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Vi racconto la mia Turchia

milano Vi racconto la mia Turchia Gül Ince Beqo , dottoranda in Sociologia all’Università Cattolica, studia l’immigrazione turca in Italia sconfinando con piacere nel territorio della letteratura. Gül Ince Beqo , dottoranda in Sociologia all’Università Cattolica di origine turca, ha scelto di dedicare il suo lavoro di ricerca a capire l’evoluzione, le criticità e la copertura mediatica di questo fenomeno. Nata a Karabük, in Turchia, nel 1984, dopo gli studi sociologici e un master in Cinema nel suo Paese, si è laureata in Italia in lingue e letterature straniere con una tesi sulla traduzione poetica. Impronte è la storia della voglia di tornare alle origini, che si scontra con la crudeltà della realtà: «È un po’ la trasposizione di quanto succede ai turchi che vengono in Italia, considerata solo un crocevia di passaggio verso la Germania e più in generale i Paesi Nordici. Anche perché, fare ritorno in patria, è un’ipotesi che non contemplano quasi mai: «Le persone preferiscono piuttosto restare qui, anche a costo di vivere tra le difficoltà, perché gli uomini e i padri di famiglia hanno un forte senso dell’onore e della dignità. Tra tutte le storie che ascolta ogni giorno, quelle che riguardano le donne sono le più significative: «Mi sono resa conto che hanno alle spalle vicende sfortunate e di dolore, dalle quali sono sempre uscite a testa alta, senza mai piangersi addosso e guardando sempre avanti. E di lezioni, ora, si occuperà anche Gül, che terrà 40 ore di esercitazione di lingua turca nel nuovo corso in Cultura e civiltà della Turchia in partenza col nuovo anno accademico 2017-2018.

 

Migranti, dall’emergenza all’integrazione

ateneo Migranti, dall’emergenza all’integrazione L’interculturalità naturale dell’Europa, nata come progetto di unione fra diversità culturali, è sfidata dalla necessità di sviluppare un approccio interculturale verso nuovi cittadini e nuovi arrivati. Dopo l’accoglienza e l’educazione, l’integrazione e l’intercultura All’intercultura è totalmente dedicato un nuovo progetto didattico sperimentale, il Modulo Jean Monnet Ideal (Interculltural Dialogue in Europe and Active Policies ), iniziato nel 2017 per ripetersi in due edizioni nel 2018 e 2019. “Emergenza profughi” e “integrazione” Se è vero che l’intercultura provoca sentimenti dissonanti, dall’entusiasmo alla paura, è vero anche che chi risiede nelle aree del mondo che promuovono la pace e la coesistenza tra diversi, ha l’onere dell’impegno verso il mantenimento di questo modello sociale. Ciò che l’Ateneo si propone di formare nei giovani è la corretta “postura” di fronte all’Alterità, che porta a non negare né se stessi né l’Altro, in nome di una fratellanza che si costruisce giorno per giorno, fatta di gesti, testimonianze e dialogo continuo. Si tratta infatti di un’area-pilota, in Italia, tra le prime mete di approdo dei migranti negli anni 80-90 e tuttora interessata da flussi migratori e dalla decrescita demografica in seguito alla crisi economica. Direttrice del Cirmib - Centro di Iniziative e ricerche sulle migrazioni di Brescia #intercultura #integrazione #accoglienza #immigrazione Facebook Twitter Send by mail PROPOSTE FORMATIVE Insieme al master in Competenze interculturali. Corsi per la Scuola e Formazione per gli insegnanti : Misurare la Sensibilità Interculturale per insegnare in classi multietniche La cultura arabo-islamica oltre gli stereotipi La Summer School: “ Mobilità Umana e Giustizia Globale ” Il Corso di Alta Formazione in Sviluppare competenze interculturali nell'accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.

 
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