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Open Week Master e Postlaurea, oltre 68mila spettatori per 15 ore di diretta e 300 video

Open Week Master & Postlaurea Open Week Master e Postlaurea, oltre 68mila spettatori per 15 ore di diretta e 300 video Nella Fase 2 dell’emergenza Covid-19 presentati con una formula innovativa in 12 giorni 195 master dei cinque campus dell’Università Cattolica con sette nuove proposte. Una proposta ricca e articolata con oltre 80 ospiti, 15 ore di diretta, 300 video prodotti e pubblicati che nelle 12 giornate - tra presentazioni, live talk e webinar - ha registrato numeri consistenti e inattesi: complessivamente 68.101 spettatori, 31.702 interazioni, raggiungendo oltre un milione di persone (1.036.221). Sono 195 i master di I e II livello (di cui 14 erogati in lingua inglese ) dell’Università Cattolica previsti per l’anno accademico 2020/21: corsi per tutte le esigenze professionali, flessibili, modulari per conciliare la preparazione personale con l’attività lavorativa. Comunicazione digitale, imprese e territorio, risorse umane, sport, finanza, sostenibilità, cura della persona: sono alcune delle dodici aree tematiche che caratterizzano l’offerta formativa postlaurea dell’Ateneo, approfondite anche durante sei tavole rotonde organizzate nell’ambito dell’ Open Week Master &; Postlaurea dell’Università. Il 12 giugno si è parlato di “ Diplomazia della cultura e carriere internazionali ” , dove è emerso il ruolo della cultural diplomacy , che unisce molteplici capacità come quella di parlare a pubblici diversi, di essere attrattivi, di influenzare le relazioni tra paesi nel mondo, attraverso il linguaggio della cultura. Promosso da Alta Scuola in Economia e Management dei sistemi sanitari ( Altems ) e da Alta scuola in Media, comunicazione e spettacolo ( Almed ), il master “Comunicazione sanitaria” formerà coloro che operano, o intendono operare, nell’ambito della comunicazione aziendale con specifico riferimento al settore sanitario, sia pubblico sia privato. “Qualificazione di tecnici commerciali e marketing delle agro-forniture” è il nuovo master promosso dall’Alta Scuola di management ed economia agro-alimentare della sede di Cremona ( Smea ).

 

I master si presentano con Tiziano Ferro

Le presentazioni dei corsi di primo e secondo livello saranno affiancate da dibattiti e tavole rotonde by Emanuela Gazzotti | 05 giugno 2020 La pop star Tiziano Ferro aprirà la prima edizione di Open Week Master e Postlaurea che dall’11 al 18 giugno presenterà l’offerta formativa di terzo livello dell’Ateneo. E come per l’Open Week appena concluso, anche tutti i corsi che verranno illustrati faranno della necessità un valore: la didattica a distanza, che grazie al piano #ecatt ha permesso di proseguire lauree triennali e magistrali, si applicherà anche nel campo del postlaurea plasmandone in parte la struttura. La prima dell’11 giugno è dedicata al lavoro cha cambia e alle nuove professioni, la seconda il 12 giugno tratterà il tema della diplomazia della cultura e delle carriere internazionali, il 15 giugno si parlerà di sport e il 16 di risorse umane. Il corso fornisce competenze specifiche nell’ambito del trattamento di pazienti con disturbo della personalità, in particolare borderline, per formare professionisti che possono collocarsi sia nei servizi pubblici e convenzionati e in ambito privato, sia all’interno di interventi di prevenzione primaria e secondaria nell’area materno infantile. Promosso da Altems (Alta Scuola in Economia e Management dei sistemi sanitari) e da Almed (Alta scuola in Media, comunicazione e spettacolo), il master “ Comunicazione sanitaria ” formerà coloro che operano, o intendono operare, nell’ambito della comunicazione aziendale con specifico riferimento al settore sanitario, sia pubblico sia privato. Il percorso formativo si pone l’obiettivo di creare professionalità che siano in grado di garantire un presidio efficace dei processi di comunicazione grazie ad abilità tecniche e manageriali indispensabili per agire in un contesto sempre più complesso come quello sanitario attuale. “ Qualificazione di tecnici commerciali e marketing delle agro-forniture ” è il nuovo master promosso dall’Alta Scuola SMEA della sede di Cremona che intende trasferire il know-how dal “laboratorio” al “campo”, esprimendo l’estrema esigenza di soggetti appositamente formati e qualificati.

 

Tiziano Ferro: «Studenti, nutrite la vostra aspirazione ogni giorno»

Anche il tradizionale appuntamento con i master, le scuole di specializzazione, i dottorati di ricerca e la formazione continua quest’anno si è trasferito sui canali social e che nel suo esordio ha raggiunto 13.780 persone, ottenuto 1.108 interazioni, registrato 3.766 spettatori. Nel video che ha dato il là alla manifestazione e che si protrarrà fino al 26 giugno Tiziano Ferro racconta che «la musica nasce dal silenzio, è stata la colonna sonora dei miei sforzi in un mondo nel quale non c’erano i social media e nemmeno corsi universitari così stimolanti. Alle 17 è seguita la tavola rotonda “ Il lavoro che cambia: formarsi per le nuove professioni ”, introdotta da Mario Gatti , Direttore Area Ricerca e Sviluppo dell’Università Cattolica, il quale ha evidenziato come i master sanno offrire un mix di competenze, di visione e capacità di adattamento al mondo del lavoro. Rispetto a dieci anni fa è cambiato il focus, i profilo dei giovani che stanno cercando perché è cambiato il mondo, a prescindere dalla situazione Covid. Pian piano si sono rese conto che questo non era il modo migliore per selezionare i giovani sul mercato del lavoro poiché spesso non corrispondeva con il profilo richiesto, con le caratteristiche delle persone che le aziende avevano in mente. Il consiglio che mi sento di dare a chi deve scegliere è quello di cogliere tutte le opportunità che il master mette a disposizione». Le competenze post laurea sono una cinghia di trasmissione per collegarti al mondo del lavoro poiché sviluppa la competenza, la capacità di mettersi in gioco che poi verrà integrata quando si arriva nel mondo del lavoro».

 

La ripartenza nel nome della sostenibilità

Un webinar organizzato da Alumni e Alte Scuole dell’Università Cattolica by Agostino Picicco | 18 giugno 2020 Se la pandemia ha cambiato all’improvviso la nostra quotidianità, il futuro non deve coglierci impreparati, dando nuovo slancio a quelli che già erano gli argomenti oggetto di studio da parte dell’Università Cattolica. La sostenibilità nel settore del turismo, ha detto Ada Rosa Balzan , non si limita solo all’aspetto ambientale ma riguarda anche i sistemi di governance, di socialità, di gestione aziendale e valutazione dei rischi del territorio. In pratica il turismo sostenibile non è solo quello in ambito naturalistico ma anche quello che vede un hotel nel centro di una grande metropoli attrezzato con strutture e servizi di sostenibilità integrata. Si pensi al fatto che è aumentata l’età media con relative patologie croniche, e il sistema sanitario, senza adeguati progetti di prevenzione, rischia di entrare in crisi con relativi problemi di sostenibilità finanziaria. Il fatto che nel mondo ci siano più di 150 mila ristoranti italiani, e in Italia 70 mila, è la prova che la cucina italiana è la più apprezzata al mondo. Il fatto che la gente abbia acquistato molta farina e lievito è il segno che ha prodotto dolci e pasta fresca, facendo divertire i bambini, e rendendo più lunga la preparazione delle pietanze, intese non come calorie ma come elementi di socialità per una migliore qualità della vita. Questo è un impegno prioritario dell’Università Cattolica, che si realizza anche attraverso le Alte Scuole, che rappresentano un collegamento tra i corsi tradizionali e il mondo del lavoro, dimostrando attenzione al territorio, alle professioni e ai progetti di terza missione.

 

Il talento è anche questione di organizzazione

È l’identikit del “talento di oggi” che Umberto Frigelli , consigliere nazionale per AIDP Lombardia, l’Associazione italiana per la direzione del personale con più di 3.000 associati in tutta Italia, ha tracciato nell’incontro “Costruire il talento: smart organization o smart people?” . Sono passati vent’anni da quando tre consulenti della McKinsey hanno coniato il termine “guerra dei talenti” eppure il tema della costruzione del talento resta ancora molto dibattuto e al centro della People strategy di molte organizzazioni. Talento deriva dal greco tàlanton e si riferisce al piatto della bilancia che ha sempre connotato il talento, con il senso della direzione che ciascuna persona ha. Quindi il talento, in questo caso, è pensato come una dote che se non c’è non si può imparare. Il capo in una relazione di lavoro non è più quello che un tempo sapeva fare qualcosa meglio di altri ma è colui che fa la cosa giusta, crea significato a quello che stiamo facendo, aiuta a sbrogliare la matassa». Ecco perché «in questa fase di grande evoluzione tecnologica ci vogliono capi che si mettano al servizio dei collaboratori, sappiano orientare le scelte, abbiano una visione, creino un contesto in cui una persona può svolgere quello che è chiamato a fare». Già perché il compito delle università, ha fatto eco Luigi Serio , docente di Economia e gestione delle imprese, «è trasferire competenze e la capacità di combinarle», «aiutare i nostri ragazzi ad avere un approccio inclusivo» per «ricreare una funzione sociale di impresa dove le persone possano trovare un senso». Pertanto, ha rimarcato il giuslavorista Vincenzo Ferrante , il «talento è importante se non lo si seppellisce», per questo è fondamentale l’organizzazione che va però modificata per renderla più efficiente e produttiva.

 

La cultural diplomacy passaporto per il mondo

È un’arte, quella della cultural diplomacy , che unisce molteplici capacità come quella di parlare a pubblici diversi, di essere attrattivi, di influenzare le relazioni tra paesi nel mondo, attraverso il linguaggio della cultura che comprende la valorizzazione delle qualità di ciascuno, dall’arte allo sport, dalla musica al cibo. Nell’ambito di queste tre aree il master prepara a carriere internazionali attraverso lezioni interattive e docenti provenienti da tutto il mondo, visite degli studenti a ambasciate, ministeri, musei e organizzazioni internazionali - ha dichiarato in apertura Federica Olivares -. Per l’area culturale Silvia Foschi , Director Patrimonio Storico Artistico e Attività Culturali di IntesaSanpaolo, ha raccontato l’attività culturale di Intesa sottolineando il valore della collaborazione con il Master in particolare sul “Progetto cultura”, programma triennale all’interno del piano di impresa. Alla domanda su quali cambiamenti la crisi di questi mesi porterà nel futuro lavorativo, Silvia Foschi ha messo l’accento sulla parola “crisi” che etimologicamente rimanda alla separazione, ma anche al discernimento, alla valutazione. Anche per l’Ambasciatore Fabrizio Lobasso della Direzione Generale per la Mondializzazione del Ministero degli Esteri la crisi è un concetto cruciale: «Questa è una grande occasione per ripensare i rapporti in chiave ancor più inter-culturale, dove inter è indice di meticciamento del proprio essere nei confronti degli altri. Sono infatti partiti all’inizio di giugno i primi stage in smart working, skill indispensabile per il lavoro oggi, uno di una studentessa presso gli Uffizi di Firenze, e altri in grandi istituzioni come Ministero degli esteri, Ministero dei beni culturali, Istituto Affari Internazionali, Associazione Italia - Asian, RES4Africa, Fao, Unesco. Il capitale della fiducia è alla base della comunicazione nei prossimi anni, insieme con l’importanza di ridare la speranza attraverso la narrazione di uno storydoing e non più solo uno storytelling e di un linguaggio che trasmetta positività.

 

«Prendiamo il Coronavirus in contropiede»

Open Week Master & Postlaurea «Prendiamo il Coronavirus in contropiede» Secondo Demetrio Albertini , presidente del settore tecnico della Figc, in Italia siamo bravi a farlo. È la metafora calcistica con cui Demetrio Albertini , presidente del Settore tecnico della Federazione italiana giuoco calcio (Figc) ed ex regista di Milan e nazionale, legge il momento che attraversa lo sport, soprattutto quello di base, nel nostro Paese. Siamo molto bravi a farlo come Paese» ha suggerito, indicando come superare la fase difficile che abbiamo attraversato, cercando di essere ottimisti sul futuro prossimo del calcio italiano. È fondamentale sia per chi allena che per chi gioca: non tutti sanno comunicare ma conta di più la parte psicologica che quella tecnica per gestire un gruppo di 25 giovani». Che si tratti di sport professionistico o dilettantistico di base, «in Italia lo sport viene associato a qualcosa che non è cultura» afferma il giornalista di Sky Sport Flavio Tranquillo . Lo dimostrano il nostro lavoro da 15 anni nella formazione di allenatori e manager dei settori giovanili e nelle fondazioni che operano nei Paesi in via di sviluppo» aggiunge la professoressa Caterina Gozzoli , direttrice del master in Sport e intervento psicosociale . Che è quanto anche la Figc cerca di fare ogni giorno, ricorda Albertini, con il settore scolastico, i campionati di bambini e ragazzi, l’attività sociale.

 

Dr. Start-upper anche per le magistrali

Milano Dr. Start-upper anche per le magistrali Per la terza edizione, il percorso rivolto a nuovi aspiranti imprenditori si apre anche agli studenti di tutti i corsi di laurea biennali. Nasceva sulla scorta di questi numeri Dr. Start-upper , il percorso promosso tre anni fa dall’Ateneo per sensibilizzare alla cultura imprenditiva e stimolare lo sviluppo di idee imprenditoriali di allievi dei master, delle scuole di specializzazione e dei dottorati. Dopo una prima fase dedicata alle esperienze di giovani e brillanti start-upper, i partecipanti saranno affiancati da tutor in una prima elaborazione di idee imprenditoriali attraverso istruzioni fornite dai docenti. I migliori venticinque progetti accederanno alla seconda fase, quella di " Training e Development ", in cui sono previste attività di formazione in aula su strategia e business model, analisi di mercato e marketing per l'impresa, proiezioni economico-finanziarie, studi su ecosistema delle start-up e investor relations. Così come momenti di incontro con esponenti del mondo finanziario e investitori istituzionali e non. La fine di questa seconda fase coinciderà con la presentazione delle idee, di fronte a una giuria qualificata di investitori ed esperti che proclamerà i vincitori. Non vediamo l'ora di accogliere nuovi aspiranti imprenditori e nuove idee: senza dubbio questo progetto darà ai partecipanti spiccate competenze manageriali e la possibilità di sviluppare un network di contatti personali e istituzionali nell'ecosistema delle start-up. La selezione, volutamente non ristretta a studenti di Economia, favorisce lo sviluppo delle idee più svariate: vogliamo instillare in tutti i partecipanti un “seme” di impresa, che possa garantire loro un futuro di successi».

 
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