Un pezzo di Grana Padana al giorno toglie l’ipertensione di torno. Il vecchio detto popolare leggermente riadattato per il formaggio si sposa bene con lo studio realizzato dall’Istituto di Scienze degli alimenti della nutrizione del campus piacentino dell’Università Cattolica insieme all’équipe medica dell’Unità Operativa di Ipertensione dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, presentato a New York in occasione del congresso dell’autorevole American Society of Hypertension.

Secondo la ricerca il consumo quotidiano di trenta grammi al giorno di Grana Padano Dop è un ottimo alleato per combattere problemi di pressione alta. Una conferma, ancora una volta, che la corretta alimentazione può essere una medicina.
 
«È stato condotto uno studio clinico controllato con placebo in pazienti ipertesi, con lo stesso protocollo che si usa per testare l’efficacia dei farmaci (procedura rarissima per gli alimenti), metodologia che dà risultati altamente attendibili e riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale», osserva Filippo Rossi, ricercatore della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza, che ha contribuito alla ricerca.

Lo studio è stato realizzato inserendo nella dieta quotidiana di 30 pazienti ipertesi - di età compresa tra i 45 e i 70 anni circa (13 femmine e 17 maschi) - 30 grammi al giorno di Grana Padano DOP stagionato 12 mesi in quanto particolarmente ricco di tripeptidi (derivati delle proteine del latte) che hanno la capacità di inibire/rallentare il meccanismo fisiologico che alza la pressione sanguigna. Gli stessi pazienti, in ordine casuale, hanno assunto un placebo inattivo, cioè privo di tripeptidi.

Dopo due mesi di trattamento con Grana Padano i livelli pressori si sono ridotti in modo significativo: -6 mmHg per la pressione sistolica (la massima) e –5 mmHg per la pressione diastolica (la minima); e, nella maggior parte dei pazienti, la pressione si è normalizzata.

«Riteniamo che l’effetto antipertensivo ottenuto con il Grana Padano DOP non sia facilmente estendibile ad altri tipi di formaggio perché la specie dei lattobacilli utilizzati, il tipo di caseificazione, la durata e le caratteristiche dell’invecchiamento del Grana Padano sono del tutto particolari e non facilmente riproducibili», sostiene il professor Rossi.

È la seconda ricerca che la facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza sviluppa su questo tema, ottenendo analoghi risultati.