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Corruzione, Cantone in cattedra

cattolicapost Corruzione, Cantone in cattedra Il presidente dell’Anac , insieme ad altri componenti dell’Autorità nazionale con cui l’Ateneo ha sottoscritto una convenzione , sarà tra i docenti del nuovo corso di perfezionamento in Anticorruzione e trasparenza . by Pierpaolo Astorina Marino | 13 dicembre 2016 Ci sarà anche Raffaele Cantone tra i docenti dell’innovativo corso di perfezionamento in Anticorruzione e Trasparenza ( Copat ) . Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Università Cattolica, e in particolare il Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale (Csgp), e l’ Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) . Al contempo, si pone all’avanguardia nella realizzazione di quella partnership tra pubblico e privato sempre più richiesta dalle politiche di prevenzione e sempre più al centro dei bisogni delle pubbliche amministrazioni e delle aziende. Tra le sue principali finalità quella di fornire ai partecipanti gli strumenti di conoscenza indispensabili per comprendere l’assetto attuale della tutela amministrativa e penale, coniugando, attraverso un approccio marcatamente interdisciplinare, un’approfondita disamina della normativa e della giurisprudenza con l’apprendimento dei saperi necessari per acquisire una solida padronanza della materia. È prevista una prova finale consistente nella presentazione di un elaborato scritto su uno dei temi oggetto del Corso. Questioni e modelli emergenti tra diritto, etica ed economia” , in programma nelle giornate di giovedì 16 marzo e venerdì 17 marzo nella Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica.

 

Contro le mafie, usa la testa

brescia Contro le mafie, usa la testa Le tesi di cinque studenti di Psicologia e Scienze della formazione primaria della sede di Brescia studiano l'importanza degli aspetti psicologici e educativi nella lotta al fenomeno mafioso. Quelli che hanno utilizzato cinque studenti laureati in Psicologia e in Scienze della formazione primaria della sede di Brescia nel loro lavoro di tesi. Guarda ai bambini, Denise Beltrami , laurea in Scienze della formazione primaria, che dimostra che la mafia non è un argomento solo da grandi, ma può essere spiegato anche ai bambini attraverso il linguaggio della fiaba. Emma Cotelli ha studiato come portare sostegno psicologico agli agenti della scorta e dare loro supporto nel difficile lavoro di affiancamento a chi ha deciso di collaborare con la giustizia. Ha osservato la presenza della mafia italiana in Canada ed esplorato com’è vissuta dalla popolazione del luogo attraverso gli occhi dei poliziotti, coloro che più di tutti si trovano a fronteggiare questo fenomeno. Alla manifestazione partecipa anche l’Università Cattolica nella giornata di venerdì 3 marzo, con il centro studi per la Legalità , diretto da Luciano Caimi , e con la presentazione del libro “Adolescenti italiani e cultura della legalità” di Maddalena Colombo . Iniettare passione verso la legalità nei giovani studenti - sottolinea il professor Giorgi - è l’obiettivo dell’Università Cattolica, che sta lavorando con la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Brescia per far sì che in futuro ci siano sempre più cittadini attivi nel contrastare il fenomeno mafioso».

 

Mafie da ridere, l’arma del cinema

BRESCIA Mafie da ridere, l’arma del cinema La criminalità organizzata è un fenomeno che non solo si è infiltrato ma si è radicato anche al Nord: la via dell’ironia può essere uno strumento in mano alla società civile per combatterla. novembre 2015 L’ironia può essere un’arma della società civile? Attraverso il racconto del cinema, il Centro studi per la legalità, diretto dal professor Luciano Caimi , in collaborazione con le Alte scuole di Psicologia e Media, comunicazione e spettacolo ha organizzato il quarto convegno di studi per parlare del fenomeno mafioso. Il convegno è stato introdotto dal professor Caimi e da Gian Antonio Girelli , presidente della Commissione speciale antimafia della Regione Lombardia, che ha sottolineato che la mafia in Lombardia ormai si è radicata, non solo infiltrata. Fortunatamente l’antimafia parla soprattutto il linguaggio dei giovani - ha detto Girelli -. Ed è da qui che si deve partire. Ne è una conferma la copiosa presenza di studenti riuniti in questa aula magna: di questo ringrazio il Centro studi della Cattolica che da anni sta lavorando in questa prospettiva». Nella tavola rotonda sono intervenuti don Marco Mori della pastorale giovanile della diocesi di Brescia, e i professori Ruggero Eugeni , Caterina Gozzoli , Antonino Giorgio e Domenico Simeone .

 

Cantone, un accordo anticorruzione

Milano Cantone, un accordo anticorruzione Il presidente dell’Anac ha firmato in Università Cattolica una convenzione per promuovere il contrasto alle pratiche corruttive con una serie di attività di educazione alla legalità, prima tra tutte il nuovo corso Copat. marzo 2017 Una convenzione per promuovere il contrasto alle pratiche corruttive attraverso l’organizzazione di una serie di attività di educazione alla legalità. L’hanno stipulata l’Ateneo di largo Gemelli e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) durante il convegno internazionale che ha preso il via il 16 marzo all’Università Cattolica dal titolo “ Prevenire la corruzione. A firmare l’accordo, il presidente dell’Anac Raffaele Cantone (qui sopra l'intervista a cura di Giovanni Migone) e il preside della facoltà di Giurisprudenza Gabrio Forti , nella sua veste anche di direttore del Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale dell’Università Cattolica (Csgp). Tra le varie iniziative promosse, spicca la prima edizione del Corso di Perfezionamento in Anticorruzione e Trasparenza (Copat) . Lo scambio di esperienze consentirà di valorizzare le best practice e di interloquire con l’Anac per diradare incertezze applicative, chiarire le problematiche e valutare i rimedi più efficaci nella comune azione contro la corruzione nei sistemi pubblico e privato, riducendo il contenzioso che ne deriva. Il corso è accreditato presso l’Ordine degli Avvocati di Milano e l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano.

 

Contro le mafie, scrivi la tesi

brescia Contro le mafie, scrivi la tesi Sempre più studenti della sede di Brescia e dell’Università statale studiano da punti di vista diversi la lotta alla criminalità organizzata e alla cultura mafiosa. Partendo da questa convinzione, l’Università Cattolica con il Centro Studi per l’Educazione alla Legalità, l'Alta Scuola di Psicologia “A. Gemelli” e l'Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo, insieme al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Brescia da alcuni anni stanno collaborando nella realizzazione di ricerche sulle mafie. Ma anche di attivare specifici itinerari formativi sull’argomento per contribuire alla crescita di una cultura della legalità e della cittadinanza. La speranza - scrive la neolaureata - è che si vada sempre più verso una presa in carico multidisciplinare delle persone-vittime, perché possano essere supportate, protette e sostenute, dal punto di vista fisico, psicologico, economico, lavorativo, relazionale e legale. Non hanno bisogno di commenti le parole di Paolo Borsellino: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. Dalla Statale è stato scelto il lavoro di Francesco Bertolini , laurea magistrale in Giurisprudenza, che ha analizzato il rapporto tra la criminalità organizzata e il traffico illecito d’arte e di beni culturali. Dal 2002, anno di nascita del Centro studi per l’educazione alla legalità, il prof. Caimi ha promosso iniziative culturali e attività di ricerca per sensibilizzare studenti e cittadini verso una cultura della legalità.

 
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