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È online il World Youth Day Magazine

Uno spazio è dedicato, infine, anche al Convegno “Giovani per la Casa Comune. Conversione ecologica in azione”, di cui a Panama si è svolta la terza edizione, per approfondire e rendere viva l’Enciclica Laudato si’ e la salvaguardia del creato. giornata mondiale gioventu' #giovani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Giovani e Covid, in cerca di un significato

Un’équipe di psicologhe dell’Università Cattolica ha avviato la ricerca “ Diventare adulti durante il Covid-19: alla ricerca di un significato ” proprio a partire da questo processo per capirne la trama in un momento drammatico come è stato quello del lockdown. La letteratura sul meaning-making process di solito studia l’impatto di eventi eccezionali nelle vite individuali, in questa situazione, invece, la novità è stata proprio approfondire questo studio nel caso di una crisi collettiva» - ha affermato Semira Tagliabue , professore di Psicometria in Università Cattolica e coordinatrice della ricerca. Nella prima fase i partecipanti sono stati suddivisi casualmente in due gruppi, uno giornaliero (che ha compilato un questionario online per due settimane consecutive) e uno “di controllo” (che non l’ha compilato); entrambi i gruppi hanno inoltre compilato un questionario all’inizio e al termine della prima fase». Il 93,2% dei giovani al di sotto dei 25 anni e la maggioranza dei giovani tra i 26 e i 29 anni viveva all’interno della famiglia d’origine. Diverse sono state le esperienze di contagio da COVID-19: il 23,6% dei giovani crede di aver contratto il virus, e di questi il 20,5% ha attraversato la condizione di isolamento forzato. Il campione è principalmente rappresentato da lavoratori nel 46% dei casi, il 32% dichiara di essere uno studente/studentessa, e una buona parte dei partecipanti ricopre il doppio ruolo di studente-lavoratore (10,9%). Nel nostro campione il 34,4% è single, il 5,3% è sposato, mentre tra il restante 60,1% di giovani adulti coinvolti in una relazione sentimentale, sono presenti 105 giovani conviventi (19,7% sul totale).

 

Quella volta che recitai in “Fai bei sogni”

La sua è una vocazione adulta: «Prima di entrare in seminario facevo il consulente in proprietà industriale, il lavoro più bello del mondo perché passavo il mio tempo tra inventori e creativi. A oggi, però, don Luca Peyron è anche direttore della Pastorale Universitaria della Diocesi di Torino, coordinatore del servizio per l’apostolato digitale, docente di Teologia e dell’Innovazione all’Università Cattolica di Milano e non solo. In questo momento, la cosa più difficile è stare nelle fatiche di molti di loro: accompagnare medici e infermieri che si trovano in mezzo ai malati, senza poter fare nulla. Io credo che i giovani, come tutti gli altri, abbiano delle domande, che tento di intercettare per far capire loro che le risposte sono in Cristo. Oggi che tutto questo è sigillato, si tratta di continuare a prendersi cura delle relazioni che c’erano prima e il tempo che mi è dato lo spendo a pensare». Significa provare a raccogliere un pensiero e delle intuizioni rispetto al mondo che verrà sapendo che il mondo che verrà è sempre meno predicibile rispetto all’esperienza che abbiamo del mondo che è stato. Qual è l’aspetto della sua attività che più le manca? «Senza dubbio la fisicità e tutto ciò che è prossemica.

 

Politiche attive per i giovani per sostenere i sogni minati dal Covid

In particolare, sono proprio i giovani del nostro Paese coloro che più di tutti gli altri coetanei europei hanno abbandonato - e non semplicemente posticipato - i propri progetti di vita, almeno nel breve termine. In particolare, per quanto riguarda l’intenzione di andare a convivere, sposarsi e avere figli, lo scarto arriva oltre i 20 punti percentuali con i giovani tedeschi, i più ottimisti nella possibilità di lasciare pressoché immutati - o solo posticipati - i propri piani. Tra chi, a inizio 2020, prendeva in considerazione la possibilità di concepire un figlio entro l’anno, ad aver messo da parte (momentaneamente ma a tempo indeterminato) tale intenzione è il 36,5% degli italiani, contro il 14,2% dei tedeschi (il 29,2% degli spagnoli, il 19,2% dei britannici e il 17,3% percento dei francesi). Davanti a questa sfida i giovani intravedono, infatti, anche delle opportunità (con una fiducia più alta tra le ragazze) e hanno scoperto una capacità di far fronte ai cambiamenti che non immaginavano: questo sentimento va incoraggiato a diventare energia positiva per il paese». Una considerazione condivisa anche da Laura Linda Sabbadini , direttrice centrale per gli studi e la valorizzazione tematica nell’area delle statistiche sociali e demografiche Istat: «In Italia abbiamo più rinuncia di fronte ai progetti di vita ma nello stesso tempo anche più attivazione rispetto agli altri Paesi. Come sostiene Corrado Bonifazi , demografo e dirigente di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto di Ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, che ritiene la ricerca tempestiva e originale «non siamo di fronte al pessimismo da bamboccioni, ma alla valutazione razionale dei giovani italiani». Non dobbiamo dimenticarci - afferma - che viviamo una società più classista di quanto vogliamo ammettere, perché ci sono persone che hanno accesso a una formazione anche internazionale e altri che non ce l’hanno.

 

Coronavirus, giovani tra restrizioni e responsabilità

Analisi Coronavirus, giovani tra restrizioni e responsabilità Questo tempo difficile si rivela ricco di opportunità e offre l’occasione di reimpostare le relazioni tra genitori e figli nella ristrettezza delle mura domestiche. Parlano i pedagogisti Simeone e Triani by Agostino Picicco | 18 marzo 2020 Le cronache di questi giorni di emergenza Coronavirus ci parlano di adolescenti e giovani dal comportamento irresponsabile di fronte alle opportune restrizioni imposte dalle autorità. Si tratta di trasgressioni al divieto di stare in casa, di incontrarsi in gruppo, magari anche di scherzi fuori luogo, approfittando delle chat, che scatenano panico e preoccupazioni. È questo un paradosso: tenerci lontani dalle persone a cui vogliamo bene, con una serie di fatiche che implicano cambiamenti profondi e radicali da parte di adolescenti che desiderano abitare spazi nuovi ed informali da condividere con gli amici e con le prime relazioni amorose. L’augurio del professor Simeone è quello di vivere con intelligenza questo tempo inedito dell’educazione, che non è solo di attesa che tutto finisca bene, ma va pienamente vissuto per le opportunità che può offrire nel costruire una nuova ritualità nella gestione dei tempi familiari. Pierpaolo Triani , docente di Pedagogia generale nella facoltà di Scienze della formazione , campus di Piacenza dell’Ateneo, osserva che all’inizio i ragazzi ma anche gli adulti, hanno sottovalutato l’emergenza. Quando l’autorevolezza dei genitori si ferma di fronte alla libertà dei figli, una scuola che stimoli adeguatamente e impegni con compiti e riflessioni, aiuta ad evitare comportamenti a rischio e a prendere consapevolezza di situazioni gravi e di gesti sconsiderati che peraltro ricadrebbero su genitori e nonni.

 

Il rettore Anelli: «Continueremo a fare la nostra parte»

Proseguire con il blocco della didattica – commenta – aumenta la necessità di interventi sulla programmazione delle nostre lezioni, del calendario, degli esami». Cosa avete messo in campo per affrontare questo periodo strano e straordinario? «Abbiamo dei corsi che prevedono da sempre anche lezioni online, ma non possiamo pensare di sostituire del tutto, con questa modalità, la lezione tradizionale fatta in aula. Ecco perché abbiamo chiesto anzitutto ai docenti che vi sia la massima chiarezza sui programmi di studio e sulla bibliografia annessa, per permettere agli studenti di prepararsi in modo adeguato agli esami, anche in assenza di lezioni». E sul possibile ricorso alle lezioni online? «Da un punto di vista tecnico siamo in grado di offrire la trasmissione di lezioni, ma non si può parlare di una piena alternativa alla lezione in aula. Cosa lascerà in eredità questa emergenza? «Gli atenei amplieranno gli strumenti a loro disposizione e anche i professori che non si erano confrontati in modo approfondito con il mondo digitale nella propria docenza potranno sperimentare queste nuove modalità. Insomma sarà una Giornata dell’Università Cattolica dal volto strano ...«Mi auguro vivamente che per il giorno in cui celebreremo la Giornata, ci si trovi già nella fase di ripresa da questa crisi. Lo sguardo al futuro e ai giovani sono temi ricorrenti nel messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana : «Per pensare e costruire il futuro bisogna partire dai giovani e investire su di loro.

 

Il cinema e la generazione Z

Lo studio Il cinema e la generazione Z Sarà presentato venerdì 13 dicembre a Roma il Rapporto Cinema 2019 curato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, dall’Osservatorio giovani del Toniolo e dall’Università Cattolica 11 dicembre 2019 Una disamina approfondita sui trend di consumo della Generazione Z , la prima vera generazione nativo-digitale. Il Rapporto Cinema 2019 realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con l’ Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e la Sezione Cinema del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica verrà presentato venerdì 13 dicembre a Roma. Arrivato alla sua decima edizione, il Rapporto è stato curato nella prima parte da Mariagrazia Fanchi , Fabio Introini , Alessandro Rosina e Francesco Toniolo . La seconda parte del volume raccoglie gli interventi di giornalisti, critici cinematografici, professionisti ed esperti di comunicazione presentati in occasione del seminario Il futuro della comunicazione del cinema in Italia: problemi e prospettive, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Un dibattito vivace e ricco di spunti sui cambiamenti di scenario che stanno avvenendo nel panorama della comunicazione e dei prodotti audiovisivi, determinati dalle nuove dinamiche di produzione, distribuzione e fruizione cinematografica. cinema #giovani #rapporto #spettacolo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Neet/Non-Neet, un test scaccia crisi

MILANO Neet/Non-Neet, un test scaccia crisi Un decalogo sintetico, poco più di un gioco, che mette a confronto l’atteggiamento dei giovani che non studiano e non lavorano rispetto a quello di chi crede nelle proprie capacità e cerca con tutte le forze il futuro che merita. by Velania La Mendola | 03 marzo 2016 I Neet , acronimo inglese per Not in Education, Employment or Training , sono i giovani che non studiano e non lavorano : un fenomeno purtroppo in crescita che conta 2,4 milioni di persone in Italia. Indicatori ufficiali e dati di ricerche scientifiche alla mano, disegna anche un percorso di riscatto possibile, che passa attraverso il cambio di atteggiamento verso le nuove generazioni, l’attenzione ai talenti giovani, l’investimento nelle nuove competenze, il sostegno dell’intraprendenza. Ma non è solo il contesto o la politica che condiziona il futuro dei giovani, conta anche il loro atteggiamento di fronte alla crisi, alle difficoltà, alle ingiustizie. Ecco allora un decalogo , sintetico, che mette a confronto l’atteggiamento dei Neet rispetto a quello di chi invece crede nelle proprie capacità e cerca con tutte le forze il futuro che merita. neet #giovani #futuro Facebook Twitter Send by mail Print Neet | Non Neet Vai al decalogo per il test.

 

Nuove generazioni, il futuro difficile

Milano Nuove generazioni, il futuro difficile Presentato in Università Cattolica il Rapporto Giovani 2016 dell’Istituto Toniolo. I dati mostrano l'Italia come uno dei paesi che finora è meno riuscito a costruire basi solide per un futuro da protagonisti dei millenial. L'Istituto di Studi Superiori Giuseppe Toniolo con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo ha stilato il Rapporto Giovani 2016 fotografando le aspettative, le speranze e le delusioni delle nuove generazioni italiane. Alcuni dati presenti nel Rapporto Giovani 2016 mostrano l'Italia come uno dei paesi che finora è meno riuscito a costruire basi solide per un futuro da protagonisti dei giovani italiani. Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica sociale all'Università Cattolica del Sacro Cuore e curatore del Rapporto, ha ricordato l'importanza dell'impatto delle politiche di territorio per migliorare la situazione dei giovani. Alcuni dati evidenziano meglio questo rapporto: tra i 25-29 anni più del 75% dei giovani italiani vive ancora con i propri genitori e non è indipendente da un punto di vista economico. Negli ultimi anni è cresciuta la voglia dei giovani italiani di uscire dalla condizione difensiva, di non subire ulteriormente solo i cambiamenti ma cogliere anche le opportunità.

 

Bene comune, la politica che piace ai giovani

indagine Bene comune, la politica che piace ai giovani Il 95% degli intervistati dall’«Osservatorio» dell’Istituto Toniolo sui valori delle nuove generazioni lo considera importante per il funzionamento di una società. L’intervento su “ Avvenire ” del professor Alessandro Rosina 13 novembre 2019 Riprendiamo una parte dell’intervento del professor Alessandro Rosina pubblicata da “Avvenire” del 13 novembre 2019 Manca da troppo tempo una politica all’altezza delle potenzialità che l’Italia può esprimere all’interno dei grandi processi di cambiamento del nostro tempo. Una politica in grado di mettere i cittadini nelle condizioni di dare il meglio di sé nella realizzazione dei propri progetti personali e nel contributo al bene comune. Una recente indagine dell’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo mostra come proprio l’attenzione al “bene comune” sia il valore più ampiamente riconosciuto dalle nuove generazioni italiane ma che più sentono mancare. In particolare quasi il 95% degli intervistati lo considera importante per il funzionamento di una società che oltre a produrre ricchezza riesca a promuovere il benessere di tutti i cittadini. A ritenere però che nel nostro Paese si faccia molto poco in questa direzione sono ben tre giovani su quattro. continua a leggere su “Avvenire”] #giovani #politica #osservatorio giovani #bene comune Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Ora la sfida è nel Consiglio europeo

Elezioni europee Ora la sfida è nel Consiglio europeo A fronte di un Parlamento dove il “centro-sinistra” allargato regge bene, si rafforza la presa della destra sovranista sull’organo che presiede a tutte le competenze intergovernative, tra cui quelle cruciali su immigrazione, sicurezza e fisco. I numeri ci dicono che una maggioranza tra popolari, destre e sovranisti non c’è. Non c’è neppure la maggioranza tra popolari e socialdemocratici, ma questa alleanza può estendersi ai liberali e democratici di ALDE e, forse, ai Verdi, che hanno visto un buon successo in Francia e soprattutto Germania. Resta il fatto che la Commissione e il suo Presidente verranno nominati dai governi dei Paesi membri e, tra questi, si sono rafforzati solo quelli guidati dalle forze sovraniste e di destra, con l’eccezione di Spagna e Portogallo. A fronte di un Parlamento dove il “centro-sinistra” allargato regge bene si potrebbe avere un governo (leggi Commissione) conflittuale e diviso al suo interno. Si rafforza, inoltre la presa della destra sovranista sul Consiglio europeo, cioè l’organo che presiede a tutte le competenze intergovernative, tra cui quelle cruciali delle politiche per l’immigrazione, per la sicurezza e delle politiche (e regole) fiscali. docente di Economia politica nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative #elezionieuropee #europa #giovani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Domenica Messa in Cattolica per la Giornata universitaria. Il saluto del Papa

Milano Domenica Messa in Cattolica per la Giornata universitaria. Il saluto del Papa Per la 95esima Giornata per l’Università Cattolica la celebrazione eucaristica nell’Aula Magna di largo Gemelli a Milano, in diretta tv su Rai 1. maggio 2019 Domenica 5 maggio si celebra la 95a Giornata Nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore che avrà come tema “ Passione, talento, impegno. Nella sede di largo Gemelli a Milano, con diretta tv su Raiuno, sarà celebrata la Santa Messa alle ore 11 nell’Aula Magna , presieduta dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori (chi desidera partecipare è pregato di segnalare la presenza: giornata.universitaria@unicatt.it ). Alla Giornata universitaria ha rivolto il suo saluto Papa Francesco nel corso dell’udienza generale di mercoledì 1° maggio. Da quasi un secolo la Giornata Universitaria, promossa dall’Istituto Toniolo, è un’occasione di approfondimento circa la natura e lo scopo dell’Università, i valori originali che guidano le scelte di ogni giorno. È un atto di fiducia nei giovani: da tempo il Toniolo e la Cattolica sostengono con numerose iniziative la formazione, il diritto allo studio, i percorsi di eccellenza, le esperienze internazionali di migliaia di studenti.

 

Dio a modo mio, intervista sulla fede

RICERCA Dio a modo mio, intervista sulla fede Centocinquanta ragazzi di tutta Italia, scelti dal campione del Rapporto Giovani, raccontano il loro rapporto con la fede a un gruppo di “ricercatori” coetanei . L’indagine qualitativa che ne è seguita è raccolta nel volume Dio a modo mio , curato da Paola Bignardi e Rita Bichi , nato da un approfondimento nell’ambito del Rapporto Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori. Per permettere agli intervistati di parlare a proprio agio e senza filtri su un tema così privato l’Istituto Toniolo ha chiesto la collaborazione di alcuni studenti dell’Ateneo che hanno rivolto i quesiti dell’indagine ai loro coetanei. Annamaria Musillo (nella foto a lato) è una di loro: originaria di Matera, ex studentessa dell’Università Cattolica e collegiale del Paolo VI, laureata in Lingue e letterature straniere , ora vive a Roma e, appena concluso il Tfa, aspetta di diventare a tutti gli effetti insegnante di Spagnolo. Nel 2013 si è sviluppata un’ulteriore indagine qualitativa sul tema “Giovani e fede” che ha coinvolto 23 intervistatori di età compresa fra i 23 e i 30 anni e 150 intervistati distribuiti tra Nord, Centro e Sud Italia, tutti battezzati, tutti appartenenti a due fasce di età (19-21 anni e 27- 29 anni) . I 150 giovani hanno risposto a domande sul loro rapporto con la fede, le loro credenze e i loro atteggiamenti nei confronti della religione, sui loro ricordi del catechismo, raccontando la loro esperienza religiosa. Con questi 50 giovani è stato svolto un ulteriore approfondimento attraverso una seconda intervista, i cui risultati sono confluiti nel libro Dio a modo mio. Giovani e fede in Italia appena edito da Vita e Pensiero (2015).

 

L’Ateneo al Sinodo dei giovani

Ateneo L’Ateneo al Sinodo dei giovani L’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e il professor Giuseppe Colombo hanno consegnato nelle mani del Papa il libro che raccoglie il contributo di studenti e professori per l’assemblea sinodale in programma dal 3 al 28 ottobre. Il libro, pubblicato da Educatt, è stato consegnato nelle mani del Papa , lo scorso 26 settembre, al termine dell’Udienza generale del mercoledì, dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e dal curatore professor Giuseppe Colombo (nella foto in alto) . In particolare, come scrive il rettore Franco Anelli nell’introduzione, «quell’annuncio invitava ognuno a farsi carico personalmente delle domande e delle sfide che oggi segnano la vita delle nuove generazioni». L’insieme delle disponibilità individuali sono confluite in un lavoro condiviso, che ha condotto a chiedersi chi sono e cosa desiderano, realmente e al di là di ogni stereotipo, i ragazzi e le ragazze del nostro tempo. Quello compiuto è stato dunque un cammino fruttuoso e animato dalla volontà di far emergere, senza filtri o edulcorazioni, le aspettative e, nello stesso tempo, i timori e le speranze delle nuove generazioni» scrive ancora il Rettore nell’introduzione al volume. Un percorso di conoscenza, anzitutto sul piano umano, coerente con la tradizione e lo stile dell’Ateneo, dato che la Cattolica, ponendosi costantemente al servizio della Chiesa nel suo incedere nel mondo reale, non si è mai concepita come un’enclave separata dal proprio tempo e dalla storia». Tra queste il superamento delle ingiustizie e delle povertà, la mobilità umana e il contrasto alla cultura dello scarto, la questione della “casa comune” e dell’ambiente, le nuove frontiere dello sviluppo biologico e tecnologico, assieme a molti altri temi di stringente attualità».

 

Fattore giovani, la seconda puntata

milano Fattore giovani, la seconda puntata Domenica 29 maggio alle 20.30 secondo appuntamento con il programma prodotto dall’Istituto Toniolo, in onda sul canale 195 del digitale terrestre Chiesa Tv. Si parlerà di comunicazione e new media con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana 25 maggio 2016 Secondo appuntamento, domenica 29 maggio , per “Fattore giovani”. Il programma va in onda ogni domenica alle 20.30, e in replica il giovedì alle 15.30, sul canale 195 del digitale terrestre Chiesa Tv, il canale della Diocesi di Milano e della Società San Paolo, oltre che sul circuito delle tv cattoliche. Si parlerà di comunicazione e new media con i dati del Rapporto giovani. In esterna il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e in studio il responsabile comunicazione dell'arcidiocesi di Milano don Davide Milani . Il carattere specifico della trasmissione quello di essere uno sguardo sui giovani, costruito dai giovani studenti dell’Università Cattolica. fattoregiovani #giovani #istitutotoniolo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Eredi & Innovatori, giovani protagonisti

GIORNATA UNIVERSITARIA 2018 Eredi & Innovatori, giovani protagonisti Per la Giornata universitaria , giovedì 19 aprile a Milano incontro aperto alla città con l’inaugurazione nei chiostri dell’ installazione ideata per l'Ateneo dallo Studio Giò Forma . Giovani protagonisti della storia ”, giovedì 19 aprile , nel contesto della settimana milanese dedicata al design e all’innovazione, l’Ateneo aprirà la sua sede storica di Milano in largo Gemelli per un evento rivolto agli studenti, ai laureati e alla città. Nel Cortile d'Onore alle ore 17.30 (scarica il programma) , dopo l'intervento del rettore Franco Anelli , il professor Aldo Grasso dialogherà con alcuni giovani alumni dell’Ateneo, protagonisti di storie di progettualità creativa, per interpretare il tema della Giornata Universitaria a partire dalla loro concreta esperienza. Costruita attorno ad alcune parole suggerite da Emilio Isgrò , Roberto Cingolani , direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Aldo Grasso , e due giovani alumni dell’Ateneo, Margherita Casale e André Ndereyimana , l’Installazione sarà visibile nel primo chiostro dell’Ateneo. Oggi più che mai c’è bisogno che i giovani si sentano protagonisti e che vivano il presente coscienti del loro passato e dell’eredità ricevuta. Credo che i giovani abbiano bisogno soprattutto di sentire che ci si fida di loro; devono essere aiutati a guardare avanti». BRESCIA, LEZIONE SU GIOVANI E IMPRESE Finanza, innovazione, comunicazione: nuove frontiere del capitalismo globale per giovani e imprese è il tema della lezione aperta promossa nella sede di Brescia dell’Ateneo in occasione della 94a Giornata Universitaria.

 

Misuriamo l’Italia col meritometro

febbraio 2016 di Andrea Danneo , Antonio Di Francesco , Marianna Di Piazza È il primo indicatore quantitativo di sintesi che misura lo “stato del merito” in un Paese. Uno strumento che delinea un quadro sconfortante per l’Italia: secondo il rapporto 2016 occupiamo l’ultima posizione nel ranking che mette a confronto 12 Paesi europei ( vedi il grafico nella foto ). Lanciato per la prima volta nel 2015, questo indice nasce da una mancanza» afferma Balduzzi, ricercatore in Scienza delle finanze del Dipartimento di Economia e finanza . Abbiamo pensato perciò di sviluppare questo strumento, un indice sintetico compreso tra 0 e 100, che indica quanto è meritocratico un Paese, con l’idea di trovare dei pilastri attraverso cui definire la meritocrazia». Parlando di politiche pubbliche, quanto incidono le recenti riforme del governo Renzi per rilanciare la meritocrazia? «È ancora presto per dirlo, se vogliamo utilizzare il Meritometro come parametro di riferimento. Le recenti riforme possono contribuire ad eliminare questo aspetto che sembra culturale ? «L’idea che i canali per ottenere una posizione non siano quelli tradizionali (merito e curriculum), ma le conoscenze e le parentele, scoraggia le persone che cercano lavoro. In Europa, gli italiani sono quelli più disposti ad andare all’estero: tra le motivazioni c’è il fatto che non credono di avere opportunità in Italia.

 

Giovani, cosa cercate?

Roma, al via un percorso di approfondimento proposto dal collegio Nuovo Joanneum legate da una domanda. Un viaggio per esplorare le varie sfumature del disagio giovanile anche in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi voluto dal Papa. ottobre 2017 Una densa stagione di iniziative e percorsi di approfondimento aspetta gli studenti dei collegi romani. Il Nuovo Joanneum ha in programma per l’anno accademico 2017-2018 una serie di attività, legate da un filo conduttore, cui gli studenti sono invitati a partecipare. Alla scelta del titolo e all’ideazione del progetto hanno contribuito tutti i membri della direzione del collegio, che ha tratto spunto anche dal documento preparatorio al Sinodo dei Vescovi del 2018 sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Durante la giornata gli studenti visiteranno la comunità delle suore Cistercensi della Stretta Osservanza per fare esperienza della loro scelta di vita e per approfondire il tema del discernimento vocazionale per orientare la propria vita. collegio #giovani #vocazione Facebook Twitter Send by mail Print LE INIZIATIVE 21 ottobre 2017 Ritrovo comunitario «Venite e vedrete» Visita del monastero e della città di Viterbo Monastero Cistercense della Stretta Osservanza Vitorchiano 9 novembre 2017 Tavola rotonda Giovani in pericolo prof. Mario Pollo - dott.

 

CineYoung in 20 scuole bresciane

Brescia CineYoung in 20 scuole bresciane Oltre 7.000 studenti coinvolti e 250 classi provenienti da 20 scuole bresciane: torna CineYoung, la rassegna cinematrografica dedicata agli studenti by Federico Bertetti | 25 ottobre 2019 Si spengono le luci, comincia la proiezione: a grande richiesta torna CineYoung , la rassegna di pellicole rivolta ai giovani. Sono oltre 7.000 gli studenti coinvolti nel progetto, che porterà al cinema 250 classi provenienti da 20 istituti sparsi per tutto il territorio bresciano, a partire dal 6 ottobre 2019. L’evento, organizzato dall’ Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) Brescia e finanziato dal MIUR e dalla Regione Lombardia, presenterà ai ragazzi una rassegna di circa 10 film, suddivisi in 40 proiezioni gratuite. CineYoung nasce nel 2017 in maniera ridotta, ma, grazie al finanziamento del Ministero, siamo riusciti ad ampliare la programmazione – ha esordito Elisa Lancini , ideatrice del progetto e responsabile di ACEC Brescia, durante la conferenza stampa di presentazione. Sono i documenti ministeriali a richiedere che l’attività legata al cinema sia resa curricolare: i film sono in grado di utilizzare linguaggi diversi che abilitano a vivere esperienze quotidiane in maniera differente. Il progetto CineYoung risponde ad un cambiamento nazionale, ma anche mondiale, del cinema – ha concluso Massimo Locatelli , professore di storia e critica del Cinema presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo spettacolo è stato il 6 ottobre, presso il Cinema Sereno di Brescia; la rassegna proseguirà coinvolgendo altre classi e altre sale con cadenza serrata fino al 21 novembre, data in cui avverrà la proiezione conclusiva presso il Cinema San Filippo Neri di Collebeato.

 

Giovani lombardi, social ma prudenti

MILANO Giovani lombardi, social ma prudenti Secondo una ricerca condotta da OssCom per Corecom i ragazzi della regione fanno largo uso di Whatsapp, Facebook e Instagram, consapevoli della web reputation e dei rischi che corrono online, come cyberbullismo, sexting e abuso dei dati personali. Abbastanza riservati, consapevoli della web reputation e dei rischi che corrono online (come cyberbullismo, sexting e abuso dei dati personali), i ragazzi si dimostrano preparati ad adottare strategie per far fronte a eventuali situazioni di stress emotivo rivolgendosi a figure adulte come la madre o gli insegnanti. Se WhatsApp è l’applicazione social più utilizzata in assoluto, Facebook risulta molto popolare fra i maschi (44% contro il 33% delle femmine) e gli adolescenti (42% contro il 35% di chi ha meno di 14 anni). Quelli più diffusi sono il bullismo, sia offline che online (29%), seguito dal sexting (23%) e dall’abuso dei dati personali, con percentuali variabili a seconda delle sue diverse forme (da un massimo di 25% a un minimo di 3%). Il bullismo offline è ancora più diffuso di quello online; il cosiddetto cyberbulling è però diffuso su tutte le piattaforme di SNS: il 36% delle vittime lo ha sperimentato su Facebook, il 27% su WhatsApp e il 19% tramite chiamate e SMS sul proprio cellulare. Gli episodi di bullismo sono più frequenti fra i maschi (32% contro il 25% delle femmine) e fra i preadolescenti (33% contro il 24% degli adolescenti); il rischio sexting è più diffuso tra i maschi (29%) che tra le femmine (17%), e tra gli adolescenti (26%) che tra i preadolescenti (20%). giovani #social #cyberbullismo Facebook Twitter Send by mail Print LA RICERCA La ricerca ha adottato una metodologia quantitativa intervistando un campione rappresentativo, dal punto di vista sociodemografico, della popolazione lombarda tra gli 11 e i 18 anni (500 giovani), utente abituale di Internet.

 

Sacro Cuore, nel Dna dell’Ateneo

In altre parole, dobbiamo essere consapevoli che quanto si è realizzato fino ad oggi nel nostro Ateneo è stato reso possibile dal cuore appassionato di tutti coloro che si sono lasciati ispirare e guidare dal Sacro Cuore di Gesù. Questo è possibile, come insegna San Paolo, solo ad una condizione: “Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei nostri cuori” perché solo così possiamo “conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza”. In questo luogo che è un tempio moderno della conoscenza non dobbiamo mai dimenticare che tutte le conoscenze, anche le più avanzate, le più qualificate dal punto di vista scientifico, quelle maggiormente premiate dai ranking, sono poca cosa senza la conoscenza dell’amore di Cristo […]. Siamo consapevoli che si può guardare con fiducia al futuro solo investendo seriamente sulle nuove generazioni, le più penalizzate da un sistema sociale e culturale che consuma anche ciò di cui non dispone, bruciando preziose risorse che appartengono di diritto ai giovani e al loro futuro. Il nostro Paese non gode di buona salute, per tante ragioni che ben conosciamo, ma soprattutto ci troviamo a vivere in una società malata, il cui cuore è in affanno e mostra evidenti segni di quella malattia che Gesù nel Vangelo ha definito “sclerocardia”, indurimento del cuore. Stare a fianco delle nuove generazioni nel loro cammino di formazione culturale, umana e cristiana, significa contribuire nel modo più efficace e qualificato a rigenerare anche il cuore del nostro Paese. Sono questi i sentimenti che dobbiamo coltivare e che ci devono contraddistinguere nella missione che siamo chiamati a svolgere.

 

Lo psicologo che cresce il talento

cattolicapost Lo psicologo che cresce il talento Come accompagnare e sviluppare nelle società sportive professioniste le giovani promesse. Giovedì 15 dicembre a Brescia un convegno a cui parteciperanno responsabili e allenatori dei settori giovanili di club di basket, volley, rugby e calcio nel bresciano. Nel corso dell’evento i relatori presenteranno l’evoluzione più attuale degli studi sul talento sportivo, unitamente ai risultati di ricerche svolte dal gruppo Asag dell’Università Cattolica nel corso degli ultimi anni: uno spunto per il dibattito con i partecipanti. L’incontro si rivolge tanto a figure prettamente tecniche del mondo sportivo, quali manager, allenatori, direttori tecnici e sportivi, operatori che lavorano in realtà professionistiche o semi-professionistiche, quanto a psicologi che lavorano o vorrebbero lavorare nel mondo dello sport. I lavori saranno introdotti dal direttore di Asag Caterina Gozzoli , coordinatore della laurea magistrale in Psicologia degli interventi clinici e coordinatore scientifico di Cattolicaper lo Sport , e da una relazione di Chiara D’Angelo. sport #talento #giovani #psicologo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

“A Piedi” verso un futuro migliore

Laboratorio di Psicologia “A Piedi” verso un futuro migliore Sei giorni, 135 chilometri e 38 ore di cammino sulle sponde del Lago di Garda. Accompagnati da un’équipe multidisciplinare, dieci ragazzi segnalati dal Tribunale del minorenni di Brescia sperimenteranno il viaggio di gruppo come strumento riabilitativo. Fondamentale il contributo scientifico di un’équipe del Laboratorio di Psicologia della Cattolica, sia nelle fasi di preparazione, che in quelle successive alla conclusione del percorso, con la predisposizione di tre incontri con l’equipe multidisciplinare in cui i ragazzi potranno rileggere, analizzare e valutare la fasi dell’esperienza fatta. Per quanto riguarda il primo aspetto verranno misurate comparativamente ( pre e post intervento ) alcune “ variabili leggere ” del funzionamento psicosociale dei partecipanti, indicative di trasformazioni connesse all’esperienza: indicatori della percezione di sé, dell’adattamento psicosociale, della fiducia interpersonale, dell’autostima e del senso di autoefficacia. Sarà inoltre messa a punto un’attività di documentazione sistematica dell’esperienza, mediante l’analisi delle produzioni di testi scritti (diario di bordo a cura dei partecipanti e degli operatori), immagini e video, e l’audio/videoregistrazione degli incontri quotidiani. I dieci protagonisti dell’iniziativa si trovano tutti nella fase di messa in prova , un’opportunità di riabilitazione educativa che consente di scontare la pena, o parte di essa, al di fuori dal carcere. Il fatto che siano tutti maschi e di nazionalità mista rispecchia in toto la situazione attuale: l’80% degli autori di reati compiuti da minori è di sesso maschile e di diverse nazionalità».

 

I Wish con Giovanni Caccamo

MILANO I Wish con Giovanni Caccamo Il cantante siciliano interverrà martedì 13 marzo alla premiazione del concorso video promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo. Un’iniziativa rivolta agli studenti per raccontare le loro speranze, i loro sogni, la loro visione del futuro. marzo 2018 Un ospite speciale per la premiazione dei vincitori di I Wish. Il cantante siciliano Giovanni Caccamo interverrà martedì 13 marzo alle 16.30 in largo Gemelli a Milano alla cerimonia di proclamazione dei migliori video amatoriali realizzati per il contest promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo. Rivolto in modo particolare agli studenti, il contest chiedeva ai partecipanti un video di 3 minuti per raccontare le loro speranze, i loro sogni, la loro visione del futuro in una realtà in cui il desiderio si deve scontrare con mille difficoltà. Un modo per ascoltare la loro voce, sollecitati anche dal prossimo Sinodo dei Giovani indetto da Papa Francesco. I video sono stati valutati da una commissione composta da docenti dell’Università Cattolica e da professionisti del mondo del cinema.

 

La Cattolica alla Gmg di Panama

ateneo La Cattolica alla Gmg di Panama Una delegazione del nostro Ateneo, guidata da monsignor Claudio Giuliodori , ha partecipato nel corso della XXXIV Giornata mondiale della Gioventù alla stesura del Manifesto dei giovani per la cura della casa comune. gennaio 2019 Tra i 900 giovani italiani che dal 22 al 27 gennaio saranno a Panama con papa Francesco per partecipare alla XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù c’è anche una piccola rappresentanza dell’Università Cattolica. La delegazione dell’Ateneo è volata nella Città di Panama per prendere parte al III Convegno Internazionale sulla Salvaguardia del Creato dal titolo “Giovani per la Casa Comune. Dopo il Sinodo, i giovani ribadiscono la loro volontà di essere attori protagonisti della costruzione di un mondo più sostenibile, attento alle povertà materiali e spirituali, per contrastare la cultura dello scarto e il depauperamento delle risorse naturali e culturali della terra». Alla voce di testimoni delle comunità locali si sono alternati autorevoli studiosi di diversi ambiti disciplinari – tra cui anche i docenti dell’Università Cattolica –, per approfondire i servizi ecosistemici (biodiversità, disponibilità e gestione delle risorse) in stretto rapporto alle dimensioni sociali, economiche e culturali. Al termine del convegno è stato proposto e lanciato un nuovo manifesto da diffondere tra i giovani di tutto il mondo e tra i loro educatori, come strumento di pastorale giovanile e sociale, così come già avvenuto nelle due precedenti occasioni di Rio e Cracovia. panama #gmg #ambiente #giovani Facebook Twitter Send by mail Print IL MANIFESTO DELLA GMG PER LA CURA DEL CREATO Il terzo Convegno Internazionale sulla Salvaguardia del Creato dal titolo “Giovani per la Casa Comune.

 

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