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L’olio di palma non fa più male?

sicurezza alimentare L’olio di palma non fa più male? Secondo l’Efsa i livelli di consumo di 3-MCPD, contenuto in questo, come in altri oli, restano pericolosi ma privi di rischi per la maggior parte dei consumatori. Il parere del professor Ettore Capri su un alimento sotto accusa per motivi non scientifici. Nella peggiore delle ipotesi, i neonati nutriti esclusivamente con latte artificiale potrebbero lievemente superare il livello di sicurezza”. L’Efsa ha rivisto i valori soglia espressi in assunzione quotidiana tollerabile del 3-MCPD, triplicandolo (valore soglia che rimane del 50% più basso di quello definito a livello internazionale (JEFCA). L’Autorità europea, però, non ha rivisto la sua posizione sulla mutagenicità di glicidolo ed esteri che è intrinseca alle sostanze, che restano pericolose per l’uomo. Non possiamo, dunque, sostenere che l’olio di palma non faccia più male ma dobbiamo sempre e solo riferirci ai suoi ingredienti pericolosi, in modo analogo a quanto dobbiamo fare per tutti gli alimenti. Cosa succederà ora? Le aziende riprenderanno a usare l’olio di palma? Il dibattito è aperto.

 

Safe, la laurea del food sicuro

Piacenza Safe, la laurea del food sicuro Al via dopo l’estate nella sede di Piacenza il primo corso triennale in Italia in lingua inglese sulla sostenibilità agro-alimentare . Il successo di queste esperienze e la richiesta degli studenti italiani che hanno una buona conoscenza dell’inglese di intraprendere un percorso di taglio internazionale, ci hanno spinto, primi e unici in Italia, ad attivare una laurea in inglese». Il corso di laurea triennale Safe, Sustainable agriculture for food quality and environment , punta sul tema della produzione di alimenti salubri, con accento particolare sulle filiere fiore all’occhiello del made in Italy: vino, pane, pasta, pomodoro, salumi e latte. La laurea si rivolge a studenti desiderosi di apprendere principi e tecniche innovative di produzione, dal campo alla tavola, di cibi di alta qualità, salubri e sostenibili» sottolinea il professor Stefano Poni , direttore del dipartimento di Produzioni vegetali e sostenibili e coordinatore della nuova laurea. La scelta dell’uso esclusivo della lingua inglese nelle varie attività didattiche è funzionale agli studenti internazionali interessati ad approfondire il “modello italiano” del coordinamento verticale delle filiere agro-alimentari e agli studenti italiani interessati a dare alla loro formazione una spiccata caratterizzazione internazionale già a partire dalla laurea triennale». Secondo il professor Poni, in questo periodo in Canada per tenere conferenze sulla viticoltura sostenibile, Safe si inserisce in una strategia di didattica “globalizzata”, che tende ad offrire ai laureati sbocchi occupazionali ben più ampi di quelli pertinenti a percorsi didattici esclusivamente nazionali. Con questa laurea puntiamo a formare una figura professionale in grado di inserirsi a diversi livelli all’interno delle principali filiere agro-alimentari (fornitori di materie prime, aziende, trasformatori, venditori al dettaglio e all’ingrosso, organizzazione del commercio) al fine di mantenere o migliorare qualità, sostenibilità e immagine delle produzioni agricole».

 
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