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Sacro Cuore, nel Dna dell’Ateneo

In altre parole, dobbiamo essere consapevoli che quanto si è realizzato fino ad oggi nel nostro Ateneo è stato reso possibile dal cuore appassionato di tutti coloro che si sono lasciati ispirare e guidare dal Sacro Cuore di Gesù. Questo è possibile, come insegna San Paolo, solo ad una condizione: “Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei nostri cuori” perché solo così possiamo “conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza”. In questo luogo che è un tempio moderno della conoscenza non dobbiamo mai dimenticare che tutte le conoscenze, anche le più avanzate, le più qualificate dal punto di vista scientifico, quelle maggiormente premiate dai ranking, sono poca cosa senza la conoscenza dell’amore di Cristo […]. Siamo consapevoli che si può guardare con fiducia al futuro solo investendo seriamente sulle nuove generazioni, le più penalizzate da un sistema sociale e culturale che consuma anche ciò di cui non dispone, bruciando preziose risorse che appartengono di diritto ai giovani e al loro futuro. Il nostro Paese non gode di buona salute, per tante ragioni che ben conosciamo, ma soprattutto ci troviamo a vivere in una società malata, il cui cuore è in affanno e mostra evidenti segni di quella malattia che Gesù nel Vangelo ha definito “sclerocardia”, indurimento del cuore. Stare a fianco delle nuove generazioni nel loro cammino di formazione culturale, umana e cristiana, significa contribuire nel modo più efficace e qualificato a rigenerare anche il cuore del nostro Paese. Sono questi i sentimenti che dobbiamo coltivare e che ci devono contraddistinguere nella missione che siamo chiamati a svolgere.

 

Giovani, cosa cercate?

Roma, al via un percorso di approfondimento proposto dal collegio Nuovo Joanneum legate da una domanda. Un viaggio per esplorare le varie sfumature del disagio giovanile anche in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi voluto dal Papa. ottobre 2017 Una densa stagione di iniziative e percorsi di approfondimento aspetta gli studenti dei collegi romani. Il Nuovo Joanneum ha in programma per l’anno accademico 2017-2018 una serie di attività, legate da un filo conduttore, cui gli studenti sono invitati a partecipare. Alla scelta del titolo e all’ideazione del progetto hanno contribuito tutti i membri della direzione del collegio, che ha tratto spunto anche dal documento preparatorio al Sinodo dei Vescovi del 2018 sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Durante la giornata gli studenti visiteranno la comunità delle suore Cistercensi della Stretta Osservanza per fare esperienza della loro scelta di vita e per approfondire il tema del discernimento vocazionale per orientare la propria vita. collegio #giovani #vocazione Facebook Twitter Send by mail LE INIZIATIVE 21 ottobre 2017 Ritrovo comunitario «Venite e vedrete» Visita del monastero e della città di Viterbo Monastero Cistercense della Stretta Osservanza Vitorchiano 9 novembre 2017 Tavola rotonda Giovani in pericolo prof. Mario Pollo - dott.

 

Alla ricerca del futuro

Piacenza Alla ricerca del futuro Tra Millennials, generazione Y e generazione Z, il progetto " Sicurezza di futuro " promosso dal Comune di Piacenza con la supervisione scientifica della Facoltà di Scienze della formazione ha tracciato percorsi concreti per costruire il futuro desiderato. È questo l’obiettivo del progetto Sicurezza di Futuro , promosso dal Comune di Piacenza col sostegno della Regione Emilia Romagna e di cui la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Piacenza è stata referente scientifico. Giovedì 21 dicembre il salone monumentale di Palazzo Gotico nel centro di Piacenza ha ospitato l’evento conclusivo dell’iniziativa: ad accogliere gli studenti delle medie inferiori e superiori, la musica del cantautore piacentino Daniele Ronda ( nella foto a destra ). Giuseppe Magistrali , dirigente comunale dell’unità di progetto, ha tracciato un bilancio del progetto “Abbiamo una grande responsabilità – ha ricordato Magistrali - Non sono gli adulti, i tecnici, i politici, ma anche dei ragazzi. Se le condizioni materiali consentono loro di non preoccuparsi di sopravvivere, la loro paura più grande pare essere quella di sotto-vivere, ovvero di non poter scrivere una biografia personale e sociale che dia conto appieno del loro potenziale, dei loro desideri e delle aspirazioni di persone, studenti, lavoratori, cittadini”. In altri termini, l’impressione è quella di lavorare con ragazzi e ragazze che percepiscono di non poter costruire il loro futuro per i limiti strutturali del contesto, in senso fisico e temporale, in cui vivono. Come efficacemente ha sottolineato un operatore coinvolto in un focus group, si tratta di passare da una logica di costo ad una logica di investimento.

 

La libertà, una difficile conquista

PIACENZA La libertà, una difficile conquista La lezione a Piacenza di Philippe Meirieu , pedagogista francese noto anche fuori dal suo Paese, che basa il suo pensiero sull’idea che tutti sono educabili, nessuno escluso. Per questo abbiamo pensato di proporre un incontro sul tema dell’autonomia, che possa servire agli educatori, agli insegnati e ai genitori, coinvolgendo una delle voci più autorevoli e interessanti in materia: il professor Philippe Meirieu». Philippe Meirieu è un pedagogista francese molto noto anche fuori dal suo Paese. A Piacenza martedì 27 febbraio Meirieu parlerà soprattutto dell’educazione alla libertà, uno dei temi del suo libro appena pubblicato in Italia ( Pedagogia. La formazione alla libertà, secondo Meirieu, è un lavoro complesso di cui deve farsi carico l’educatore per aiutare il ragazzo a sentirsi responsabile delle proprie azioni. Passare dall’autorità dogmatica all’ “autorità che autorizza”: ecco la sfida che Meirieu lancia agli educatori di oggi. Una sfida difficile, ma a cui non ci si può sottrarre, in nome dei doveri che abbiamo nei confronti delle future generazioni.

 

I Wish con Giovanni Caccamo

MILANO I Wish con Giovanni Caccamo Il cantante siciliano interverrà martedì 13 marzo alla premiazione del concorso video promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo. Un’iniziativa rivolta agli studenti per raccontare le loro speranze, i loro sogni, la loro visione del futuro. marzo 2018 Un ospite speciale per la premiazione dei vincitori di I Wish. Il cantante siciliano Giovanni Caccamo interverrà martedì 13 marzo alle 16.30 in largo Gemelli a Milano alla cerimonia di proclamazione dei migliori video amatoriali realizzati per il contest promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo. Rivolto in modo particolare agli studenti, il contest chiedeva ai partecipanti un video di 3 minuti per raccontare le loro speranze, i loro sogni, la loro visione del futuro in una realtà in cui il desiderio si deve scontrare con mille difficoltà. Un modo per ascoltare la loro voce, sollecitati anche dal prossimo Sinodo dei Giovani indetto da Papa Francesco. I video sono stati valutati da una commissione composta da docenti dell’Università Cattolica e da professionisti del mondo del cinema.

 

Caccamo, vi racconto i miei sogni

MILANO Caccamo, vi racconto i miei sogni Il cantante siciliano è intervenuto in largo Gemelli alla premiazione del contest video “I wish. Il cantante siciliano è intervenuto alla cerimonia che ha proclamato i tre vincitori del contest promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo . In un perfetto connubio tra arte e spiritualità, i concorrenti, sono stati in grado di dare vita a video amatoriali, ognuno della durata di tre minuti, in grado di raccontare le loro speranze, i loro sogni e la loro visione del futuro e della vita. Il mio più grande desiderio è sempre stato quello di fare della musica la mia vita, ma non è stato affatto semplice» ha raccontato il vincitore tra le nuove proposte di Sanremo nel 2015 e terzo sul podio tra i big nell’edizione successiva della stessa kermesse. Anzi, l’insuccesso l’ha spinto ad aggiungere un nuovo tassello alla sua carriera, portandolo a scrivere i propri testi e ad alternare la vita da studente al Politecnico di Milano e con l’attività di cantautore durante il week-end. Ed è in questa occasione che ho incontrato Caterina Caselli, con la quale ho davvero realizzato il mio sogno, facendo della musica vita». Una dimensione importante anche oggi nella sua esistenza che il cantante siciliano ha tradotto in un invito agli studenti: che Dio doni loro la capacità di tenere tra le mani il manubrio della loro vita, senza perderne mai il contatto.

 

Giovani, l’Ateneo si fida di voi

milano Giovani, l’Ateneo si fida di voi Nell’omelia in preparazione alla Pasqua, l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori ha richiamato il ruolo dell’Università nella formazione delle nuove generazioni anche in chiave di discernimento vocazionale. marzo 2018 di monsignor Claudio Giuliodori * Le considerazioni di questa lettera meritano di essere approfondite per mettere meglio a fuoco come possiamo aiutare noi stessi e le nuove generazioni ad evitare i cortocircuiti valoriali o, secondo l’immagine odierna, i morsi velenosi di certe tendenze culturali del nostro tempo. Come Ateneo cattolico preposto all’alta formazione dei giovani possiamo aiutare noi stessi e le nuove generazioni a evitare i cortocircuiti valoriali o, secondo l’immagine proposta dalla liturgia di oggi, i morsi velenosi di certe tendenze culturali del nostro tempo. Proprio in questa settimana si sta svolgendo a Roma il “Sinodo dei Giovani” in vista della Giornata Mondiale della Gioventù che sarà celebrata domenica prossima con la liturgia delle Palme e in preparazione al Sinodo dei Vescovi di ottobre. È un lavoro di autoconsapevolezza e di riflessione critica sul nostro vissuto concreto “con” e “per” i giovani che si aggiunge alle pregevoli e importanti attività scientifiche realizzate con il Rapporto giovani e con le ricerche curate da tanti docenti e gruppi di lavoro del nostro Ateneo. È il modo con cui contribuiamo alla riflessione della Chiesa, non solo dall’esterno fornendo alti contributi scientifici, ma dall’interno sentendoci parte viva di questa straordinaria avventura comunitaria che ci vede tutti impegnati ad aiutare le nuove generazioni a discernere la volontà di Dio sulla loro vita. Dobbiamo essere consapevoli che il nostro Ateneo e il Policlinico sono oggetto di scelte preferenziali, da parte di giovani e famiglie per la domanda formativa e da parte di malati e scienziati per quanto riguarda l’ambito della cura della salute, soprattutto per le situazioni più complesse..

 

Eredi & Innovatori, giovani protagonisti

GIORNATA UNIVERSITARIA 2018 Eredi & Innovatori, giovani protagonisti Per la Giornata universitaria , giovedì 19 aprile a Milano incontro aperto alla città con l’inaugurazione nei chiostri dell’ installazione ideata per l'Ateneo dallo Studio Giò Forma . Giovani protagonisti della storia ”, giovedì 19 aprile , nel contesto della settimana milanese dedicata al design e all’innovazione, l’Ateneo aprirà la sua sede storica di Milano in largo Gemelli per un evento rivolto agli studenti, ai laureati e alla città. Nel Cortile d'Onore alle ore 17.30 (scarica il programma) , dopo l'intervento del rettore Franco Anelli , il professor Aldo Grasso dialogherà con alcuni giovani alumni dell’Ateneo, protagonisti di storie di progettualità creativa, per interpretare il tema della Giornata Universitaria a partire dalla loro concreta esperienza. Costruita attorno ad alcune parole suggerite da Emilio Isgrò , Roberto Cingolani , direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Aldo Grasso , e due giovani alumni dell’Ateneo, Margherita Casale e André Ndereyimana , l’Installazione sarà visibile nel primo chiostro dell’Ateneo. Oggi più che mai c’è bisogno che i giovani si sentano protagonisti e che vivano il presente coscienti del loro passato e dell’eredità ricevuta. Credo che i giovani abbiano bisogno soprattutto di sentire che ci si fida di loro; devono essere aiutati a guardare avanti». BRESCIA, LEZIONE SU GIOVANI E IMPRESE Finanza, innovazione, comunicazione: nuove frontiere del capitalismo globale per giovani e imprese è il tema della lezione aperta promossa nella sede di Brescia dell’Ateneo in occasione della 94a Giornata Universitaria.

 

Formazione oggi, quali sfide?

Brescia Formazione oggi, quali sfide? Alleanza e dialogo tra giovani, network, istituti scolastici e imprese: ecco gli ingredienti per formare le risorse del futuro. by Bianca Martinelli | 10 aprile 2018 Riflettere sulle frontiere della formazione umana e professionale al giorno d’oggi non può prescindere dal perseguire una realizzazione personale e comunitaria del singolo, a cui una società deve aspirare. I lavori si sono aperti con i saluti del Presidente della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati e con l’intervento del sindaco Emilio Del Bono , che si è espresso per sottolineare come "il patto formativo tra imprese, università e giovani, è sinergico per la crescita di un territorio". Al centro degli interventi è stata la consapevolezza di come una nuova formazione possa concretizzarsi soltanto attraverso un’alleanza tra persone attente all'attuale condizione giovanile, creando così i presupposti per individuare e sviluppare talenti e competenze specifiche di ciascuno. “Oltre alle competenze avanzate e digitali, un ruolo sempre più cruciale è riconosciuto a life skills come intraprendenza, creatività, apertura al nuovo e disponibilità ad aggiornarsi continuamente – ha sottolineato il coordinatore del corso di laurea magistrale in Progettazione Pedagogica e formazione delle risorse umane, Pierluigi Malavasi . Occorre dunque effettuare un riflessione in questo senso poiché formare individui vincenti e generazioni in grado di capire il mondo che cambia è fondamentale per il funzionamento della società” ha concluso Malavasi. Il problema maggiore della scuola, oggi, è forse quello di non saper leggere le reali inclinazioni dei ragazzi, che sbagliano così la scelta del percorso di studi poiché non sufficientemente indirizzati.”.

 

In cammino verso Emmaus

milano In cammino verso Emmaus Anche noi, come i due discepoli, siamo inquieti e smarriti di fronte alle sfide di un tempo attraversato da conflitti e ostile verso i giovani. maggio 2017 di monsignor Claudio Giuliodori * Il brano dei discepoli in cammino verso Emmaus è affascinante e la narrazione è così coinvolgente da farci sentire partecipi come se fossimo presenti sulla scena. E forse è proprio questo l’intento dell’evangelista che non vuole solo raccontare un fatto che attesta la risurrezione del Signore, quanto piuttosto far sì che ci sentiamo direttamente coinvolti. Lui ci ascolta e ci ricorda che anche di fronte ai tanti segni di peccato e di morte, il cambiamento è possibile, se lo fondiamo sulla luce e la forza della sua risurrezione. È necessario però radicare il nostro pensiero e la nostra azione sulla fede nella potenza della risurrezione del Signore come dice San Pietro nella prima lettura: « Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Come scrivono i vescovi italiani, oggi più che mai servono luoghi “dove sia possibile, attraverso una formazione seria e qualificata, porre le basi per un rinnovamento che si rifletta in tutti gli ambiti, e soprattutto in quelli che maggiormente orientano i cambiamenti come la politica, l’economia e la cultura”. Omelia dell’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo in occasione della messa trasmessa in diretta su Rai Uno dall’aula magna della sede di Milano domenica 30 aprile, Giornata nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore #giornatauniversita' #gu #giovani #giuliodori Facebook Twitter Send by mail.

 

Studiare il mondo per cambiarlo

brescia Studiare il mondo per cambiarlo È il messaggio della 93esima Giornata dell’Università Cattolica ed è stato il tema dei tre incontri organizzati nelle sedi dell’Ateneo, il primo dei quali a Brescia dal titolo “Innovazione 4.0”. Col Rapporto Giovani , la presentazione del progetto Alumni 28 aprile 2017 Tecnologia, studio, impegno, consapevolezza di sé e delle sfide da affrontare: sono gli strumenti in mano alle nuove generazioni per vivere in un mondo in rapida evoluzione. Di giovani e futuro si è parlato a Brescia nel primo dei tre incontri organizzati dall’Ateneo in occasione della 93° Giornata dell’Università Cattolica , in programma domenica 30 aprile. Introdotta e moderata dal vicedirettore del Giornale di Brescia Gabriele Colleoni , la prorettrice Antonella Sciarrone Alibrandi ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Il tema della 93° Giornata dell’Università “ Studiare il mondo è già cambiarlo ” pone volutamente l’accento sull’importanza dello studio per intervenire concretamente sulla realtà. Ne sono un esempio l’uso del digitale e del social network, oggi fondamentali nel settore della comunicazione delle aziende: i master e i corsi che proponiamo rappresentano un’offerta d’istruzione superiore in grado di aiutare gli studenti a immettersi in un mondo del lavoro che richiede sempre più creatività». Esempio concreto in tal senso è la testimonianza di Alberto Albertini , ex studente alla Cattolica e oggi docente di comunicazione internazionale d’impresa: «L’innovazione è la caratteristica fondamentale che un’azienda deve avere per sopravvivere. Del ruolo degli ateni si è occupata nel suo intervento l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia Valentina Aprea : «L’università di oggi deve posizionarsi diversamente rispetto al passato, non più sopra i giovani in quanto Istituzione, bensì al loro fianco.

 

A scuola d’identità di genere

Festa delle donne A scuola d’identità di genere Un progetto formativo di alternanza scuola-lavoro in un istituto piacentino, curato dalla pedagosista Elisabetta Musi in collaborazione con alcune sue allieve. marzo 2017 L’identità di genere è al centro di un percorso di formazione triennale proposto dalla Cisl al liceo delle Scienze umane "Colombini" di Piacenza, in collaborazione con la facoltà di Scienze della formazione della sede piacentina dell’Università Cattolica. Da qui l’idea di proporre un progetto formativo di alternanza scuola-lavoro “Giovani e Genere” , per mettere a fuoco come la nuova generazione conosca e veda il “genere” nelle sue diverse sfaccettature e come possa "attrezzarsi" culturalmente per combattere e prevenire ingiustizie e disparità. La professoressa Elisabetta Musi, pedagogista della facoltà di Scienze della Formazione chiamata a collaborare al progetto, ha articolato il percorso - che si realizzerà lungo tre anni scolastici - in due temi: “genere e famiglia” e “genere e lavoro”. Il percorso di quest’anno, che ha puntato l’attenzione sulla differenza di genere in famiglia, si è articolato in tre segmenti formativi: alcuni incontri sono stati dedicati a esplorare il tema “La disparità tra uomini e donne, stereotipi e pregiudizi e il compito dell’educazione”. Accanto alla professoressa Musi, che ha curato il coordinamento e le lezioni rivolte alle ragazzi e ai ragazzi del Colombini, alcune studentesse della laurea magistrale in Progettazione pedagogica per i minori si sono occupate dei lavori di gruppo per calare gli stimoli teorici nella quotidianità. In famiglia, hanno poi raccontato, i figli maschi godono di maggiore libertà e sono meno coinvolti nei lavori di casa.

 

Linus, la radio non tramonta

Il direttore artistico di Radio Deejay ha spiegato perché il mezzo radiofonico resiste al tempo e alle contaminazioni e quali sono le nuove professionalità per lavorare con successo. Lo ha ribadito, intervenendo a una lezione del master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica , un “professore” d’eccezione come Linus , direttore artistico di Radio Deejay, ospite di Claudio Astorri, docente di Teoria e tecnica della radio. Negli oltre quarant’anni di lavoro in radio da protagonista e osservatore privilegiato, Linus ha percorso l’evoluzione della realtà radiofonica italiana, la “contaminazione” con Tv e web, le difficoltà legate alle frequenze e al mercato. Sapersi distinguere e mantenere un’identità e una coerenza che permetta di differenziarsi è il segreto di un successo durevole come quello di radio Deejay» ha affermato Linus. E se negli anni ’60 la fascia di età degli utenti era 15/25 e in genere dopo i 30 si smetteva in gran parte di seguirla, oggi il target si è spostato fino a 40 anni e oltre. Il ruolo del direttore artistico e dell’ufficio musica di una radio giocano in questo senso un ruolo sempre più importante. Per lanciare nuovi brani (senza dimenticare le esigenze della radio stessa), individuare speaker e dj con personalità che diano vita a programmi con diversi contenuti, progettare iniziative marketing che supportino l’esistenza di una radio serve svecchiare, avere curiosità, non replicare e saperlo fare».

 

Tv2000, i Millennials in diretta

Ateneo Tv2000, i Millennials in diretta Alla vigilia del convegno “Educati dalla Misericordia: un nuovo sguardo sull’umano”, in programma venerdì 11 e sabato 12 novembre, andrà in onda domani alle 21 uno speciale su giovani e futuro realizzato in collaborazione con l'Ateneo. Tra gli ospiti Antonella Sciarrone Alibrandi, docente di Istituzioni di Diritto Privato e di Principi di Diritto e Gestione delle Banche presso la facoltà di Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative nonché prorettore dell’Università Cattolica di Milano; Pierpaolo Triani , professore associato di Didattica generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Parteciperanno, con un filmato intervista, anche il rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Franco Anelli e l’Assistente Ecclesiastico Generale Mons. A partire dai dati concreti, come quelli raccolti per il Rapporto Giovani curato dall’Istituto Toniolo in collaborazione con Ipsos, ci si interrogherà su quale futuro hanno davanti i giovani oggi, quali sono i sogni che vogliono realizzare o quelli a cui hanno dovuto rinunciare. E poi, serve ancora la formazione accademica o si va sempre più verso la pratica? E infine, cosa può offrire una università che ha insito nel suo core business un’attenzione verso l’uomo e il suo essere più profondo? E qual è questo sguardo nuovo? giovani #toniolo #misericordia Facebook Twitter Send by mail.

 

Giovani, quando la devianza è normale

La normalità è stata la costante di tutte le tematiche trattate, che presentano fenomeni di devianza normale nei vari ambiti, dando la possibilità ai relatori di estendere la problematicità della fenomenologia dei confini. Nella nostra società il consumo di sostanze stupefacenti da parte dei ragazzi, anche giovanissimi, è considerato come una devianza normale; i giovani che ne fanno uso sono perfettamente inseriti nel tessuto sociale e fanno le stesse esperienze quotidiane dei ragazzi che non sono consumatori. Massimo Conte , ricercatore di sociologia e per anni operatore sociale nel campo della tossicodipendenza, ha esposto una visione molto realistica del problema e ha sottolineato che bisogna capire quale sia il senso del consumo di sostanze nella nostra società per poter porre dei limiti. Generalmente – ha affermato - il consumo è a tempo , cioè limitato in una stagione della vita in cui i ragazzi fanno uso di sostanze stupefacenti, quasi fossero una prova di transizione, tuttavia c’è da chiedersi se questo periodo di prova sia realmente necessario». Da alcune ricerche è emerso che l’Italia è il Paese europeo con l’età più bassa di accesso al consumo di alcolici e i luoghi della socializzazione al consumo sono proprio le famiglie. La musica è venduta dalle industrie come un prodotto, ma nasce dalla sensibilità di artisti che decidono di esprimere le loro emozioni e spesso non c’è la consapevolezza di quelli che potrebbero essere gli effetti sul pubblico. Il problema – ha chiarito Pier Cesare Rivoltella , direttore del Centro di Ricerca sull’educazione ai media (Cremit) – non è se il consumo di musica e media sia lecito, ma è il rapporto che i giovani instaurano con questi».

 

Lo psicologo che cresce il talento

cattolicapost Lo psicologo che cresce il talento Come accompagnare e sviluppare nelle società sportive professioniste le giovani promesse. Giovedì 15 dicembre a Brescia un convegno a cui parteciperanno responsabili e allenatori dei settori giovanili di club di basket, volley, rugby e calcio nel bresciano. Nel corso dell’evento i relatori presenteranno l’evoluzione più attuale degli studi sul talento sportivo, unitamente ai risultati di ricerche svolte dal gruppo Asag dell’Università Cattolica nel corso degli ultimi anni: uno spunto per il dibattito con i partecipanti. L’incontro si rivolge tanto a figure prettamente tecniche del mondo sportivo, quali manager, allenatori, direttori tecnici e sportivi, operatori che lavorano in realtà professionistiche o semi-professionistiche, quanto a psicologi che lavorano o vorrebbero lavorare nel mondo dello sport. I lavori saranno introdotti dal direttore di Asag Caterina Gozzoli , coordinatore della laurea magistrale in Psicologia degli interventi clinici e coordinatore scientifico di Cattolicaper lo Sport , e da una relazione di Chiara D’Angelo. sport #talento #giovani #psicologo Facebook Twitter Send by mail.

 

Neet/Non-Neet, un test scaccia crisi

MILANO Neet/Non-Neet, un test scaccia crisi Un decalogo sintetico, poco più di un gioco, che mette a confronto l’atteggiamento dei giovani che non studiano e non lavorano rispetto a quello di chi crede nelle proprie capacità e cerca con tutte le forze il futuro che merita. by Velania La Mendola | 03 marzo 2016 I Neet , acronimo inglese per Not in Education, Employment or Training , sono i giovani che non studiano e non lavorano : un fenomeno purtroppo in crescita che conta 2,4 milioni di persone in Italia. Indicatori ufficiali e dati di ricerche scientifiche alla mano, disegna anche un percorso di riscatto possibile, che passa attraverso il cambio di atteggiamento verso le nuove generazioni, l’attenzione ai talenti giovani, l’investimento nelle nuove competenze, il sostegno dell’intraprendenza. Ma non è solo il contesto o la politica che condiziona il futuro dei giovani, conta anche il loro atteggiamento di fronte alla crisi, alle difficoltà, alle ingiustizie. Ecco allora un decalogo , sintetico, che mette a confronto l’atteggiamento dei Neet rispetto a quello di chi invece crede nelle proprie capacità e cerca con tutte le forze il futuro che merita. neet #giovani #futuro Facebook Twitter Send by mail Neet | Non Neet Vai al decalogo per il test.

 

Fattore giovani, la seconda puntata

milano Fattore giovani, la seconda puntata Domenica 29 maggio alle 20.30 secondo appuntamento con il programma prodotto dall’Istituto Toniolo, in onda sul canale 195 del digitale terrestre Chiesa Tv. Si parlerà di comunicazione e new media con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana 25 maggio 2016 Secondo appuntamento, domenica 29 maggio , per “Fattore giovani”. Il programma va in onda ogni domenica alle 20.30, e in replica il giovedì alle 15.30, sul canale 195 del digitale terrestre Chiesa Tv, il canale della Diocesi di Milano e della Società San Paolo, oltre che sul circuito delle tv cattoliche. Si parlerà di comunicazione e new media con i dati del Rapporto giovani. In esterna il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e in studio il responsabile comunicazione dell'arcidiocesi di Milano don Davide Milani . Il carattere specifico della trasmissione quello di essere uno sguardo sui giovani, costruito dai giovani studenti dell’Università Cattolica. fattoregiovani #giovani #istitutotoniolo Facebook Twitter Send by mail.

 

Una fede per diventare grandi

ATENEO Una fede per diventare grandi La prolusione ai Corsi di Teologia del vescovo di Novara e vicepresidente della Cei monsignor Franco Giulio Brambilla su credere e sapere: «Si diventa adulti solo quando si è capaci di concentrare il sogno universale in una scelta di vita». È questo in sintesi il messaggio emerso dall’incontro dedicato all’ormai tradizionale prolusione ai Corsi di Teologia, quest’anno affidata a monsignor Franco Giulio Brambilla , vescovo di Novara e vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il primo passo da compiere, perciò, è quello di sfatare alcuni luoghi comuni, che monsignor Brambilla denomina «tensioni fondamentali», basati sulla credenza che tra gli elementi che formano l’identità personale – esperienza, ragione, prassi – non vi sia una «vaga mano di vernice religiosa». In realtà, la fede “vissuta” è fin dall’inizio anche una fede “saputa”, che porta con sé le buone ragioni del credere. Come? «Il primo modo è quello alto del pensiero “critico” e “argomentativo” – ha osservato monsignor Brambilla –, proprio della teologia, che mette in rapporto il sapere della fede con le forme del sapere con cui l’uomo di ogni tempo cerca la verità». Il secondo modo, invece, «è quello del sapere “riflessivo”, il quale non mira al sapere critico, ma a costruire una mentalità di fede». Di qui la proposta di monsignor Brambilla «di una fede pensata secondo un modello dialogico e interdisciplinare , perché è decisivo per la formazione dei giovani che si superi il modello scolare, della lezione o dell’incontro di gruppo, oggi spesso sostituito dal ciclo di conferenze».

 

Giovani e università, servono visioni

BRESCIA Giovani e università, servono visioni Nel seminario dei docenti di Teologia e degli assistenti pastorali, che si è svolto nella sede di Brescia, spazio all’ascolto delle aspettative degli studenti. settembre 2016 Capire che chi sono e quali aspettative hanno i giovani di oggi e gli studenti dell’Ateneo in particolare. È indispensabile avere una conoscenza approfondita dei ragazzi e dei fenomeni che accompagnano oggi la loro condizione di vita» afferma il cardinale. Si dice che i ragazzi di oggi sono passivi e distratti» ha fatto notare il professor Alessandro Rosina , curatore del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo-Università Cattolica, nella tavola rotonda dedicata alle aspettative delle giovani generazioni. Già, ma come? «Sono molto attenti alla dimensione relazionale e al poter incontrare persone che non solo insegnano, ma che si mettono in gioco» ha suggerito Pierpaolo Triani , docente di Didattica generale alla facoltà di Scienze della formazione. Come pure, lo scontro in atto tra professionalizzazione e passione, che genera tra i ragazzi “un’ansia da disoccupazione”, portandoli più a usare che a vivere l’università. Come uscirne? Intanto l’Università Cattolica – afferma l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori , che ha chiuso i lavori insieme al rettore Franco Anelli – «accompagna gli studenti anche con i corsi di teologia e con una vicinanza cosiddetta pastorale, che significa camminare insieme, condividendo le fatiche, le gioie, le speranze».

 

Dio a modo mio, intervista sulla fede

RICERCA Dio a modo mio, intervista sulla fede Centocinquanta ragazzi di tutta Italia, scelti dal campione del Rapporto Giovani, raccontano il loro rapporto con la fede a un gruppo di “ricercatori” coetanei . L’indagine qualitativa che ne è seguita è raccolta nel volume Dio a modo mio , curato da Paola Bignardi e Rita Bichi , nato da un approfondimento nell’ambito del Rapporto Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori. Per permettere agli intervistati di parlare a proprio agio e senza filtri su un tema così privato l’Istituto Toniolo ha chiesto la collaborazione di alcuni studenti dell’Ateneo che hanno rivolto i quesiti dell’indagine ai loro coetanei. Annamaria Musillo (nella foto a lato) è una di loro: originaria di Matera, ex studentessa dell’Università Cattolica e collegiale del Paolo VI, laureata in Lingue e letterature straniere , ora vive a Roma e, appena concluso il Tfa, aspetta di diventare a tutti gli effetti insegnante di Spagnolo. Nel 2013 si è sviluppata un’ulteriore indagine qualitativa sul tema “Giovani e fede” che ha coinvolto 23 intervistatori di età compresa fra i 23 e i 30 anni e 150 intervistati distribuiti tra Nord, Centro e Sud Italia, tutti battezzati, tutti appartenenti a due fasce di età (19-21 anni e 27- 29 anni) . I 150 giovani hanno risposto a domande sul loro rapporto con la fede, le loro credenze e i loro atteggiamenti nei confronti della religione, sui loro ricordi del catechismo, raccontando la loro esperienza religiosa. Con questi 50 giovani è stato svolto un ulteriore approfondimento attraverso una seconda intervista, i cui risultati sono confluiti nel libro Dio a modo mio. Giovani e fede in Italia appena edito da Vita e Pensiero (2015).

 

Giovani lombardi, social ma prudenti

MILANO Giovani lombardi, social ma prudenti Secondo una ricerca condotta da OssCom per Corecom i ragazzi della regione fanno largo uso di Whatsapp, Facebook e Instagram, consapevoli della web reputation e dei rischi che corrono online, come cyberbullismo, sexting e abuso dei dati personali. Abbastanza riservati, consapevoli della web reputation e dei rischi che corrono online (come cyberbullismo, sexting e abuso dei dati personali), i ragazzi si dimostrano preparati ad adottare strategie per far fronte a eventuali situazioni di stress emotivo rivolgendosi a figure adulte come la madre o gli insegnanti. Se WhatsApp è l’applicazione social più utilizzata in assoluto, Facebook risulta molto popolare fra i maschi (44% contro il 33% delle femmine) e gli adolescenti (42% contro il 35% di chi ha meno di 14 anni). Quelli più diffusi sono il bullismo, sia offline che online (29%), seguito dal sexting (23%) e dall’abuso dei dati personali, con percentuali variabili a seconda delle sue diverse forme (da un massimo di 25% a un minimo di 3%). Il bullismo offline è ancora più diffuso di quello online; il cosiddetto cyberbulling è però diffuso su tutte le piattaforme di SNS: il 36% delle vittime lo ha sperimentato su Facebook, il 27% su WhatsApp e il 19% tramite chiamate e SMS sul proprio cellulare. Gli episodi di bullismo sono più frequenti fra i maschi (32% contro il 25% delle femmine) e fra i preadolescenti (33% contro il 24% degli adolescenti); il rischio sexting è più diffuso tra i maschi (29%) che tra le femmine (17%), e tra gli adolescenti (26%) che tra i preadolescenti (20%). giovani #social #cyberbullismo Facebook Twitter Send by mail LA RICERCA La ricerca ha adottato una metodologia quantitativa intervistando un campione rappresentativo, dal punto di vista sociodemografico, della popolazione lombarda tra gli 11 e i 18 anni (500 giovani), utente abituale di Internet.

 

Misuriamo l’Italia col meritometro

febbraio 2016 di Andrea Danneo , Antonio Di Francesco , Marianna Di Piazza È il primo indicatore quantitativo di sintesi che misura lo “stato del merito” in un Paese. Uno strumento che delinea un quadro sconfortante per l’Italia: secondo il rapporto 2016 occupiamo l’ultima posizione nel ranking che mette a confronto 12 Paesi europei ( vedi il grafico nella foto ). Lanciato per la prima volta nel 2015, questo indice nasce da una mancanza» afferma Balduzzi, ricercatore in Scienza delle finanze del Dipartimento di Economia e finanza . Abbiamo pensato perciò di sviluppare questo strumento, un indice sintetico compreso tra 0 e 100, che indica quanto è meritocratico un Paese, con l’idea di trovare dei pilastri attraverso cui definire la meritocrazia». Parlando di politiche pubbliche, quanto incidono le recenti riforme del governo Renzi per rilanciare la meritocrazia? «È ancora presto per dirlo, se vogliamo utilizzare il Meritometro come parametro di riferimento. Le recenti riforme possono contribuire ad eliminare questo aspetto che sembra culturale ? «L’idea che i canali per ottenere una posizione non siano quelli tradizionali (merito e curriculum), ma le conoscenze e le parentele, scoraggia le persone che cercano lavoro. In Europa, gli italiani sono quelli più disposti ad andare all’estero: tra le motivazioni c’è il fatto che non credono di avere opportunità in Italia.

 

Nuove generazioni, il futuro difficile

Milano Nuove generazioni, il futuro difficile Presentato in Università Cattolica il Rapporto Giovani 2016 dell’Istituto Toniolo. I dati mostrano l'Italia come uno dei paesi che finora è meno riuscito a costruire basi solide per un futuro da protagonisti dei millenial. L'Istituto di Studi Superiori Giuseppe Toniolo con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo ha stilato il Rapporto Giovani 2016 fotografando le aspettative, le speranze e le delusioni delle nuove generazioni italiane. Alcuni dati presenti nel Rapporto Giovani 2016 mostrano l'Italia come uno dei paesi che finora è meno riuscito a costruire basi solide per un futuro da protagonisti dei giovani italiani. Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica sociale all'Università Cattolica del Sacro Cuore e curatore del Rapporto, ha ricordato l'importanza dell'impatto delle politiche di territorio per migliorare la situazione dei giovani. Alcuni dati evidenziano meglio questo rapporto: tra i 25-29 anni più del 75% dei giovani italiani vive ancora con i propri genitori e non è indipendente da un punto di vista economico. Negli ultimi anni è cresciuta la voglia dei giovani italiani di uscire dalla condizione difensiva, di non subire ulteriormente solo i cambiamenti ma cogliere anche le opportunità.

 

Stili di vita, universitari rimandati

Sono troppi gli studenti sedentari, cioè ben 3 su 10 non svolgono attività fisica, mentre un numero consistente di universitari cedono alle lusinghe di Tabacco e di Bacco: 3 studenti su 10 hanno l’abitudine al fumo e 4 su 10 consumano settimanalmente vino e birra. Altissima l’attitudine verso le nuove tecnologie, con rischio di abuso e dipendenza: tutti gli studenti (uomini e donne) hanno almeno un telefono cellulare e 7 su 10 usano smartphone per essere sempre connessi. Al di là di uno stile di vita non del tutto salutare la stragrande maggioranza degli universitari italiani - ben 8 su 10 – si sentono in buona o ottima salute. La ricerca integrale, pubblicata sugli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità , ha riguardato stili di vita e comportamenti di 8.516 studenti di dieci università italiane (di Nord, Centro e Sud del Paese), in età compresa tra 18 e 30 anni: 5.702 donne (67%) e 2.814 uomini (33%) con età media di 22,2 anni. Il 77,1% degli studenti universitari ha dichiarato di avere una salute buona o molto buona, mentre 25,8% ha riferito di avere - quasi ogni giorno - almeno un uno dei seguenti disturbi: cefalea, mal di stomaco, mal di schiena, stanchezza, nervosismo, vertigini e difficoltà ad addormentarsi. Ed è proprio per motivo che sono stati attivati - nelle sedi di Roma, Milano, Brescia della Università Cattolica del Sacro Cuore - tre sportelli di counseling, fruibili da parte degli studenti di tutte le Università presenti nel territorio . I problemi, per cui gli studenti si sono rivolti agli sportelli, afferivano ai seguenti ambiti: di medicina generale; ginecologico/andrologico; allergologico; psichico (disturbi del comportamento alimentare; problematiche familiari; ansia, disturbo compulsivo-ossessivo; problemi di adattamento alla realtà universitaria da parte degli “studenti fuori sede”).

 

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