnarono per la consacrazione dell’Esercito Italiano al Sacro Cuore di Gesù, avvenuta il 5 gennaio, primo venerdì dell’anno, con il fattivo supporto di Armida Barelli , futura cassiera dell’Università Cattolica. All’incontro, introdotto dai saluti del rettore Franco Anelli e dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini e moderato dal docente di Storia medievale Gabriele Archetti , sono intervenuti Emanuele Contu , dell’Ufficio Scolastico Regionale, ed Ezio Bolis , direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII. Il richiamo al valore della pace, in un mondo dominato dalla guerra fredda e diviso tra capitalismo e socialismo, sancito dall’enciclica Pacem in terris (11 aprile 1963), tra i documenti pontifici che hanno segnato un’epoca, trova la sua definizione embrionale in quei terribili anni di guerra. Don Roncalli, ora patrono delle Forze Armate, ha servito la pace amando l’Italia, ha servito l’Italia amando la pace, e ha dimostrato una capacità di amore totalizzante per la terra e per il popolo», ha affermato nel suo intervento l’arcivescovo Santo Marcianò , ordinario militare d’Italia.

 

Siria, una tragedia senza fine

milano Siria, una tragedia senza fine La drammatica situazione siriana illustrata, anche attraverso i numeri di un Paese ridotto sul lastrico, durante una lezione agli studenti del corso di Storia e istituzioni del mondo musulmano della facoltà di Scienze politiche e sociali. by Agostino Picicco | 15 aprile 2019 Oltre 400mila vittime, circa 11 milioni tra rifugiati e sfollati, una stima di 14mila prigionieri deceduti per torture e di 121mila dispersi, il 70% della popolazione sotto la soglia della povertà. Sono solo alcuni numeri che raccontano, nell’ambito della questione mediorientale, una delle “più gravi tragedie umanitarie del dopo-guerra”: quella siriana. L’ambasciatore Mirakian ha descritto il contesto internazionale, spiegando le ragioni del conflitto scoppiato nel 2011, le fasi della crisi, le frizioni in corso tra are di influenza e aree contese. A chiudere la lezione è stata Marinella Fumagalli Meraviglia , già associato di Diritto Internazionale nella facoltà di Scienze politiche e sociali, che ha definito la Siria un Paese devastato. Nel suo intervento ha illustrato il percorso delle varie Conferenze relative alla soluzione della questione siriana, con il sostegno della comunità internazionale. L’ultima parte è stata dedicata alla questione dei rifugiati, vittime di palesi violazioni del diritto internazionale e umanitario a causa di omicidi, torture e utilizzo di armi chimiche.

 

Le strategie della diplomazia vaticana

milano Le strategie della diplomazia vaticana Un documento ricostruisce l’azione diplomatica della Santa Sede tra Europa e Sud America nel 1914, alla vigilia dello scoppio della Grande Guerra. Il volume pubblica integralmente un documento che rappresenta una fonte preziosa per comprendere obiettivi e priorità di una delle più antiche diplomazie del mondo all'inizio del XX secolo, nel contesto della crisi internazionale che precedette la Prima Guerra Mondiale. Composto da 230 pagine per lo più dattiloscritte, il documento è conservato nell'Archivio Storico della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, mentre il contesto storico in cui è stato redatto è quello del settembre 1914. L’allora Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, preposta alla gestione dei rapporti tra la Santa Sede e gli Stati, fu incaricata dalla Segreteria di Stato di redigere un dettagliato report dell'attività svolta dalla diplomazia pontificia durante il pontificato appena concluso in diversi Paesi dell'Europa continentale e dell'America Latina. Il volume è il frutto del proficuo rapporto tra i due istituti di ricerca alla quale appartengono gli autori», ha detto la direttrice del Dipartimento di Storia dell’economia, della società e di scienze del territorio “Mario Romani” Maria Bocci , moderando il dibattito. Che è lo stesso auspicio del nunzio apostolico in Nigeria, monsignor Antonio Guido Filipazzi, intervenuto alla presentazione non solo per la sua esperienza al servizio della Santa Sede in contesti difficili ma anche in qualità di studioso di storia della diplomazia pontificia. Al termine della sua relazione ha invitato gli studiosi a non attendere soltanto l’apertura degli archivi pontifici del periodo di Pio XII ma a fare le loro ricerche anche negli archivi attualmente a disposizione.

 
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