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Monica, in Ferrero a inventare nuovi cibi

La mia tesi di laurea magistrale si è sviluppata su un progetto di ricerca sperimentale per la valorizzazione di sottoprodotti dell’industria agro-alimentare, condotto con la supervisione della professoressa Spigno e del professor De Faveri. Ma è solo l’inizio per Monica: tempo 8 mesi e viene contattata da La Pizza +1 spa, leader in Italia per la produzione di pizze e focacce fresche, per un contratto a progetto di un anno, con l’obiettivo di sviluppare un nuovo prodotto da forno con proprietà nutraceutiche. Quali sono le competenze che hai maturato in Cattolica e che ritieni siano state fondamentali per lo sviluppo della tua carriera? «La fortuna di aver studiato con professori altamente qualificati, in grado di trasmettere una passione stimolante, ha giocato un ruolo fondamentale nel mio percorso. Potermi dedicare a una tesi sperimentale è stata sicuramente una buonissima occasione per potermi approcciare al mondo della ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, che è sempre stato il mio interesse principale. Quali sono le sfide professionali che ti poni per il tuo futuro? «È da poco che lavoro in Ferrero e quindi il mio primo obiettivo è quello di riuscire a svolgere al meglio la mia nuova mansione, cercando di dare il mio contributo in un’azienda così grande. Ferrero è un’azienda che offre diverse opzioni di crescita professionale e quindi ambisco a un miglioramento continuo, sempre nel campo R&;D fino a puntare a una posizione manageriale, magari con la possibilità di lavorare anche su diverse categorie di prodotto. L’Università può essere una prima occasione in cui sviluppare alcuni progetti che ci interessano in collaborazione con esperti del settore, per cui è importante cercare di essere sempre propositivi e disposti a mettersi in gioco anche, ad esempio, con una esperienza di studio all’estero».

 

Sicurezza alimentare, summer school Efsa

Ricerca Sicurezza alimentare, summer school Efsa Un corso di due giorni per ricercatori promosso dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare insieme alla Cattolica di Piacenza e all’Università di Parma. Il professor Pier Sandro Cocconcelli spiega l’approccio One Health by Sabrina Cliti | 08 giugno 2020 Il 7 giugno è stato il World Food Safety Day , la Giornata mondiale della sicurezza alimentare. Obiettivo della giornata è promuovere la corretta informazione dei cittadini e la loro consapevolezza in merito agli aspetti di sicurezza e di affidabilità del sistema ufficiale dei controlli degli alimenti, con particolare attenzione alle conseguenze degli alimenti non sicuri sulla salute a livello globale. Le malattie zoonotiche, le malattie di origine alimentare e la resistenza antimicrobica sono buoni esempi di queste relazioni ed è in questi campi che un approccio One Health è particolarmente rilevante. I cambiamenti che hanno portato alla nascita e al riemergere di alcune malattie (cambiamenti climatici, crescita della popolazione umana, espansione dei viaggi e degli scambi internazionali, ecc.) hanno sicuramente aumentato la rilevanza di questo approccio multidisciplinare». Certo, questo aspetto è anche il tema centrale del World Food Safety Day, articolato su più aspetti che riguardano il ruolo delle istituzioni nazionali e sovranazionali, della produzione agraria, della trasformazione degli alimenti ma anche il ruolo centrale dei consumatori. L’Università Cattolica è fortemente attiva su questo fronte, con i sui corsi di laurea nel settore alimentare , il dottorato Agrisystem e, in collaborazione con altre università e con Efsa, nella formazione continua di esperti di food safety .

 

Come cambia il consumatore dopo il Covid

Lo studio Come cambia il consumatore dopo il Covid Più razionale e consapevole nella scelta dei cibi di cui nutrirsi, punterà sul made in Italy e acquisterà sempre di più online. Il consumatore ha modificato le proprie abitudini di acquisto: il 27,7% ha cambiato il negozio alimentare in cui fare la spesa e solo meno della metà tornerà alle vecchie abitudini quando sarà ripristinata la normalità. Il 78% degli intervistati ha dichiarato che riempirà il proprio carrello di prodotti made in Italy e l’online ha fatto un deciso balzo in avanti. La crescita dell’e-grocery - commenta il professor Fornari - è un dato confermato dalle indicazioni delle imprese della Gdo tanto che il peso dell’online sul fatturato complessivo della distribuzione potrebbe raggiungere il 2,5% rispetto all’1% pre-Covid-19». Uno studio accurato, sviluppato con entusiasmo dagli studenti di Food marketing, che guidati dai professori Daniele Fornari, Sebastiano Grandi ed Edoardo Fornari , hanno somministrato ed elaborato i risultati di oltre 1.000 questionari. Nelle nostre aule ospitiamo manager e testimonial aziendali, proponiamo business game con le più importanti multinazionali del settore food, insegniamo ai ragazzi il rigore della ricerca. Niente di tutto questo si è fermato nelle settimane dell’emergenza per gli studenti Unicatt.

 

Covid-19, i beni essenziali restano in tavola

Ma il Covid 19 lascia la sua traccia anche qui e ce ne accorgiamo dagli scaffali dei supermercati: farina e pasta che vanno a ruba, il lievito che non si trova, il rifornimento delle uova che va a rilento. In situazioni di emergenza economica il primo impatto sui consumi si ripercuote sulla scelta dei beni di acquisto: si acquistano le calorie più economiche, quelle cioè che derivano dai cereali: pane, pasta, farina. Tuttavia non ci sono dati che evidenzino l’effettiva carenza di questi beni: la logistica ha tenuto, si è trattato per ora di un problema di tempistiche di approvvigionamento dovute all’aumento, anche del 50%, dell’acquisto di certi prodotti». A compensazione di questa corsa all’acquisto, va evidenziato che tutta la filiera che fornisce ristorazione, catering e mense ha subito un grandissimo contraccolpo, che ha riguardato soprattutto prodotti di alta qualità e una parte della filiera del biologico. Che azioni ritiene più urgenti? «Va detto che la filiera alimentare, quella dei beni essenziali, è una delle poche che non si è fermata. Affinché ciò avvenga è essenziale che si agisca su due fronti, quello della logistica, ovvero della possibilità che le merci, prodotti e materie prime, continuino a circolare senza confini. E poi è indispensabile gestire il tema della mano d’opera agricola, che si basa su lavoratori stagionali, molti dei quali stranieri, che con la chiusura dei confini non possono raggiungere le aziende agricole e gli stabilimenti di trasformazione».

 

Food Processing, una laurea senza confini

Fra tradizione e innovazione Food Processing, una laurea senza confini A Cremona nuovo corso magistrale in inglese, per laureati con competenze globali. Un percorso attento alla tradizione del made in Italy e alle nuove esigenze del consumatore italiano e internazionale. Presentazione in diretta streaming mercoledì 8 aprile by Sabrina Cliti | 07 aprile 2020 Il nuovo corso Food Processing: innovation and tradition sarà presentato ufficialmente mercoledì 8 aprile nell’ambito delle dirette streaming per scoprire i contenuti dei percorsi attivi nei campus di Piacenza e di Cremona. Una giornata che precede l’Open week dell’Università Cattolica della settimana successiva alla Pasqua Generare nuovi prodotti alimentari, nel solco della tradizione del made in Italy e con uno sguardo attento alle nuove esigenze del consumatore italiano e internazionale. Si pone questo obiettivo la laurea magistrale in Food Processing: Innovation and Tradition , il nuovo percorso in lingua inglese che a partire dal prossimo anno accademico arricchirà l’offerta formativa del campus di Cremona dell’Università Cattolica. La facoltà di Scienze agrarie, alimentare e ambientali ha deciso di sviluppare in lingua inglese tutta la formazione magistrale che verrà attivata nel campus di Cremona» spiega il preside di facoltà Marco Trevisan . A regime avremo una laurea di taglio economico, una magistrale focalizzata sulle scienze agrarie e quella in Food Processing , per approfondire le scienze e le tecnologie alimentari.

 

Safe, la laurea del made in Italy

piacenza Safe, la laurea del made in Italy Al via nella sede di Piacenza le lezioni del primo e unico corso triennale in Italia in lingua inglese sulla sostenibilità agro-alimentare. settembre 2017 Per la prima volta in Italia la qualità e la sicurezza del food made in Italy diventano corso di laurea in lingua inglese. Il successo di queste esperienze e la richiesta degli studenti italiani che hanno una buona conoscenza dell’inglese di intraprendere un percorso di taglio internazionale, ci hanno spinto, primi e unici in Italia, ad attivare una laurea in inglese». Il corso di laurea triennale Safe, Sustainable agriculture for food quality and environment , punta sul tema della produzione di alimenti salubri, con accento particolare sulle filiere fiore all’occhiello del made in Italy: vino, pane, pasta, pomodoro, salumi e latte. La laurea si rivolge a studenti desiderosi di apprendere principi e tecniche innovative di produzione, dal campo alla tavola, di cibi di alta qualità, salubri e sostenibili» sottolinea il professor Stefano Poni , direttore del dipartimento di Produzioni vegetali e sostenibili e coordinatore della nuova laurea. La scelta dell’uso esclusivo della lingua inglese nelle varie attività didattiche è funzionale agli studenti internazionali interessati ad approfondire il “modello italiano” del coordinamento verticale delle filiere agro-alimentari e agli studenti italiani interessati a dare alla loro formazione una spiccata caratterizzazione internazionale già a partire dalla laurea triennale». Con questa laurea puntiamo a formare una figura professionale in grado di inserirsi a diversi livelli all’interno delle principali filiere agro-alimentari (fornitori di materie prime, aziende, trasformatori, venditori al dettaglio e all’ingrosso, organizzazione del commercio) al fine di mantenere o migliorare qualità, sostenibilità e immagine delle produzioni agricole».

 

Safe, la laurea del food sicuro

Piacenza Safe, la laurea del food sicuro Al via dopo l’estate nella sede di Piacenza il primo corso triennale in Italia in lingua inglese sulla sostenibilità agro-alimentare . Il successo di queste esperienze e la richiesta degli studenti italiani che hanno una buona conoscenza dell’inglese di intraprendere un percorso di taglio internazionale, ci hanno spinto, primi e unici in Italia, ad attivare una laurea in inglese». Il corso di laurea triennale Safe, Sustainable agriculture for food quality and environment , punta sul tema della produzione di alimenti salubri, con accento particolare sulle filiere fiore all’occhiello del made in Italy: vino, pane, pasta, pomodoro, salumi e latte. La laurea si rivolge a studenti desiderosi di apprendere principi e tecniche innovative di produzione, dal campo alla tavola, di cibi di alta qualità, salubri e sostenibili» sottolinea il professor Stefano Poni , direttore del dipartimento di Produzioni vegetali e sostenibili e coordinatore della nuova laurea. La scelta dell’uso esclusivo della lingua inglese nelle varie attività didattiche è funzionale agli studenti internazionali interessati ad approfondire il “modello italiano” del coordinamento verticale delle filiere agro-alimentari e agli studenti italiani interessati a dare alla loro formazione una spiccata caratterizzazione internazionale già a partire dalla laurea triennale». Secondo il professor Poni, in questo periodo in Canada per tenere conferenze sulla viticoltura sostenibile, Safe si inserisce in una strategia di didattica “globalizzata”, che tende ad offrire ai laureati sbocchi occupazionali ben più ampi di quelli pertinenti a percorsi didattici esclusivamente nazionali. Con questa laurea puntiamo a formare una figura professionale in grado di inserirsi a diversi livelli all’interno delle principali filiere agro-alimentari (fornitori di materie prime, aziende, trasformatori, venditori al dettaglio e all’ingrosso, organizzazione del commercio) al fine di mantenere o migliorare qualità, sostenibilità e immagine delle produzioni agricole».

 

Piacenza, una nuova my Food area

Piacenza Piacenza, una nuova my Food area Nel Collegio Sant’Isidoro, Educatt inaugura un nuovo polo dedicato agli studenti che decidono di consumare il pasto portato da casa. My Food area è il concept dello smart food che Ente per il Diritto allo studio dell’Ateneo offre ai propri studenti: per coloro che decidono di portarsi il pasto da casa viene riservato uno spazio dotato dell'attrezzatura necessaria per poter consumare e scaldare in autonomia il pranzo. La proposta è attiva sulle sedi di Piacenza, Milano e Roma e consente agli studenti di avere a disposizione uno spazio per vivere il momento della pausa pranzo in compagnia, senza ostacolare il normale flusso di chi fruisce del servizio self service in mensa. L’area è attrezzata con forni microonde per scaldare le vivande, distributore d'acqua, dispenser di tovaglioli e igienizzatori e cestini per la raccolta differenziata: tutto l’occorrente per consumare un pasto in un ambiente confortevole e moderno. La sede di Piacenza non è nuova a sperimentazioni legate all’innovazione e all’eduzione del mangiar sano e consapevole: nel 2015 la Fondazione ha infatti attuato lavori di manutenzione straordinaria e ripensamento globale dei locali di Mensa.7, vivacizzando l’ambiente ed elevandolo agli standard qualitativi delle più moderne mense universitarie. Ascoltando un desiderio espresso dagli studenti, perlopiù collegiali, di avere uno spazio in cui poter organizzare pranzi e cene in compagnia soprattutto nei fine settimana, Educatt ha ideato e realizzato ad aprile dell’anno successivo myCook. Lo spazio antistante Mensa.7, al primo piano del Collegio Sant’Isidoro, è a disposizione durante la settimana per la pausa e per lo studio, mentre il sabato, la domenica e i festivi è possibile per i collegiali richiederne l’utilizzo per eventi privati e momenti conviviali.

 

Food marketing, studenti protagonisti

piacenza Food marketing, studenti protagonisti Alla presenza del presidente Mediaset Fedele Confalonieri , gli allievi della laurea magistrale della sede di Piacenza condivideranno mercoledì 9 maggio la propria visione con i manager delle più importanti realtà industriali e commerciali del nostro Paese. Accadrà mercoledì 9 maggio (dalle ore 9.00 alle ore 13.30) in occasione della terza Convention della laurea magistrale in Food marketing e strategie commerciali . I protagonisti dell’evento saranno gli studenti della laurea magistrale in Food marketing. Hanno infatti aderito numerosi top manager e imprenditori delle più significative e importanti aziende industriali e commerciali del nostro paese (amministratori delegati, direttori generali, direttori commerciali, direttori marketing, direttori vendite, Key account manager, Trade Marketing manager, Category manager, Buyer). In scena quindi i giovani, che condivideranno la propria "visione" con i manager, in un confronto capace di arricchire gli uni e gli altri. Tra gli ospiti anche il presidente Mediaset Fedele Confalonieri, che, intervistato dai ragazzi, saprà dare spunti di grande interesse partendo dalla propria esperienza professionale. Un’occasione “fuori dagli schemi” di aggiornamento manageriale e un momento di ritrovo e di confronto tra i giovani universitari e la business community .

 

Il cibo? Sempre più "social"

Brescia Il cibo? Sempre più "social" Dalla figura dei food-blogger agli strumenti che permettono maggiore interattività da parte degli utenti, la comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è tra le più seguite oggi. dicembre 2017 La comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è, come tutti possiamo rilevare, molto seguita nella società contemporanea e, secondo alcune previsioni, lo sarà ancora di più in futuro. Del rapporto che intercorre tra i media e la gastronomia si è parlato durante l’incontro Dieta Mediale, storie e racconti di cibo tra carta stampata, tv e nuovi consumi che si è tenuto, venerdì 15 dicembre presso la sede bresciana dell’Università Cattolica. Nella sala della Gloria sono intervenuti la dottoressa Paola Abbiezzi , docente di Storia della radio e della televisione, all’Università Cattolica; Leonardo Romanelli , critico, giornalista e scrittore enogastronomico di spicco e Iginio Massari , primo Maestro Pasticciere d’Italia ed allenatore della nazionale di pasticceria italiana. Storie di risvegli e vite quotidiane" , ha passato la parola all’autore del libro per una presentazione dello scritto e a Massari per chiedere al mago dei dolci quale leccornia per eccellenza meriti di essere consumata durante il pasto che precede ogni nostra avventura. Il maestro bresciano ha suggerito di mangiare, tra i pochi dolci che ci sono concessi, in quanto non esistono dessert dietetici, a colazione e sempre, quelli che riportano indietro a rivivere un momento piacevole del passato. Questa intermittenza del cuore di proustiana memoria è trattata anche da Romanelli nel suo libro come nel racconto "Tè e Curry" dove il protagonista in viaggio nell’India meridionale avvicinando una tazza di tè alle labbra si ricorda della persona amata e della prima volta che l’avevano bevuto insieme.

 

Da Agrisystem a Ikea Food Service

Per Francesca Lott a, dopo la Scuola di dottorato per il Sistema agroalimentare di Piacenz a le porte si sono spalancate grazie a una formazione interdisciplinare di alto livello. Certamente perché il profilo professionale che ha costruito alla Scuola di dottorato per il sistema agroalimentare - Agrisystem della sede di Piacenza dell’Ateneo collimava con le esigenze dell’azienza svedese. Dopo la laurea, ho iniziato la scuola di dottorato Agrisystem, dove ho conseguito il titolo di dottore di ricerca nel 2014 discutendo una tesi dal titolo “ Standards, certificazioni e responsabilità nel mercato agroalimentare europeo ”. Durante gli anni di dottorato ho fatto diverse esperienze all’estero, prima a Vienna e poi in Irlanda, dove ho migliorato la mia conoscenza della lingua inglese e ho maturato una vera e propria passione per un ambiente di lavoro internazionale». Non solo perché mi ha aiutato a maturare l’interesse per questa branca del diritto assolutamente nuova ma soprattutto perché ho compreso quanto fosse fondamentale un approccio interdisciplinare in una materia così innovativa in cui diritto e scienza camminano fianco a fianco». Agrisystem, infatti, è una scuola di dottorato cui accedono laureati con profili diversissimi tra loro: giuristi, tecnologi alimentari, nutrizionisti, agronomi, economisti. Durante gli anni di dottorato ho capito, da un lato, che per comprendere bene la legislazione alimentare mi servivano anche delle nozioni tecnico/scientifiche; dall’altro, che era fondamentale imparare a interagire con persone con un background diversissimo dal mio, perché con queste avrei collaborato nel mio futuro».

 

SOcrock sbarca a Expo

PIACENZA SOcrock sbarca a Expo Lo snack eco-compatibile, ideato da un team di studenti di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica di Piacenza, è stato tra i progetti presentati durante l’ Innovation D ay organizzato al padiglione dell’Unione Europea da FoodDrinkEurope. luglio 2015 Anche SOcrock fa il suo ingresso ufficiale all’Esposizione universale di Milano. A illustrare l’intero processo che ha portato alla realizzazione della barretta è stata Michela Dioni , del team “I Croccanti”, così composto: Sara De Cesare, Tommaso Mastrofilippo, Davide Quadrelli e Rebecca Rizzi . SOcrock è una barretta eco-compatibile a base di sorgo (cereale che necessita di poca acqua) e dagli scarti delle viti: un’idea innovativa, che da Piacenza arriva all’Expo, come esempio di formazione universitaria efficace capace di sintetizzare la teoria e il fare, con cervello, intuito e attenzione all’ambiente. Il gruppo “I Croccanti” si è aggiudicato recentemente il primo premio del concorso EcoTrophelia Italia indetto da Federalimentare e il terzo posto in EcoTrophelia Europa: lo snack, apprezzato dai giudici per la sua sostenibilità e composizione, ha già incuriosito più aziende. piacenza #ecotrophelia #food Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Migranti, quale impatto nel food

PIACENZA Migranti, quale impatto nel food La sesta conferenza dell’Associazione Italiana di Economia Agraria e Applicata (Aieaa) sarà ospitata dalla sede di Piacenza il 15 e 16 giugno. Al centro dei lavori, le politiche dell’immigrazione e le ricadute nel settore agroalimentare. giugno 2017 Negli ultimi decenni l’agricoltura e le aree rurali hanno rappresentato la principale fonte di opportunità di lavoro per i migranti. La ricerca economica è andata oltre l’analisi dell’impatto degli immigrati sui salari e sull’occupazione europea: gli economisti hanno iniziato ad analizzare l’interazione tra i migranti e gli europei partendo dal loro grado di sostituzione e/o complementarietà e analizzando le loro reazioni in ambiti lavorativi. Di questi temi si occuperà la sesta Conferenza dell’Associazione Italiana di Economia Agraria e Applicata (Aieaa), che sarà ospitata dalla sede di Piacenza dell’Università Cattolica il 15 e 16 giugno 2017. Titolo del convegno: “Economics and Politics of Migration: Implications for Agriculture and Food” . piacenza #food #agricoltura #migrazioni Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Food marketing, studenti in cattedra

piacenza Food marketing, studenti in cattedra Gli allievi della laurea magistrale della sede di Piacenza dell’Ateneo mercoledì 3 maggio condivideranno la propria visione con i manager delle più importanti realtà industriali e commerciali del nostro Paese. Special guest il regista Pupi Avati 21 aprile 2017 Giovani che condividono la propria "visione" con i manager, in un confronto che arricchisce gli uni e gli altri. Special guest il regista Pupi Avati , che ha accettato con entusiasmo l’invito degli studenti a tenere una conversazione su società e comunicazione. Ad Alberto Bauli , presidente dell’omonimo Gruppo, sarà consegnato il Marketing Vision Award e al direttore commerciale e Marketing di Carrefour Gregoire Kaufman il Retailing Vision Award. Sono inoltre previsti gli interventi del direttore generale Coop Italia Maura Latini e del General Manager Snacks Mondelez Silvia Bagliani . Tra il pubblico i manager delle più importanti realtà industriali e commerciali del nostro Paese: amministratori delegati, direttori generali, direttori commerciali, direttori marketing, direttori vendite, Key account manager, Trade Marketing manager, Category manager, Buyer, responsabili delle risorse umane. Un’occasione “fuori dagli schemi” di aggiornamento manageriale e un momento di ritrovo e di confronto tra i giovani universitari e la business community.

 

Giurista del food nel colosso americano

Cattolicapost Giurista del food nel colosso americano Francesco Planchenstainer, dopo il PhD ad Agrisystem (Piacenza), grazie a uno stage è entrato alla Mead Johnson Nutrition, leader mondiale nella nutrizione pediatrica. Mi piace pensare che tutti i lavori che ho sognato di fare si riconnettano in un qualche modo con quello che faccio oggi». Francesco non ha dubbi: se ha raggiunto una posizione nel colosso americano, in gran parte lo deve alla Scuola di dottorato Agrisystem, grazie alla quale ha avuto modo di conoscere la sua prima manager che gli permise di frequentare un periodo di stage negli Stati Uniti. Inoltre, Agrisystem ha sviluppato il concetto di dottorato industriale, acconsentendo l’alternanza fra esperienza nella scuola e sul campo, molto prima che le riforme ministeriali lo introducessero in Italia». Ho un debito di riconoscenza nei confronti della Scuola, non solo per la borsa di studio che ho ricevuto, ma anche per il tempo e la direzione che i docenti mi hanno dedicato. Inoltre, negli anni di dottorato, Agrisystem diventa quasi una famiglia: si vive molto assieme agli altri colleghi di dottorato e c’è chi ha più di una volta fatto gli straordinari per consentirci di dottorarci in tempo». Oggi mi piace pensare che ogni Paese in cui ho vissuto mi ha lasciato un’impronta che si aggiunge alla tradizione italiana: amo le aringhe olandesi, adoro le birre belghe e vivo di caffè americano».

 

Dalla Food Valley italiana agli States

Alumni Dalla Food Valley italiana agli States Giovanni Sogari , dopo il dottorato Agrisytem a Piacenza, ha vinto la borsa Marie Curie ed è diventato visiting fellow alla Cornell University. Giovanni Sogari , 32 anni, carpigiano, ha ottenuto nel 2015 il dottorato di ricerca per il Sistema agroalimentare (Agrisystem) della sede di Piacenza. Lo scorso anno ha vinto la prestigiosa e competitiva borsa di ricerca Marie Skłodowska-Curie Actions Horizon 2020 ed è partito per gli Stati Uniti d’America come visiting fellow alla Dyson School of Applied Economics and Management della Cornell University. Lavorerò a un mio progetto e allo stesso tempo collaborerò con i maggiori esperti di “ food consumer science ”: la Cornell University è una delle migliori università americane e fa parte delle cosiddette “ Ivy League ”, un titolo che accomuna le otto più prestigiose ed elitarie università private degli Stati Uniti». Nei tre anni di Agrisystem ho avuto la possibilità di lavorare alla School of Agriculture, Food and Rural Development dell’Università di Newcastle (UK) e al Departamento de Economía y Ciencias Sociales Agrarias dell’Università Politécnica di Madrid». L’esperienza a Piacenza mi ha dato anche l’opportunità di divulgare questioni complesse in modo semplice e diretto ai cittadini, in particolare con le attività di Caffexpo e altri eventi pubblici come la Notte Europea dei Ricercatori » spiega il dottor Sogari. Ed è per questo che ha aperto un blog personale ( www.giovannisogari.com ) in cui descrive il suo progetto negli Stati Uniti e le sue attività di ricerca correlate, mantenendo un costante dialogo anche attraverso la sua newsletter.

 

Le imprese incontrano la ricerca

Cremona Le imprese incontrano la ricerca Agro-alimentare: le nuove potenzialità di ricerca di Cremona Food Lab sono state “toccate con mano” dalle 24 aziende, che hanno partecipato al match-making nella sede cremonese: non un convegno ma un dialogo diretto con i ricercatori nei laboratori. giugno 2018 Oltre 50 partecipanti in rappresentanza di 24 aziend e e 2 0 ricercatori : queste le squadre in campo il 22 giugno, per il match-making ospitato nella sede cremonese dell’Università Cattolica. L’incontro fra aziende e ricercatori si è tenuto all’interno delle attività del progetto “ Cremona Food Lab ” finanziato da Fondazione Cariplo, Regione Lombardia, Comune e Provincia di Cremona nonché dalla Camera di Commercio cremonese. Il progetto ha come obiettivo generale la creazione di un hub di ricerca e servizi per imprese del settore agro-alimentare al fine di supportarle nell’innovazione di prodotto e di processo, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, profilo nutrizionale, sostenibilità ambientale ed economica, formazione dei quadri dirigenti e del personale. Le nuove potenzialità di ricerca della sede cremonese dell’Università Cattolica sono state “toccate con mano” dalle aziende presenti che non hanno partecipato a un convegno ma si sono incontrate direttamente nei laboratori con i ricercatori. Molti gli argomenti, dalla tecnologia alla microbiologia, passando per la stampante 3D, il digital marketing e gli aspetti economici dell’analisi organolettica. Di particolare interesse la “novità” degli studi a livello psicologico dei comportamenti del consumatore, all’ordine del giorno in questo periodo di “fake news” alimentari.

 

Cena multietnica in Collegio

Piacenza Cena multietnica in Collegio Sfida tra i fornelli per gli studenti internazionali del campus piacentino, in una gara (amichevole) di piatti tipici dei paesi d’origine. marzo 2019 Impegno, spirito di condivisone e curiosità sono stati i protagonisti dell’ “International Dinner” che si è tenuta nella serata del 21 febbraio scorso, nella sala Frassino del Collegio Sant’Isidoro dell’Ateneo piacentino. Così, piatti colorati e curiosi hanno acceso la serata e la tavola, coinvolgendo i commensali nella ricerca degli ingredienti utilizzati e sui nomi dei piatti presentati da studenti animati dalla volontà di far conoscere al resto del mondo che cosa cucinano le loro nonne e loro mamme. Taiwan, Messico, USA, Francia, Argentina, India, Moldavia, Slovacchia, Colombia, Tanzania e Germania, sono tutte le nazionalità dei piatti cucinati, con competenza e talento, seppur con la difficoltà, talvolta, di reperire gli ingredienti nei negozi italiani. Preparare cibo e piatti del proprio paese, per dare a tutti la possibilità di assaggiare e di cimentarsi con una cucina diversa e spesso con sapori e aromi nuovi, provenienti da tutto il mondo, con generosità e spirito di internazionalizzazione, valori da sempre condivisi dall’Università Cattolica. international #dinner #food Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Piacenza a Linea Verde Life

LA CATTOLICA IN TV Piacenza a Linea Verde Life Telecamere di Rai1 puntate su Piacenza e sulla Cattolica sabato 30 marzo . Interverranno nella rubrica i professori Pier Sandro Cocconcelli , Ettore Capri e Stefano Amaducci e alcuni studenti della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. marzo 2019 Il viaggio di Linea Verde Life questa settimana fa tappa alla sede di Piacenza dell'Università Cattolica. E non mancherà un focus su alcuni aspetti dell’agricoltura 4.0: i professori Pier Sandro Cocconcelli , Ettore Capri e Stefano Amaducci sono stati coinvolti per un affondo sulle alcune delle attività di studio e ricerca che rendono la facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali un punto di riferimento internazionale. Per lo più sono vegetali, alcuni frutti, semi, bacche e alghe: con la loro avvenenza salutista hanno conquistato molti. Siamo, secondo una recente indagine della Nielsen, i più forti consumatori di bacche di goji dell’Unione europea e il 33 per cento degli italiani, considera questi alimenti come sostitutivi di alcune medicine, per vincere il colesterolo o la pressione alta. Il professor Luigi Lucini della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali intervistato dal Tg2 sui cibi intelligenti: «Se assunti quotidianamente e con costanza hanno un effetto preventivo».

 

È green il cibo del futuro

PIACENZA È green il cibo del futuro Una composta di frutta a base di gel d’Aloe e una crema spalmabile con farina di carrube e pasta di nocciole: i prodotti eco-innovativi ideati dagli studenti della sede di Piacenza-Cremona sbancano il concorso EcoTrophelia Italia. FunctionAloe ha vinto la nona edizione di EcoTrophelia Italia , il concorso organizzato da Federalimentare con l’obiettivo di favorire l’eco-innovazione nello sviluppo di nuovi prodotti alimentari industriali. Al secondo posto BYe-BYe Cream , una crema spalmabile dolce a base di farina di carrube e pasta di nocciole, con olio di vinaccioli e farina di bucce d’uva. I due prodotti, premiati nella sede romana di Eataly, sono stati realizzati dagli studenti della sede di Piacenza-Cremona dell’Università Cattolica. EcoTrophelia, nato dall’idea di limitare l’impatto ambientale dei processi di produzione e di favorire il riciclo dei sottoprodotti industriali, è diventato negli anni un appuntamento imperdibile per gli studenti universitari italiani del settore alimentare che vogliono proporre al mondo industriale nuove idee e soluzioni originali. Quest’anno la finale italiana ha messo in gara sei squadre con una gamma di prodotti tra i più innovativi proposti negli ultimi anni vagliati da un panel di esperti giurati selezionati dal mondo della cultura, della nutrizione, della ricerca e, ovviamente, dell’impresa. Dr. Start-upper , il percorso di promozione di nuove idee d’impresa, nato dalla collaborazione tra Università Cattolica e Camera di commercio di Milano, ha premiato il portale e-commerce per prodotti Halal (qui sopra i vincitori) , la piattaforma per reclutare le modelle e la app mobile per prevenire le alluvioni .

 
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