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Matematica, fisica e informatica, il lavoro è una garanzia

Come scriveva Leonardo da Vinci “ non v'è certezza se non là dove si possono applicare le matematiche e che quelli che si innamorano della pratica senza la scienza sono come i nocchieri che entrano in naviglio senza timone o bussola” . Con queste parole il preside della facoltà Maurizio Paolini si è rivolto agli studenti che hanno seguito la quinta giornata dell’Open week, dedicata alla presentazione del corso di laurea in Matematica, con i tre indirizzi in Matematica, Fisica e Informatica. Senza dimenticare che scegliere di studiare matematica nel 2020 significa aprirsi un ventaglio di prospettive occupazionali che spaziano dal mondo della formazione, delle aziende e della ricerca. Inoltre, chi viene a studiare fisica in Cattolica ha la possibilità di fare ricerca in laboratori avanzati nel campo della spettroscopia, delle nanostrutture, e in generale nell’analisi dei materiali utili alle aziende» ha spiegato Stefania Pagliara , docente di Fisica. Anche il mondo delle aziende è alla ricerca di questa figura professionale, come ha ricordato Sebastiano De Cesari , che dopo un dottorato in Fisica, ora lavora alla Copan, una multinazionale che fa tamponi e materiale biomedicale. Anche se molti concetti che ho studiato durante la laurea e approfondito durante gli anni di dottorato non vengono applicati al mio lavoro, ritengo lo studio e l’attività di ricerca contribuiscano a quella forma mentis che ti dà una marcia in più nel mondo aziendale». La sfida per un laureato in matematica, fisica e informatica è quella di estrarre, da questo oceano di dati, le relazioni che ci permetto di spiegare e prevedere i fenomeni che abbiamo misurato.

 

I fisici Unicatt su Nature: l’ozono aumenta

Lo studio I fisici Unicatt su Nature: l’ozono aumenta La prestigiosa rivista internazionale ha pubblicato gli esiti di una ricerca condotta da Giacomo Gerosa e Angelo Finco sui cambiamenti climatici. Attraverso un lavoro retrospettivo che ha combinato misure e modelli abbiamo dimostrato che i cambiamenti climatici in Europa stanno contribuendo ad aumentare i livelli di ozono in aria, invece che ridurli come si era sempre creduto» spiega Giacomo Gerosa , autore della ricerca con Angelo Finco e altri colleghi europei. Le misure alla base della pubblicazione sono state condotte nella foresta di Ulborg in Danimarca e, da parte nostra, nella foresta della riserva presidenziale di Castelporziano a Roma. Le simulazioni modellistiche sono state invece condotte a Princeton (Usa) e hanno tenuto conto di un complesso di scenari legati all'aumento delle emissioni di CO2, COV, NOx e metano, in particolare da parte dei Paesi asiatici. Gli esiti di questa ricerca potranno servire a mettere a punto strategie più efficaci per la riduzione dei livelli atmosferici di ozono, perché quelle attualmente adottate sono vanificate dai cambiamenti climatici in atto». In Italia la situazione è leggermente migliorata rispetto a 10 anni fa. Tuttavia le simulazioni modellistiche mostrano che la situazione è destinata di nuovo a peggiorare, malgrado i nostri sforzi di riduzione delle emissioni dei precursori dell'ozono, a causa del riscaldamento in atto e alla recrudescenza degli eventi siccitosi». Infatti queste ultime sono anche le aree più densamente popolate del pianeta e ciò implica, semplicemente, una maggiore possibilità di contagio tra gli abitanti senza bisogno di tirare in ballo l'inquinamento atmosferico.

 

Nuovo percorso per fisici dell’innovazione

Quali sono le caratteristiche più importanti del nuovo percorso? «Il programma, erogato in lingua inglese, prevede, oltre a solide conoscenze di base di tipo scientifico/tecnologico nel campo della fisica, un’ampia scelta di corsi nelle discipline di Innovation Management e Data Science . Il percorso è estremamente flessibile e può essere declinato sugli interessi del singolo studente e in funzione dello stage e tesi di laurea finale che verranno svolti presso una delle aziende partner». Quali saranno gli obiettivi specifici del corso? «Cercheremo di fornire una conoscenza approfondita dei principi fisici (classici e quantistici) alla base degli sviluppi tecnologici dei prossimi anni, con un focus particolare su: elettronica, fotonica, nanotecnologie, optoelettronica, fotovoltaico e conversione di luce, tecnologie quantistiche. Non mancherà una solida conoscenza degli strumenti più diffusi di coding e programmazione per analizzare big data e delle tecniche basate sull’intelligenza artificiale per affrontare problemi tecnologici, di strategia o di business». Punto di forza della laurea in fisica è l’attività di ricerca condotta nei laboratori e la rete internazionale di collaborazioni. Una prova è la recente formalizzazione della figura dell’Innovation Manager da parte del ministero dello Sviluppo economico come la figura chiave che guidi la trasformazione digitale e tecnologica di piccole, medie o grandi imprese. Che sbocchi concreti vi aspettate? «Per realizzare tutto ciò il corso di studi è supportato da Gefran, Accenture, Antares Vision e altre importanti aziende con cui stiamo definendo la collaborazione, che saranno direttamente coinvolte nella stesura e nella realizzazione di questo progetto ambizioso.

 

Il fisico nell'azienda leader dei tamponi

Alumni Il fisico nell'azienda leader dei tamponi Sebastiano De Cesari , alumnus della sede di Brescia, lavora in una multinazionale che esporta dispositivi floccati in tutto il mondo e che sta lavorando senza soste in questo periodo. Lì lavora Sebastiano De Cesari , laureato in Fisica alla sede di Brescia dell’Università Cattolica e, da prima di lui, Fulvio Berardi , anche lui formato negli stessi laboratori di via Musei. Da un paio di mesi il lavoro di routine è stato stravolto dall’emergenza del Coronavirus, partito dalla Cina, che ha portato la Copan, con l’ulteriore incremento di richiesta degli ultimi 10 giorni, a produrre circa 10 milioni di tamponi a settimana, lavorando su turni di sette giorni, compresa la sera. Ma esattamente cosa ci fa un fisico in un’azienda che produce materiale biomedicale? «In Copan mi occupo della sterilizzazione di dispositivi medici, per la diagnostica in vitro e per l’attività di laboratorio, di tutti gli stabilimenti produttivi del gruppo Copan. Questi dispositivi vengono sterilizzati attraverso Ossido di Etilene o tramite irraggiamento (raggi gamma da Cobalto-60 e e-beam).In particolare, ciò che mi dà molta soddisfazione, è seguire le realtà produttive che Copan ha a Shanghai (Cina), a Murrieta (California) e Aguadilla (Porto Rico). Anche se molti concetti che ho studiato durante la laurea e approfondito durante gli anni di dottorato non vengono applicati al mio lavoro, ritengo lo studio e l’attività di ricerca contribuiscano a quella forma mentis che ti dà una marcia in più nel mondo aziendale». Sebastiano è contento di far parte della comunità Copan, che oggi conta 700 dipendenti, e controlla sei realtà produttive internazionali (Copan Italia, NewLab Engineering, Copan Diagnostics Inc., Copan Wasp, Copan Innovation Shanghai Limited, Copan Industries Inc).

 

Aspettando la rivoluzione quantistica

BRESCIA Aspettando la rivoluzione quantistica L’Europa investirà un miliardo di euro per sostenere progetti sulle applicazioni dello studio dei quanti: dalla comunicazione alla biomedica fino a nuovi materiali e sistemi di conversione energetica che aiuteranno il pianeta. settembre 2017 L’Europa ha messo in campo un miliardo di euro in dieci anni per sostenere i progetti legati alle applicazioni della quantistica. L’Università Cattolica è in prima fila e chiama a Brescia, lunedì 25 settembre , un nutrito gruppo di fisici per studiare insieme nuove proposte da sottoporre alla Unione europea. Lo sviluppo di nuovi e più precisi strumenti tecnici consentirà di indagare porzioni di realtà inesplorate. Le teorie scientifiche sulla meccanica quantistica sono ormai consolidate da anni e ora si prepara il terreno per nuove applicazioni pratiche e per una nuova rivoluzione tecnologica. La teoria elaborata negli anni ’20-’30 del secolo scorso, che regola gli eventi fisici a livello molecolare, atomico, e subatomico, sono alla base della nuova rivoluzione scientifica che si sta sviluppando in questi ultimi anni. Gabriele Ferrini , docente di fisica (Elettronica quantistica) ne parla nell'intervista pubblicata di seguito.

 

Studiare, il migliore investimento

La cerimonia si è tenuta lo scorso 7 ottobre nella sede di via Musei dell’Università Cattolica di Brescia. Le borse, del valore di 2.500 euro ciascuna, sono garantite per i tre anni del corso di laurea se lo studente riesce a mantenere un livello eccellente di risultati. I vincitori della borsa di fisica promossa da Aib sono Filippo Recrosi per il primo anno, Diego Ferrari e Valerio Rizzi per il secondo, Selene Mor per la terza annualità. I vincitori della borsa di matematica e fisica promossa dalla Fondazione Banca San Paolo sono Claudia Econimo e Viola Pettinati per il secondo anno. Le Aziende cercano persone con competenze logico-analitiche, creative e in grado di risolvere problemi complessi ed è per questo che è importante investire negli studi scientifici. Non a caso il direttore di sede Luigi Morgano ha sottolineato l’importanza di un’interlocuzione produttiva tra l’Università e le realtà aziendali bresciane. La cerimonia si è conclusa con un invito incoraggiante a tutti gli studenti in procinto di inserirsi nel mondo del lavoro: «Tutte le crisi finiscono e in azienda vi aspettiamo!».

 

Respirare bene in casa, un decalogo

brescia Respirare bene in casa, un decalogo Presentati a Brescia i risultati della ricerca d’Ateneo Anapnoì per migliorare la qualità dell’aria indoor : dallo studio anche alcuni consigli pratici, soprattutto per gli anziani ma non solo, per minimizzare gli effetti dell’inquinamento atmosferico. aprile 2019 Ventilare regolarmente gli ambienti domestici almeno una volta al giorno, per un minimo di 20 minuti. Durante la cottura dei cibi in cucina usare la cappa, preferendo quella con aspirazione mediante ventola meccanica e filtri. Il progetto, presentato mercoledì 3 aprile a Brescia , aveva come principale obiettivo l’individuazione di buone pratiche per minimizzare gli effetti dell’inquinamento atmosferico outdoor/indoor e del microclima su alcune patologie polmonari degli anziani, contribuendo nel contempo a prevenirne l’insorgenza. Sono valutati anche i rischi per l’attività outdoor, in particolare l’esposizione ad agrofarmaci per chi vive in aree urbane prossime alle attività rurali. In parallelo, è stato sviluppato un nuovo naso elettronico, basato su una diversa tecnologia (nanotubi di carbonio), potenzialmente in grado di fornire informazioni complementari rispetto ai nasi elettronici esistenti. Tali sensori sono stati testati con successo all’interno di studi clinici condotti presso il Policlinico Gemelli, sia su soggetti sani che su pazienti affetti da BPCO, insieme ad altri sensori presenti in commercio (nasi elettronici e sensori elettrochimici).

 

A Brescia il primo PhD internazionale

MATEMATICA E FISICA A Brescia il primo PhD internazionale Il dottorato in Science è promosso, tra Europa e America, da quattro università cattoliche: Sacro Cuore, KU Leuven (Belgio), Notre Dame (Usa) e Católica de Chile . Il bando è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale 14 luglio 2016 Quattro atenei, tra Europa e America, insieme per un Dottorato internazionale in Science . Il bando del Phd, che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale , riserva due posti per il dottorato nella sede di Brescia dell’Università Cattolica e uno per ciascuna delle altre tre università partner. L’idea del Dottorato internazionale tra Università Cattoliche nasce dall’esigenza di coniugare l’esperienza scientifica, didattica e culturale con l’identità e la realtà cattoliche: un binomio che può trovare riscontro anche in un ambito accademico e di ricerca. fisica #matematica #dottorato #phd Facebook Twitter Send by mail Print IL NUOVO BANDO DEI DOTTORATI Martedì 19 luglio è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il bando del trentaduesimo ciclo di dottorato. una scholarship per un progetto di ricerca congiunto tra Università Cattolica del Sacro Cuore e University of Notre Dame du Lac in Cooperative Effects in quantum systems (tutor Cattolica: Fausto Borgonovi e Luca Celardo; tutor University of Notre Dame: Boldizsar Janko). una scholarship per un progetto di ricerca congiunto tra University of Notre Dame du Lac e Università Cattolica del Sacro Cuore in Ultrafast dynamics of single Perovskite nanostructures (tutor University of Notre Dame: Masaru Kuno e professor Greg Hartland; tutor Cattolica: Francesco Banfi e Claudio Giannetti).

 

Fisica, un Nobel che fa luce sull'universo

Metà del premio va a Jim Peebles per delle scoperte teoriche in cosmologia. In particolare, quando nel 1964 Penzias e Wilson misurarono un'ignota radiazione con la loro antenna, furono Peebles, Dicke, Wilkinson and Roll a interpretare tale radiazione come un segnale inequivocabile del Big Bang (la radiazione cosmica di microonde era stata predetta prima, nel 1948, da Alpher e Herman). La radiazione cosmica di fondo è praticamente una fotografia dell'universo un istante dopo che esso è diventato trasparente alla luce, e costituisce la fonte di informazioni più diretta che abbiamo sull'universo primordiale. Inoltre Jim Peebles è stato un pioniere sulla teoria della formazione delle strutture cosmiche, che descrive il meccanismo per cui l'universo è potuto evolversi, da un plasma di particelle ad alta temperatura, a un arcipelago di stelle e di galassie. L'altra metà del premio va a Michel Mayor e a Didier Queloz per la scoperta, nel 1995, del primo pianeta fuori dal sistema solare (esopianeta) che orbita su una stella simile al sole. Da allora le scoperte di esopianeti simili si sono moltiplicate: ad oggi ne sono stati osservati oltre 4 mila nella via lattea, con una grande varietà di forme e dimensioni. docente di Cosmologia alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali , campus di Brescia #fisica #nobel #esopianeti #universo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Grafene, il disinfettante del futuro

ROMA Grafene, il disinfettante del futuro Una ricerca di facoltà di Medicina e Cnr apre a nuove possibilità per vincere le resistenze antibiotiche in ospedale usando un liquido costituito dal nanomateriale a base di carbonio, presente anche nelle mine delle matite, che annienta i batteri killer. Lo studio è stato presentato dalla dottoressa Valentina Palmieri dell’Istituto di Fisica dell’Università Cattolica in occasione del 60° convegno annuale della Società di Biofisica svoltosi nel mese di marzo a Los Angeles. Il team ha esaminato l'effetto dell’ossido di grafene su tre batteri: Staphylococcus aureus e Enterococcus faecalis , causa di infezioni opportunistiche e nosocomiali, e Escherichia coli , che può provocare anche gravi intossicazioni alimentari. Il grafene ha un meccanismo d’azione triplice : può tagliare come una lama le pareti dei batteri, uccidendoli; può intrappolare i batteri come un lenzuolo isolandoli dal mondo esterno e quindi in un certo senso soffocandoli; può alterarne il metabolismo impedendo che si moltiplichino. Il team ha anche scoperto che l'ossido di grafene è efficace contro il fungo Candida albicans che causa infezioni pericolose in ospedale, con un'efficacia simile a quella trovata per E. coli . Si tratta di uno studio fortemente interdisciplinare, dove le competenze di base sulla fisica dei sistemi complessi sono indispensabili per un’applicazione concreta, molto prossima all’utilizzo pratico. Infine, oltre che come disinfettante, il grafene potrebbe essere usato per rivestire strumenti medici e chirurgici e in questo modo potrebbe contribuire a ridurre le infezioni, soprattutto dopo un intervento chirurgico, oltre a ridurre l'uso di antibiotici e la resistenza agli antibiotici».

 

L’alternanza come esperimento

brescia L’alternanza come esperimento Per alcuni studenti del Liceo classico Arici, l’ alternanza scuola-lavoro si è svolta nei laboratori di Fisica di Brescia. Nel vero senso della parola, visto che alcuni ragazzi in alternanza-scuola lavoro all’Università Cattolica sono stati ospiti dei laboratori di Fisica del campus di Brescia. Sotto la guida degli universitari, gli “ariciani” hanno compreso e visto con i loro occhi la natura di alcuni importanti esperimenti che nel corso del tempo hanno consentito grandi passi in avanti nello studio della propagazione delle onde. Il primo riguardava il principio di Huygens-Fresnel, che costituisce uno strumento di calcolo molto utile, in quanto consente di determinare direttamente il fronte d'onda a un certo istante, una volta noto quello a un qualsiasi istante precedente (o successivo). Dopo aver compreso il fenomeno della diffrazione e averlo rappresentato su un grafico, il percorso degli ariciani nella conoscenza dei fenomeni luminosi è proseguito nel nome di Thomas Young, che con il suo esperimento nel 1801 dimostrò la natura ondulatoria della luce. Accanto al lavoro sperimentale nei laboratori di fisica, a un altro gruppo di studenti è toccato il compito di documentarlo. Mentre i primi si occupavano di comprendere e replicare gli esperimenti di Huygens e di Young, agli altri è stato chiesto di produrre un video in cui mostrare tutte le fasi teoriche e pratiche dello studio dei fenomeni luminosi.

 

Fisica, un campus senza confini

Ed è per aiutare molti di loro a costruirsi un ponte verso i principali centri del mondo che il laboratorio di ricerca iLamp ha chiamato a Brescia per una settimana numerosi giovani ricercatori, ma anche docenti di fama nel campo dello studio delle dinamiche ultraveloci nei materiali ossidi. Nel 2008 Daniele contatta un docente di Oxford che stava costituendo un team di ricercatori finanziato dalla Max Plank society tedesca per lavorare allo studio delle dinamiche di materiali superconduttori ad alta temperatura critica. In alcuni lavori recenti abbiamo dimostrato che è possibile far diventare metallico un materiale isolante in circa un millesimo di miliardesimo di secondo: c’è la prospettiva di ottenere memorie o processori mille volte più veloci di quelli attualmente in uso». È invece approdata all’università di Cambridge Anna Lombardi , ora postdoctoral Research Associate, dopo aver conseguito il dottorato nel laboratorio di femtonano-ottica dell’Università di Lione, dove aveva realizzato la tesi di laurea grazie al bando “Tesi all’estero” della Cattolica. Dei tre anni di dottorato, ho trascorso un anno al sincrotrone Elettra di Trieste dove mi sono occupata di molecole organiche depositate su superfici, in particolare di porfirine. Le tecniche che utilizziamo nei nostri esperimenti - continua Patrizia - sono simili a quelle di Brescia, come per esempio la fotoemissione prodotta nel laboratorio del professor Sangaletti o la microscopia a effetto tunnel usata nel laboratorio di Luca Gavioli. Dopo la laurea e il dottorato in fisica e alcune esperienze all’estero ora fa ricerca al Sincrotrone Elettra, il laboratorio nazionale di Basovizza, nei dintorni di Trieste, che ha il compito di fornire un servizio scientifico ai gruppi di ricerca italiani e internazionali.

 

La spettacolo della scienza in via Musei

Brescia La spettacolo della scienza in via Musei Grande successo per le iniziative promosse dalla facoltà di Matematica e Fisica per MeetMeTonight, la Notte dei ricercatori. L’obiettivo? Avvicinare gli studenti delle scuole superiori alla ricerca attraverso rompicapi divertenti e situazioni quotidiane. by Bianca Martinelli | 05 ottobre 2016 La matematica e la fisica, oltre che utili, sono anche divertenti. Non è un abbaglio bensì il resoconto concreto della giornata dedicata alla ricerca, allestita nell’ambito della Notte europea dei ricercatori , che per il 5° anno consecutivo ha coinvolto il Dipartimento di matematica e fisica della sede dell’Università Cattolica di Brescia. Ha lavorato a pieno ritmo anche il “banchetto interattivo” allestito con giochi e rompicapo matematici, tra cui il celeberrimo cubo di Rubik , mentre grazie alla " Danza dei nodi ” i ricercatori hanno guidato i ragazzi alla scoperta delle sorprendenti relazioni tra tipologie di nodi e numeri. Una postazione con cuffie infine ha permesso di ascoltare le nuove onde gravitazionali scoperte di recente dall’interferometro del laboratorio americano Ligo. universita #ricerca #matematica #fisica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

I-Lamp, ecco i tre vincitori

Brescia I-Lamp, ecco i tre vincitori Sono stati annunciati i tre vincitori della prima edizione del Premio I-Lamp , il riconoscimento rivolto ai migliori laureati magistrali in Fisica. by Antonella Oliveri | 19 dicembre 2017 Sono stati assegnati questa mattina in Cattolica, nell’aula magna di via Musei, i Premi I-LAMP per laureati magistrali in fisica. Un secondo premio è andato a Daniele Fausti (al centro), laureato nel 2002 con una tesi dedicata a Esperimenti di fotoemissione non-lineare da superfici metalliche . L'esperienza fatta durante la tesi di laurea ed in particolare le competenze acquisite nella manipolazione di impulsi di luce ultracorti gli hanno aperto la strada per una carriera nel campo delle spettroscopie ottiche lineari e non lineari in sistemi complessi. Subito dopo vince un dottorato presso lo Zernike institute for Advance materials dell'Università di Groninga e poi un postdottorato diviso tra l'istituto "Max Plank for Structural Dynamics" di Amburgo e l'Università di Oxford dove ha lavorato ad esperimenti dedicati al controllo ottico della superconduttività. Il terzo premio di ILAMP è stato vinto da Luca Spadafora , laurea in fisica nel 2007 e dottorato di ricerca nel 2011 sviluppando un progetto di ricerca volto all'applicazione dei modelli della Fisica in ambito finanziario in collaborazione con i Laboratori Nazionali di Los Alamos negli USA. Ora è team leader per la validazione dei modelli matematici al Banco BPM, dove coordina un gruppo di 7 persone, composto da fisici, matematici ed esperti di modelli finanziari.

 

La Marina svela i segreti del Garda

Brescia La Marina svela i segreti del Garda Un’indagine batimetrica dei fondali, realizzata dalla Marina Militare e dall’Università Cattolica, ha prodotto una fotografia inedita del lago: immagini, dati e grafici per simulare le mutazioni delle acque del Benaco dovute ai cambiamenti climatici. Abituati alle immagini da cartolina, quelle del fondo del lago, registrate dalla Marina Militare , hanno un dettaglio e una qualità che non ha precedenti in tutte le campagne finora effettuate e mostrano dei particolari inediti, come canali, rilievi subacquei e anche crateri. Di fronte agli eventi improvvisi e violenti registrati sul lago nei giorni scorsi, questi dati serviranno per fare accurate simulazioni e lanciare allarmi prima che i fatti accadano, come già avviene in altri Paesi. Tuttavia, un agente di rilievo nell’azione climatica è costituito anche dalla circolazione delle acque, che può divenire cruciale in caso di eventi avversi quali proliferazione algale o batterica e dispersione di inquinanti. Le grandi profondità di un lago subalpino e i grossi gradienti di profondità rendono imprecisa la rilevazione con boe; i nuovi dati derivati dalla ricerca hanno contribuito così a rendere le carte nautiche dell’Istituto Idrografico della Marina Militare ancor più aggiornate e accurate nei dettagli. La nuova rilevazione dei fondali, quindi, consentirà l’aggiornamento delle basi dei dati batimetrici e della relativa cartografia, contribuendo a rendere più sicura la navigazione sul lago, ma servirà anche a tutelare maggiormente l’ambiente lacustre. Con una batimetria precisa, infatti, si possono simulare sia le correnti profonde che quelle di superficie e creare dei modelli precisi sul moto dell’acqua e la sua temperatura, sulla diffusione di inquinanti e altro ancora.

 

Superconduttori, ecco l'ultima scoperta

Brescia Superconduttori, ecco l'ultima scoperta Docenti e ricercatori della facoltà di Scienze matematiche e fisiche di Brescia nel team che ha dimostrato la capacità della luce di modificare le proprietà elettroniche dei superconduttori. I numerosi aspetti ancora da chiarire, a 30 anni dalla scoperta della superconduttività negli ossidi di rame, vengono oggi affrontati con approcci e tecniche diversi e complementari a cui ha dato un contributo innovativo una collaborazione internazionale che ha riunito undici istituti scientifici di sei Paesi. “La superconduttività a temperature estremamente elevate in questa classe di materiali deriva dalle informazioni codificate dagli elettroni che si spostano lungo i legami rame-ossigeno, le cosiddette quasiparticelle antinodali - spiega Claudio Giannetti dell’Università Cattolica di Brescia, uno degli scienziati alla guida dell’esperimento . "La novità di questo esperimento – aggiunge Massimo Capone della SISSA, che ha coordinato la modellizzazione teorica dei risultati sperimentali – è che siamo stati in grado di osservare direttamente in che modo l'improvvisa eccitazione della luce trasforma gli stati antinodali simili a isolanti in quasiparticelle metalliche." "I risultati raggiunti sono rilevanti non solo per la fisica della superconduttività ad alta temperatura, ma anche per lo sviluppo di nuovi schemi per la manipolazione ottica di proprietà elettroniche in materiali quantistici – sottolineano Federico Cilento , di Elettra-Sincrotrone, e Fulvio Parmigiani , dell’Università di Trieste. I nostri risultati dimostrano, infatti, che la luce può essere utilizzata per creare nuove proprietà che, seppure transienti, sono diverse da quelle degli stessi materiali in condizioni di equilibrio. Questi risultati aprono interessanti prospettive anche per lo sviluppo di interruttori ultraveloci, le cui proprietà fisiche (elettroniche e ottiche) possano essere modulate a frequenze di parecchi THz. Ulteriori informazioni: http://advances.sciencemag.org/content/4/2/eaar1998 #scienza #superconduttori #pubblicazione #fisica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Fisici e aziende, un binomio da rafforzare

Sbocchi professionali Fisici e aziende, un binomio da rafforzare Dal 5° Congresso dell’Associazione Nazionale Fisica e Applicazioni (ANFeA) è emerso come sempre più fisici siano ricercati dalle aziende per la loro capacità di problem solving: dal campo sanitario ad ambientale, finanziario, meteorologico, e non solo. maggio 2019 Sempre più fisici nelle aziende per la loro capacità di problem solving: dal campo sanitario a quello ambientale, dai mercati finanziari alla meteorologia, dall’elettronica alla gestione dell’energia, dalle comunicazioni alle investigazioni scientifiche. Questo è emerso dal V° Congresso dell’Associazione Nazionale Fisica e Applicazioni (ANFeA) , l’associazione professionale dei laureati e dottori in fisica riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico. La figura del fisico professionista oggi rappresenta l’anello di congiunzione fra la ricerca di avanguardia e il mondo produttivo, contribuendo a introdurre nelle imprese le innovazioni che il mercato oggi sollecita, aiutando la loro crescita. In questi anni di trasformazione, la figura del fisico non è più identificata solo nella ricerca e/o nella didattica ma è anche proiettata verso importanti esperienze di collaborazioni aziendali. Forte del particolare approccio sistemico nel “problem solving”, tale figura è molto apprezzata dalle imprese che necessitano sempre più di personale in grado di operare con metodo, precisione e competenza, capace di trasformarsi in modo dinamico per accompagnare l’innovazione tecnologica delle aziende. Sono poi seguite le testimonianze di chi si occupa di sensori nanotecnologici, di chi si diletta con i rischi della saldatura, chi di bonifiche e chi invece è finito in banca a elaborare modelli per la gestione del rischio, ma c’è anche chi va a controllare l’essicazione del salame.

 

Attraverso la Storia con la Fisica

Parmigiani si iscrive al corso di laurea in fisica dell'università di Milano nel 1968-1969, si la laurea nel 1973. A questi anni risale l'incontro con Piero Caldirola , fautore della teoria quantistica della misura della "Scuola di Milano", e con Giuseppe “Beppo” Occhialini, t ra i fondatori dell'astrofisica delle alte energie, colui che svilppò la tecnica di rivelazione tramite emulsioni fotografiche e scoprì il pione, nel 1947 . Alla laurea seguirono anni confusi, dove Parmigiani mosse i suoi primi passi nel mondo della ricerca al Cise di Milano, iniziando a studiare i laser e l’interazione della luce coerente con la materia. Negli anni successivi, parte per gli Stati Uniti dove approda al centro di ricerca IBM di San Josè, in California, per studiare le proprietà ottiche di particelle nanometriche…gli albori di quella che comunemente oggi viene chiamata plasmonica. In questi anni le sue ricerche si concentrano sullo sviluppo di spettroscopie ultraveloci per studiare le dinamiche elettroniche in materiali con interessanti proprietà, come, per esempio, i superconduttori ad alta temperatura a base di ossidi di rame. “Ho pensato che rivedere insieme questi miei anni di studio e di docenza potrebbe aiutare i giovani e interessare i meno giovani – ha dichiarato a fine incontro Parmigiani. Ora so anche che solo ciò che ho dato ai miei studenti resterà, almeno in parte, negli anni a venire; mentre una riflessione, che mi insegue da quando ho l'età della ragione, nell'ora che si fa tarda mi ammonisce sottovoce”.

 

Fisica, un ponte con l’India

Brescia Fisica, un ponte con l’India Prasanta Kumar Datta è arrivato come visiting professor della facoltà e svolge attività di ricerca nel laboratorio di Spettoscropia di via Musei. La nostra videointervista ai microfoni di YouCatt. febbraio 2016 Arriva dall’Indian Institute of Tecnology (IITs) di Kharagpur, uno dei miglior centri di ricerca dell’India. Il professor Prasanda Kumar Datta per sei mesi lavorerà al Centro di ricerca I-Lamp di Brescia. In particolare, continuerà i suoi studi sulla spettroscopia ottica nel laboratorio Ulysses ( Ultrafast LaboratorY for innovative SpectroScopiES ) con i professori Gabriele Ferrini, Claudio Giannetti e Francesco Banfi. Il professor Datta, che ha risposto alle domande di YouCatt, è responsabile scientifico da parte indiana di un protocollo d’intesa siglato con l'Università Cattolica, che prevede l’insegnamento in lingua inglese di Ottica non lineare e in futuro scambi di studenti e professori con l’Istituto di Tecnologia indiano. fisica #india #ilamp Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Buco nero, il fascino del mistero

brescia Buco nero, il fascino del mistero Quella nella foto è la luce emessa dal gas che gli gira intorno, che forma il disco di accrescimento. Ogni tanto, un po’ di questo gas capita troppo vicino al buco nero e inizia a cadere dentro, divorato dal gigante cosmico. Quello che vediamo nella foto è la luce emessa dal gas che gli gira intorno, che forma quello che viene chiamato il disco di accrescimento. Per effetto dell’immensa energia di legame gravitazionale (che può sprigionare un’energia maggiore di quella di una fusione nucleare) questo gas diventa incandescente ed emette luce. La parte più chiara dell’anello corrisponde al gas che sta ruotando verso di noi, quella più scura al gas che sta ruotando in direzione opposta. Al centro spicca quella che potremo chiamare la silhouette del buco nero. La radiazione che vediamo in realtà non sarebbe visibile all’occhio umano, perché è nella regione delle onde radio. Quella che vediamo è una presentazione grafica del segnale, con i colori che rappresentano la temperatura osservata del gas.

 

L’heavy metal delle onde gravitazionali

BRESCIA L’heavy metal delle onde gravitazionali Quello registrato dall’interferometro del laboratorio americano Ligo è l’analogo di un concerto avvenuto a più di un miliardo di anni luce da noi. Secondo il fisico Roberto Auzzi ora abbiamo un nuovo paio di occhiali e nessuno sa ancora cosa vedremo. Le onde non si muovono soltanto sotto le tavole dei surfisti: il suono è un’onda d’aria, la luce è un'onda di un campo elettromagnetico. Per esempio, un elettrone è un’onda di un campo di Dirac… ma non preoccupatevi, non vi spiego che cos’è! Recentemente è stata scoperta dall’osservatorio Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), negli Stati Uniti, un nuovo tipo di onda. L’analogo di un concerto heavy metal avvenuto a una distanza di più di un miliardo di anni luce da noi. I buchi neri sono corpi celesti previsti dalla teoria della relatività generale. L’evento osservato corrisponde a due buchi neri della massa di 36 e 29 masse solari, che nel loro abbraccio letale hanno formato un oggetto di 62 masse solari, dissipando in soli 0,2 secondi onde gravitazionali pari a un’energia di ben 3 masse solari. Le osservazioni sono in spettacolare accordo con la teoria della relatività generale, di cui si è appena festeggiato il centenario: in pratica questa scoperta è arrivata come una torta di compleanno. titolare del corso di Relatività, Università Cattolica, sede di Brescia Nel caso ne vogliate sapere di più, non mancate il ciclo di conferenze che l’UCSC sta organizzando insieme al Centro Filippo Buonarroti.

 

Superconduttività, nuovi risultati

Brescia Superconduttività, nuovi risultati Un team internazionale coordinato dal prof. Claudio Giannetti ha sviluppato una tecnica che, grazie sull’uso di luce ultravioletta, permette di osservare la dinamica di determinati stati elettronici all’interno ossidi di rame superconduttori. marzo 2018 La comprensione del fenomeno della superconduttività ad alta temperatura, scoperta circa 30 anni fa in particolari ossidi di rame, costituisce ancora oggi una delle maggiori sfide per i fisici di tutto il mondo. Le più avanzate tecniche sperimentali non hanno però ancora permesso di scoprire la vera causa di questo sorprendente fenomeno che è alla base della conduzione di coorente elettrica senza dissipazione, e alla possibilità di far levitare materiali superconduttori se sottoposti a campi magnetici. Al progetto hanno preso parte 11 diverse istituzioni, provenienti da 6 Paesi del mondo. superconduttori #ricerca #scienceadvanced #risultati #fisica #ilamp Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La pellicola che uccide i batteri

BRESCIA La pellicola che uccide i batteri Innovativi rivestimenti di Argento e Titanio migliorano le proprietà di acciaio, plastica e vetro. novembre 2017 Una pellicola di Argento e Titanio che, nel giro di 3 ore, uccide il 99,9999% dei batteri depositati. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare le proprietà di molti materiali specialistici, come un bisturi in sala operatoria, o di uso comune, come un cellulare per evitare che si graffi. La pellicola in questione è frutto di quattro anni di ricerca nei laboratori del centro di ricerca i-Lamp, ospitato nel dipartimento di Matematica e Fisica della sede di Brescia dell’Ateneo. All’interno del programma di dottorato congiunto tra l’Università Cattolica e la KU Leuven, Giulio lavora sulla formulazione di innovativi ricoprimenti per migliorare le proprietà di oggetti di uso comune e materiali quale acciaio, plastica o vetro. Nel mio caso specifico – spiega Giulio Benetti – la sintesi di nanoparticelle è finalizzata alla ricerca di un film (ricoprimento) molto sottile, contenente più di un elemento, che abbia proprietà antibatteriche e che al contempo presenti le caratteristiche di durabilità e resistenza all’usura richieste nelle applicazioni industriali. Pensate che nel giro di 3 ore sono stati uccisi il 99,9999% dei batteri depositati sul film che abbiamo realizzato.

 

Raffreddare la materia con la luce

fisica Raffreddare la materia con la luce Una ricerca pubblicata su Nature Physics , che ha tra i protagonisti il centro di ricerca I-lamp della sede di Brescia dell'Ateneo, chiarisce inaspettati fenomeni fisici osservati in un composto della molecola più simmetrica esistente in natura. Protagonista dello studio è un composto della molecola più simmetrica esistente in Natura, il C60, appartenente alla classe dei fullereni e contraddistinta dalla caratteristica forma di una palla da calcio. È noto che questo composto, con formula chimica K3C60, possa comportarsi come un superconduttore, e quindi condurre senza dissipare energia, al di sotto di una temperatura critica di 20 gradi Kelvin, corrispondenti a circa -253 gradi centigradi. Recentemente, è stato scoperto che il K3C60 è capace di trasformarsi in un superconduttore ad alta temperatura quando colpito da un impulso laser di durata brevissima. Questo materiale assume proprietà superconduttive, anche se per brevissimi istanti, fino a una temperatura di -73 gradi centigradi, quasi 100 gradi sopra la temperatura critica di equilibrio. Poiché è proprio la componente metallica quella coinvolta nella conduzione, il suo raffreddamento può stabilizzare una fase di superconduttività nonostante la temperatura esterna sia maggiore di quella critica. Il controllo ultrarapido dei materiali con fonti di luce, del resto, è oggi un campo di grande interesse per la comunità scientifica e per le possibili ripercussioni tecnologiche di queste applicazioni».

 

A Valentina Palmieri il Premio Futuro

Roma A Valentina Palmieri il Premio Futuro La giovane ricercatrice presso l’Istituto di Fisica ha ricevuto a Torino il Premio under35 ScienzaFuturo per le ricerche sul grafene come antimicrobico. Il Premio under 35 ScienzaFuturo è stato assegnato alla dottoressa Palmieri per il progetto dal titolo "Sviluppo di Rivestimenti Protesici di Ossido di Grafene al fine di inibire la contaminazione batterica e migliorare la ricostruzione ossea ", basato sulle recenti ricerche pubblicate sulla rivista “2D material”. Il Premio Futuro, 3.000 euro per i ricercatori che presentino - oltre al progetto scientifico – uno studio di fattibilità, è l’unico dei 4 in palio ad essere assegnato fuori Torino. Valentina Palmieri si è laureata in Biotecnologie Mediche presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica nel 2010 a Roma dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Oncobiologia e Oncologia Medica nel 2014. Dal 2016 si occupa di ricerche riguardanti le proprietà antibatteriche e rigenerative dell'ossido di grafene. Queste ricerche, altamente multidisciplinari, sono frutto della stretta collaborazione con l'Istituto dei Sistemi Complessi CNR, l’Istituto di Microbiologia e l’Istituto di Anatomia dell’Università Cattolica. Attualmente è Post Doc della Fondazione Umberto Veronesi presso l'Istituto di Fisica dell’Università Cattolica a Roma e si occupa di sistemi diagnostici basati sul grafene.

 

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