Conoscere i meccanismi psicologici che sono alla base dei consumi alimentari e del modo con cui ci si informa in campo alimentare aiuta a ridurre il rischio di credere nelle fake news e orienta i consumi su scelte più salutari e sostenibili.  

Parte da qui il progetto Alimentiamo il contagio positivo della conoscenza, promosso dal Comune di Cremona in collaborazione con EngageMinds Hub, il centro di ricerca dell’Università Cattolica focalizzato sulla psicologia dei consumi e dei comportamenti. Un programma educativo principalmente rivolto ai giovani, che li formi a meglio reperire e padroneggiare le informazioni sui temi dell’alimentazione e per accrescere la loro capacità di adottare stili alimentari equilibrati, sia dal punto di vista salutistico che della sostenibilità sociale e ambientale, a cominciare dalla riduzione del fenomeno degli sprechi alimentari. 

«L’approccio al progetto è decisamente innovativo» spiega la professoressa Guendalina Graffigna, docente di Psicologia dei consumi all’Università Cattolica nei campus di Cremona e Piacenza.  «Non è basato su una semplice trasmissione di informazioni calate dall’alto. Al contrario, il processo formativo previsto dal progetto si configura come fortemente partecipativo e ambisce a generare una sensibilizzazione a cascata con la quale i “formandi” a loro volta diventino “formatori” e possano disseminare le competenze apprese presso le persone con cui sono in contatto. Si tratta dunque di favorire un processo di apprendimento collaborativo attraverso la ricostruzione di un dialogo tra cittadini e scienziati sulla corretta alimentazione». 

Già fissate le date delle tre giornate formative – il 3, 4 e 6 novembre, dalle 15 alle 17, nella sede del Comune di Cremona – condotte da docenti e ed esperti. Coincideranno con la tappa cremonese delle celebrazioni italiane della Giornata mondiale dell’Alimentazione 2020. Gli incontri saranno rivolti a realtà di aggregazione giovanile radicate a cominciare da insegnanti e studenti delle scuole secondarie, sino alle cooperative sociali e ai centri e società sportive. 

Un progetto che ben si colloca nel quadro della giornata mondiale dell’alimentazione che la Fao celebra ogni anno il 16 ottobre per sensibilizzare alla necessità globale di un sistema alimentare più equo, sano, giusto e rispettoso dell’ambiente attraverso azioni concrete che sappiano adottare una visione sistemica capace di connettere in modo coerente tutti i problemi della malnutrizione, dal dramma della fame al problema dell’obesità. Temi che la facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Cattolica approfondisce ogni anno in modo interdisciplinare nell’ambito delle sue attività di ricerca e formazione.

Di sicurezza alimentare ha parlato anche il professor Pier Sandro Cocconcelli, docente di Microbiologia agraria, intervenendo in diretta alla trasmissione Uno Mattina di Rai Uno  (da 1.22'.10"). «L'Europa è  l'area geografica e politica con il più alto standard di sicurezza degli alimenti» ha detto. «Per altre aree del pianeta, urge colmare il divario».