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Tedesco, la lingua delle opportunità

MILANO Tedesco, la lingua delle opportunità Grazie a un progetto con il Piccolo Teatro, studenti della magistrale in Scienze Linguistiche e del master Deutsch für die internationale Wirtschaftskommunikation hanno scritto i sovratitoli in italiano del Riccardo III e dato assistenza linguistica. luglio 2017 di Giacomo Allocco * Il tedesco apre le porte non solo per entrare in azienda ma anche a teatro. Si è trattato della prima esperienza di collaborazione tra il Piccolo Teatro, che quest’anno festeggia il suo settantesimo anniversario, e la cattedra di Lingua tedesca dell’Università Cattolica. Insieme ad altri compagni di corso e agli studenti del master, alcuni traduttori hanno prestato assistenza linguistica agli attori e ai tecnici della compagnia di Berlino sia durante la fase di preparazione dello spettacolo sia durante la sua messa in scena. Tutto è cominciato alcuni mesi fa, con una serie di riunioni in cui si è suddivisa la traduzione del copione originale tedesco fornito dalla compagnia teatrale, fra nove team di lavoro. Sempre sotto la supervisione della professoressa Federica Missaglia , ordinario di Lingua tedesca, con la collaborazione di Lisa Walter , gli studenti hanno avuto l’opportunità di contribuire alla traduzione dall’italiano al tedesco della brochure della Basilica di Sant’Ambrogio. Un progetto delicato e complesso, ricco di termini tecnici dell’ambio artistico e architettonico, che ha coinvolto gli studenti a più livelli, dall’approfondimento storico della Basilica attraverso visite guidate alla stesura di un glossario e alla traduzione finale.

 

Sprechen Sie Deutsch?

Oggi non è più sufficiente avere elevate competenze linguistiche per l’inserimento e la crescita nella professione: servono anche competenze culturali e interculturali. Diventano essenziali non soltanto le competenze linguistiche, ma anche competenze culturali - e interculturali - più ampie, supportate da proposte formative innovative. Si tratta di possibilità da cogliere sia per chi desidera trasferirsi all’estero, sia per chi intende rimanere sul territorio nazionale, assumendo ruoli chiave in aziende e istituzioni estere, con gli stimoli e i vantaggi – anche di crescita personale – che caratterizzano questi ambienti e queste esperienze». Avvalersi di una formazione linguistica e professionale in prospettiva interculturale consente di accedere a carriere “tecniche” anche per chi ha un background umanistico, come dimostrano le esperienze dei diplomati al percorso postlaurea dell’ateneo incentrato sul tedesco per la comunicazione internazionale in ambito economico. tedesco #germania #lingua #cultura Facebook Twitter Send by mail.

 

Col tedesco una marcia in più

Brescia Col tedesco una marcia in più Poter dimostrare la conoscenza di questa lingua a livelli certificati diventa un valore aggiunto per cercare lavoro. Le testimonianze di tre giovani laureate della sede di Brescia in una tavola rotonda che ha presentato la pagina Facebook della community. by Nicola Bonini | 17 dicembre 2015 Sprechen Sie Deutsch? Parla tedesco? È una delle domande più frequenti che ricorrono nei colloqui di lavoro. Non manca però anche un numero crescente di persone che può rispondere con orgoglio di conoscere la lingua tedesca. Una carta da giocare per essere ancor più competitivi e appetibili in ambito professionale, un’opportunità di crescita culturale non indifferente. Dalle loro parole è emerso chiaramente quanto sia stata importante e determinante la preparazione ricevuta tra i banchi della Cattolica, dove, attraverso le esercitazioni con i docenti madrelingua, hanno avuto modo di acquisire padronanza a livello grammaticale, lessicale e comunicativo, sviluppando anche competenze di mediazione e negoziazione. Eleonora, Alice e Marta hanno esortato gli studenti presenti a puntare molto su una formazione linguistica di qualità che, oggi più che mai, risulta essere un plus in grado non solo di arricchire il proprio curriculum vitae , ma anche di garantire un più sicuro ingresso nel mondo del lavoro.

 

Porte aperte col Tedesco

Sia Francesca che Marco sono entrati in rapporto con DEInternational Italia , società di servizi della Camera di Commercio Italo-Germanica durante il loro percorso formativo, in seguito consolidando la propria posizione professionale. Il contatto con la realtà per cui lavoro è avvenuto attraverso i miei docenti Federica Missaglia e Beate Lindemann e il rapporto tra il master e il network continua tuttora, dato che anche adesso due ragazze del master lavorano per noi e ad aprile ne arriveranno di nuove. Ho iniziato il mio lavoro nel maggio 2010, inizialmente con un percorso personalizzato di inserimento: prima nel reparto Inserimento e Sviluppo del mercato lavorando su progetti e servizi per aziende tedesche e italiane, poi nella funzione amministrativa, in particolare nella ristrutturazione del Crm aziendale». Da agosto 2013 sono diventato referente del settore Sanità e tecnologie per la sicurezza, portando a termine non solo progetti individuali di inserimento nel mercato ma anche grandi progetti nell’ambito di manifestazioni fieristiche di settore in Italia e Germania. Oggi lavoro nel reparto Mercati Internazionali - Sviluppo & Inserimento in qualità Project Manager e mi occupo di supportare aziende italiane e tedesche nelle loro attività di export a prescindere dal loro settore di riferimento». Lo conferma la mia esperienza: le diverse funzioni del network a livello di associazione di imprese, di delegazione dell’economia tedesca e di società di servizi si traducono nel mio lavoro quotidiano in una complessità di gestione di una realtà realmente molteplice e complessa come la Camera di Commercio Italo-Germanica». Francesca ammette che l’esperienza di lavoro in una realtà internazionale e prestigiosa come la Camera di Commercio Italo-Germanica rappresenta per lei un importante punto di partenza professionale.

 

Elisabetta, da lingue al risk management

Ma il master in Deutsch für die internationale Wirtsckaftskommunikation le ha aperto le porte di Unicredit, portandola da una formazione umanistica a un ruolo tecnico. by Daniela Fogliada | 16 giugno 2016 Una storia che dimostra come un percorso formativo solido, non necessariamente legato a un settore specifico, unito a impegno e talento, possa portare a intraprendere con successo strade inaspettate. In particolare sono responsabile del coordinamento e gestione di progetti regolamentari (ovvero scaturiti dall'emissione di normative di Vigilanza da parte delle autorità bancarie europee), curandone l'implementazione a livello di Gruppo e gestendo riscontri a richieste ad hoc provenienti dalla Banca Centrale Europea». Non ho mai avuto un'idea precisa di quello che avrei fatto da "grande" e nemmeno avrei immaginato di lavorare in un ambito tradizionalmente molto tecnico come il Risk Management di una banca, a maggior ragione con un'esperienza formativa di stampo umanistico. Per cui, basandomi sulla mia esperienza, non credo che una visione chiara del futuro a inizio carriera sia necessariamente determinante per avere uno sviluppo professionale appagante. Quello che conta è non demordere mai e adattarsi alle occasioni che capitano lungo il cammino con motivazione e forza di volontà. È un dato di fatto che in un mondo molto competitivo la crescita è "self-driven": se non sei tu il primo a credere in te stesso, come puoi aspettarti che siano gli altri a farlo?».

 
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