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Giovani sul grande schermo

mostra Giovani sul grande schermo Inaugurata a Roma alla presenza di Pif una mostra multimediale che analizza la presenza giovanile nel cinema italiano tra il 1948 e il 2018. Si gioca attorno a questi tre termini la scommessa che ha unito Fondazione Ente dello Spettacolo e Università Cattolica, e che si è materializzata nei suoi esiti, martedì 29 gennaio, presso gli spazi dell’ex mattatoio “La Pelanda” di Roma. La seconda: “ Siamo quel che ci manca ”, dedicata alla ricerca di senso e di Dio da parte dei giovani, dal Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini a Corpo Celeste di Alice Rohrwacher. Nel corso del 2018, un gruppo di studenti di diverse facoltà e differenti età (da primo anno di triennale al dottorato), hanno intrapreso un percorso attraverso le immagini che delle generazioni precedenti il cinema ci ha trasmesso. Storie talvolta “lontane” e di “complessa decifrazione” (i bambini già adulti dei film degli anni della guerra o del dopoguerra, come Roma città aperta o Ladri di biciclette , o i ragazzi ideologizzati e violenti degli anni di piombo di Mio fratello è figlio unico ). Pif , regista di La mafia uccide solo d’estate e creatore del Testimone , programma seguitissimo dai più giovani fin dai tempi di MTV, ha chiuso il cerchio che connette giovani, storia nazionale e cinema: «Ero giovane quando a Palermo la mafia ha ucciso i giudici Falcone e Borsellino. docente di Storia dei media alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica, Milano #cinema #giovani #mostra Facebook Twitter Send by mail.

 

L’Europa alla prova dei giovani

Si tratta di una generazione dalle incredibili potenzialità, che ha a disposizione strumenti di comunicazione e possibilità di movimento impensabili fino a pochi anni fa. Eppure, le prospettive di crescita, di realizzazione e di miglioramento delle proprie condizioni di vita appaiono, secondo tantissimi indicatori socio-economici, estremamente difficoltose. Concentrandosi qui sulle prime, al di là di pochi elementi comuni a tutti, ognuno dei 27 paesi dell’Unione ha una certa libertà di scelta sulla propria legge elettorale. Per esempio, rispetto alle elezioni del 2009, Cipro e la Francia hanno fatto scendere l’età di elettorato passivo di ben 4 e 5 anni, a 21 e 18 anni rispettivamente; l’Italia, invece, resta il paese dove i giovani hanno barriere più alte all’ingresso nelle istituzioni. E ciò diventa più grave se si pensa che la stessa barriera persiste per l’accesso al Parlamento nazionale: con l’aggravante che, in un contesto di bicameralismo perfetto, il procedimento legislativo in Italia è di fatto condizionato dal Senato (elettorato attivo a 25 anni e passivo a 40). Il secondo è invece di tipo demografico: l’Italia è il paese dell’Unione europea dove è più bassa la quota di under 40 sul totale della popolazione (nel 2017, il 40 per cento contro, per esempio, il 54 per cento dell’Irlanda, che è il paese più giovane, secondo i dati Eurostat). Cosicché, unendo le barriere all’ingresso alle istituzioni con l’inconsistenza numeraria dei giovani stessi, è possibile concludere che l’Italia è di gran lunga il paese dell’Unione dove i giovani hanno meno potere politico potenziale. Certo, non ci si aspetta che cambi nulla nel breve periodo: ma il breve periodo è una preoccupazione della politica dalla visione limitata e dal fiato corto, della politica che è solo ricerca del consenso elettorale e non di strategia di crescita.

 

Giovani per uno sviluppo sostenibile

Panama Giovani per uno sviluppo sostenibile A chiusura del convegno “Giovani per la Casa comune”, che si è svolto prima della Gmg di Panama, un messaggio che impegna a una conversione ecologica per prendersi cura dell’ambiente. gennaio 2019 L'impegno per l'ecologia integrale coinvolge tutte le parti della società e l’approfondimento scientifico-culturale della lettera enciclica Laudato si’ chiama in causa studiosi, ricercatori e studenti universitari per educare allo sviluppo sostenibile e solidale. L’intima relazione tra i giovani e il futuro del pianeta costituisce uno tra gli assi portanti dell’enciclica Laudato si’ e della riflessione con cui l’Asa intende contribuire al dibattito sul senso umano della tecnologia negli anni dell’ecologia digitale. Il manifesto del convegno “Giovani per la Casa Comune” , la cui elaborazione è stata curata da un gruppo di lavoro diretto da monsignor Claudio Giuliodori , è stato consegnato a Papa Francesco che, nei discorsi di Panama, ha insistito sulla necessità della “conversione ecologica”. Dopo il Sinodo, i giovani ribadiscono la loro volontà di essere attori protagonisti della costruzione di un mondo più sostenibile, attento alle povertà materiali e spirituali, per contrastare la cultura dello scarto e il depauperamento delle risorse naturali e culturali della terra. Un luogo emblematico per pensare il rapporto tra formazione ecologica e cultura giovanile è l’azione del cammino, l’avventura del pellegrinaggio, occasione di ricerca e di contemplazione con occhi nuovi del creato, come pure invito all’impegno di salvaguardia dell’integrità della creazione, condizione di una sua migliore fruizione personale e collettiva. ambiente #sostenibilita' #sviluppo #giovani Facebook Twitter Send by mail PER LA CASA COMUNE Nel terzo convegno internazionale sulla salvaguardia del creato “ Giovani per la Casa Comune ”, svoltosi il 19 gennaio a Panama City, ha partecipato una delegazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, guidata dall'assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori.

 

Giovani in cerca di relazioni

La prolusione di monsignor Erio Castellucci , vescovo di Modena-Nonantola, per l’inaugurazione dei corsi di Teologia. febbraio 2019 di monsignor Erio Castellucci * L’età giovanile in genere, e l’esperienza universitaria in particolare, è tempo opportuno per gli incontri decisivi della vita. “ Universitas ” nel periodo medievale indicava un insieme di persone che si associavano, una corporazione. Una di queste raccoglieva gli studenti, che si mettevano insieme, si davano regole per studiare il diritto, la medicina, le arti, la filosofia e la teologia; gli studenti stessi cercavano i maestri e guidavano la vita e il funzionamento di questa esperienza. L’Università è istituzione certo, ma prima di tutto è relazione: nasce come relazione, che poi è necessariamente diventa anche istituzione, e non come istituzione capace poi di custodire delle relazioni. Testimoniare la bellezza dell’incontro con Dio ai giovani e insieme ai giovani significa assumere uno stile che promuova più che condannare, che incoraggi più che polemizzare. Significa gettare meno lacci per difendersi dalle sirene e comporre più melodie per incantarle: Gesù, come scrive San Paolo, è il grande “sì” di Dio (cf. 2 Cor 1,20); è necessario saper pronunciare anche dei “no”, ma solo quelli che servono per custodire il grande “sì”.

 

Teologia, una lezione sui giovani

MILANO Teologia, una lezione sui giovani Sarà affidata all’arcivescovo di Modena-Nonantola monsignor Erio Castellucci la prolusione ai corsi di teologia in programma mercoledì 27 febbraio in Aula Magna. Saranno loro i protagonisti della lectio magistralis che monsignor Erio Castellucci , arcivescovo Abate di Modena-Nonantola, pronuncerà in occasione dell’apertura dei Corsi di Teologia in programma mercoledì 27 febbraio , alle 13, nell’Aula Magna dell’Università Cattolica. Ecco perché, si legge nel testo stilato dai vescovi a chiusura dei lavori, «una riflessione particolare meritano le istituzioni educative cattoliche, che esprimono la sollecitudine della Chiesa per la formazione integrale dei giovani. Esse sono chiamate a proporre un modello di formazione che sia capace di far dialogare la fede con le domande del mondo contemporaneo, con le diverse prospettive antropologiche, con le sfide della scienza e della tecnica, con i cambiamenti del costume sociale e con l’impegno per la giustizia». Nato a Roncadello di Forlì l’8 luglio 1960, monsignor Erio Castellucci, che ha studiato a Bologna al pontificio seminario regionale “Benedetto XIV” e a Roma alla Pontificia università gregoriana, ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi. Autore di numerosi saggi di argomento teologico e pastorale, è stato nominato da papa Francesco arcivescovo di Modena-Nonantola il 3 giugno 2015 e ordinato vescovo da monsignor Lino Pizzi il 12 settembre a Forlì. Gli insegnamenti di Teologia sono una peculiarità dell’Università Cattolica e intendono offrire una conoscenza motivata, ragionata e organica dei contenuti della Rivelazione e della vita cristiana.

 

Se il lavoro diventa povero

MILANO Se il lavoro diventa povero Oltre che determinato, frammentato e precario, secondo il recente rapporto Cnel si contano in Italia più di tre milioni di working poor. Negli ultimi anni la ripresa dell’economia ha creato molti posti di lavoro e l’occupazione sta recuperando i livelli pre-crisi» spiega Claudio Lucifora , docente di Economia del lavoro nella facoltà di Economia dell’Università Cattolica, consigliere Cnel e curatore del Rapporto. La crescita dell’occupazione ha poi allargato le differenze di genere e gli squilibri tra Nord e Sud: infatti sono aumentati gli occupati con orari ridotti, si registrano più lavoratori part-time, soprattutto tra le donne, e spesso involontario, c’è una minor crescita al Sud rispetto al Nord. Ci troviamo di fronte a una crescita del lavoro “polarizzata”: da una parte, crescono soprattutto le basse qualifiche, dall’altra, vi è un aumento dell’occupazione più qualificata e specializzata, mentre diminuiscono le qualifiche intermedie con mansioni routinarie». In sostanza ci troviamo di fronte a un mercato del lavoro che presenta numerose criticità… «Uno dei fenomeni più allarmanti è la crescita negli ultimi anni del lavoro povero. Quali le politiche da mettere in campo e le proposte concrete di fronte a questo scenario? «Serve un ventaglio di misure, non solo di aiuto economico, ma di prevenzione e di assistenza. Le esperienze straniere mostrano che i paesi che hanno minori tassi di povertà o li hanno ridotti hanno implementato buoni sistemi educativi e di formazione professionale per giovani e adulti, hanno efficaci misure di orientamento al lavoro e di alternanza scuola e lavoro, danno sostegno ai bassi salari.

 

La Cattolica alla Gmg di Panama

ateneo La Cattolica alla Gmg di Panama Una delegazione del nostro Ateneo, guidata da monsignor Claudio Giuliodori , ha partecipato nel corso della XXXIV Giornata mondiale della Gioventù alla stesura del Manifesto dei giovani per la cura della casa comune. gennaio 2019 Tra i 900 giovani italiani che dal 22 al 27 gennaio saranno a Panama con papa Francesco per partecipare alla XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù c’è anche una piccola rappresentanza dell’Università Cattolica. La delegazione dell’Ateneo è volata nella Città di Panama per prendere parte al III Convegno Internazionale sulla Salvaguardia del Creato dal titolo “Giovani per la Casa Comune. Dopo il Sinodo, i giovani ribadiscono la loro volontà di essere attori protagonisti della costruzione di un mondo più sostenibile, attento alle povertà materiali e spirituali, per contrastare la cultura dello scarto e il depauperamento delle risorse naturali e culturali della terra». Alla voce di testimoni delle comunità locali si sono alternati autorevoli studiosi di diversi ambiti disciplinari – tra cui anche i docenti dell’Università Cattolica –, per approfondire i servizi ecosistemici (biodiversità, disponibilità e gestione delle risorse) in stretto rapporto alle dimensioni sociali, economiche e culturali. Al termine del convegno è stato proposto e lanciato un nuovo manifesto da diffondere tra i giovani di tutto il mondo e tra i loro educatori, come strumento di pastorale giovanile e sociale, così come già avvenuto nelle due precedenti occasioni di Rio e Cracovia. panama #gmg #ambiente #giovani Facebook Twitter Send by mail IL MANIFESTO DELLA GMG PER LA CURA DEL CREATO Il terzo Convegno Internazionale sulla Salvaguardia del Creato dal titolo “Giovani per la Casa Comune.

 

Giovani, oltre la sfiducia

milano Giovani, oltre la sfiducia «Il nostro Ateneo può essere un luogo di consolazione e di speranza» ha affermato l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori nell’omelia della messa in preparazione al Natale. Ora, se c’è una componente della nostra società che in questo momento è maggiormente penalizzata ed è a forte rischio di sfiducia e scoraggiamento, questa è certamente la realtà giovanile. Il Sinodo ha chiesto anche alle Università Cattoliche un particolare impegno su questo versante al fine di generare una nuova cultura che sappia valorizzare l’entusiasmo e la creatività dei giovani. Anche il nostro Ateneo, per molte ragioni è, e può essere sempre di più, un vero e proprio luogo di consolazione e di speranza. Me lo diceva qualche giorno fa un genitore che mi ringraziava per quello che facciamo, perché vedeva nel modo con cui accogliamo, formiamo e aiutiamo a maturare i nostri studenti un segno di grande speranza. Ce lo confermano coloro che assumono i nostri laureati quando ci dicono di trovarli maturi, sensibili e generosi, capaci di relazionarsi con gli altri in modo competente e responsabile. Pubblichiamo alcuni passaggi dell’omelia di monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo, in occasione della celebrazione eucaristica in preparazione al Natale nell'aula magna di largo Gemelli a Milano.

 

Verso il Natale

Roma Verso il Natale Con la Santa Messa concelebrata Mercoledì 12 dicembre nella Chiesa Centrale la comunità della sede di Roma si prepara a vivere le prossime festività natalizie. Claudio Giuliodori by Federica Mancinelli | 13 dicembre 2018 “Cari giovani, voi avete la fortuna di vivere in un ambiente in cui non mancano gli aiuti e gli stimoli per una continua riflessione sulla vostra vita. Vi è data la possibilità di imparare a legare il giogo dello studio al giogo dell’amicizia, del servizio e dell’amore fraterno. Sono solo gli ultimi passi, in ordine di tempo, di quel lavoro quotidiano che si attua nella nostra comunità universitaria per aiutare le nuove generazioni a realizzare quel “discernimento vocazionale” su cui si sono concentrati i lavori del recente Sinodo dei Vescovi. così, in uno dei passi centrali dell’omelia della celebrazione eucaristica del 12 dicembre, S.E. Claudio Giuliodori, Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, ha voluto introdurre tutta la comunità, e particolarmente gli studenti, della sede di Roma dell’Ateneo e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS al cammino di preparazione al Santo Natale (qui il testo integrale dell’omelia). Gianni Ambrosio , Vescovo della Diocesi di Pacenza-Bobbio, alla presenza del Magnifico Rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli e del Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Giovanni Raimondi, è stata molto partecipata da studenti, docenti e personale tecnico e amministrativo della sede.

 

Cattolica e giovani, dialogo aperto

ateneo Cattolica e giovani, dialogo aperto È stato presentato in largo Gemelli il volume che raccoglie il lavoro biennale predisposto dalle varie realtà dell’Ateneo in preparazione al Sinodo svoltosi in Vaticano ad ottobre. Un utile strumento di preparazione al Sinodo svoltosi ad ottobre in Vaticano sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, e memoria storica del corale lavoro svolto da studenti e docenti in Università Cattolica durante gli incontri della Libera iniziativa di Ateneo. Testimonianze di un percorso ” (edito da Educatt) è stato presentato lo scorso 21 novembre dal prorettore vicario Antonella Sciarrone Alibrandi , dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e dal curatore dell’opera, professor Giuseppe Colombo . A lui, da parte dei vertici dell’Ateneo, è stato dato atto del lavoro imponente di cui il volume è testimonianza, e della determinazione, energia, tempo e sapienza dedicata a gestire l’Iniziativa di Ateneo e la pubblicazione del libro. La professoressa Sciarrone, in particolare, ha evidenziato la spontaneità di tale progetto che si è arricchito, strada facendo, con tante idee condivise in chiave di prospettiva intergenerazionale. Il curatore ha sottolineato l’appoggio convinto delle autorità accademiche alla stampa del volume e ha ribadito la coralità del lavoro che ha consentito agli studenti di conoscere realtà a loro ignote. Durante il dibattito seguito alla presentazione è emerso il desiderio dei docenti di continuare tale genere di iniziative di riflessione e di impegno collocandosi nel solco delle tematiche proposte dalla Chiesa.

 

Un viaggio nel tempo dei giovani

Milano Un viaggio nel tempo dei giovani Da martedì 27 novembre in largo Gemelli la mostra multimediale “ Belle speranze: Il cinema italiano e i giovani (1948-2018) ” racconta settant’anni di storia dei giovani italiani. La promuove la Fondazione Ente dello spettacolo con l’Università Cattolica. novembre 2018 “ Belle speranze: Il cinema italiano e i giovani (1948-2018) ” è il titolo della mostra multimediale che viene inaugurata martedì 27 novembre, alle 14.30, presso l’Aula Pio XI in largo Gemelli 1 a Milano . L'allestimento presentato in anteprima alla Cattolica è parte di una mostra più ampia, che verrà esposta a Roma, presso gli spazi della Pelanda, all'inizio del 2019. All'inaugurazione interverranno il prorettore dell’Università Cattolica Antonella Sciarrone Alibrandi , il direttore di sede Mario Gatti , il presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo mons. Davide Milani , i curatori della mostra Gianluca Arnone , Emanuela Genovese e Maria Grazia Cazzaniga e Massimo Scaglioni , docente di Storia dei media all’Università Cattolica e coordinatore del lavoro di realizzazione dei video-saggi degli studenti. mostra #cinema #giovani Facebook Twitter Send by mail.

 

Cinema, giovani allo specchio

milano Cinema, giovani allo specchio Una mostra promossa da Fondazione Ente dello spettacolo e Università Cattolica mette a confronto le nuove generazioni con la rappresentazione cinematografica dell’universo giovanile degli ultimi 70 anni. Video intervista al professor Massimo Scaglioni by Matteo Nava | 28 novembre 2018 I giovani italiani sono cambiati radicalmente dal dopoguerra a oggi o rimangono sempre uguali di generazione in generazione? La risposta sta probabilmente nel mezzo. Parola di Massimo Scaglioni , coordinatore della attività del Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi (Certa), che ha seguito da vicino un progetto che ha analizzato le figure giovanili nel cinema italiano negli ultimi 70 anni. Dopo diversi mesi di lavoro, il punto di arrivo è proprio questo: ci sono dei caratteri che si possono riconoscere e distinguere nei giovani italiani di tutto il Novecento e oltre, mentre altri sono strettamente legati all’epoca storica di riferimento. Temi come gli amici e la famiglia - seppur declinati in modo differente - accompagnano i giovani sin dai prodotti cinematografici più datati, mentre in altri casi i ragazzi di oggi hanno faticato a immedesimarsi con i loro coetanei di alcuni decenni fa» fa notare il professor Scaglioni. Una constatazione possibile proprio grazie al fatto che i protagonisti del progetto sono stati alcuni studenti universitari, che hanno analizzato diversi film italiani di differenti periodi storici, cercando di capire come le figure giovanili sono state rappresentate nel corso degli anni e in quali dei protagonisti potessero immedesimarsi. Il punto su cui però tutti sono concordi è l’innovazione che un progetto simile porta con sé: affidare non a degli accademici ma a dei giovani stessi il compito di analizzare le figure giovanili nel cinema italiano.

 

L’Ateneo al Sinodo dei giovani

Ateneo L’Ateneo al Sinodo dei giovani L’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e il professor Giuseppe Colombo hanno consegnato nelle mani del Papa il libro che raccoglie il contributo di studenti e professori per l’assemblea sinodale in programma dal 3 al 28 ottobre. Il libro, pubblicato da Educatt, è stato consegnato nelle mani del Papa , lo scorso 26 settembre, al termine dell’Udienza generale del mercoledì, dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e dal curatore professor Giuseppe Colombo (nella foto in alto) . In particolare, come scrive il rettore Franco Anelli nell’introduzione, «quell’annuncio invitava ognuno a farsi carico personalmente delle domande e delle sfide che oggi segnano la vita delle nuove generazioni». L’insieme delle disponibilità individuali sono confluite in un lavoro condiviso, che ha condotto a chiedersi chi sono e cosa desiderano, realmente e al di là di ogni stereotipo, i ragazzi e le ragazze del nostro tempo. Quello compiuto è stato dunque un cammino fruttuoso e animato dalla volontà di far emergere, senza filtri o edulcorazioni, le aspettative e, nello stesso tempo, i timori e le speranze delle nuove generazioni» scrive ancora il Rettore nell’introduzione al volume. Un percorso di conoscenza, anzitutto sul piano umano, coerente con la tradizione e lo stile dell’Ateneo, dato che la Cattolica, ponendosi costantemente al servizio della Chiesa nel suo incedere nel mondo reale, non si è mai concepita come un’enclave separata dal proprio tempo e dalla storia». Tra queste il superamento delle ingiustizie e delle povertà, la mobilità umana e il contrasto alla cultura dello scarto, la questione della “casa comune” e dell’ambiente, le nuove frontiere dello sviluppo biologico e tecnologico, assieme a molti altri temi di stringente attualità».

 

Dieci anni di ASA

Brescia Dieci anni di ASA A dieci anni dall’istituzione dell’Alta Scuola per l’Ambiente un convegno affronta i temi di crescente povertà, sviluppo sostenibile e ruolo delle tecnologie. A fronte dell’aumento della povertà, del peggioramento della qualità dell’ambiente e del lavoro in Italia e nel mondo crescono le disuguaglianze. Le diverse parti della società sono quindi chiamate a individuare nella responsabilità per la cura della casa comune un metodo per attuare un nuovo modello di sviluppo e di benessere rivolto alle giovani generazioni, e pratiche virtuose in grado di favorire progetti innovativi e sostenibili. L’intervento del Rettore Anelli, si è concentrato sul concetto di “Utopia della sostenibilità”. Servono a puntare in alto, a qualcosa che non è immediatamente realizzabile coi mezzi a disposizione, ma spronano a tentare di superare i meccanismi sbagliati in atto. Proprio per questo conseguire i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 è un’utopia che può diventare prassi, adottando un nuovo paradigma di progresso, rispettoso dei limiti del pianeta, e una cultura della sostenibilità come forma di capitale sociale”. “In questi 10 anni le occasioni di confronto e collaborazione con ASA sono state molte, tra cui l’istituzione del corso di Etica della sostenibilità presso il nostro Ateneo.

 

I dieci anni di Asa

cattolicapost I dieci anni di Asa Una tre giorni di studio per celebrare il compleanno dell’Alta Scuola per l’Ambiente e analizzare pratiche virtuose e favorire progetti innovativi, sostenibili e solidali nell’ambito della responsabilità per la cura della casa comune. In Italia e nel mondo crescono le disuguaglianze mentre l’Agenda 2030 e i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stentano a diventare oggetto di informazione e confronto collettivo. Le diverse parti della società sono chiamate a individuare nella responsabilità per la cura della casa comune un metodo per attuare un nuovo modello di sviluppo e di benessere rivolto alle giovani generazioni. Una sorta di appello che esprime il desiderio di approfondire come le generazioni che salgono alla ribalta siano chiamate e coinvolte a divenire responsabili del miglioramento materiale, del progresso morale, dello svolgersi del loro itinerario spirituale. La prima sessione del convegno si focalizza sul compito di formarsi alla coscienza storica, di rendersi conto dei valori, delle istituzioni, dell’eredità che abbiamo ricevuto e amministriamo. Prendere consapevolezza dei rischi e delle iniquità che minacciano il presente e il futuro della pacifica convivenza sul pianeta richiede un’attività educativa che si dispieghi lungo tutto l’arco e in ogni contesto della vita personale e collettiva. Nel pomeriggio di giovedì 11 ottobre, a partire dalle ore 14.30, dopo i saluti istituzionali del sindaco della città di Brescia Emilio Del Bono , del rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli , e dell’Università di Brescia Maurizio Tira , Enrico Giovannini , portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile parlerà di “Un’utopia sostenibile”.

 

Università e lavoro, cambio d’epoca

MEETING DI RIMINI 2018 Università e lavoro, cambio d’epoca Gli Atenei, per affrontare questa fase di cambiamento strutturale, devono tornare a educare, insegnando ai giovani a scoprire il nesso tra particolare e universale. Nell'ambito del Meeting di Rimini parla il direttore Area ricerca e sviluppo Mario Gatti 20 agosto 2018 di Mario Gatti * Per motivi professionali ho spesso modo di interfacciarmi sia con giovani in cerca di lavoro sia con aziende ed enti che hanno bisogno di selezionare risorse umane. E la prima osservazione che mi sento di fare è che il lavoro in sé è cambiato . Quello tradizionalmente inteso risponde sempre meno alle richieste del mercato; le società di consulenza hanno cambiato la modalità di reclutamento delle risorse e l’irrompere del digitale su vasta scala ha trasformato i processi lavorativi (e anche formativi). Che idea hanno del lavoro? Desiderano ancora lavorare nelle cosiddette aziende tradizionali? Qual è, invece, la concezione dei manager e degli imprenditori? Le aziende sono “ open ” per i giovani? Quali i requisiti e le competenze imprescindibili oggigiorno? Ha ancora senso parlare di competenze tecniche o verticali? Se le parole chiave del mercato del lavoro tradizionale erano “conoscenza”, “specializzazione”, “verità oggettiva” e “pianificazione a lungo termine”, il nuovo paradigma del lavoro innovativo è caratterizzato da “comprensione”, “complessità”, “valori propri del soggetto” e “flessibilità”. Questo farà sì che i nostri laureati siano veramente smart e dotati di un solido bagaglio culturale e valoriale che permetta loro di entrare nel mondo del lavoro non solo ricchi di competenze verticali ma con la capacità di osservare e inserirsi in questo cambio d’epoca.

 

Giovani, cosa cercate?

Roma, al via un percorso di approfondimento proposto dal collegio Nuovo Joanneum legate da una domanda. Un viaggio per esplorare le varie sfumature del disagio giovanile anche in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi voluto dal Papa. ottobre 2017 Una densa stagione di iniziative e percorsi di approfondimento aspetta gli studenti dei collegi romani. Il Nuovo Joanneum ha in programma per l’anno accademico 2017-2018 una serie di attività, legate da un filo conduttore, cui gli studenti sono invitati a partecipare. Alla scelta del titolo e all’ideazione del progetto hanno contribuito tutti i membri della direzione del collegio, che ha tratto spunto anche dal documento preparatorio al Sinodo dei Vescovi del 2018 sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Durante la giornata gli studenti visiteranno la comunità delle suore Cistercensi della Stretta Osservanza per fare esperienza della loro scelta di vita e per approfondire il tema del discernimento vocazionale per orientare la propria vita. collegio #giovani #vocazione Facebook Twitter Send by mail LE INIZIATIVE 21 ottobre 2017 Ritrovo comunitario «Venite e vedrete» Visita del monastero e della città di Viterbo Monastero Cistercense della Stretta Osservanza Vitorchiano 9 novembre 2017 Tavola rotonda Giovani in pericolo prof. Mario Pollo - dott.

 

Alla ricerca del futuro

Piacenza Alla ricerca del futuro Tra Millennials, generazione Y e generazione Z, il progetto " Sicurezza di futuro " promosso dal Comune di Piacenza con la supervisione scientifica della Facoltà di Scienze della formazione ha tracciato percorsi concreti per costruire il futuro desiderato. È questo l’obiettivo del progetto Sicurezza di Futuro , promosso dal Comune di Piacenza col sostegno della Regione Emilia Romagna e di cui la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Piacenza è stata referente scientifico. Giovedì 21 dicembre il salone monumentale di Palazzo Gotico nel centro di Piacenza ha ospitato l’evento conclusivo dell’iniziativa: ad accogliere gli studenti delle medie inferiori e superiori, la musica del cantautore piacentino Daniele Ronda ( nella foto a destra ). Giuseppe Magistrali , dirigente comunale dell’unità di progetto, ha tracciato un bilancio del progetto “Abbiamo una grande responsabilità – ha ricordato Magistrali - Non sono gli adulti, i tecnici, i politici, ma anche dei ragazzi. Se le condizioni materiali consentono loro di non preoccuparsi di sopravvivere, la loro paura più grande pare essere quella di sotto-vivere, ovvero di non poter scrivere una biografia personale e sociale che dia conto appieno del loro potenziale, dei loro desideri e delle aspirazioni di persone, studenti, lavoratori, cittadini”. In altri termini, l’impressione è quella di lavorare con ragazzi e ragazze che percepiscono di non poter costruire il loro futuro per i limiti strutturali del contesto, in senso fisico e temporale, in cui vivono. Come efficacemente ha sottolineato un operatore coinvolto in un focus group, si tratta di passare da una logica di costo ad una logica di investimento.

 

La libertà, una difficile conquista

PIACENZA La libertà, una difficile conquista La lezione a Piacenza di Philippe Meirieu , pedagogista francese noto anche fuori dal suo Paese, che basa il suo pensiero sull’idea che tutti sono educabili, nessuno escluso. Per questo abbiamo pensato di proporre un incontro sul tema dell’autonomia, che possa servire agli educatori, agli insegnati e ai genitori, coinvolgendo una delle voci più autorevoli e interessanti in materia: il professor Philippe Meirieu». Philippe Meirieu è un pedagogista francese molto noto anche fuori dal suo Paese. A Piacenza martedì 27 febbraio Meirieu parlerà soprattutto dell’educazione alla libertà, uno dei temi del suo libro appena pubblicato in Italia ( Pedagogia. La formazione alla libertà, secondo Meirieu, è un lavoro complesso di cui deve farsi carico l’educatore per aiutare il ragazzo a sentirsi responsabile delle proprie azioni. Passare dall’autorità dogmatica all’ “autorità che autorizza”: ecco la sfida che Meirieu lancia agli educatori di oggi. Una sfida difficile, ma a cui non ci si può sottrarre, in nome dei doveri che abbiamo nei confronti delle future generazioni.

 

I Wish con Giovanni Caccamo

MILANO I Wish con Giovanni Caccamo Il cantante siciliano interverrà martedì 13 marzo alla premiazione del concorso video promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo. Un’iniziativa rivolta agli studenti per raccontare le loro speranze, i loro sogni, la loro visione del futuro. marzo 2018 Un ospite speciale per la premiazione dei vincitori di I Wish. Il cantante siciliano Giovanni Caccamo interverrà martedì 13 marzo alle 16.30 in largo Gemelli a Milano alla cerimonia di proclamazione dei migliori video amatoriali realizzati per il contest promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo. Rivolto in modo particolare agli studenti, il contest chiedeva ai partecipanti un video di 3 minuti per raccontare le loro speranze, i loro sogni, la loro visione del futuro in una realtà in cui il desiderio si deve scontrare con mille difficoltà. Un modo per ascoltare la loro voce, sollecitati anche dal prossimo Sinodo dei Giovani indetto da Papa Francesco. I video sono stati valutati da una commissione composta da docenti dell’Università Cattolica e da professionisti del mondo del cinema.

 

Caccamo, vi racconto i miei sogni

MILANO Caccamo, vi racconto i miei sogni Il cantante siciliano è intervenuto in largo Gemelli alla premiazione del contest video “I wish. Il cantante siciliano è intervenuto alla cerimonia che ha proclamato i tre vincitori del contest promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo . In un perfetto connubio tra arte e spiritualità, i concorrenti, sono stati in grado di dare vita a video amatoriali, ognuno della durata di tre minuti, in grado di raccontare le loro speranze, i loro sogni e la loro visione del futuro e della vita. Il mio più grande desiderio è sempre stato quello di fare della musica la mia vita, ma non è stato affatto semplice» ha raccontato il vincitore tra le nuove proposte di Sanremo nel 2015 e terzo sul podio tra i big nell’edizione successiva della stessa kermesse. Anzi, l’insuccesso l’ha spinto ad aggiungere un nuovo tassello alla sua carriera, portandolo a scrivere i propri testi e ad alternare la vita da studente al Politecnico di Milano e con l’attività di cantautore durante il week-end. Ed è in questa occasione che ho incontrato Caterina Caselli, con la quale ho davvero realizzato il mio sogno, facendo della musica vita». Una dimensione importante anche oggi nella sua esistenza che il cantante siciliano ha tradotto in un invito agli studenti: che Dio doni loro la capacità di tenere tra le mani il manubrio della loro vita, senza perderne mai il contatto.

 

Giovani, l’Ateneo si fida di voi

milano Giovani, l’Ateneo si fida di voi Nell’omelia in preparazione alla Pasqua, l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori ha richiamato il ruolo dell’Università nella formazione delle nuove generazioni anche in chiave di discernimento vocazionale. marzo 2018 di monsignor Claudio Giuliodori * Le considerazioni di questa lettera meritano di essere approfondite per mettere meglio a fuoco come possiamo aiutare noi stessi e le nuove generazioni ad evitare i cortocircuiti valoriali o, secondo l’immagine odierna, i morsi velenosi di certe tendenze culturali del nostro tempo. Come Ateneo cattolico preposto all’alta formazione dei giovani possiamo aiutare noi stessi e le nuove generazioni a evitare i cortocircuiti valoriali o, secondo l’immagine proposta dalla liturgia di oggi, i morsi velenosi di certe tendenze culturali del nostro tempo. Proprio in questa settimana si sta svolgendo a Roma il “Sinodo dei Giovani” in vista della Giornata Mondiale della Gioventù che sarà celebrata domenica prossima con la liturgia delle Palme e in preparazione al Sinodo dei Vescovi di ottobre. È un lavoro di autoconsapevolezza e di riflessione critica sul nostro vissuto concreto “con” e “per” i giovani che si aggiunge alle pregevoli e importanti attività scientifiche realizzate con il Rapporto giovani e con le ricerche curate da tanti docenti e gruppi di lavoro del nostro Ateneo. È il modo con cui contribuiamo alla riflessione della Chiesa, non solo dall’esterno fornendo alti contributi scientifici, ma dall’interno sentendoci parte viva di questa straordinaria avventura comunitaria che ci vede tutti impegnati ad aiutare le nuove generazioni a discernere la volontà di Dio sulla loro vita. Dobbiamo essere consapevoli che il nostro Ateneo e il Policlinico sono oggetto di scelte preferenziali, da parte di giovani e famiglie per la domanda formativa e da parte di malati e scienziati per quanto riguarda l’ambito della cura della salute, soprattutto per le situazioni più complesse..

 

Eredi & Innovatori, giovani protagonisti

GIORNATA UNIVERSITARIA 2018 Eredi & Innovatori, giovani protagonisti Per la Giornata universitaria , giovedì 19 aprile a Milano incontro aperto alla città con l’inaugurazione nei chiostri dell’ installazione ideata per l'Ateneo dallo Studio Giò Forma . Giovani protagonisti della storia ”, giovedì 19 aprile , nel contesto della settimana milanese dedicata al design e all’innovazione, l’Ateneo aprirà la sua sede storica di Milano in largo Gemelli per un evento rivolto agli studenti, ai laureati e alla città. Nel Cortile d'Onore alle ore 17.30 (scarica il programma) , dopo l'intervento del rettore Franco Anelli , il professor Aldo Grasso dialogherà con alcuni giovani alumni dell’Ateneo, protagonisti di storie di progettualità creativa, per interpretare il tema della Giornata Universitaria a partire dalla loro concreta esperienza. Costruita attorno ad alcune parole suggerite da Emilio Isgrò , Roberto Cingolani , direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Aldo Grasso , e due giovani alumni dell’Ateneo, Margherita Casale e André Ndereyimana , l’Installazione sarà visibile nel primo chiostro dell’Ateneo. Oggi più che mai c’è bisogno che i giovani si sentano protagonisti e che vivano il presente coscienti del loro passato e dell’eredità ricevuta. Credo che i giovani abbiano bisogno soprattutto di sentire che ci si fida di loro; devono essere aiutati a guardare avanti». BRESCIA, LEZIONE SU GIOVANI E IMPRESE Finanza, innovazione, comunicazione: nuove frontiere del capitalismo globale per giovani e imprese è il tema della lezione aperta promossa nella sede di Brescia dell’Ateneo in occasione della 94a Giornata Universitaria.

 

Formazione oggi, quali sfide?

Brescia Formazione oggi, quali sfide? Alleanza e dialogo tra giovani, network, istituti scolastici e imprese: ecco gli ingredienti per formare le risorse del futuro. by Bianca Martinelli | 10 aprile 2018 Riflettere sulle frontiere della formazione umana e professionale al giorno d’oggi non può prescindere dal perseguire una realizzazione personale e comunitaria del singolo, a cui una società deve aspirare. I lavori si sono aperti con i saluti del Presidente della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati e con l’intervento del sindaco Emilio Del Bono , che si è espresso per sottolineare come "il patto formativo tra imprese, università e giovani, è sinergico per la crescita di un territorio". Al centro degli interventi è stata la consapevolezza di come una nuova formazione possa concretizzarsi soltanto attraverso un’alleanza tra persone attente all'attuale condizione giovanile, creando così i presupposti per individuare e sviluppare talenti e competenze specifiche di ciascuno. “Oltre alle competenze avanzate e digitali, un ruolo sempre più cruciale è riconosciuto a life skills come intraprendenza, creatività, apertura al nuovo e disponibilità ad aggiornarsi continuamente – ha sottolineato il coordinatore del corso di laurea magistrale in Progettazione Pedagogica e formazione delle risorse umane, Pierluigi Malavasi . Occorre dunque effettuare un riflessione in questo senso poiché formare individui vincenti e generazioni in grado di capire il mondo che cambia è fondamentale per il funzionamento della società” ha concluso Malavasi. Il problema maggiore della scuola, oggi, è forse quello di non saper leggere le reali inclinazioni dei ragazzi, che sbagliano così la scelta del percorso di studi poiché non sufficientemente indirizzati.”.

 

In cammino verso Emmaus

milano In cammino verso Emmaus Anche noi, come i due discepoli, siamo inquieti e smarriti di fronte alle sfide di un tempo attraversato da conflitti e ostile verso i giovani. maggio 2017 di monsignor Claudio Giuliodori * Il brano dei discepoli in cammino verso Emmaus è affascinante e la narrazione è così coinvolgente da farci sentire partecipi come se fossimo presenti sulla scena. E forse è proprio questo l’intento dell’evangelista che non vuole solo raccontare un fatto che attesta la risurrezione del Signore, quanto piuttosto far sì che ci sentiamo direttamente coinvolti. Lui ci ascolta e ci ricorda che anche di fronte ai tanti segni di peccato e di morte, il cambiamento è possibile, se lo fondiamo sulla luce e la forza della sua risurrezione. È necessario però radicare il nostro pensiero e la nostra azione sulla fede nella potenza della risurrezione del Signore come dice San Pietro nella prima lettura: « Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Come scrivono i vescovi italiani, oggi più che mai servono luoghi “dove sia possibile, attraverso una formazione seria e qualificata, porre le basi per un rinnovamento che si rifletta in tutti gli ambiti, e soprattutto in quelli che maggiormente orientano i cambiamenti come la politica, l’economia e la cultura”. Omelia dell’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo in occasione della messa trasmessa in diretta su Rai Uno dall’aula magna della sede di Milano domenica 30 aprile, Giornata nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore #giornatauniversita' #gu #giovani #giuliodori Facebook Twitter Send by mail.

 

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