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Faccio parlare Harry Potter

laureati Faccio parlare Harry Potter Laureata in Lettere classiche in Università Cattolica, giornalista, autrice di libri per ragazzi, scrittrice ed editor, Beatrice Masini ha tradotto in italiano la saga del maghetto della Rowling. by Luca Aprea | 26 giugno 2017 Beatrice Masini ha tradotto in italiano la saga di Harry Potter. Laureata in Lettere classiche in Università Cattolica, è giornalista, autrice di libri per ragazzi, scrittrice ed editor. Ci sono mai stati problemi con gli autori dei libri che ha tradotto? Qualche volta può capitare di porre domande agli autori su passi dubbi o di incontrarli a giochi fatti quando vengono in Italia per il lancio del libro. Come organizza il suo lavoro? Prima leggo il libro tutto d’un fiato, per puro gusto e curiosità, e mi appunto mentalmente i passaggi complicati, i giri di frase sui quali bisognerà riflettere. Per esempio sta crescendo il numero di ragazzi di quindici-sedici anni in grado di leggere libri in lingua originale. Qual è il primo libro che ha tradotto? A parte qualche microstoria, Le redoublant di Claire Mazard: in italiano Il ripetente.

 

Bellini, prof dalla profonda umanità

MILANO Bellini, prof dalla profonda umanità Si è spento a Milano, dopo una lunga malattia, il docente di Letteratura italiana. Il ricordo del collega Marco Corradini 13 febbraio 2018 È scomparso, dopo una lunga malattia, il professor Eraldo Bellini, dal 2005 ordinario di Letteratura Italiana nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica. Dopo il diploma di maturità classica, si è iscritto all’Università Cattolica, dove si è laureato in Lettere sotto la guida di Francesco Mattesini e Claudio Scarpati , con il quale ha iniziato poi una stretta collaborazione scientifica e didattica. Dottore di ricerca in Scienze Linguistiche, Filologiche e Letterarie, nel 1994 è diventato ricercatore di Letteratura italiana nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica, nel 2001 professore associato, nel 2005 ordinario. Per quanto concerne il rapporto tra scienza e letteratura, Eraldo Bellini ha indagato la prassi stilistica e retorica sottesa alle opere maggiori di Galileo individuandone le marcate influenze letterarie, in un libro ( Stili di pensiero nel Seicento italiano. Intorno al rapporto tra letteratura e storia insistono i saggi Agostino Mascardi: teoria e prassi della scrittura storica (note sulla “Congiura di Gio. Luigi de’ Fieschi”) e Le conquiste di Clio. Le sue doti di studioso acuto e puntuale si accompagnavano a una profonda e cordiale umanità, di cui studenti e colleghi che lo hanno conosciuto danno unanime testimonianza.

 

Moro a cent’anni dalla nascita

MILANO Moro a cent’anni dalla nascita Le Lettere dal carcere non sono scritti di un uomo “stoccolmizzato” ma sono fra i documenti letterari e teologici più vivi del ’900 italiano, coerenti con un’idea di politica come sforzo di mediazione e di inclusione di soggetti sempre più ampi e lontani. Tenendo come ideale punto di riferimento i cinquantacinque giorni della prigionia di Aldo Moro, dal 16 marzo al 9 maggio 1978, viene da chiedersi se la sua lunga agonia riveli molto o poco della sua vita. A parte il fatto che non si vede che cosa ci sarebbe di riprovevole in questo, Miguel Gotor, nella sua edizione di tutte le Lettere dalla prigionia, ha capovolto la questione, suggerendo che “il vigore morale di questo epistolario è proprio nell’antieroismo programmatico di quest’uomo, nella sua normalità”. Tra i libri che Moro aveva con sé la mattina dopo, al momento del rapimento, c’era un'opera del teologo e filosofo della religione Italo Mancini, docente a Urbino, studioso in quegli anni di Dostoevskij e di Tolstoj. Le lettere danno voce a un uomo che, continuando a proclamare nel buio della cella la fede della sua vita, proprio in nome di essa non accetta di essere immolato come vittima su di un’ara eretta da altri. Le lettere suonano così come la contestazione più ferma nei confronti di ogni tentativo di riproposizione di un’ideologia della rassegnazione come del sacrificio. docente di Storia del cristianesimo presso la facoltà di Lettere e Filosofia e direttore del dipartimento di Scienze religiose.

 

Primo doppio titolo Italia-Cina

DOUBLE DEGREE Primo doppio titolo Italia-Cina Grazie all’accordo siglato tra Cattolica e BLCU di Pechino , gli studenti cinesi potranno ottenere triennale e magistrale di Lettere nell’ambito dei beni culturali e quelli italiani di Scienze linguistiche potranno conseguire il Bachelor in lingua cinese. Grazie all’accordo siglato, gli studenti dell’Ateneo di Pechino iscritti in Cina alla laurea undergraduate in Italianistica potranno ottenere la laurea triennale in Scienze dei beni culturali, profilo Storico-artistico , della facoltà di Lettere dell’Università Cattolica. Gli iscritti in Cina alla laurea magistrale in Lingua e letteratura europea, profilo di Italianistica, potranno, invece, ottenere la laurea magistrale in Filologia moderna, profilo Storico-culturale , frequentando un anno alla BLCU, uno in Cattolica e un altro alla BLCU. Per gli amanti della lingua e della cultura cinese, l’accordo prevede un doppio titolo rivolto agli studenti della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica . Gli iscritti alla laurea triennale in Scienze linguistiche - curriculum Esperto linguistico d’impresa delle sedi di Milano e Brescia avranno l’opportunità di ottenere il Bachelor in Lingua cinese studiando al College of Chinese Language della BLCU . Il modello di mobilità prevede che gli studenti frequentino due anni in Università Cattolica e due anni alla BLCU, riuscendo in questo modo a completare il percorso della laurea triennale e a vedersi riconosciuti, al rientro, i crediti necessari per l’iscrizione alla laurea magistrale. Da qui l’idea di consolidare questa esperienza costruendo un percorso di studi più strutturato, che potesse permettere ad un gruppo di questi studenti di ottenere il doppio titolo BLCU e UCSC.

 

Aldo Moro, lettere dalla prigionia

Brescia Aldo Moro, lettere dalla prigionia Paolo Colombo e Chiara Continisio hanno prestato corpo e voce al Presidente della DC e ad AnnaLaura Braghetti, unica donna tra i carcerieri di quest’ultimo. by Bianca Martinelli | 13 maggio 2016 La camicia da ritirare in tintoria, i biscotti serviti per colazione durante i giorni di prigionia che erano gli stessi che era solito mangiare a casa sua, i pensieri per la famiglia e, in particolar modo, per il nipotino prediletto. Al suo fianco, sul palco dell’aula polifunzionale, Chiara Continisio , ricercatrice dell’ateneo milanese, nei panni di Anna Laura Braghetti, unica donna tra i carcerieri del Presidente della DC che per 55 giorni tennero in ostaggio Moro in uno stretto cunicolo scavato sotto il piccolo appartamento romano di via Montalcini 8. Colombo e Continisio hanno letto e commentato le memorie di Moro e della Braghetti, e ad emergere , insospettabilmente, è stata la dimensione più umana e quotidiana dell’esistenza dei due. All’agonia psicologica di Moro fa eco la soddisfazione allucinata di Braghetti che si dice soddisfatta del metodo con cui sta gestendo commissioni e faccende domestiche, senza destare il minimo sospetto in conoscenti e vicini di casa. Discreta, cordiale e riservata con tutti, Anna Laura Braghetti, puliva la casa, suddivideva le borse della spesa e la biancheria da portare in tintoria così che a nessuno potesse venire il sospetto che in quella casa vivessero ben più che in due persone. Prima di dare inizio alla lezione il ricordo di Colombo e Cortinisio è andato ai cinque componenti della scorta di Moro, rimasti uccisi durante il sequestro: il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, l'appuntato Domenico Ricci, il Brigadiere Francesco Zizzi, l'agente Raffaele Jozzino e l'agente Giuliano Rivera.

 
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