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Studenti con Liliana Segre

Milano Studenti con Liliana Segre In Aula Magna un’iniziativa per i ragazzi delle scuole superiori milanesi e alcuni universitari dell’Ateneo per fare memoria delle leggi razziali. maggio 2018 Sono passati ottant’anni da una delle pagine più buie della nostra storia: quella delle “leggi razziali”. Nell’allora Regno d’Italia, con l’emanazione dei “provvedimenti per la tutela della razza”, dal settembre 1938, il regime fascista scatenò una persecuzione giuridica nei confronti dei cittadini italiani considerati di razza ebraica. Ne restò escluso il solo diritto alla vita, anch’esso annientato nel buio biennio della Repubblica di Salò quando si realizzò una vera e propria caccia all’ebreo da parte dei nazisti, con la complicità dei repubblichini». Saverio Gentile sarà uno dei relatori dell’iniziativa promossa dalla Prefettura di Milano giovedì 10 maggio , ospitata nell’Aula Magna della sede di largo Gemelli dell’Università Cattolica. Il convegno “ A ottant'anni dall'emanazione delle leggi razziali: istituzioni e societa' per una memoria attiva ” è riservato agli studenti delle scuole superiori milanesi e ad alcuni universitari dell’Ateneo e sarà introdotto e coordinato da Ferruccio De Bortoli , presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano. Seguiranno gli interventi della senatrice a vita Liliana Segre , del primo presidente emerito della Corte di Cassazione Giovanni Canzio , del ricercatore della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica Saverio Gentile , e dello storico Michele Sarfatti .

 

La Shoah con gli occhi dei bambini

Piacenza La Shoah con gli occhi dei bambini Per la Giornata della memoria quattrocento studenti delle scuole superiori di Piacenza hanno affollato il campus di Piacenza per un riflettere sul senso di fare memoria. E poi una ricerca svolta su sopravvissuti, bambini durante la Shoah, che ha cercato di mettere in luce i motivi di resilienza per questi bambini catapultati in una situazione terribile. La giornata della memoria ci ricorda una delle pagine più tragiche della nostra storia, pagina che tuttavia non è più così recente: i testimoni diretti stanno scomparendo e quindi urge un altro modo di fare memoria» sottolinea il professor Daniele Bruzzone , organizzatore del convegno. Noi abbiamo voluto trovare i motivi di attualità di quella pagina, cercando di capire in che cosa possa essere utile, nella nostra vita, l’esperienza della deportazione. Pertanto abbiamo concentrato la nostra attenzione su una prospettiva che ci permettesse di capire non solo le efferatezze che venivano compiute nei lager, ma in particolare il modo in cui le persone riuscivano a resistere in questa situazione estrema, con quali motivazioni e con quali risorse spirituali». Marco Ius, ricercatore dell’Università di Padova, ha presentato i risultati di uno studio realizzato sui bambini nascosti della Shoah, scampati all’olocausto grazie al fatto di essere stati allontanati dalle famiglie d’origine per vivere in altre famiglie o in conventi. Solo negli ultimi anni si è aperta questa attenzione ai bambini nascosti, che ha svelato un mondo di dolore e di perdita ma anche di risorse umane e spirituali.

 

La “scossa” che aumenta la memoria

Roma La “scossa” che aumenta la memoria L’applicazione di una debole corrente elettrica sul capo rafforza le connessioni nervose e stimola la produzione del fattore di crescita cerebrale Bdnf. Lo studio ha dimostrato che nei topolini una sola seduta di stimolazione è in grado di indurre nel centro della memoria - l’ippocampo - un potenziamento delle connessioni tra i neuroni, le “sinapsi”, indispensabili per trasmettere ed immagazzinare le informazioni. I ricercatori hanno individuato, in particolare, il meccanismo responsabile di questi effetti: si tratta di una cascata di segnali molecolari che attiva nelle cellule nervose la produzione del fattore di crescita cerebrale Bdnf. Pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista Scientific Reports - edita dal gruppo Nature - il lavoro è stato condotto da un team di ricercatori, tra cui Maria Vittoria Podda e Sara Cocco , e diretto dal professor Claudio Grassi (nella foto), direttore dell’Istituto di Fisiologia Umana dell’Università Cattolica di Roma. I ricercatori hanno inoltre identificato il mediatore chimico di questi effetti positivi della stimolazione: si tratta del fattore di crescita cerebrale Bdnf la cui concentrazione aumenta nell’ippocampo dopo la stimolazione. Questo meccanismo - precisa - rende ragione, tra l’altro, della durata degli effetti nel tempo e rende fondato, da un punto di vista razionale, l’impiego di questa metodica nell’ambito di patologie di interesse neuropsichiatrico». In questo studio - conclude il professor Grassi - abbiamo analizzato gli effetti indotti da una “singola” stimolazione della durata di pochi minuti e siamo stati piacevolmente sorpresi dall’osservare che il beneficio in termini di memoria si osservava ancora a distanza di una settimana.

 
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