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L’ingrediente fondamentale per la vita

marzo 2019 di Maria Zucchinelli * Se osservassimo la Terra da un satellite potremmo chiederci “perché non chiamarlo Pianeta Acqua o Pianeta Blu?” Del resto dei suoi 510 milioni di km2, solo il 25% è occupato da terre emerse. Molti aggettivi sono attribuiti a questa risorsa, “vitale”, “insostituibile, “preziosa”, “dinamica”, “rinnovabile”, ma dobbiamo essere sempre più consapevoli che è anche “limitata”: solo lo 0,01% della totalità dell’acqua del pianeta è potenzialmente disponibile all’uomo. Attualmente si stima che 3.6 miliardi di persone, circa la metà della popolazione mondiale, viva in aree potenzialmente a rischio di scarsità d’acqua per almeno un mese l’anno, e questa numero potrebbe aumentare fino a 5.7 miliardi entro il 2050. Ad esacerbare la situazione vi è l’intensificazione del ciclo idrologico globale che, conseguenza dei cambiamenti climatici, porterà ad un aumento delle temperature e viceversa alla diminuzione nella frequenza delle piogge, causando tra gli altri danni la siccità. Importanti sono anche le conseguenze legate all’inquinamento che ne mette a rischio la qualità chimico-fisica: solo in Europa più della metà dei corpi idrici sono caratterizzati da uno stato ecologico inferiore al buono e circa il 25% delle acque sotterranee si trova in uno scarso stato chimico. Alcune realtà coinvolte nel progetto, aderiscono anche al programma VIVA -La Sostenibilità nella vitivinicoltura in Italia avviato dal Ministero dell’Ambiente nel 2011 con la collaborazione scientifica del centro di ricerca OPERA , in cui tra gli indicatori utilizzati ha introdotto il calcolo dell’impronta idrica. Ciò si traduce nella misura dei consumi idrici nelle fasi di campo per l’irrigazione, trattamenti e lavaggio dei macchinari, fino ai consumi in cantina contabilizzando l’acqua necessaria per le fasi di vinificazione e imbottigliamento.

 

Agricoltura informata, agricoltura sostenibile

Piacenza Agricoltura informata, agricoltura sostenibile Primo incontro divulgativo del progetto Trainagro, TRAsferimento delle conoscenze e dell’ INnovazione nell’uso sostenibile dei pesticidi in AGRicOltura, che vede la partecipazione dell’Università Cattolica. ottobre 2018 Pianificare con precisione l’uso dei pesticidi in campo, attraverso informazioni puntuali e di facile accesso. “Del resto il trasferimento e la condivisione di informazioni, competenze ed esperienze tra ricerca scientifica e tecnologica, aziende e altri attori del settore, sono fondamentali per permettere all’agricoltura italiana di essere moderna e competitiva” ricorda Capri. L’evento è stato organizzato in collaborazione con l'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Milano, Lodi, Monza-Brianza e Pavia. Per maggiori informazioni contattare la responsabilità scientifica dell’unità piacentina Dott.ssa Maura Calliera #agricoltura #sostenibilita #pesticidi Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Agricoltura, una sostenibilità certificata

piacenza Agricoltura, una sostenibilità certificata A Piacenza venerdì 6 aprile incontro annuale sull’ armonizzazione degli standard voluta da ministero dell’Ambiente e delle Politiche agricole tra Qualità nazionale sulla produzione integrata e Protocollo Viva . marzo 2018 Si svolgerà venerdì 6 aprile , alle 9.30, nella Sala Convegni “G. Piana” dell’Università Cattolica a Piacenza, l’incontro annuale dedicato all'agricoltura sostenibile, realizzata seguendo le linee guida di un progetto, che nasce dall'accordo dei ministeri dell'Ambiente e dell'Agricoltura. Il ministro dell'Ambiente e quello delle Politiche Agricole hanno siglato recentemente un comune programma di lavoro volto ad armonizzare e integrare lo standard di Qualità Nazionale sulla Produzione Integrata (SQNPI) e il protocollo VIVA dedicato alla sostenibilità nella Vitivinicoltura. L’obiettivo dei ministeri è arrivare a uno standard di gestione sostenibile misurabile e certificabile, gestito nell’ambito dei sistemi di qualità e che sia un riferimento univoco per le produzioni italiane, nonché un biglietto da visita per le produzioni made in Italy sui mercati internazionali. In futuro si potranno coinvolgere anche altri comparti agricoli, contribuendo così a ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla salute e nel contempo garantire un approccio economicamente sostenibile valorizzando le produzioni nazionali che da oltre un trentennio usano modelli produttivi ispirati alla Produzione Integrata . Nel corso del seminario piacentino sul tema Produzione integrata e sostenibilità. SQNPI e VIVA: un approccio coordinato , che sarà aperto dal preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Marco Trevisan , saranno presentati i risultati dei progetti e lo stato di avanzamento dell’integrazione degli standard.

 

Agroalimentare, sostenibile per decreto

Piacenza Agroalimentare, sostenibile per decreto Garantire il made in Italy e tutelare consumatori e produttori: un progetto dei ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole per un sistema unico di misurazione della sostenibilità . Si avrà così un sistema univoco per valutare la sostenibilità delle produzioni italiane e, soprattutto, si otterrà «un importante biglietto da visita per i mercati internazionali delle produzioni made in Italy » prosegue il professor Capri. Il ministero delle Politiche agricole si è da sempre occupato della sostenibilità a partire dagli aspetti più agricoli: pratiche agronomiche e gestione dei trattamenti in campo con agro farmaci, in modo da assicurare un prodotto dalla qualità elevata, sicuro e rispettoso dell’ambiente. Per questo ha creato il marchio Sqnpi, il Sistema di Qualità Nazionale sulla produzione Integrata, identificato da un’ape sull’etichetta del prodotto» spiega la ricercatrice Lucrezia Lamastra , che insieme al professor Ettore Capri è coinvolta attivamente in questo progetto. Il Ministero dell’Ambiente, dal canto suo, si occupa da anni di promuovere programmi finalizzati alla diffusione di modelli sostenibili di produzione e consumo fra i quali Viva - La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia rappresenta sicuramente l’esempio più concreto, con una valutazione della sostenibilità a 360 gradi». Viva nasce nel 2011 come progetto nazionale pilota con lo scopo di misurare e migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino» ricorda il professor Capri, che ha seguito scientificamente l’implementazione di questo sistema. Grazie all’individuazione di quattro indicatori (Aria, Acqua, Territorio e Vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende che aderiscono al programma possono misurare l’impatto della loro produzione e della loro organizzazione in termini di sostenibilità e intraprendere in tal modo un percorso di miglioramento».

 

Alla scoperta dei sapori d’Italia

cattolicapost Alla scoperta dei sapori d’Italia Per il terzo anno consecutivo il corso di Gusto e Sostenibilità del master in Comunicazione per le Industrie Creative ha portato i suoi studenti in un angolo incontaminato del Piemonte, il Canavese. luglio 2018 Il master in Comunicazione per le Industrie Creative ha avviato, ormai da molti anni, una feconda collaborazione con il Canavese, territorio piemontese ricco di molteplici attrazioni ancora poco note al grande pubblico. In questo angolo incontaminato del Piemonte, ai confini con la Valle d’Aosta, convivono ricchezze di incommensurabile valore: dai lasciti industriali e architettonici del grande Adriano Olivetti, di recente inseriti nei patrimoni Unesco , alle bellezze naturalistiche dei laghi, dei fiumi, delle valli inviolate e dei rigogliosi vigneti. Obiettivo dell’esperienza è far conoscere agli studenti l’estrema varietà delle eccellenze enogastronomiche italiane, in particolar modo quelle tipiche dei cosiddetti “territori minori”, al di fuori dei tracciati turistici di massa, di cui il Canavese è un eccellente esempio. La splendida cornice di Vistaterra nel castello di Parella, poi, ha ospitato il gruppo per una cena suggestiva, ricca di prodotti del territorio sapientemente preparati, e per un’interessante visita degli spazi del maniero, interamente ispirati a un’idea di sostenibilità a trecentosessanta gradi. Il castello, infatti, ospita orti e vigneti coltivati secondo i canoni dell’agricoltura biologica e si serve solo di fornitori locali, attentamente selezionati fra coloro che sono rimasti fedeli, pur innovandole, alle tradizioni. Tre giorni di esperienze, di forte coinvolgimento e di incontri in un territorio, il Canavese, con cui speriamo di continuare a collaborare nelle future edizioni del Master in Comunicazione per le Industrie Creative.

 

Altems, LSE e WEF per la resilienza dei sistemi sanitari

Roma Altems, LSE e WEF per la resilienza dei sistemi sanitari In un webinar gli insegnamenti della pandemia nell’ambito della collaborazione dell’Alta Scuola dell’Università Cattolica con la London School of Economics e il World Economic Forum . Altems è stata coinvolta nella "Partnership “for Global Health System Resilience and Sustainability (PHSSR)’’, coordinata dalla London School of Economics e che vede anche la partecipazione dell’azienda AstraZeneca e del World Economic Forum. Non sempre i sistemi sanitari hanno costruito occasioni di dialogo, includendo anche partner privati: per questo la Partnership è per noi una grande opportunità di confronto costruttivo e indipendente», ha concluso Francesca Patarnello , VP Market Access &; Government Affairs dell’azienda Astra Zeneca che collabora al progetto di Partnership. Domenico Mantoan , Direttore Generale dell’Agenzia regionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), ha ripercorso le tappe dello “stress test” al quale è stato sottoposto tutto il sistema sanitario dai primi mesi della pandemia, “un sistema molto fragile e ancora bisognoso di essere costruito nel territorio. Quando arriverà il vaccino ed usciremo finalmente dall’emergenza, auspichiamo tutti che questa necessità non venga dimenticata e venga riorganizzata anche da questo punto di vista tutta la rete territoriale di assistenza”. La “Partnership for Global Health System Resilience and Sustainability” Obiettivo di questa partnership è contribuire alla salvaguardia e al miglioramento della salute globale nel lungo termine, migliorando la comprensione e consentendo di intraprendere azioni per accrescere la sostenibilità e la resilienza del sistema sanitario su base mondiale. Il gruppo di ricerca dell’ALTEMS, coordinato dal professor Americo Cicchetti , ha analizzato i diversi aspetti relativi alla sostenibilità e alla resilienza del Servizio Sanitario Nazionale, fornendo informazioni e raccomandazioni di rilevanza pratica per i vari stakeholder del sistema.

 

Ambiente e sviluppo sostenibile: la parola ai ragazzi

Piacenza Ambiente e sviluppo sostenibile: la parola ai ragazzi Si è chiuso ieri mattina il progetto di Alternanza scuola lavoro che ha coinvolto studenti delle scuole superiori nel progetto europeo Life Biorest , relativo alla bonifica biologica di siti contaminati. aprile 2019 Si è concluso con un incontro plenario nella sala Piana della Cattolica di Piacenza il progetto di Alternanza scuola lavoro “Bonifica biologica di siti contaminati: il progetto europeo LIFE BIOREST”, iniziato nel settembre 2017. “Lo scopo ultimo del progetto è quello di ripristinare le caratteristiche ecologiche dei suoli e contrastare la perdita di fertilità, biodiversità e resilienza, dimostrando la sostenibilità di un modello di città verde e sostenibile”. ambiente #sostenibilita #inquinanti Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Andrea e Ilaria, con il Papa ad Assisi

Andrea, parteciperà anche all’iniziativa “ The Economy of Francesco ”, evento organizzato da Papa Francesco ad Assisi dal 26 al 28 marzo, con l’obiettivo di coniugare economia e sostenibilità attraverso il confronto con le nuove generazioni. Sono curioso di vedere come gli studenti si giocheranno nei laboratori», è la maggiore aspettativa di Andrea. Sicuramente la risposta da parte degli studenti è stata molto positiva: solo dell’Università Cattolica parteciperanno 700 studenti di tutte le facoltà (Economia, Scienze politiche, Lettere…). Il fatto che si sia creato un luogo dove si può dare il proprio parere con un dialogo reale tra persone con diverse competenze, diversi background secondo me è già un primo passo per costruire qualcosa». Il mio percorso è di tipo finanziario, quindi nei miei studi di laurea magistrale ampio spazio è stato dedicato al profitto. Il master di finanza sostenibile, invece, mi sta facendo scoprire un’altra parte della finanza che credo possa conciliarsi completamente con quella che è la proposta del Papa» afferma Ilaria. Quella di oggi non è più una finanza orientata esclusivamente al profitto, ma si sta proprio incentrando su una politica di lungo periodo e quindi anche sostenibile».

 

Banche, fondazioni e imprese, il business sostenibile è già realtà

Piacenza Banche, fondazioni e imprese, il business sostenibile è già realtà Prosegue il laboratorio Ideas4Sustainability promosso dalla laurea in Management per la sostenibilità: venerdì 20 novembre appuntamento con Mattia Voltaggio e Tiziano Colombo di Eni by Sabrina Cliti | 20 novembre 2020 Tutti inclusi. Profitto, sviluppo sostenibile e giustizia sociale . Del resto, come ricorda Torelli «la partecipazione attiva degli studenti nella riflessione, discussione e progettazione di idee a favore della sostenibilità» è il motivo principale da cui muove questo laboratorio. Al centro dell’incontro l’educazione alla sostenibilità in cui da anni Eni è fortemente impegnata. In questo secondo incontro» spiega Torelli «verrà mostrato agli studenti l’impegno profuso per la sostenibilità e per l’educazione alla stessa dalla più grande azienda italiana del settore energetico. Si tratta di un secondo importante momento di riflessione da cui nasceranno ulteriori incontri in cui i ragazzi saranno di nuovo chiamati a progettare e a dire la loro». management #sostenibilita #sviluppo #inclusione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Biostimolanti, nuova frontiera in agricoltura

Piacenza Biostimolanti, nuova frontiera in agricoltura Scienza e impresa: un binomio che in Cattolica diventa azione. La ricerca passa dal laboratorio al campo grazie all’accordo con il Consorzio Terrepadane. L’Università Cattolica del Sacro Cuore negli ultimi anni ha isolato decine di ceppi microbici con attività biostimolanti, identificandone più di 60 aventi marcate caratteristiche di promozione di crescita della pianta ed assoluta sicurezza per la salute dell’ambiente e dell’uomo. Tramite opportune tecniche di valutazione delle caratteristiche, sono stati individuati 4 ceppi che risultano essere i più promettenti per una sperimentazione ed una diffusione nel settore agricolo locale. Fortunatamente molti batteri - ha ricordato Puglisi - sono nostri alleati; alcuni sono vantaggiosi per la nostra salute; altri hanno effetti benefici sulle piante; il gruppo di batteri già isolati dalle radici del pomodoro aiutano la crescita e solubilizzano il fosforo; hanno inoltre stimoli diretti sugli ormoni ed inibiscono i patogeni.». Noi - ha ribadito Crotti, presidente del Consorzio AgrarioTerrepadane - abbiamo la fortuna di poter contare su un’Università di grande livello scientifico; il nostro Consorzio, dal canto suo, investe in innovazione per dare risposte alle imprese e per ridurre impatto ambientale e conseguire sostenibilità, tutelando il reddito degli imprenditori agricoli.». biostimolanti #terrepadane #produzione #sostenibilita Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Carbon e water footprint: le impronte sostenibili

Piacenza Carbon e water footprint: le impronte sostenibili Conoscere e misurare l’impatto aziendale per ridurlo. Opera, il Centro di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile in agricoltura dell’Università Cattolica, ha organizzato una serie di laboratori su temi legati alla sostenibilità ambientale in azienda. novembre 2018 Opera , il Centro di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile in agricoltura dell’Università Cattolica di Piacenza in sinergia con il Dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari per una filiera agro-alimentare sostenibile, ha organizzato una serie di laboratori su vari temi legati alla sostenibilità ambientale in azienda . Nel mese di ottobre si sono tenuti due dei quattro workshop previsti dal progetto. Anche in questo secondo incontro, dopo una prima parte teorica sono stati affrontati casi studio ed esempi di calcolo e si è cercato di identificare motivazioni e interventi possibili in materia di sostenibilità in relazione alla propria realtà aziendale. Per le aziende di ogni settore, il calcolo della propria impronta idrica e carbonica è il primo passo verso l’individuazione di strategie di riduzione degli impatti ambientali, e i laboratori hanno cercato di fornire alle aziende strumenti utili e necessari per migliorare l’impatto dell’azienda sul Pianeta. sostenibilita #waterfootprint #carbonfootprint Facebook Twitter Send by mail Print.

 

II caminetto inquina. Consigli per una combustione consapevole

Consigli per una combustione consapevole Soprattutto sull’argo alpino è diffuso l’uso della legna per il riscaldamento domestico. Ma il suo fumo immette nell’atmosfera fino a 5mila volte più Pm che bruciare metano. Per questo la legna può essere considerato un combustibile carbon neutral”. Bruciare legna per produrre riscaldamento domestico presenta tuttavia degli inconvenienti. “Il fumo di legna immette nell’atmosfera fino a 5000 volte più PM che bruciare metano per produrre la stessa quantità di calore, specialmente utilizzando tecnologie scarsamente efficienti come il caminetto - prosegue Gerosa. Le cose migliorano se si utilizzano stufe con sistemi di combustione più efficienti. Il progetto BBCLEAN nasce infatti per individuare quelle soluzioni che permettono di impiegare al meglio la legna per la produzione di calore domestico nell’area alpina, minimizzando nel contempo l’impatto sull’ambiente e sulla salute del l’uomo” conclude.

 

Un campus sempre più green

Brescia Un campus sempre più green La Cattolica è capofila di un progetto per l’incremento della sostenibilità ambientale sia nella sede universitaria che sul territorio. by Bianca Martinelli | 20 novembre 2018 Operare in termini di sviluppo sostenibile significa pensare a un processo multidimensionale che possa sopperire ai bisogni attuali, ma che limiti gli effetti dell’impatto ambientale che graverà sulle generazioni future. Un tema più che mai attuale e che la Cattolica, in virtù delle competenze multidisciplinari delle sue facoltà e della sua missione educativa, ha deciso di affrontare in sinergica collaborazione con enti e istituzioni della città. Si tratta di un progetto a cui stiamo lavorando da mesi, su un tema di cui la Cattolica si occupa già da tempo con l’Alta Scuola per l’Ambiente – ha introdotto il direttore di sede Giovanni Panzeri . Dalle nostre analisi risulta infatti che proprio l’utilizzo di bottiglie incida in grossa parte sul consumo di plastica» ha anticipato Saverio Zetera di Aprica. Di sanità e sostenibilità ha invece parlato il neodirettore di Fondazione Poliambulanza Alessandro Triboldi che «inizierà con la Cattolica un programma di informazione, prevenzione allo spreco ed educazione alimentare. Infine, il valore fondamentale della co-progettazione è stato ribadito da Alfredo Ghiroldi di Fondazione Asm, che in partnership con la Cattolica si occupa di sostenibilità già dal 2013 «quando, in occasione delle celebrazioni del quarantennale del teleriscaldamento a Brescia, avviammo uno studio sulle capitali green d’Europa».

 

Chef in gara contro lo spreco

piacenza Chef in gara contro lo spreco Le otto ricette più votate sui social si contenderanno lo scettro lunedì 5 febbraio nella fase finale del contest promosso dalla sede di Piacenza nell’ambito del progetto RicibiAmo . Secondo la Fao, un terzo della produzione mondiale di cibo viene gettata nell’immondizia e, contrastare questo fenomeno, attraverso la promozione di modalità di produzione e consumo sostenibili, è uno dei 17 obiettivi dell’agenda 2030. Al concorso si sono iscritti - attraverso le loro ricette sostenibili – 16 chef dei ristoranti aderenti alla rete RicibiAmo e 11 studenti degli Istituti professionali alberghieri Magnaghi di Salsomaggiore Terme e del Campus agroalimentare Raineri Marcora di Piacenza. La commissione, presieduta dallo chef Stellato Giancarlo Morelli , composta da esperti del mondo universitario, esperti del settore e dell’alta cucina, valuterà e assaggerà i piatti dei finalisti (quattro chef e quattro futuri chef) proclamando i vincitori. Le buone pratiche di riutilizzo del cibo, con la family bag (in 6 mesi ne sono state distribuite 1.500) e la quantificazione dello spreco in sala e in cucina, sono azioni di responsabilità concrete, evidenti, misurabili, sostenibili». Lo spreco di cibo è una incredibile perdita di efficienza del sistema agro-alimentare - aggiunge Lucrezia Lamastra coordinatrice insieme a Miriam Bisagni di Piacecibosano, dello sviluppo operativo e scientifico del progetto RicibiAmo. È come avere una caldaia di ultima generazione, e lamentarsi del freddo perché si lasciano le finestre aperte! La facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali è coinvolta in questo progetto perché lo spreco di cibo ha, oltre a un drammatico impatto etico e sociale, un enorme impatto sull’ambiente.

 

Cinema, il set è green grazie a Ludovica

Tutto è iniziato con una tesi di laurea by Bianca Martinelli | 13 novembre 2020 Dalla raccolta differenziata all’allaccio alla rete locale per evitare l’utilizzo di grossi generatori, dalla preferenza per materiali di scena di seconda mano allo smaltimento intelligente dei costumi. E ancora, il catering con prodotti a km 0 con stoviglie e cialde del caffè compostabili, gli alloggi situati a poca distanza geografica e la condivisione dei mezzi di trasporto della troupe per risparmiare carburante. Senza l’adozione del protocollo ne avremmo generate quasi 250, inoltre il 67% dei costumi è stato donato, così come il 51% delle scenografie, e abbiamo evitato la produzione di 370 chili di rifiuti di plastica». Successivamente, dopo la laurea ho lavorato come segretaria di produzione alla commedia “Tu mi nascondi qualcosa” con Rocco Papaleo , tanto è bastato per rendermi conto di quanta strada vi fosse ancora da fare per ragionare in termini di ecologia e sostenibilità. Così ho contattato nuovamente Tempesta: all’epoca stavano per iniziare le riprese di “Lazzaro felice”, avevano già elaborato il protocollo EcoMuvi (che è gratuito e può essere scaricato dal sito della casa di produzione) ma non avevano individuato una figura che se ne occupasse in via esclusiva. Sempre insieme a Tempesta Film, oggi Ludovica è in partenza per la Sardegna, dove si svolgeranno le riprese del film “Dall’Interno” di Leonardo Di Costanzo (nel cast Alba Rohrwacher, Toni Servillo e Silvio Orlando ). Agli studenti desiderosi di intraprendere una carriera similare alla sua consiglia: «Occorre tenersi aggiornati da un punto di vista normativo ma anche avere pazienza e perseveranza poiché scegliere di lavorare in un ramo così specifico presenta aspetti positivi e negativi.

 

CollegialMente Green: il nuovo progetto per l'educazione alla sostenibilità

CollegialMente Green: il nuovo progetto per l'educazione alla sostenibilità Parte il progetto pilota CollegialMente Green, percorso di educazione alla sostenibilità sviluppato in collaborazione con ASA (Alta Scuola per l'Ambiente) che prosegue ed evolve Collegio Virtuoso. Nel 2008-2009 è stato Collegio Virtuoso – successivamente evoluto in Collegiovirtuoso.net – la prima campagna EDUCatt espressamente diretta all'educazione alla sostenibilità e rivolta agli studenti dei collegi. Le due realtà residenziali individuate per questa prima fase permetteranno, anche per gli spazi comuni di cui dispongono, uno scambio efficace e la possibilità di momenti comuni, siano essi lectiones, confronti tra studenti, laboratori. I contenuti principali che saranno trattati all’interno del percorso si possono ricondurre a due macro aree: Consumi energetici e cibo, nell’ottica di una riduzione degli sprechi e degli scarti, e Turismo sostenibile, data la natura ricettiva e ospitante delle due residenze. La ricaduta economica, inoltre, inevitabilmente legata al concetto di sostenibilità, potrà portare benefici sia direttamente per gli studenti residenti nelle due comunità sia per la gestione delle residenze stesse. Il percorso, già in avvio dal mese di gennaio, sarà molto ricco e articolato e prevede lezioni frontali, lezioni laboratoriali, role play, case history, attivazione di gruppi informali/motivati per progettare/realizzare azioni conseguenti. collegialmente #green #collegi #educatt #sostenibilita Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cremona, agroalimentare da campioni

Cremona Cremona, agroalimentare da campioni I dati diffusi dal Cersi dell’Università Cattolica rivelano la leadership in Italia del territorio cremonese per produzione, trasformazione ed esportazione. novembre 2018 Il territorio cremonese occupa un posto di primo piano nell’ambito della filiera dell'agroalimentare grazie alle sue attività di produzione, trasformazione ed esportazione. Lo dimostrano i dati diffusi dal Centro di Ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Cersi) secondo i quali Cremona è leader nell’export agroalimentare, che detiene una quota dell’11,3% in ambito regionale e del 2,21% a livello italiano . A Cremona, secondo il Cersi, si sarebbe creata una congiuntura favorevole di diversi fattori che hanno portato alla nascita di un “eco-sistema” locale a sostegno dell’impresa agroalimentare. Tale risultato è stato ottenuto anche per il lavoro strategico che ha puntato sulla formazione universitaria e postlaurea , fondamentale per la competitività di un territorio. In particolare è emerso che il comparto agroalimentare è vincente per l’ampia offerta di prodotti di qualità e di certificazioni riconosciute dai mercati internazionali, oltre che per la capacità di mantenere saldo il rapporto del prodotto con il territorio di origine. La riorganizzazione del settore, dopo la recente crisi finanziaria, ha puntato molto sulla valorizzazione dell’unicità dei prodotti delle piccole aziende e la domanda estera è stata fondamentale per la crescita della produzione agroalimentare italiana.

 

Dal panettone bio alle patatine sostenibili

pIACENZA Dal panettone bio alle patatine sostenibili La proposta di nuovi prodotti sostenibili passa da Piacenza: otto gruppi di studenti in gara per l’ideazione e il lancio di nuovi alimenti “sostenibili” nel business game in collaborazione con Coop Italia. dicembre 2018 Gli ingredienti c’erano tutti: un gruppo di giovani entusiasti e preparati, lo studio di cibi innovativi e sostenibili (con un occhio alla tradizione), l’adrenalina della sfida. Il professor Trevisan si è soffermato sul lavoro dei ragazzi: «Un business game che è stato soprattutto un’ottima esperienza di lavoro in team, che ha unito competenze molto diverse, facendo emergere litigi e incomprensioni, brillantemente superati. Martedì 6 dicembre ragazze e ragazzi provenienti da cinque regioni italiane - Lombardia, Emilia Romagna, Campani, Calabria e Puglia - si sono ritrovati in largo Gemelli per sfidarsi nel Business Game proposto per il terzo anno consecutivo dalla facoltà di Scienze Bancarie, finanziarie, assicurative dell’Università Cattolica. A salire sul podio gli studenti dell’Istituto Statale Saraceno Romegialli di Morbegno, in provincia di Sondrio, del Liceo scientifico - IPSIA di Amantea, nel cosentino, dell’Istituto tecnico economico Enrico Tosi di Busto Arsizio, del Liceo scientifico A. Einstein di Cerignola (FG), dell’Istituto tecnico commerciale Elsa Morante di Limbiate (MB). La mia esperienza diretta, in qualità di docente del Business Game, è quella del continuo entusiasmo» racconta Gabriele Ruggeri , docente del Business Game , iniziativa di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative in collaborazione con il Servizio Orientamento e Tutorato dell’Ateneo. In questi tre anni il nostro Business Game è stato studiato e risolto da ragazzi provenienti da tutta Italia e da istituti superiori di tipo diversi: liceo classico, liceo scientifico, istituti tecnici economici, istituti tecnici commerciali».

 

Desertificazione, le risposte della ricerca

Piacenza Desertificazione, le risposte della ricerca Il 17 giugno si celebra la Giornata Mondiale per la lotta contro la desertificazione e la siccità , istituita dall´Onu nel 1995 per sensibilizzare sul fenomeno. La parola desertificazione evoca immediatamente le dune mobili sahariane. È uno dei fenomeni naturali che più affligge la salute del nostro Pianeta, Europa e Italia comprese. Una minaccia costante che, secondo quanto diffuso dalle Nazioni Unite, potrebbe portare allo sfollamento di circa 50 milioni di persone nei prossimi anni. In alto la nostra intervista al preside della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali, professor Marco Trevisan . La ricerca della nostra facoltà in questo ambito - conclude il preside - si muove su una serie di progetti che puntano all’intensificazione dell’agricoltura sostenibile e al miglioramento della qualità dei suoli al fine di creare condizioni ottimali di fertilità. Ecco alcuni progetti di Ricerca condotti in Università Cattolica sul tema della desertificazione: Soilution FarmCO2Sink Parmorizza Biostimolanti SASS #desertificazione #siccita #onu #cambiamenticlimatici #sostenibilita Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Dieci anni di ASA

Brescia Dieci anni di ASA A dieci anni dall’istituzione dell’Alta Scuola per l’Ambiente un convegno affronta i temi di crescente povertà, sviluppo sostenibile e ruolo delle tecnologie. A fronte dell’aumento della povertà, del peggioramento della qualità dell’ambiente e del lavoro in Italia e nel mondo crescono le disuguaglianze. Le diverse parti della società sono quindi chiamate a individuare nella responsabilità per la cura della casa comune un metodo per attuare un nuovo modello di sviluppo e di benessere rivolto alle giovani generazioni, e pratiche virtuose in grado di favorire progetti innovativi e sostenibili. L’intervento del Rettore Anelli, si è concentrato sul concetto di “Utopia della sostenibilità”. Servono a puntare in alto, a qualcosa che non è immediatamente realizzabile coi mezzi a disposizione, ma spronano a tentare di superare i meccanismi sbagliati in atto. Proprio per questo conseguire i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 è un’utopia che può diventare prassi, adottando un nuovo paradigma di progresso, rispettoso dei limiti del pianeta, e una cultura della sostenibilità come forma di capitale sociale”. “In questi 10 anni le occasioni di confronto e collaborazione con ASA sono state molte, tra cui l’istituzione del corso di Etica della sostenibilità presso il nostro Ateneo.

 

Diproves, premiati due giovani ricercatori

aprile 2018 Il giovane ricercatore della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali della sede di Piacenza, Andrea Ferrarini (nella foto a sinistra) , è il vincitore del premio della Società Italiana Agronomi per la tesi di dottorato di ricerca 2017. Ferrarini ha analizzato uno scenario alternativo di uso del suolo per la produzione di bioenergia: l e fasce tampone bioenergetiche . Il mio lavoro di tesi ha mirato a determinare in quale misura la coltivazione di colture bioenergetiche pluriennali lungo i margini dei campi coltivati influenzi la fornitura multipla di servizi ecosistemici». E dunque, quali servizi ecosistemici sono risultati essere positivamente influenzati dalla creazione di fasce tampone bioenergetiche? «La regolazione del clima, innanzitutto, attraverso il sequestro del carbonio nel suolo e la riduzione delle emissioni di gas serra climalteranti. Ma non solo: «Ulteriori benefici ambientali associabili alla coltivazione di colture poliennali sono risultati essere l’incremento della salute del suolo (biologica, chimica e fisica) e la fornitura di biomassa dedicata alla produzione locale di bioenergia». produzionivegetali #agricoltura #sostenibilita' #agraria Facebook Twitter Send by mail Print LA MIGLIOR TESI DI DOTTORATO PER EFSA Lorenzo Stagnati , dottore di ricerca della sede di Piacenza dell’Ateneo, è il vincitore della t erza Edizione dei Premi “Giordana Masetti” dedicati alla ricerca in ambito alimentare . Durante il lavoro di dottorato sono state applicate due strategie diverse per individuare le naturali fonti di resistenza già presenti in una ampia collezione di linee pure di mais.

 

È 2.0 il Villaggio per la Terra 2020

Ambiente È 2.0 il Villaggio per la Terra 2020 A causa dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, l’iniziativa annuale in programma alla fine di aprile a Villa Borghese a Roma si terrà in forma virtuale. La quinta edizione dell’evento Villaggio per la Terra – previsto a Roma dal 22 al 26 aprile 2020 , in vista della sottoscrizione del Patto Educativo Globale promosso dal Santo Padre - avrà luogo quest’anno, per l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, in forma virtuale . Il Villaggio per la Terra è una manifestazione annuale che intende sensibilizzare la comunità civile rispetto al tema della sostenibilità e ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’Università Cattolica del Sacro Cuore, al suo terzo anno di collaborazione, interverrà contribuendo con l’impegno e la creatività di un gruppo di professori, ricercatori e studenti - coordinati scientificamente dall’Alta Scuola per l’Ambiente (Asa)- attraverso un percorso formativo virtuale che ha preso il via il 3 aprile. Nella sua nuova edizione “virtuale” 2020 l’evento si propone di contribuire, nell’impegno di una formazione all’ecologia integrale, ad accrescere il senso di responsabilità e competenza socio-educativa dei giovani verso la comunità. Con questo intento il Progetto UC-Villaggio per la Terra 2.0 affida al gruppo di giovani, coinvolti nel progetto, l’Agenda Onu 2030 e chiede loro di approfondire scientificamente i 17 SDGS per trasformarli e restituirli alla comunità arricchiti delle loro riflessioni. In particolare i 51 giovani dell’Università Cattolica - provenienti dalle varie sedi dell’Ateneo e da corsi di laurea differenti (laurea triennale, magistrale) saranno impegnati in un’attività di service learning: un servizio alla comunità (service), che mette a disposizione i loro differenti apprendimenti accademici (learning) maturati nei percorsi di studio.

 

Economia circolare, il Forum italiano in collaborazione con Almed

Gli ospiti di questa edizione dell’appuntamento dedicato all’ Economia circolare non provengono solo dall’Italia. Ci saranno, in particolare, numerose startup danesi e olandesi che presenteranno i loro progetti e i possibili percorsi evolutivi in questo settore. Martedì 27 ottobre alle 16.30 ci sarà l’apertura in cui si introdurranno le tematiche affrontate nell’evento e ci sarà la sessione sull’agri-food; saranno presentate e discusse le principali innovazioni circolari nella coltivazione e produzione agroalimentare insieme alle metodologie per la valorizzazione degli scarti alimentari. Il forum Re-think – commenta Mariagrazia Fanchi , direttrice dell’ Alta Scuola media, comunicazione e spettacolo (Almed) del'Università Cattolica – è un’occasione per creare una rete vasta e differenziata che possa operare tramite partnership a monte e a valle dei cicli produttivi, incrementando così l’efficienza e la resilienza delle organizzazioni». Tondo , l’organizzazione no profit che promuove il forum, ha da poco lanciato anche una Innovation Call rivolta a progetti fortemente innovativi ideati o implementati da startup che operano nel campo dell’Economia Circolare. Le startup vincitrici avranno l’opportunità di presentare la loro idea innovativa durante l’evento “Re-think Circular Economy Forum”, la possibilità di ricevere servizi offerti dai nostri partner o eventualmente di valutare possibili collaborazioni per progettualità. Inoltre, la startup che conseguirà il punteggio più alto nella fase di valutazione riceverà un premio di 1.500 euro.

 

Economy of Francesco, un villaggio che cresce online

Economia Economy of Francesco, un villaggio che cresce online In attesa dell’appuntamento internazionale voluto dal Papa ad Assisi, spostato a novembre, i lavori che coinvolgono economisti under 35 da tutto il mondo si sviluppano in rete. Il racconto in presa diretta di un partecipante senior docente in Cattolica 07 agosto 2020 di Giacomo Bailetti * Un universo di volti e di accenti, ora effervescenti e irrequieti, ora schivi e riservati. Si tratta di uno dei 12 gruppi, che stanno lavorando in vista dell’evento mondiale The Economy of Francesco , che avrebbe dovuto svolgersi Assisi a marzo e che è stato spostato a fine novembre a causa del coronavirus. The Economy of Francesco è un evento voluto da Papa Francesco ed è rivolto ai giovani under 35 di tutto il mondo, senza distinzione fra credenti (di qualsiasi fede) e non credenti. Fra le migliaia di giovani che hanno presentato la propria candidatura, i 2mila che sono stati scelti provengono da 115 diversi Paesi del mondo. Sin dall’inizio, del resto, “The Economy of Francesco” è stato concepito come un processo che non avrebbe dovuto esaurirsi con il pur importantissimo evento nella città umbra, ma che sarebbe iniziato prima del meeting per proseguire anche dopo. I miei compagni di viaggio senior sono due avvocati che si occupano di diritto dell’economia: una avvocatessa argentina, Cecilia Amieva, e un avvocato-teologo, Klaus Da Silva Raupp, che ora vive a Boston e che ha scritto anche per la nostra casa editrice bresciana Queriniana.

 

«È il tempo della rigenerazione più che della ripartenza»

Meeting di Rimii «È il tempo della rigenerazione più che della ripartenza» Chiara Giaccardi e Mauro Magatti , nel loro intervento al Meeting di Rimini, propongono un modo diverso di rimettersi in piedi dopo la crisi del Coronavirus. La “ripartenza” è una metafora imprecisa: dà l’idea di un’automobile danneggiata che si cerca di fare ripartire. Un dibattito che ha messo a confronto alcuni tra i massimi esperti della materia, da Franco Bassanini , presidente della Fondazione Astrid, a Enrico Giovannini , portavoce Asvis, da Stefano Zamagni , economista e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, a Nando Pagnoncelli , sondaggista e amministratore delegato Ipsos. Per Franco Bassanini , affrontare la sfida gigantesca che abbiamo davanti, con un debito pubblico che veleggia intorno al 170% del Pil, chiede una mobilitazione di tute le energie pubbliche e di quelle che operano dal basso: corpi intermedi, società, distretti produttivi, volontariato, terzo settore, imprese sociali. Bassanini fa l’esempio anche di quei corpi intermedi particolari che sono ospedali e pronto soccorsi, comunità operative che sono andate ben oltre i propri compiti durante l’emergenza Coronavirus, sprigionando un sentimento collettivo e uno spirito di abnegazione di tutto il loro personale. Una crescita di fiducia nei loro confronti è del tutto inusuale: dietro c’è una domanda di coesione sociale e la richiesta di bisogni specifici». Riletta in chiave di generatività «innovazione è trovare una risposta alle domande del territorio e del tempo, occasione collettiva di mettere al mondo qualcosa che non c’era ancora» spiega Chiara Giaccardi .

 

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