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Afidi che resistono agli insetticidi, svelato l’enigma genetico

Ricerca Afidi che resistono agli insetticidi, svelato l’enigma genetico La ricerca, pubblicata su Science Advances , apre la strada a interventi per contrastare questi insetti, in un quadro di sostenibilità ambientale. Adesso sappiamo come funzionano i diversi ceppi in base alla loro architettura genetica». E questo che vantaggio ci dà? «Un vantaggio enorme se pensiamo alla sostenibilità in agricoltura, tema di punta della ricerca della nostra facoltà di Scienze agrarie. In che tempi questi risultati potranno avere una ricaduta concreta in agricoltura? Non ci vorrà molto tempo perché la ricaduta di questa ricerca possa applicarsi in agricoltura. La nostra facoltà si è appena aggiudicata un finanziamento per un progetto multidisciplinare di ricerca “ applicativa”. Si tratta di uno studio finanziato dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del PSR 2014-2020 Op. 16.1.01 - GO PEI-Agri - FA 4B, Pr. “5149124 - Nuovi sistemi di diagnosi veloce e tecniche a basso impatto ecotossicologico per contenere fenomeni di resistenza ai patogeni, fitofagi e alle malerbe – RESISTI, coordinato dalla società cooperativa CRPV.

 

I docenti Unicatt nella Commissione ministeriale ricerca

Il professor Vittorio Rossi , docente di Difesa integrata delle colture alla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali , è stato inserito nell’area Clima, Energia, Mobilità Sostenibile . Dell’area Cultura umanistica, Creatività, Trasformazioni Sociali, Società dell'Inclusione farà parte il professor Alessandro Rovetta , docente di Storia dell’arte moderna alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Ateneo. Il professor Roberto Zoboli , docente di politiche economiche per le risorse e l’ambiente alla facoltà di Scienze politiche e sociali , delegato del rettore per il coordinamento e la promozione della ricerca scientifica e della sostenibilità, è stato nominato nell’area tematica Sicurezza per i Sistemi Sociali . Le altre aree in cui si articola la Commissione – che potrà contare sull’apporto scientifico di 85 personalità appartenenti al panorama universitario nazionale – riguardano: Salute ; Tecnologie sostenibili, Agroalimentare, Risorse Naturali e Ambientali . del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea). ricerca #ministero #commissione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Ricerca e innovazione, le ricette Ue contro il Covid-19

La Commissione ritiene che la crisi in atto abbia dimostrato la rilevanza della ricerca, che deve essere posta al centro delle risposte alla crisi in Europa, e ha di conseguenza sottolineato la rinnovata importanza di un’allocazione dei fondi necessari al suo sviluppo. Tra i suoi piani per il futuro, la Commissione intende assicurare un miglior coordinamento della ricerca pubblica e privata, che permetta di affrontare le sfide con un approccio integrato. È stato inoltre nuovamente richiesto che venga garantito, all’interno del QFP, un aumento del budget, passando da quello tutt’ora previsto di 90 miliardi per la ricerca e l’innovazione, a quello proposto di 120 miliardi. Nell’ambito di questo dialogo inerente le politiche e il budget previsti per la ricerca e l’innovazione, il 3 marzo si è svolto, presso gli uffici della rappresentanza dell’Università Cattolica a Bruxelles, un importante incontro con Jean-Eric Paquet , direttore generale della Ricerca nella Commissione Europea. A tale incontro, che si inserisce in una serie di iniziative organizzate da UnILiON , network di cui fanno parte 158 università con liaison offices a Bruxelles, erano presenti anche il direttore della Funzione Ricerca dell’Università Cattolica e il rappresentante dell’Ateneo , che ha inoltre l’incarico di Segretario Generale di UnILiON. In ogni caso, come è stato in precedenza spiegato da Mr. Paquet durante l’incontro del 3 marzo, verrà preservata l’importanza della ricerca di base e di quella collaborativa, essendosi entrambe dimostrate strumenti di successo nell’ambito delle precedenti politiche dell’Unione. È altresì chiaro che la Commissione continuerà nel suo impegno a supporto dell’innovazione (attraverso l’European Innovation Council), specialmente nel contesto del piano di ricostruzione che seguirà alla crisi Covid-19.

 

Stress e coesione per le famiglie al tempo del Covid

RICERCA Stress e coesione per le famiglie al tempo del Covid Secondo una ricerca degli psicologi del Centro di ateneo Studi e ricerche sulla famiglia della Cattolica il 71% degli intervistati rileva una maggiore coesione tra i componenti dei nuclei familiari. Anche la coppia sembra essere una risorsa importante by Emanuela Gazzotti | 27 aprile 2020 Una famiglia più forte e coesa nel 61% dei casi e al tempo stesso sospesa tra le dimensioni del “dentro” e del “fuori”. È il quadro che emerge dalla ricerca La Famiglia al tempo del COVID19 , condotta da un gruppo di ricercatori psico-sociali del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica, insieme alla società Human Highway che ha curato la messa in rete e la raccolta dei dati. La ricerca ha coinvolto 3000 soggetti in Italia di età compresa tra i 18 e gli 85 anni, equidistribuiti per sesso e regione di residenza e rappresentativi di quella ampia fascia di popolazione che ha accesso a internet almeno una volta alla settimana (circa 40 milioni di persone). I livelli di stress più elevati riguardano le famiglie con figli piccoli o adolescenti in casa (61%), le famiglie monocomponenti (58%) e le coppie senza figli (51%) - ha dichiarato Camillo Regalia , psicologo e direttore del Centro di Ateneo». Questo vale particolarmente per le famiglie che hanno figli lontano da casa (71%) che compensano la separazione con un incremento di intimità a distanza, mentre è ridotta per chi vive da solo (51%), che avverte probabilmente in maniera più evidente la solitudine. Circa due terzi delle famiglie non si sono sentite supportate nell'affrontare questa fase critica: il sovraccarico di responsabilizzazione per il gran numero di attività ricadute all’interno della famiglia si è tramutato spesso in una delega a trovare soluzioni alla gestione della complessità.

 

Osservatorio giovani, oggi un webinar su fb e youtube con il ministro Bonetti

In modo particolare a sentirsi limitati nella realizzazione dei progetti di vita sono i giovani italiani, ancor più che i coetanei europei. I dati dell’indagine e il gruppo di lavoro istituito dal Ministero per le Pari opportunità e la Famiglia saranno presentati durante un webinar , organizzato dall’Istituto Toniolo, dallo stesso Ministero e dall’Università Cattolica, martedì 28 aprile dalle ore 12 alle ore 13 che sarà in diretta su facebook e sul canale youtube dell'ateneo . In particolare, sono proprio i giovani del nostro Paese coloro che più di tutti gli altri coetanei europei hanno abbandonato - e non semplicemente posticipato e ricalendarizzato - i propri progetti di vita, almeno nel breve termine. In particolare, per quanto riguarda l’intenzione di andare a convivere, sposarsi e avere figli, lo scarto arriva oltre i 20 punti percentuali con i giovani tedeschi, i più ottimisti nella possibilità di lasciare pressoché immutati - o solo posticipati i propri piani. Tra chi, ad inizio 2020, prendeva in considerazione la possibilità di concepire un figlio entro l’anno, ad aver messo da parte (momentaneamente ma a tempo indeterminato) tale intenzione è il 36,5% degli italiani, contro il 14,2% dei tedeschi (il 29,2% degli spagnoli, il 19,2% dei britannici e il 17,3% percento dei francesi). Più in dettaglio, tra gli under 35 italiani, l’abbandono di tale scelta riguarda più della metà dei lavoratori autonomi e a progetto (52,3%), contro il 26,8% dei lavoratori in condizione più stabile (con reddito più continuo). I dati che emergono dalla ricerca - spiega Elena Bonetti - evidenziano un sentimento di forte preoccupazione a cui la politica e le Istituzioni devono dare una risposta che si traduca innanzitutto nella restituzione di speranza e fiducia per le nuove generazioni.

 

Emofilia, il paziente coinvolto si cura meglio

EngageMinds HUB è il primo Centro di Ricerca italiano multidisciplinare volto a promuovere e svolgere attività scientifiche - ispirate dai principi della psicologia dei consumi - relative al tema dell'engagement nelle condotte di salute (es. prevenzione primaria e secondaria, promozione della salute, gestione della cura). Il progetto si avvale di una cabina di regia multidisciplinare di esperti in emofilia composta dalla Dr.ssa Biasoli (membro del Direttivo AICE e Responsabile del Centro Emofilia Clinica Ospedale M. Bufalini), da Andrea Buzzi (Presidente della Fondazione Paracelso) e da Cristina Cassone (Presidente di FedEmo - Federazione delle Associazioni Emofilici). Per questo, Kedrion è orgogliosa di sostenere EngageMinds Hub in questo innovativo progetto, che permetterà all’Università Cattolica nel campus di Milano di raccogliere e di elaborare con strumenti scientifici il vissuto ed il percepito di paziente e medico, allo scopo di facilitare il reciproco dialogo». Se in un individuo sano la fuoriuscita di sangue si arresta rapidamente, chi è colpito da emofilia è soggetto a numerose emorragie in quanto è difettoso il processo di coagulazione del sangue, che comporta l’attivazione di numerose proteine del plasma in una sorta di reazione a catena. Vi sono due i tipi di emofilia, A e B: la prima è la più comune ed è dovuta a una carenza del fattore VIII della coagulazione; si registra in 1 caso ogni 10.000 maschi; la “B”, spesso definita malattia di Christmas, è provocata dalla carenza del fattore IX della coagulazione. Si parla di emofilia grave quando la percentuale di attività del fattore coagulante è inferiore all’1%, emofilia moderata quando la percentuale di attività è compresa tra 1 e 5%, emofilia lieve quando la percentuale di attività è compresa tra 5 e 40%. Durante la seconda annualità di progetto, inoltre, si procederà ad un monitoraggio dei livelli di patient engagement dei pazienti emofilici e dei livelli di work engagement (o viceversa di burnout) dei clinici al fine di sondarne eventuali correlazioni e trend nel tempo.

 

“Ingaggiare” i cittadini per renderli più consapevoli

CORONAVIRUS “Ingaggiare” i cittadini per renderli più consapevoli Una ricerca degli psicologi di EngageMinds Hub ha studiato l’adesione degli italiani alle misure di contenimento di Covid-19. È il primo quadro che emerge dalla ricerca condotta dal Centro di Ricerca EngageMinds Hub nell’ambito del progetto Craft- Cremona Agri-Food Technologies e della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali. L’indagine ha inteso mappare le principali reazioni degli italiani all’emergenza Covid-19 in relazione alla loro capacità di “engagement”, cioè all’attitudine dimostrata nell’elaborare psicologicamente le preoccupazioni legate allo stato di emergenza e di assumere un ruolo proattivo e collaborativo nel processo preventivo. In particolare il centro EngageMinds Hub ha validato un modello psicologico di valutazione dell’“engagement” (definito People Health Engagement Model**) capace di predire le reazioni psicologiche dei cittadini e di spiegarne la maggiore o minore aderenza alle prescrizioni di contenimento del Covid 19. In generale, lo studio rivela come solo il 16% degli italiani sia in uno stato di “equilibrio” psicologica e quindi risulti capace di agire in modo sinergico con il sistema sanitario e le prescrizioni per ridurre il rischio di contagio. Ma qual è quindi il valore aggiunto di profilare i cittadini sulla base del loro livello di Engagement? Rendere consapevoli i cittadini e i consumatori del loro ruolo cruciale nell'evitare la rapida diffusione del virus è un obiettivo primario per rendere efficace il processo preventivo del nuovo coronavirus. Poter identificare e prevedere il profilo dei cittadini è fondamentale al fine di accompagnarli in questo processo di maturazione psicologica della percezione di sé come responsabili della salute propria e della comunità.

 

Borse Zegna, un premio ai migliori

Ateneo Borse Zegna, un premio ai migliori Nicolò Zenoni, grazie al sostegno del Gruppo Zegna, è in Belgio a perfezionare i suoi studi di fisica teorica. Un’esperienza al termine della quale è chiamato a rientrare in Italia per invertire il fenomeno dei cervelli in fuga by Claudio Rosa | 21 febbraio 2020 «Sono fiero di aver vinto questa borsa di studio, che rappresenta un’occasione unica. La borsa di studio riguarda dunque questa esperienza all’estero, che ha una durata di quattro anni, tre da passare in Brescia e uno in Belgio. Si chiama appunto olografico perché funziona in sostanza come un ologramma: «È una rappresentazione bidimensionale di un oggetto tridimensionale, e studiando la sua bidimensionalità riusciamo a ottenere le informazioni che ci servono dell’oggetto tridimensionale, ed è ciò che succede quando mettiamo in relazione gravità e non gravità». In particolare, Zenoni si occupa di una delle innumerevoli forme in cui si può declinare questo principio: lo studio dell’interno di un buco nero, «di cui non al momento non si sa nulla, perché bisognerebbe conoscere la gravità quantistica». L’intento è quello di continuare la carriera universitaria, trovando magari una cattedra che mi possa dare la possibilità di insegnare e di portare avanti la mia ricerca sulla fisica teorica». Ogni anno, il Gruppo Zegna mette a disposizione borse di studio per consentire a un numero ristretto di candidati eccezionalmente promettenti di intraprendere un percorso di specializzazione post-laurea o di ricerca all’estero (“Borsa Zegna”).

 

L’Ateneo premia le migliori pubblicazioni

La prima è, anche alla luce dell’attuale sistema di valutazione degli atenei, quella di riconoscere i benefici generali delle pubblicazioni individuali considerate di alta qualità dalle comunità scientifiche di riferimento. La seconda finalità è quella di ovviare alla mancata possibilità di accesso, per i ricercatori e docenti delle università non statali, a finanziamenti pubblici individuali basati sulle pubblicazioni, come è stato per il FFARB 2017, garantendo anche quella continuità pluriennale che non è riscontrabile nei provvedimenti pubblici. La terza finalità è dare evidenza della qualità del lavoro dei docenti e ricercatori dell’Università Cattolica attraverso l’informazione sui lavori premiati in CattolicaNews e Intranet di Ateneo. I 116 lavori premiati nel 2019 sono stati selezionati dai dieci Comitati Scientifici dell’Ateneo , con il coordinamento della Commissione Strategie di Ricerca, seguendo la procedura approvata dagli Organi di governo. I lavori premiati rappresentano lo 0,7% dei 17.000 lavori che i docenti e ricercatori dell’Università Cattolica hanno pubblicato nel periodo 2016-2019 . Le pubblicazioni premiate sono elencate per Comitato Scientifico di riferimento a partire da questa pagina (qui a lato) con il link agli abstract e ai metadati bibliografici censiti dagli autori nel repository istituzionale d’Ateneo PubliCatt . ricerca #premi ricerca #publicatt #pubblicazioni Facebook Twitter Send by mail Print LE PUBBLICAZIONI PREMIATE SCIENZE FISICHE E SCIENZE AMBIENTALI SCIENZE BIOLOGICHE SCIENZE MEDICHE SCIENZE AGRARIE E VETERINARIE SCIENZE DELL’ANTICHITÀ, FILOLOGICO-LETTERARIE E STORICO-ARTISTICHE SCIENZE STORICHE, FILOSOFICHE, PEDAGOGICHE E PSICOLOGICHE SCIENZE GIURIDICHE SCIENZE ECONOMICHE E STATISTICHE SCIENZE POLITICHE E SOCIALI.

 

In Cattolica l’Europa della ricerca si apre per la prima volta al dibattito pubblico

Tre i pilastri del programma, per il quale sono stati previsti per i prossimi sette anni investimenti pari a 100 miliardi di euro (rispetto ai 77 di Horizon 2020), secondo le intenzioni della Commissione europea, confermate nel collegamento a distanza dall’onorevole Patrizia Toia , vice-presidente della Commissione Industria, Ricerca, Energia del Parlamento Europeo. Le missioni di ricerca sono una modalità nuova di concepire, disegnare, implementare, monitorare e valutare specifiche sfide legate ai cluster prioritari, cercando anche di comunicare al grande pubblico i progetti. È una partita che non possiamo abbandonare, anche se non abbiamo ancora definito gran parte dei dettagli di come saranno fatte le mission», ha osservato Marco Falzetti , direttore dell’Agenzia per la Promozione della ricerca europea. Per un Paese che ha una limitazione nella disponibilità di fondi di ricerca la partita europea non è solo una opportunità ma è anche necessaria». Una partita che la Cattolica, nell’ultimo quinquennio, ha giocato incrementando la partecipazione a progetti finanziati nell’ambito di Horizon 2020, raggiungendo, nel 2018, un tasso di successo pari al 12,66%, superiore al tasso di successo nazionale che si attesta all’11,9%. Secondo il professor Giorgio Rossi , membro italiano del Governing Board di European Open Science Cloud (Eosc) , «l’Italia investe in infrastrutture di ricerca eccellenti e ne gestisce nel campo della fisica, della terra solida, dell’atmosfera e della ricerca in ambito sociale». Le mission possono sfruttare le infrastrutture di ricerca per fare ricerca, in modo intrinsecamente multidisciplinare, su questioni complesse, che necessitano di dati scientifici sicuri», come nel caso dell’adattamento al cambiamento climatico e del suo impatto sulla società.

 

Magre e sexy? Meglio un buon lavoro

 

Il centro e il cerchio, convegno dantesco

 

Le università europee fanno rete

ricerca Le università europee fanno rete Unilion riunisce più di 40 liaison offices in rappresentanza di oltre 150 atenei in tutta Europa ma anche in Giappone e Russia. La Cattolica è tra i fondatori e un suo dottore di ricerca, Alexandru Marchis , ne è segretario generale 09 dicembre 2019 « Unilion - Universities Informal Liaison Offices Network - è un network tra più di 40 liaison offices in rappresentanza di più di 150 università in tutta Europa, ma anche in Giappone e in Russia . In questo triennio, grazie alla collaborazione con altre università facenti parte del network, la Cattolica ha stabilito importanti relazioni con alcune tra le più importanti istituzioni dell’Unione Europea, come la Commissione europea e il Parlamento europeo». Permette di prendere parte attiva a un numero maggiore di progetti – spiega sempre Marchis – e di espandere le nostre reti di conoscenza nonché intavolare un confronto con gli stakeholder di varie discipline sviluppando dialoghi e partnership con associazioni di settore e piattaforme tecnologiche». Alla luce delle ultime sfide scientifiche, ambientali, educative, lavorative che sono al centro del dibattito europeo la collaborazione con altre università si è evoluta divenendo fondamentale e sempre più proattiva. Il neo segretario generale di Unilion sottolinea infatti come «attraverso il dialogo con gli altri atenei, enti ed istituzioni si è in grado di comprendere quali siano le aree di interesse comune e in che direzione si possano sviluppare ulteriormente i progetti. Infine Marchis ricorda che per quanto riguarda i progetti di ricerca e innovazione finanziati in Horizon Europe , la Commissione europea richiede, in molti casi, di collaborare con l'industria, le Ong e le organizzazioni di cittadini.

 

Nasce l’Italian Institute for Planetary Health

RICERCA Nasce l’Italian Institute for Planetary Health Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" e Università Cattolica insieme per la salute dell’uomo e del pianeta, partendo da una corretta alimentazione 18 novembre 2019 Oggi si muore più di cattiva alimentazione che di droga, fumo, alcol e rapporti sessuali a rischio messi insieme. Siamo in 7 miliardi qui sulla Terra, compresi i 3 miliardi che non si nutrono adeguatamente (troppo, troppo poco o male) e produrre cibo per così tante persone aumenta la temperatura globale, compromette la biodiversità, inquina e consuma suolo e acqua più di quanto la terra e i mari possano sopportare. Da questo nasce un grande progetto: l’Italian Institute for Planetary Health – IIPH, frutto dell’unione tra l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e l’Università Cattolica del Sacro Cuore con la partecipazione di Vihtali, spin off dell’Ateneo. Questo è senz’altro il risultato della presenza di un Servizio Sanitario (SSN) che rende accessibile il diritto alla salute a tutti gli italiani, senza discriminazioni di reddito, di genere o di età. Senza dimenticare che il nostro Paese ha una tradizione alimentare nella dieta mediterranea che contribuisce a una sensibile riduzione di diverse malattie come quelle cardiovascolari e i tumori. Sarà poi importante raccordarsi a istituzioni come Human Technopole, l’European Food Safety Authority, che ha sede in Italia, e con tutti gli istituti di ricerca che operano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale”. IIPH sarà guidato da un Consiglio di Amministrazione snello di cui fanno parte il Presidente, Carlo Salvatori , i VicePresidenti, Walter Ricciardi e Giuseppe Remuzzi , l’Amministratore Delegato, Angelo Del Favero , e il Consigliere Raffaele Ianuario , in rappresentanza di Vihtali - Value in Health Technology and Academy for Leadership and Innovation.

 

Brescia e i bresciani nei libri antichi

Un appuntamento annuale, quest’anno giunto all’VIII^ edizione (sono appena stati pubblicati gli atti della VII^) nato da un’idea della docente e studiosa Carla Maria Monti con la precisa volontà di creare un’occasione di incontro e aggiornamento in grado di coinvolgere giovani ricercatori e studiosi del settore. Durante la giornata studenti, docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze Storiche e Filologiche si sono riuniti per fare il punto a proposito delle ricerche in corso, illustrando così fatti, curiosità e risultati emersi dalle indagini attuali e da quelle recentemente concluse. Oltre ai contributi locali, il programma ha previsto l’intervento di studiosi provenienti da realtà accademiche italiane che, nel corso delle loro ricerche, si sono imbattuti in vicende e protagonisti bresciani. Da qui la volontà di Rossetti di indagare uno dei manuali redatto dal Britannico per gli studenti alle prese con l’apprendimento della lingua latina. L’intervento di Luca Piccinali è stato dedicato alla circolazione della cultura scientifica all’inizio del Seicento e, in particolare, sulla corrispondenza epistolare tra lo scienziato e moncato benedettino Benedetto Castelli e Galileo Galilei . Alla Fondazione Ugo da Como di Lonato del Garda è custodito l’autografo quattrocentesco del notaio e copista Taddeo Scolari , che per primo compose una silloge delle iscrizioni bresciane. Si tratta di un’importante testimonianza della cultura epigrafica bresciana che – come fa ha sottolineato Carolina Bortolotti – è oggi al centro di nuovi accertamenti e verifiche circa la datazione e l’acquisto da parte del senatore Da Como.

 

"Progetto Down", la ricerca della Cattolica

Ha moderato l'incontro giornalista di TV2000 Cesare Cavoni . E’ questo un progetto che mira ad aprire finestre di speranza per tutte quelle famiglie che ricevono una diagnosi prenatale di Trisomia 21”. “La letteratura esistente e gli studi finora condotti mostrano possibilità concrete di sviluppo della ricerca sulla Sindrome di Down” - aggiunge il Professor Giuseppe Noia . Il progetto si inserisce nella tradizione delle cure e delle fragilità prenatali, già patrimonio culturale, umano ed operativo dell’Hospice Perinatale – Centro per le Cure Palliative Prenatali - “Santa Madre Teresa di Calcutta” del Policlinico Gemelli. La Fondazione “Il Cuore in una Goccia” Onlus, in adempimento della sua mission rivolta alla tutela e cura della vita nascente, e attraverso la collaborazione attiva con il Centro Studi per la Tutela della Salute della Madre e del Concepito dell’Università Cattolica, sostiene e promuove il Progetto Down”.

 

Sla, premio a Camilla Bernardini

Gli RNA non codificanti sono molecole di materiale genetico che non viene tradotto in proteine, ma hanno la funzione di regolatori del flusso delle informazioni tradotte dal DNA in proteine. Onlus - Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, Fondazione Cariplo, Fondazione Telethon e Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus. sla #ricerca #neuroscienze Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Aspettando la rivoluzione quantistica

BRESCIA Aspettando la rivoluzione quantistica L’Europa investirà un miliardo di euro per sostenere progetti sulle applicazioni dello studio dei quanti: dalla comunicazione alla biomedica fino a nuovi materiali e sistemi di conversione energetica che aiuteranno il pianeta. settembre 2017 L’Europa ha messo in campo un miliardo di euro in dieci anni per sostenere i progetti legati alle applicazioni della quantistica. L’Università Cattolica è in prima fila e chiama a Brescia, lunedì 25 settembre , un nutrito gruppo di fisici per studiare insieme nuove proposte da sottoporre alla Unione europea. Lo sviluppo di nuovi e più precisi strumenti tecnici consentirà di indagare porzioni di realtà inesplorate. Le teorie scientifiche sulla meccanica quantistica sono ormai consolidate da anni e ora si prepara il terreno per nuove applicazioni pratiche e per una nuova rivoluzione tecnologica. La teoria elaborata negli anni ’20-’30 del secolo scorso, che regola gli eventi fisici a livello molecolare, atomico, e subatomico, sono alla base della nuova rivoluzione scientifica che si sta sviluppando in questi ultimi anni. Gabriele Ferrini , docente di fisica (Elettronica quantistica) ne parla nell'intervista pubblicata di seguito.

 

Soft skills in Collegio

INDAGINE Soft skills in Collegio La ricerca Acru sul legame tra competenze trasversali e residenze universitarie prosegue, coinvolgendo più di 900 collegi. In arrivo le risposte delle 1.000 matricole intervistate per il progetto, che ha interessato anche i collegiali della Cattolica. by Valentina Giusti | 28 marzo 2019 Prosegue l’indagine per la valutazione del ruolo del Collegio nell’acquisizione delle soft skills delle matricole universitarie . Dopo la raccolta dati e il contatto diretto, all’inizio del 2019 si è entrati ufficialmente nella terza fase del progetto: la somministrazione di questionari a un campione di 1.000 studenti selezionati. Partita nel mese di ottobre 2018, la ricerca – a cura dell’Associazione Collegi e Residenze Universitarie (Acru) in collaborazione con l’Istituto Toniolo – è nata con la finalità di esaminare la progettualità educativa all’interno delle strutture che accolgono studenti e studentesse negli anni dell’Università. Da un campione di 100 strutture di tutta Italia sono state selezionate 1.000 matricole, a cui è stato somministrato, a partire dal mese di gennaio, un questionario da cui ricavare le informazioni necessarie per un riscontro sul collegamento soft skills-vita collegiale. Questa terza fase, attualmente in corso, ha prodotto da subito riscontri positivi: la maggior parte delle regioni coinvolte dimostra una partecipazione buona o addirittura ottima; sono state raggiunte 28 città, con la somministrazione (all’altezza degli inizi di marzo) di più di 600 questionari.

 

Un dialogo necessario tra genitori, avvocati e assistenti sociali

Brescia Un dialogo necessario tra genitori, avvocati e assistenti sociali I risultati della ricerca qualitativa condotta su un campione di famiglie sono stati presentati durante il seminario “L'indagine psico-sociale: una ricerca empirica sulle relazioni tra famiglie, professionisti e istituzioni”. by Bianca Martinelli | 27 marzo 2019 Il dialogo tra i professionisti del settore sociale e di quello giuridico, è un aspetto cruciale per il buon esito dei provvedimenti operati su quelle famiglie sottoposte a situazioni di indagine o intervento da parte dei servizi sociali. I risultati sono stati discussi con i rappresentanti delle istituzioni giudiziarie (Tribunale per i Minorenni, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario) e con diversi professionisti, quali psicologi, avvocati e assistenti sociali. La paura che il proprio punto di vista non venga compreso è generalmente fonte di tensione e sfiducia nei confronti degli operatori; mentre fondamentale diviene la serenità nel potersi esprimere liberamente senza che questo abbia conseguenze inaspettate sull’esito del percorso. Vergogna, timore di essere giudicati, senso di rabbia e ingiustizia, sono alcuni tra i sentimenti più comuni manifestati dal campione di genitori intervistato. Ne consegue la paura che questa venga osservata dall’esterno, giudicata e messa in discussione, secondo un’immagine stereotipata – talvolta erroneamente alimentata dai media – secondo cui il nucleo famigliare sottoposto a questo genere di prassi sia composto da genitori inadeguati, pericolosi, incapaci di provvedere ai propri figli. La ricerca è di stampo qualitativo, pertanto non possibile generalizzare i risultati che, tuttavia, risultano decisamente in linea con quanto emerso della letteratura di settore.

 

Fibrosi polmonare, un anticorpo per la cura

Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Respiratory Medicine ed è stato coordinato a livello globale dal professore Luca Richeldi (nella foto) , Ordinario di Pneumologia all’Università Cattolica - campus di Roma e.direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pneumologia del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Inoltre il farmaco sembra avere effetti positivi sulla qualità di vita dei pazienti e sull’indice di fibrosi (che si usa per misurare la gravità della malattia). Pamrevlumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che si lega al CTGF, una delle molecole al centro del processo di deposizione del collagene. L’insieme dei risultati riportati in questo articolo sono la base dello studio di fase 3, denominato ZEPHYRUS, che arruolerà a livello globale circa 600 pazienti in un disegno verso placebo per la durata di un anno. Lo studio - conclude il professor Richeldi – che ha già arruolato i primi pazienti e che auspicabilmente confermerà i promettenti dati emersi dallo studio di fase 2, sarà coordinato a livello mondiale dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS». La causa della fibrosi polmonare idiopatica è tuttora sconosciuta, anche se alcuni fattori di rischio sono stati identificati, tra cui il fumo di sigaretta, il reflusso gastroesofageo, virus respiratori ed esposizioni a inquinanti ambientali. Attualmente sono disponibili due farmaci (nintedanib e pirfenidone) che rallentano la progressione della malattia (la velocità di perdita della funzione polmonare) di circa il 50%, anche se purtroppo nessuno dei due farmaci ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza o la qualità di vita dei pazienti.

 

I-Lamp, premiati i migliori laureati

Brescia I-Lamp, premiati i migliori laureati Primo posto ex aequo per Giada Bianchettie e Nicolò Zenoni come migliori laureati dell’anno accademico 2017 e 2018. Sul podio anche Damiano Nardi e Patrizia Borghetti per l’eccellente carriera nel settore privato e la singolarità del percorso accademico. dicembre 2018 Il Centro di ricerca I-Lamp, diretto da Gabriele Ferrini, ha assegnato a Giada Bianchetti e a Nicolò Zenoni il premio ex aequo come migliori laureati in Fisica dell’anno accademico 2017 e 2018. Giada Bianchetti ora sta svolgendo un dottorato al Policlinico Gemelli di Roma e Nicolò Zenoni il Phd internazionale in Science alla Cattolica. Il secondo premio per la carriera fatta nel settore privato è stato invece dato a Damiano Nardi che ora lavora in America per l’azienda multinazionale americana Intel. ilamp #premio #ricerca # Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Enrico Pola alla guida di AOSpine

Roma Enrico Pola alla guida di AOSpine Il professore dell’Istituto di Clinica Ortopedica dell’Università Cattolica è stato eletto presidente italiano della Società scientifica internazionale di chirurgia vertebrale per il triennio 2019-2022. Il professor Pola (nella foto) coordinerà, congiuntamente con altri due colleghi italiani, l’attività di istruzione e di condivisione della ricerca innovativa nell’ambito della comunità scientifica nazionale per il triennio 2019-2022. Enrico Pola , laureato in Medicina e Chirurgia all'Università Cattolica, specializzato in Ortopedia e Traumatologia presso la stessa università, è cultore della materia e vincitore di premi nazionali e internazionali nel campo della ricerca scientifica sulla colonna vertebrale. ortopedia #chirurgiavertebrale #ricerca Facebook Twitter Send by mail Print AOSpine: formazione e ricerca L’AOSpine nasce verso la fine degli anni '90, quando un gruppo di chirurghi spinali si rese conto delle potenzialità di un'organizzazione scientifica specializzata che si concentrasse sulle patologie e il trattamento della colonna vertebrale. Guidati da John Webb, Max Aebi e Paul Pavlov, e supportati dai partner industriali di AO, la loro iniziativa ha portato alla creazione di un AO Specialty Board for Spine Surgery nel 2000. Oggi la comunità di AO Spine formata da chirurghi, ricercatori e professionisti della colonna vertebrale conta oltre 30.000 membri e annovera una importante sezione italiana. AOSpine Italia integra continuamente gli ultimi progressi della ricerca sulla colonna vertebrale e gli esiti del trattamento nei suoi programmi educativi in modo che i membri siano in prima linea nella cura e nella ricerca delle patologie della colonna vertebrale.

 

Artrite reumatoide, scoperto il "grilletto"

I risultati di un’importante ricerca, svolta alla facoltà di Medicina col Policlinico Gemelli insieme all’Università di Glasgow, pubblicati sulla rivista “Nature Communications” 04 ottobre 2016 Scoperto un “grilletto molecolare” dell’artrite reumatoide che attiva la sintesi di anticorpi nocivi nell’organismo dei pazienti e amplifica processi infiammatori pato logici. Gli autori dell’importante studio, che apre anche nuove prospettive terapeutiche per i malati, sono ricercatori della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Si tratta di una molecola chiamata microRNA155 e gli studiosi, grazie alla collaborazione con colleghi dell’Università di Glasgow , hanno testato con successo un potenziale “farmaco” per disinnescare questo grilletto. La scoperta è frutto del lavoro dei r eumatologi Stefano Alivernini e Barbara Tolusso coordinati da Gianfranco Ferraccioli , docente di Reumatologia alla Cattolica e direttore del Polo di Scienze Reumatologiche, Dermatologiche, Immuno-Allergologiche, Urologiche e Nefrologiche del Policlinico A. Gemelli. Studiando campioni biologici di oltre 60 pazienti, gli esperti hanno scoperto che la “chiave di volta” della malattia è il micro-RNA155 (miR155): hanno visto che questa molecola è in grado di attivare le cellule B di memoria (oltre ai monociti-macrofagi) e farle divenire patogene. Infine gli scienziati hanno visto che bloccando miR155 attraverso una molecola specifica, fornita dai ricercatori dell’Università di Glasgow, è possibile spegnere l’infiammazione determinando l’aumento di Pu-1, che è, appunto, un potente inibitore dell’ infiammazione. La scoperta di questa possibile via di controllo della malattia apre nuovissime prospettive terapeutiche e soprattutto insegna che il controllo dell’infiammazione prodotta dalle cellule B che producono gli autoanticorpi nocivi - conclude il reumatologo dell’Università Cattolica Ferraccioli - è realmente possibile senza usare farmaci o chemioterapici che abbattono le cellule B».

 

Salute, alla Cattolica il Premio Agnes

roma Salute, alla Cattolica il Premio Agnes A ritirare il riconoscimento, conferito per il ruolo dell’Ateneo come struttura d’eccellenza internazionale nel campo della ricerca scientifica, è stato il rettore Franco Anelli . Il nostro obiettivo è portare la medicina ai più alti livelli di conoscenza e ai maggiori risultati per il bene delle persone – ha aggiunto il rettore Anelli –. Concludo con un augurio agli studenti e, più in generale, alle nuove generazioni chiamate ad assicurare con la nostra guida continuità a queste importanti esperienze di studio e ricerca per la crescita del nostro Paese». Ha aperto il Forum Walter Ricciardi , ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica e direttore del Dipartimento Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e Consigliere del Presidente della Regione Lazio per la Ricerca e l’Innovazione. premio #dipendenze #ricerca Facebook Twitter Send by mail Print ALLARME DIPENDENZE PER I GIOVANI I giovani e le dipendenze: un tema attuale, preoccupante, segnato da un fattore sempre più pervasivo: la tendenza all’eccesso. Non più soltanto alcol, fumo e droghe, i giovani oggi sono sempre più a rischio di sostanze ugualmente insidiose e subdole, perché spesso sottovalutate, come Internet, gioco d’azzardo e social network. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, nel 2018 quasi 700 mila minorenni hanno giocato almeno una volta.

 

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