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Da Lettere ai new media di Time Records

EmployAbility Da Lettere ai new media di Time Records Silvia Zorzetti , laureata al Dams e in Filologia Moderna, è New Media Specialist per la casa discografica dove, insieme al team comunicazione, si occupa di brand identity e promozione digitale. Già perché la musica, complice la smaterializzazione del supporto che da fisico è divenuto digitale da ormai oltre un decennio, ha continuato a farci compagnia nelle radio, tramite app e piattaforme dedicate, sui dispositivi digitali a nostra disposizione. Ne abbiamo parlato con Silvia “Sissi” Zorzetti , laureata al Dams e in Filologia Moderna alla facoltà di Lettere e filosofia della sede di Brescia dell’Università Cattolica, che per l’etichetta indipendente Time Records si occupa quotidianamente di New Media, Social Media marketing e promozione digitale. Nel fare tutto ciò mi interfaccio con un’altra persona, l’Head of Digital Marketing che detta linea e scelte strategiche, e lavoro a stretto contatto col nostro grafico, a cui è affidato il compito di delineare immagine e linea grafica dei prodotti. Da un punto di vista pratico, inoltre, la musica di oggi è “liquida”, non ha il vincolo di un supporto fisso che deve passare in dogana e pertanto non è soggetta a subire barriere fisiche, geografiche e sociali. Che tipo di comunicazione avete impostato? «Il messaggio che come team comunicazione abbiamo voluto veicolare in questo particolare momento è che la musica non può e non deve fermarsi: un fatto che non significa mancanza di rispetto, bensì aiuto e supporto alla quotidianità persone. Viviamo una realtà in cui non v’è nulla di certo e niente è immutabile, il mondo del lavoro è profondamente cambiato rispetto a quello che hanno conosciuto i nostri genitori, e questo virus ce l’ha dimostrato in modo chiarissimo.

 

Mattesini, il sapere che diventa amore

Ateneo Mattesini, il sapere che diventa amore È scomparso il giorno dopo Pasqua il professore emerito di Letteratura italiana moderna e contemporanea, già preside della facoltà di Lettere e filosofia. Il ricordo del professor Enrico Elli e del professor Giuseppe Langella 14 aprile 2020 È scomparso a 92 anni padre Francesco Mattesini , professore emerito di Letteratura italiana moderna e contemporanea, già preside della facoltà di Lettere. Dal 1964 al 1970 è stato redattore di «Vita e Pensiero», la rivista di cultura fondata da padre Gemelli, occupandosi come saggista e recensore di temi inerenti al rinnovamento teologico e al dialogo tra la Chiesa e il mondo secondo i propositi conciliari. Una fede e un sapere indissolubili nel loro reciproco sostenersi e alimentarsi, che richiama direttamente quella spiritualità francescana di fede e di vita che lo stesso padre Mattesini sottolineava in padre Gemelli, esempio illuminante cui dedicò la prolusione pronunciata il 5 novembre 2003 in apertura dell'anno accademico. E come per padre Gemelli, anche per l'esperienza di padre Mattesini non c'è luogo più significativo nel quale fede e sapere si siano saldati indissolubilmente quanto l'Università, la “sua” Università, non luogo del sapere per il sapere, ma “del sapere che diventa amore”. Ed è bene che si fermino qui. Per il resto, invece, credo che sia meglio rifarsi a ciò che scrisse il professor Scarpati ad apertura della Miscellanea di studi pubblicata nel 2000 da Vita e Pensiero, per il settantesimo di padre Francesco. In un memorabile articolo comparso sulla «Voce», che proprio lui ci fece scoprire in uno dei suoi corsi, Renato Serra scrisse del suo amato Carducci, di cui aveva frequentato le lezioni all’Università di Bologna: «nessuno può essermi maestro migliore di letteratura e di umanità, per le quali io vivo».

 

Moro a cent’anni dalla nascita

MILANO Moro a cent’anni dalla nascita Le Lettere dal carcere non sono scritti di un uomo “stoccolmizzato” ma sono fra i documenti letterari e teologici più vivi del ’900 italiano, coerenti con un’idea di politica come sforzo di mediazione e di inclusione di soggetti sempre più ampi e lontani. Tenendo come ideale punto di riferimento i cinquantacinque giorni della prigionia di Aldo Moro, dal 16 marzo al 9 maggio 1978, viene da chiedersi se la sua lunga agonia riveli molto o poco della sua vita. A parte il fatto che non si vede che cosa ci sarebbe di riprovevole in questo, Miguel Gotor, nella sua edizione di tutte le Lettere dalla prigionia, ha capovolto la questione, suggerendo che “il vigore morale di questo epistolario è proprio nell’antieroismo programmatico di quest’uomo, nella sua normalità”. Tra i libri che Moro aveva con sé la mattina dopo, al momento del rapimento, c’era un'opera del teologo e filosofo della religione Italo Mancini, docente a Urbino, studioso in quegli anni di Dostoevskij e di Tolstoj. Le lettere danno voce a un uomo che, continuando a proclamare nel buio della cella la fede della sua vita, proprio in nome di essa non accetta di essere immolato come vittima su di un’ara eretta da altri. Le lettere suonano così come la contestazione più ferma nei confronti di ogni tentativo di riproposizione di un’ideologia della rassegnazione come del sacrificio. docente di Storia del cristianesimo presso la facoltà di Lettere e Filosofia e direttore del dipartimento di Scienze religiose.

 

Primo doppio titolo Italia-Cina

DOUBLE DEGREE Primo doppio titolo Italia-Cina Grazie all’accordo siglato tra Cattolica e BLCU di Pechino , gli studenti cinesi potranno ottenere triennale e magistrale di Lettere nell’ambito dei beni culturali e quelli italiani di Scienze linguistiche potranno conseguire il Bachelor in lingua cinese. Grazie all’accordo siglato, gli studenti dell’Ateneo di Pechino iscritti in Cina alla laurea undergraduate in Italianistica potranno ottenere la laurea triennale in Scienze dei beni culturali, profilo Storico-artistico , della facoltà di Lettere dell’Università Cattolica. Gli iscritti in Cina alla laurea magistrale in Lingua e letteratura europea, profilo di Italianistica, potranno, invece, ottenere la laurea magistrale in Filologia moderna, profilo Storico-culturale , frequentando un anno alla BLCU, uno in Cattolica e un altro alla BLCU. Per gli amanti della lingua e della cultura cinese, l’accordo prevede un doppio titolo rivolto agli studenti della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica . Gli iscritti alla laurea triennale in Scienze linguistiche - curriculum Esperto linguistico d’impresa delle sedi di Milano e Brescia avranno l’opportunità di ottenere il Bachelor in Lingua cinese studiando al College of Chinese Language della BLCU . Il modello di mobilità prevede che gli studenti frequentino due anni in Università Cattolica e due anni alla BLCU, riuscendo in questo modo a completare il percorso della laurea triennale e a vedersi riconosciuti, al rientro, i crediti necessari per l’iscrizione alla laurea magistrale. Da qui l’idea di consolidare questa esperienza costruendo un percorso di studi più strutturato, che potesse permettere ad un gruppo di questi studenti di ottenere il doppio titolo BLCU e UCSC.

 

Faccio parlare Harry Potter

laureati Faccio parlare Harry Potter Laureata in Lettere classiche in Università Cattolica, giornalista, autrice di libri per ragazzi, scrittrice ed editor, Beatrice Masini ha tradotto in italiano la saga del maghetto della Rowling. by Luca Aprea | 26 giugno 2017 Beatrice Masini ha tradotto in italiano la saga di Harry Potter. Laureata in Lettere classiche in Università Cattolica, è giornalista, autrice di libri per ragazzi, scrittrice ed editor. Ci sono mai stati problemi con gli autori dei libri che ha tradotto? Qualche volta può capitare di porre domande agli autori su passi dubbi o di incontrarli a giochi fatti quando vengono in Italia per il lancio del libro. Come organizza il suo lavoro? Prima leggo il libro tutto d’un fiato, per puro gusto e curiosità, e mi appunto mentalmente i passaggi complicati, i giri di frase sui quali bisognerà riflettere. Per esempio sta crescendo il numero di ragazzi di quindici-sedici anni in grado di leggere libri in lingua originale. Qual è il primo libro che ha tradotto? A parte qualche microstoria, Le redoublant di Claire Mazard: in italiano Il ripetente.

 

Lettere, terzo mandato per Bianchi

Milano Lettere, terzo mandato per Bianchi Il professore ordinario di Storia moderna è stato confermato preside di Lettere e filosofia dal Consiglio di facoltà per il quadriennio 2018/19 – 2021/2022. luglio 2018 Il 4 luglio il Consiglio di facoltà di Lettere e filosofia ha confermato, per acclamazione, preside il professor Angelo Bianchi . Nato a Milano nel 1958, Bianchi è professore ordinario di Storia moderna nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica, dove insegna Storia della storiografia moderna. Preside dal 2010, il professore Bianchi è componente del collegio dei docenti della Scuola di Dottorato in Studi umanistici e componente del Comitato di gestione dell'Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo (Almed). È socio della Classe di Studi Borromaici dell'Accademia Ambrosiana di Milano, della Società Storica Lombarda e della Società Storica Laudense. È stato coordinatore scientifico nazionale di tre progetti di ricerca cofinanziati dal Miur: Per un atlante storico dell'istruzione secondaria maschile e femminile dall'età delle riforme al 1859. XVI-XX (promosso dall’Istituto di Storia delle Chiese presso il Dipartimento di Storia Universale dell’Accademia delle Scienze di Mosca); Membro dei comitati scientifici di diverse riviste scientifiche, dirige la Sezione “ Storia ” della collana Saggi, pubblicata dalla Casa editrice Morcelliana di Brescia.

 

Bellini, prof dalla profonda umanità

MILANO Bellini, prof dalla profonda umanità Si è spento a Milano, dopo una lunga malattia, il docente di Letteratura italiana. Il ricordo del collega Marco Corradini 13 febbraio 2018 È scomparso, dopo una lunga malattia, il professor Eraldo Bellini, dal 2005 ordinario di Letteratura Italiana nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica. Dopo il diploma di maturità classica, si è iscritto all’Università Cattolica, dove si è laureato in Lettere sotto la guida di Francesco Mattesini e Claudio Scarpati , con il quale ha iniziato poi una stretta collaborazione scientifica e didattica. Dottore di ricerca in Scienze Linguistiche, Filologiche e Letterarie, nel 1994 è diventato ricercatore di Letteratura italiana nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica, nel 2001 professore associato, nel 2005 ordinario. Per quanto concerne il rapporto tra scienza e letteratura, Eraldo Bellini ha indagato la prassi stilistica e retorica sottesa alle opere maggiori di Galileo individuandone le marcate influenze letterarie, in un libro ( Stili di pensiero nel Seicento italiano. Intorno al rapporto tra letteratura e storia insistono i saggi Agostino Mascardi: teoria e prassi della scrittura storica (note sulla “Congiura di Gio. Luigi de’ Fieschi”) e Le conquiste di Clio. Le sue doti di studioso acuto e puntuale si accompagnavano a una profonda e cordiale umanità, di cui studenti e colleghi che lo hanno conosciuto danno unanime testimonianza.

 

Aldo Moro, lettere dalla prigionia

Brescia Aldo Moro, lettere dalla prigionia Paolo Colombo e Chiara Continisio hanno prestato corpo e voce al Presidente della DC e ad AnnaLaura Braghetti, unica donna tra i carcerieri di quest’ultimo. by Bianca Martinelli | 13 maggio 2016 La camicia da ritirare in tintoria, i biscotti serviti per colazione durante i giorni di prigionia che erano gli stessi che era solito mangiare a casa sua, i pensieri per la famiglia e, in particolar modo, per il nipotino prediletto. Al suo fianco, sul palco dell’aula polifunzionale, Chiara Continisio , ricercatrice dell’ateneo milanese, nei panni di Anna Laura Braghetti, unica donna tra i carcerieri del Presidente della DC che per 55 giorni tennero in ostaggio Moro in uno stretto cunicolo scavato sotto il piccolo appartamento romano di via Montalcini 8. Colombo e Continisio hanno letto e commentato le memorie di Moro e della Braghetti, e ad emergere , insospettabilmente, è stata la dimensione più umana e quotidiana dell’esistenza dei due. All’agonia psicologica di Moro fa eco la soddisfazione allucinata di Braghetti che si dice soddisfatta del metodo con cui sta gestendo commissioni e faccende domestiche, senza destare il minimo sospetto in conoscenti e vicini di casa. Discreta, cordiale e riservata con tutti, Anna Laura Braghetti, puliva la casa, suddivideva le borse della spesa e la biancheria da portare in tintoria così che a nessuno potesse venire il sospetto che in quella casa vivessero ben più che in due persone. Prima di dare inizio alla lezione il ricordo di Colombo e Cortinisio è andato ai cinque componenti della scorta di Moro, rimasti uccisi durante il sequestro: il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, l'appuntato Domenico Ricci, il Brigadiere Francesco Zizzi, l'agente Raffaele Jozzino e l'agente Giuliano Rivera.

 
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