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Fabiana Gatti, la benzina dell'amore

Milano Fabiana Gatti, la benzina dell'amore È mancata nei giorni scorsi, a soli 48 anni, la ricercatrice di Psicologia sociale della facoltà di Lettere e filosofia. gennaio 2019 * di Carlo Galimberti Martedì 15 gennaio, presso la Chiesa di Santa Maria di Caravaggio in Milano, si sono svolti i funerali di Fabiana Gatti, per nove anni ricercatrice a tempo determinato di Psicologia sociale della comunicazione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Fabiana ci ha lasciati dopo sedici mesi di dura lotta con un male che, pur rendendole difficile la vita di relazione così come lo studio, non l’ha però mai allontanata dalla nostra Università, dove era entrata come matricola nel 1989. Da allora Fabiana Gatti è cresciuta come ricercatrice attraverso un impegno costante e una capacità di lavoro che ha unito in modo unico attenzione alla rilevanza sociale dei temi di studio, sensibilità metodologica e disponibilità totale agli studenti incontrati nell’attività didattica. Insieme a chi l’ha conosciuta lavorando con lei in Facoltà di Lettere e Filosofia, così come all’interno del Dipartimento di Psicologia, mi sono più volte chiesto in questi giorni da dove le venisse la capacità di tenere mirabilmente assieme lucidità di pensiero e passione per l’umano. E in questo, principalmente, sta il senso dell’eredità umana e scientifica di Fabiana Gatti, un dono di cui non smetteremo mai di ringraziarla. Professore ordinario di Psicologia sociale in Università Cattolica #fabianagatti #lutto #psicologia Facebook Twitter Send by mail.

 

Gli occhiali che leggono il cervello

Milano Gli occhiali che leggono il cervello Prodotti da una società italiana insieme al Dipartimento di Psicologia possono essere usati dalla ludopatia allo sport, dal management alla sicurezza sulla strada perché monitorando l’attività cerebrale permettono di aumentare il controllo sull’attenzione. by Chiara Martinoli | 13 marzo 2019 Arrivano gli smart glasses , occhiali in grado di “leggere” il cervello e monitorare il nostro livello di stress e attenzione. Prodotti da una società italiana in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica, gli occhiali tecnologici si prestano a diversi ambiti, dalla ludopatia allo sport, dal management alla sicurezza sulla strada. Indossare questi occhiali può costituire un vero e proprio allenamento per la mente e per il cervello» spiega Michela Balconi , a capo dell’ Unità di Ricerca in Neuroscienze Sociali e delle Emozioni (Dipartimento di Psicologia) dell’Università Cattolica. Non ci sono infatti controindicazioni nell’uso prolungato: questi occhiali non fanno altro che registrare l’attività elettrica che spontaneamente il nostro cervello produce, non c’è nulla di invasivo o di manipolativo. neuroscienze #smartglasses #psicologia Facebook Twitter Send by mail I LABORATORI In occasione della Settimana del cervello nelle sedi di Milano e Brescia dell’Ateneo il 14 e il 16 marzo si svolgeranno alcuni laboratori esperienziali promossi dall’ Unità di ricerca in Neuroscienze sociali e delle emozioni del dipartimento di Psicologia. Gli appassionati del cervello potranno scoprire “l’hyperscanning”, il nuovo paradigma delle neuroscienze che permette di conoscere il funzionamento di due cervelli in interazione in differenti contesti applicativi: sperimentali, sociali e aziendali, della ricerca sperimentale, della clinica e della riabilitazione.

 

È morto il professor Assunto Quadrio

milano È morto il professor Assunto Quadrio Si è spento il 21 gennaio lo psicologo che fu uno dei primi allievi di padre Gemelli negli studi pionieristici in Università Cattolica. gennaio 2019 È scomparso alla soglia dei 90 anni Assunto Quadrio Aristarchi , professore emerito dell’Università Cattolica. Già ordinario di Psicologia sociale, fondatore del Centro Studi e ricerche di psicologia giuridica e del Centro Studi e ricerche di scienze cognitive e della comunicazione, si era laureato in Medicina e chirurgia presso l’Università degli studi di Milano nel 1953 e si era specializzato in Psicologia in Cattolica nel 1958. Medico e psicologo, fu chiamato in Cattolica nel 1957/58 da Padre Agostino Gemelli , di cui fu assistente volontario, per diventare successivamente allievo di Giorgio Zunini e Leonardo Ancona , successori dello stesso Gemelli. Divenuto professore incaricato nel 1961/62 si occupò inizialmente di Psicologia dell'età evolutiva alla facoltà di Magistero (ora Scienze della formazione), per poi passare alla facoltà di Scienze politiche dove come professore ordinario insegnò Psicologia sociale. Infine l’approdo alla Psicologia giuridica che lo portò a fondare in Università Cattolica un centro di ricerca in Psicologia giuridica e sociale. Lasciò l’insegnamento a 75 anni, ma ogni giorno tornava in Cattolica perché, come confidò a un’intervista rilasciata a “Presenza”, «non posso fare a meno di restare in contatto con il mondo della ricerca e della formazione dei giovani».

 

Quando la letteratura narra la clinica

Psicologia & Letteratura Quando la letteratura narra la clinica "Il lato opposto della pelle"(2018), romanzo d’esordio dello psicoterapeuta e autore Luca Bonini è stato oggetto di presentazione nel seminario Clinica e letteratura, nell’ambito del ciclo “Le sfide attuali della psicologia”. maggio 2019 Il "Lato opposto della pelle" (Historica edizioni, 2018), esordio letterario dello psicologo, psicoterauta e autore bresciano Luca Bonini , è stato oggetto di presentazione e dialogo con gli studenti nel convengo "Clinica &; letteratura", organizzato nell'ambito dell'edizione 2019 del ciclo "Le sfide attuali della psicologia" promosso dall'omonima facoltà. Già perchè, come ha sottolineato il prof. Giancarlo Tamanza , la psicologia di ambito clinico non prevede solo l'applicazione tecniche, ma anche e soprattuto una buona dose di empatia e capacità di lettura oltre l'apparenza. Si possono insegnare emozioni che non si è sicuri di possedere? Si può aiutare l’altro a guarire se non si è certi d’essere guariti? Il volume narra la storia di Teresa, all’inizio bambina complicata allontanata dalla propria famiglia, poi giovane neuropsichiatra, incontra le storie di ragazzi rotti che urlano, piangono, scappano, si innamorano, vivono nella comunità per adolescenti in cui si ritrova, quasi per caso, a lavorare. Durante l'esercizio della professione, Teresa aiuterà i "suoi" ragazzi a cambiare in meglio, a ritrovare una traiettoria di vita, ma saranno anche i ragazzi - con il loro bagaglio di esperienze - a cambiare lei. #letteratura #psicologia #libri #clinica Facebook Twitter Send by mail.

 

Quando due cervelli si parlano

Milano Quando due cervelli si parlano L’Hyperscanning è una nuova frontiera per monitorare il comportamento emotivo, le strategie mentali, cognitive, di problem solving, la cooperazione, il team building. Michela Balconi , a capo dell’ Unità di Ricerca in Neuroscienze Sociali e delle Emozioni (Dipartimento di Psicologia) dell’Università Cattolica, ci porta alla scoperta dell’Hyperscanning, il nuovo paradigma delle neuroscienze che permette di conoscere il funzionamento di due cervelli in interazione. Che cos’è e come funziona l’Hyperscanning? « La parola “Hyperscanning” indica una sorta di processo di scansione di ordine superiore, che ha come oggetto il legame tra due o più persone. Dal punto di vista delle neuroscienze, l’Hyperscanning indica una modalità, un paradigma, per esaminare come funziona il cervello, quali sono i processi che si attivano quando ci sono interazioni. Come nasce questo nuovo paradigma e come si è sviluppata la ricerca? « L’esordio dell’Hyperscanning risale a una decina di anni fa negli Stati Uniti, dove alcuni ricercatori che si occupavano di processi sociali hanno coniato per primi questo termine. L’Hyperscanning può diventare fondamentale ad esempio nella valutazione del potenziale di una nuova risorsa che deve essere assunta: l’applicazione di questo paradigma può servire a capire se la persona ha determinate skills nella gestione delle dinamiche di gruppo. Anche in questo caso, la nostra ricerca interessa anche alle aziende, che già adesso ci chiedono di aiutarle per capire come potenziare le proprie risorse attraverso la condivisione di un sistema di valori, un sistema morale che garantisca la fidelizzazione del dipendente » .

 

Assunto Quadrio, tra passione e curiosità

Milano Assunto Quadrio, tra passione e curiosità Un ricordo del professore emerito, allievo di Padre Gemelli e, dal 1961 fino al 2004, docente di Psicologia nelle facoltà di Pedagogia e di Scienze politiche. Fu uno degli allievi più cari ed apprezzati di padre Gemelli e poi, dal 1961 fino al 2004, professore di psicologia nelle facoltà di Pedagogia e di Scienze Politiche. Per tanti anni direttore e punto di riferimento del Dipartimento di Psicologia, dal 2009 divenne professore emerito e assiduo frequentatore del Dipartimento. Una curiosità che l’ha portato a esplorare in profondità i legami tra la psicologia e le altre discipline, sempre con l'intento di contribuire al bene comune, di creare una scienza che sia al servizio del bene collettivo. Questa impresa è riuscita a Quadrio perché aveva una grande credibilità, una cultura ampia e trasversale e una capacità di dialogare con profitto anche con chi era portatore di competenze diverse dalle sue. Dal 1961/62 si occupò di Psicologia dell'età evolutiva alla facoltà di Magistero (ora Scienze della formazione), per poi passare alla facoltà di Scienze politiche dove come professore ordinario insegnò Psicologia sociale. Infine l’approdo alla Psicologia giuridica che lo portò a fondare in Università Cattolica un centro di ricerca in Psicologia giuridica e sociale.

 

Psicologi per i parenti dei malati

Roma Psicologi per i parenti dei malati L’Hospice Villa Speranza con la Fondazione Gigi Ghirotti integrerà i servizi di psicologia per i familiari dei pazienti oncologici e non oncologici in progressione di malattia. maggio 2019 Siglato a Roma l’accordo di collaborazione tra la Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti, impegnata sin dal 1975 per una cura più umana e rispettosa dei bisogni delle persone malate di tumore e dei loro familiari, e la Società benefit GMC Università Cattolica del Sacro Cuore - Hospice Villa Speranza. Obiettivo cardine della cooperazione è quello di migliorare la qualità di vita dei familiari dei pazienti dell’Hospice Villa Speranza di Roma, la struttura sanitaria di GMC Università Cattolica dedicata all’assistenza residenziale e domiciliare dei malati oncologici e non oncologici in progressione di malattia. Nell’ottica della collaborazione di rete, GMC Università Cattolica - Hospice Villa Speranza opererà in sinergia con la Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti integrando i servizi di psicologia: Centro di Ascolto psico-sociale Ghirotti e Unità di psicologia Hospice Villa Speranza. Per situazioni particolarmente critiche e complesse potrà essere stabilito un piano di intervento coordinato e integrato per promuovere il miglioramento della qualità di vita dei familiari “Abbiamo da subito condiviso l’impegno di GMC Hospice Villa Speranza per la cura dei propri pazienti. Per il Presidente di GMC Università Cattolica Pierfrancesco Meneghini , “questa collaborazione è solo un primo, importante passo per una collaborazione futura ancora più intensa nell’interesse dei pazienti e dei loro familiari e ha l’ambizione di porsi come modello anche per altre analoghe strutture”. curepalliative #psicologia #hospice #gmc Facebook Twitter Send by mail UNA RETE PER LA CURA La Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti La Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti, nasce il 5 maggio 1975 , con lo scopo d favorire il miglioramento della qualità della vita della persona malata di tumore e dei suoi familiari.

 

Quando le favole diventano una cura

Milano Quando le favole diventano una cura Nel libro di fiabe “Lupo racconta la Sma” lo psicologo Jacopo Casiraghi descrive, per grandi e piccini, la patologia dell’atrofia muscolare spinale e offre nuove chiavi di lettura emotiva e psicologica per fronteggiarla. E, come afferma Casiraghi, «Io ho materialmente scritto il libro, ma in verità ho narrato, attraverso il linguaggio della metafora, le avventure, le storie e a volte il linguaggio delle famiglie che ho incontrato in questi anni». L’atrofia muscolare spinale, infatti, è una malattia genetica rara che colpisce circa 1 neonato ogni 10.000 e - secondo le stime - interessa oggi in Italia circa 850 persone, di cui la maggior parte con un’età inferiore ai 16 anni, costituendo la più comune causa genetica di morte infantile. Lo schema narrativo è impostato in modo che ogni racconto sia riferito a una fase specifica della malattia e, di conseguenza, della vita dei piccoli pazienti. Per questo ho trovato un modo alternativo di raccontare la malattia, di farla comprendere anche a chi non ne è direttamente coinvolto come i fratelli e le sorelle del malato che, pur non avendo una specifica patologia, necessitano di una attenzione particolare. Oggi - dice con soddisfazione Casiraghi - lo scenario per questi bambini e le loro famiglie è ben diverso da quello di appena un paio di anni fa dato che, grazie ai risultati ottenuti dalla ricerca farmacologica, è diventato clinicamente possibile gestire la malattia. Gli anni sono passati e ora il libro di Casiraghi è diventato oggetto di una tesi di laurea triennale dal titolo “Analisi della favole che curano” valutata proprio dal professor Molinari.

 

Il valore della genitorialità sociale

Milano Il valore della genitorialità sociale Formare gli operatori che accompagnano le famiglie in situazioni difficili e i bambini nei percorsi dell’affido e dell’adozione richiede competenze professionali specifiche e raffinate offerte da un master della Cattolica, arrivato alla sua quinta edizione. E ciò vale a maggior ragione per l’adozione che consente un sorprendente recupero non solo dal punto di vista dello sviluppo cognitivo e del processo di attaccamento, ma anche da quello della crescita psico-fisica, come mostrano alcune ricerche condotte dal Centro di ateneo Studi e ricerche sulla famiglia. In breve: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di percorsi che hanno esiti positivi, nonostante gli ineliminabili fattori di rischio, riconducibili prevalentemente alla storia pregressa del minore che non può essere cancellata. Dunque l’affido, così come l’adozione, costituiscono di fatto una valida alternativa quando l’allontanamento dal nucleo di origine risulta inevitabile (e ciò va ovviamente appurato con molta cura) in quanto garantiscono un contesto adeguato per lo sviluppo e la possibilità di sperimentare legami familiari saldi e continuativi. Parliamo in questi casi di genitorialità sociale ovvero di una genitorialità che si basa sulla capacità di allargare i confini familiari e accogliere in quanto figlio (“a tempo” nell’affido e “per sempre” nell’adozione) un figlio nato da altri. Nel piano di studi sia dei futuri psicologi clinici sia degli assistenti sociali sono stati inseriti corsi che trattano nello specifico di queste temi, come è chiaro dal titolo stesso degli insegnamenti. Ma si è pensato anche ad una formazione di secondo livello per quanti già operano o intendono operare in questo settore mediante la proposta di un master realizzato nell’ottica di implementare la costruzione di una competenza specifica propriamente interdisciplinare nel campo dell’affido, dell’adozione e dell’accoglienza familiare.

 

L’app per scelte finanziarie consapevoli

milano L’app per scelte finanziarie consapevoli Si chiama ConsapevolMNT e aiuta le persone affette da lievi disabilità cognitive a prendere decisioni ponderate. gennaio 2019 La app ConsapevolMNT supporta l’utente nel raggiungimento degli obiettivi finanziari promuovendo scelte consapevoli. Promosso dal Museo del risparmio, dallo Specchio dei tempi de La Stampa e dalla Fondazione Intesa San Paolo, il concorso di idee aveva la finalità di promuovere la progettazione di percorsi che favorissero l’autosufficienza economica nelle persone affette da lievi disabilità cognitive . La app ConsapevolMNT fa parte di un percorso di formazione con incontri in presenza per aumentare la competenza economico-finanziaria degli utenti. La modalità di lavoro prevede tre compiti principali: l’identificazione dell’obiettivo, il “cronoprogramma”, ossia il tempo di lavoro, e le risorse da mettere in campo. Il progetto è costituito da tre unità di lavoro con una parte informativa attraverso l’utilizzo di materiali video, una parte esercitativa che facilita l’apprendimento e la parte dell’«Io consapevole», dove le persone concretizzano quanto hanno visto nelle pillole multimediali nelle loro scelte quotidiane. Nell’ultimo, viene proposto il gioco di società “ Projtto ”, appositamente realizzato per offrire un contesto ludico in cui applicare i concetti teorici appresi, simulando scelte economiche del quotidiano.

 

Un corso sulla violenza di genere

Milano Un corso sulla violenza di genere Conoscere le dimensioni sociologica, psicologica, pedagogica, giuridica, economica, psicoterapeutica del fenomeno e gli strumenti adottati per rilevare il rischio, e individuare precocemente i segnali. È a questo tema, purtroppo costantemente alla ribalta della cronaca, che la laurea magistrale in Psicologia dello sviluppo e dei processi di tutela ha dedicato un corso e alcune giornate di studio. Grazie al finanziamento ottenuto con un bando della Regione Lombardia, il corso di “Psicologia della violenza di genere” mira a trasmettere e offrire le competenze di base e specialistiche per promuovere percorsi di contrasto alla violenza contro le donne . Conoscere le dimensioni sociologica, psicologica, pedagogica, giuridica, economica, psicoterapeutica del fenomeno e gli strumenti adottati per rilevare il rischio, e individuare precocemente i segnali della violenza sono gli obiettivi del corso. Sono previste anche lezioni di stampo giuridico ed esperienziale per informare sulle norme penali e su tutti gli strumenti giuridici a contrasto della violenza contro le donne, sulle linee guida nella violenza assistita, sul trattamento del maltrattante, sul sostegno alla genitorialità e all’accompagnamento giudiziario. E ancora il racconto del primo contatto telefonico nell’esperienza di un Centro Antiviolenza, l’informazione sulla rete antiviolenza del Comune di Milano, sulla protezione e la presa in carico delle vittime e sui Centro di ascolto sono argomenti al centro del corso. Dagli stereotipi alla violenza di genere ” giovedì 11 aprile (via Nirone, 15 a Milano, dlle ore 8.30) per offrire un’occasione di approfondimento e formazione specialistica sul contrasto alla violenza di genere e alla violenza domestica dal punto di vista sociale, psicologico e legale.

 

Robot sociali, superuomini al nostro servizio o pericolosi alieni?

Il dibattito Robot sociali, superuomini al nostro servizio o pericolosi alieni? La Human-Centered AI è una visione inclusiva dell ’interazione uomo-robot : sarà la persona a definire obiettivi e vincoli etici della progettazione. luglio 2019 di Antonella Marchetti * La nostra vita quotidiana ci vede da qualche tempo in crescente interazione con una particolare forma di tecnologia: i robot e, in special modo, i robot sociali. Dei “Superuomini” al nostro servizio, secondo un’immaginazione utopica, o dei pericolosi alieni capaci di prendere il potere e assoggettarci, secondo le fantasie maggiormente distopiche. Due fenomeni psicologici saranno a questo riguardo osservabili: da un lato il timore e l’ansia per le novità, che hanno regolarmente caratterizzato gli avanzamenti tecnologici; dall’altro l’animismo, ben studiato da Jean Piaget , cioè la tendenza infantile - mai del tutto sopita - ad ascrivere caratteristiche umane al mondo inanimato. I robot sociali ben si prestano a studiare empiricamente, in situazioni tanto naturalistiche quanto controllate, l’umana attitudine a “umanizzare” la realtà, attribuendole un senso sulla base della propria “ psicologia ingenua ” o Teoria della Mente (l’inclinazione cioè a interpretare il comportamento sulla base di stati interni di tipo psicologico). Si tratta di una visione interdisciplinare e inclusiva dell’interazione uomo-robot, caratterizzata da una quanto mai opportuna centratura sull’umano a vari livelli: di progettazione, di utilizzo, di significazione o attribuzione di senso alle interazioni. docente di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell'Educazione, f acoltà di Scienze della formazione , direttore dell'Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente Secondo articolo di una serie dedicata a come l’intelligenza artificiale ci sta cambiando.

 

Il mio amico robot

ricerca Il mio amico robot Psicologi della Cattolica e colleghi giapponesi hanno condotto uno studio sull’interazione uomo-robot , che ha coinvolto bambini di 5 e 6 anni mentre giocano con altri bambini e partner robotici, scoprendo che i bimbi si comportano nello stesso modo. by Benedetta Minoliti | 27 marzo 2019 Il rapporto tra l'uomo e i robot è diventato il fulcro di un numero notevole di studi, alla luce della loro crescente integrazione in una varietà di campi, dal lavoro ai contesti educativi. Come funziona il gioco che è stato utilizzato per valutare la propensione dei bambini all’equità? «È un gioco nato nell’ambito dell’economia comportamentale per comprendere come le persone prendono decisioni strategiche relative alle modalità di spartizione di un bene. Come si comportano i giocatori? «Il gioco è strutturato con lo scopo di attivare la propensione all’equità e l’avversione all’iniquità: anche se il Proponente ha, in linea di principio, il potere di offrire poco, la norma sociale di equità prescrive una certa quota di reciprocità negli scambi sociali. Si tratta quindi di un gioco che richiede di mettersi nei panni degli altri per capire qual è la minima offerta che si può fare loro affinché non venga rifiutata e anche di capire che in situazioni di asimmetria di potere l’equità non coincide con la spartizione perfetta». Inoltre, a 5-6 anni il bambino è capace di un pensiero ricorsivo di primo ordine a proposito degli stati mentali ed è dunque in grado di comprendere che gli altri possono avere credenze false, cioè diverse dallo stato dei fatti. I partner umani sono infatti concepiti come dotati di una varietà più ampia e articolati di stati mentali, cioè di un mondo interno soggettivo diverso e più ricco di quello dei robot».

 

Migliorare la vita dei drivers: la sfida del progetto “Drivefit”

IL DIBATTITO Migliorare la vita dei drivers: la sfida del progetto “Drivefit” Come ridurre lo stress al volante? Un recente studio condotto dal team dell’ Unità di Ricerca in Neuroscienze Sociali e delle Emozioni ha tentato di rispondere a tali domande, esplorando il potenziale di device neurofisiologici innovativi indossabili. Il progetto Drivefit – svolto con la collaborazione della società Cattolica Assicurazioni, partner di progetto assieme all’Università Cattolica – ha coinvolto un campione di guidatori del nord Italia con l’obiettivo di verificare come sia possibile modulare lo stress al volante con il supporto di tecniche neuroscientifiche. Assieme alle misure comportamentali e neurofisiologiche i drivers venivano monitorati anche rispetto ai comportamenti di guida, attraverso dei sistemi di controllo (driving box) istallati sulle automobili per monitorare tutti i comportamenti durante le performance di guida. I risultati sono molto promettenti: dopo aver completato il percorso di training con il supporto del device neurofeedback indossabile, i drivers hanno mostrato un miglioramento della capacità di gestire l’attenzione e di controllare le interferenze dell’ambiente e una riduzione dei comportamenti aggressivi alla guida. Infatti i drivers riportano di avere migliorato la propria percezione dell’esperienza di guida, sostenuta da minori livelli di stress e fatica mentale e ridotte reazioni impulsive durante la guida. Analogamente il device neurofisiologico si è mostrato efficace per migliorare le capacità di regolazione dello stress e dell’umore nella popolazione anziana, come evidenziato da un’ulteriore applicazione del protocollo di training al filone dell’ healthy aging , nell’ambito della promozione di un invecchiamento sano e attivo. Nono articolo di una serie dedicata a come l’intelligenza artificiale ci sta cambiando #intelligenza artificiale #drivefit #psicologia del traffico Facebook Twitter Send by mail ARRIVANO I ROBOT - IL DIBATTITO L’ intelligenza artificiale non è più fantascienza e le sue applicazioni sono entrate nella vita di tutti i giorni.

 

Service Learning ad Atene

Volontariato Service Learning ad Atene Dal 6 al 9 aprile tre studenti della Laurea Magistrale in “Psicologia degli interventi clinici nei contesti sociali” hanno svolto attività di volontariato formativo nel quartiere di Neos Kosmos di Atene. L’apertura del servizio è stata possibile grazie all’operato di diversi enti tra cui la Confederazione Italiana Consultori Familiari di ispirazione Cristiana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore (CESPEF), rispettivamente rappresentati dal Presidente Don Edoardo Algerie dalla professoressa Livia Cadei . All’interno della struttura abbiamo infatti avuto la possibilità di partecipare attivamente ad alcuni dei momenti salienti della vita del servizio, quali la distribuzione del vestiario e l’attività di doposcuola con bambini e ragazzi durante lo svolgimento di compiti e gioco. La Social House, invece, è un centro di accoglienza per famiglie in difficoltà, che garantisce alle persone un luogo sicuro dove provare a costruire progetti di inserimento lavorativo e sociale. Joseph Bazouzou , punto di riferimento del quartiere che attualmente accoglie circa venti rifugiati siriani in fuga dalla guerra e alla ricerca di un futuro in Europa. Ci siamo immersi in un contesto che è paradigmatico di un’Europa tanto in difficoltà quanto ricca di persone disponibili e propositive, e questo ha fatto nascere in noi molte riflessioni. studenti di Pedagogia interculturale - Laurea magistrale in Psicologia degli interventi clinici nei contesti sociali #psicologia #pedagogia #servicelearnierg #volontariato #esperienze #grecia Facebook Twitter Send by mail.

 

Psicologia, Antonietti nuovo preside

Milano Psicologia, Antonietti nuovo preside Il professore ordinario di Psicologia generale è stato eletto alla guida della facoltà per il quadriennio 2018/19 – 2021/22. Nato a Pavia il 30 aprile 1960, Antonietti è professore ordinario di Psicologia generale presso la facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica, dove insegna anche Psicologia cognitiva applicata e Lifelong learning ed Empowerment. Si è laureato in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1983, si è specializzato in Psicologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 1986 e ha conseguito il dottorato di ricerca in Psicologia dei processi cognitivi e psicolinguistica nel 1989. Ha compiuto studi teorici e sperimentali soprattutto nell'ambito della psicologia cognitiva e dell'apprendimento, focalizzando la propria attenzione sui processi implicati nella creatività, nella soluzione di problemi e nella presa di decisione, con particolare attenzione alla metacognizione, al pensiero per analogia e al ragionamento a base visivo-spaziale. È stato direttore del Dipartimento di Psicologia dal 2002 al 2014, è coordinatore della laurea magistrale “Psicologia per il benessere: empowerment, riabilitazione e tecnologia positiva” e direttore del master Disfunzioni cognitive in età evolutiva. Antonietti è responsabile del Servizio di Psicologia dell’apprendimento e dell’educazione in età evolutiva (SPAEE) dell’Università Cattolica e coordinatore del Laboratorio di Psicologia cognitiva dell’Ateneo. Direttore della rivista Ricerche di Psicologia, il professore è anche membro del comitato scientifico/ di direzione di molte riviste specializzate, anche internazionali.

 

Sessualità, la parola agli adolescenti

marzo 2016 Sono abbastanza competenti in materia di affettività e sessualità e curiosi e precoci nella vita sessuale, che valutano come una componente importante e un completamento della relazione. È il profilo degli adolescenti di oggi secondo un lungo lavoro di studio condotto dalla psicologa dell’adolescenza dell’Università Cattolica Emanuela Confalonieri con la collaborazione di Maria Giulia Olivari (qui a fianco). Da diversi anni ci stiamo occupando di relazioni affettive in adolescenza» afferma l’autrice della ricerca “ Adolescenti, relazioni sentimentali e sessualità ”. Sembra che si tratti dunque di un tema che, pur non essendo il principale argomento di riflessione e conversazione, i ragazzi vivono molto nel loro quotidiano e di cui parlano volentieri, sempre alla ricerca di confronto e conferma su ciò che stanno vivendo. Dalle ricerche emergono un desiderio di sostegno nel proprio percorso di crescita, il desiderio affettivo, il riconoscimento da parte dei pari e anche una chiara distinzione tra una relazione seria e una occasionale nel vivere la sessualità. Analizzando le relazioni sentimentali di questi giovani, il 35% del campione (40% maschi e 60% femmine) ha già sperimentato o sta attualmente intrattenendo una relazione sentimentale che reputa stabile e ha un’età media di 16,6 anni. Per quanto riguarda le relazioni sessuali il 39% del campione (43% maschi e il 57% femmine) con un’età media di 17 anni, ha avuto rapporti sessuali, di cui il primo si può affermare che avvenga in generale intorno ai 15 anni e nell’80% dei casi protetto da metodi contraccettivi.

 

In rete per fare volontariato

Brescia In rete per fare volontariato Al via il progetto “VolontariaMente in rete” con cui la facoltà di Psicologia promuove l’inserimento dei propri studenti all’interno delle realtà associative della città. Numeri che si sposano con quei “3.838 enti non profit registrati a Brescia alla data 31 dicembre 2017, ovvero più del 14% del totale presente in Lombardia” come dichiarato dalla consigliera di CSV e terzo settore Margherita Rocco . Da questi dati l’Ateneo ha avviato la creazione del progetto che farà incontrare l’offerta degli studenti con la costante richiesta espressa da parte delle associazioni. Tutto ciò avverrà anche grazie alla presenza dei due tutor Alessandra Scollato , Psicologa di Comunita e Tutor degli studenti della Facolta di Psicologia e Federico Maffezzoni , laureato alla Cattolica in Psicologia degli interventi clinici nei contesti sociali. Ai due è affidato il compito di “essere punti di riferimento e indirizzare ogni partecipante verso la realtà più adatta, sia per in termini di competenze acquisite sia a livello di inclinazioni personali. L’effetto positivo sarà duplice secondo Silvia Bonizzoni , dirigente responsabile del Settore Servizi Sociali per la Persona, la Famiglia e la Comunita del Comune di Brescia. “Per gli studenti la possibilità di sperimentare sul campo le skills relazionali fondamentali per la futura professione, mentre per una città come la nostra, in cui l’80% dei servizi di prossimità è reso possibile grazie al volontariato, questo significa un’iniezione di nuove e fresche energie”.

 

Così nascono i giovani talenti dello sport

Brescia Così nascono i giovani talenti dello sport Il team di Cattolica per lo Sport e i professionisti delle realtà sportive territoriali sono intervenuti nell'incontro dedicato allo sviluppo del talento sportivo per spiegare cosa significa individiuare e supportare il talento in ambito professionistico. by Francesco Berlucchi | 16 dicembre 2016 Un incontro dedicato allo sviluppo del talento sportivo, con il team di Cattolica per lo Sport e i professionisti delle realtà del territorio, tra calcio, basket, volley e rugby. Un incontro dedicato al tema dello sviluppo del talento sportivo, attraverso uno sguardo psicosociale, in dialogo con diversi protagonisti del territorio e mediante una visione davvero interdisciplinare, tra calcio, basket, volley e rugby. Cosa significa talento - «Da qualche anno il tema del talento nello sport è diventato di moda – spiega Caterina Gozzoli , coordinatrice scientifica di Cattolicaper lo Sport e direttrice dell’Alta scuola in Psicologia dell’Università Cattolica (Asag) -. Ma come si scopre un giovane talento e come si accrescono le sue doti? Parlare di talento significa occuparsi di transizione di carriera. Si tratta di professionisti di alto livello, pertanto una sana gestione del talento non significa solo individuare e scoprire ragazzi che possano costituire il futuro della prima squadra di una società sportiva. Tra le tante realtà, il team di Cattolicaper lo Sport ha voluto creare una lente di ingrandimento sul territorio, dando voce a chi studia da tempo questi temi, ma soprattutto a chi ci convive ogni giorno, lavorando per scovare, crescere e sviluppare nuovi talenti.

 

Erasmus, una scuola di diversità

UCSC INTERNATIONAL Erasmus, una scuola di diversità A Valencia, la studentessa di Psicologia Asya ha scoperto che questa esperienza ha il potere di unire le persone più diverse e di annullare ogni timore. Ammetto che per molti versi ho ritrovato negli spagnoli caratteristiche simili a quegli degli italiani: Valori come, l’importanza della famiglia, degli amici, l’attenzione alla cura della comunità, la cultura del cibo, la gentilezza e l’ospitalità, tipici anche di noi italiani, sono amplificati in una cittadina come Valencia. L’Erasmus è magico da questo punto di vista; ha il potere di unire le persone più diverse e di annullare ogni timore. La diversità è bellezza, ma lo può essere solo se da parte di tutti ci sono rispetto e la volontà di riconoscersi diverso, non appiattirsi ai luoghi comuni, ed arricchire/arricchirsi con gli altri e negli altri. È anche per questo motivo che ho deciso, dal primo giorno a Valencia, di condividere quotidianamente su Instagram una foto rappresentativa della giornata, e di raccontare il mio “Día”. Ho raccontato di tutto, delle cose belle, dei posti visitati, della gente conosciuta, delle cadute prese, delle corse fatte, delle volte che ho riso, che ho pianto e che mi sono arrabbiata. I selezionati avranno l'opportunità di frequentare i corsi all'estero, usufruire delle strutture e dei servizi dell'Ateneo ospitante, sostenere gli esami concordati con i docenti dell'Ateneo e ottenerne il riconoscimento al rientro, oppure di condurre ricerche in loco per la propria tesi di laurea.

 

Riva primo dei top italian scientists

Giuseppe Riva , ordinario di Psicologia della comunicazione e Psicologia e nuove tecnologie della comunicazione nell’ateneo di largo Gemelli, è risultato primo tra gli italiani nell’area psicologica. Un elemento fondamentale - dice Riva - è avere sempre presenti gli aspetti concreti e pratici della ricerca che spesso è astratta e basata su studi teorici. In ogni caso un giovane ricercatore sa di non poter contare solo sui fondi della propria università e deve quindi imparare a rivolgersi a enti e istituzioni come i ministeri di competenza o l’Unione Europea per avere la garanzia di poter non solo avviare ma anche realizzare tutta l’indagine». I sistemi sanitari di tutto il mondo stanno infatti affrontando una serie di sfide cruciali (ad esempio l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e la scarsità di risorse economiche) che richiedono soluzioni tecnologiche innovative per garantire la partecipazione attiva e il coinvolgimento delle persone (Patient Engagement) nella cura. La letteratura scientifica dimostra infatti come il Patient Engagement sia la chiave per aumentare la soddisfazione e la qualità di vita dei pazienti, migliorare la loro condizione di salute e di diminuire i costi di gestione ed erogazione dei servizi. Da diversi anni la facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica è all’avanguardia nello studio del processo di engagement dei pazienti nella cura. Guendalina Graffigna insieme ad altri colleghi della facoltà ha anche validato un nuovo strumento per misurare la capacità di coinvolgimento del paziente nella cura, già diffuso in diverse realtà sanitarie locali e in corso di validazione in altri Paesi del mondo.

 

Kurdistan. In missione per i ragazzi

In missione per i ragazzi Due giovani psicologhe dell’ateneo e uno studente di Scienze motorie sono nel campo “Ankawa 2”, vicino a Erbil, a promuovere resilienza attraverso attività creativo-espressive e sportive per i bambini. Sabato 14 novembre, mentre l’Europa guardava attonita le immagini della strage di Parigi, due psicologhe della Cattolica e uno studente di Scienze motorie dell’ateneo, associato del Csi, partivano per il Medioriente, l’area del mondo in fiamme da parte la spirale di morte che ha toccato il cuore dell’Europa. Nel campo di Ankawa 2 lavorano Veronica, diplomata al master in Relazioni d’aiuto in contesti di emergenza nazionale e internazionale , e Alessandra, neo laureata magistrale in Psicologia dello sviluppo : «Siamo qui da soli tre giorni e ci sembra ormai una vita» raccontano. In questi giorni abbiamo avuto anche l’occasione di conoscere altre realtà, come il campo di sfollati di Ashti, dove Padre Jalal lavora ogni giorno, e l’Academy dell'Erbil Calcio allenata da un italiano che ci ha accolti permettendoci di seguire un allenamento». Non manca, tra le attività, un segno di gioia: «Stiamo organizzando una grande festa per martedì 24 novembre, ultimo giorno di formazione e di attività, alla quale sono invitati tutti coloro che hanno vissuto queste giornate con noi (600 bambini, 35 social workers, le autorità del campo e gli amici di Focsiv)». Obiettivo principale del tutore di resilienza è quello di rafforzare le risorse a disposizione facendo leva sulle capacità espressive (narrazione, musica, pittura) e sulla cosiddetta educazione informale acquisita ma di cui spesso non si è consapevoli. Inoltre si lavora sulle emozioni, tanto sugli adulti quanto sui bambini che attraverso il gioco, le attività corporee ed espressive come il disegno hanno l’opportunità di manifestare i propri stati d’animo, diventarne coscienti e avere così al contempo l’occasione di superarli.

 

Traffico, chiamate lo psicologo

milano Traffico, chiamate lo psicologo La psicologia del traffico fornisce conoscenze importanti in merito al “fattore umano”, utili per realizzare interventi di formazione ma anche progettazione di infrastrutture. In Cattolica un corso di perfezionamento e una unità di ricerca. by Daniela Fogliada | 21 marzo 2019 Quando si parla di “traffico” si pensa immediatamente ai molteplici problemi e alle difficoltà che assillano le nostre città: problemi gestionali, organizzativi, amministrativi, preoccupazioni per le ricadute ambientali e di vivibilità, rischi per l’incolumità e la salute. Un campo di studio ampio… «Quello della mobilità è un tema importante a livello internazionale, al centro di progetti europei che ci coinvolgono come Università (vedi Simusafe ). Come può essere percepito? «Il “diritto alla mobilità” investe diversi livelli psicologici della persona, quali il senso di libertà, autonomia ed autoefficacia, ma va d’altra parte integrato con il diritto alla sicurezza e alla sostenibilità del sistema all’interno del quale si vive. Promosso dalla facoltà di Psicologia , dall’ Unità di ricerca di Psicologia del traffico e dall’ Alta Scuola di Psicologia A. Gemelli , diretto dalla professoressa Maria Rita Ciceri , è rivolto a psicologi e a laureati in altre discipline, purché iscritti all’Albo. In primo piano iniziative di formazione postlaurea e di lifelong learning, progetti di ricerca e di consulenza per aziende ed enti pubblici e no profit.

 

“A Piedi” verso un futuro migliore

Laboratorio di Psicologia “A Piedi” verso un futuro migliore Sei giorni, 135 chilometri e 38 ore di cammino sulle sponde del Lago di Garda. Accompagnati da un’équipe multidisciplinare, dieci ragazzi segnalati dal Tribunale del minorenni di Brescia sperimenteranno il viaggio di gruppo come strumento riabilitativo. Fondamentale il contributo scientifico di un’équipe del Laboratorio di Psicologia della Cattolica, sia nelle fasi di preparazione, che in quelle successive alla conclusione del percorso, con la predisposizione di tre incontri con l’equipe multidisciplinare in cui i ragazzi potranno rileggere, analizzare e valutare la fasi dell’esperienza fatta. Per quanto riguarda il primo aspetto verranno misurate comparativamente ( pre e post intervento ) alcune “ variabili leggere ” del funzionamento psicosociale dei partecipanti, indicative di trasformazioni connesse all’esperienza: indicatori della percezione di sé, dell’adattamento psicosociale, della fiducia interpersonale, dell’autostima e del senso di autoefficacia. Sarà inoltre messa a punto un’attività di documentazione sistematica dell’esperienza, mediante l’analisi delle produzioni di testi scritti (diario di bordo a cura dei partecipanti e degli operatori), immagini e video, e l’audio/videoregistrazione degli incontri quotidiani. I dieci protagonisti dell’iniziativa si trovano tutti nella fase di messa in prova , un’opportunità di riabilitazione educativa che consente di scontare la pena, o parte di essa, al di fuori dal carcere. Il fatto che siano tutti maschi e di nazionalità mista rispecchia in toto la situazione attuale: l’80% degli autori di reati compiuti da minori è di sesso maschile e di diverse nazionalità».

 

Una borsa tra psicologia e Big data

Milano Una borsa tra psicologia e Big data A Lorenzo Nardi , al primo anno della magistrale “Psicologia delle organizzazioni: risorse umane, marketing e comunicazione”, il premio assegnato alla memoria di Luca Belloni, manager di Kantar Millward Brown. maggio 2018 E’ una borsa di studio da 2.500 euro quella che ha ricevuto Lorenzo Nardi , al primo anno di “Psicologia delle organizzazioni: risorse umane, marketing e comunicazione”. Lorenzo Nardi, dopo una tesi triennale su “La mala-informazione nel contesto attuale: dinamiche sociali, aspetti cognitivi e ruolo attivo nel dibattito politico”, oggi è al primo anno della laurea magistrale in Cattolica a Milano. Ha scelto questo percorso perché rispondeva ai suoi interessi e gli offre l’opportunità di approfondire gli argomenti della sua tesi. L’uso dei big data derivanti dall’analisi dei social network è utile ad esempio per le previsioni dell’orientamento politico, per quantificare l’influenza dei media nella percezione che il pubblico ha di un candidato e in questo modo si può monitorare l’opinione pubblica e individuare gli argomenti che destano maggiore attenzione. Questo è uno dei temi che Lorenzo vuole continuare a studiare in Università Cattolica. Alla consegna della borsa martedì 15 maggio in via Nirone erano presenti Eugenio Tavolaro, Chief Operating Officer, Italy – Insights Division - Kantar, i docenti della Cattolica Guendalina Graffigna e Edoardo Lozza, coordinatore della laurea magistrale in Psicologia delle organizzazioni.

 

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