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Un premio alla ricerca di qualità

ateneo Un premio alla ricerca di qualità Il riconoscimento alle migliori pubblicazioni prodotte da docenti e ricercatori dell’Ateneo è un investimento che genera benefici per tutta l’Università. L’iniziativa, avviata nel 2017, prosegue nel 2018 16 maggio 2018 Nell’ambito della valorizzazione della ricerca prevista dal Piano Strategico di Ateneo, l’Università Cattolica ha introdotto un sistema di premi alle migliori pubblicazioni prodotte dai propri docenti e ricercatori . Le pubblicazioni scientifiche hanno un ruolo importante nel sistema nazionale di valutazione della ricerca e nei ranking internazionali delle università. I ricercatori e docenti dell’Ateneo nelle diverse discipline hanno evidenziato buone performance complessive, con punte di eccellenza, nell’ambito dell’esercizio di valutazione della ricerca VQR 2011-2014, che si è basato largamente sulla valutazione delle pubblicazioni scientifiche. L’iniziativa dei premi alle pubblicazioni ha perciò anche lo scopo di stimolare l’Università Cattolica a raggiungere risultati ancora più positivi nel prossimo esercizio di valutazione della ricerca. I 161 lavori premiati nel 2017 sono stati selezionati dai dieci Comitati Scientifici dell’Ateneo , con il coordinamento della Commissione Strategie di Ricerca, seguendo la procedura approvata dagli Organi di governo. ricerca #premio #valutazione Facebook Twitter Send by mail LE PUBBLICAZIONI PREMIATE SCIENZE MATEMATICHE E INFORMATICHE SCIENZE FISICHE E SCIENZE AMBIENTALI SCIENZE BIOLOGICHE SCIENZE MEDICHE SCIENZE AGRARIE E VETERINARIE SCIENZE DELL'ANTICHITÀ, FILOLOGICO-LETTERARIE E STORICO-ARTISTICHE SCIENZE STORICHE, FILOSOFICHE, PEDAGOGICHE E PSICOLOGICHE SCIENZE GIURIDICHE SCIENZE ECONOMICHE E STATISTICHE SCIENZE POLITICHE E SOCIALI.

 

Fare ricerca all’estero con Horizon 2020

Giunto quasi a fine ciclo, finanzia progetti di ricerca e innovazione che danno concretezza ai principi fondamentali della strategia comunitaria “Europe 2020” per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Horizon 2020 contribuisce a questo obiettivo associando la ricerca all'innovazione e concentrandosi su tre settori chiave: eccellenza scientifica, leadership industriale e sfide per la società. Le opportunità offerte da Horizon 2020 sono molteplici, con caratteristiche progettuali e finalità diverse, che vanno dai classici progetti collaborativi internazionali basati su un tema individuato dalla stessa Unione europea, a progetti finalizzati a sviluppare prodotti per il mercato, fino a finanziamenti individuali volti a sostenere la ricerca di base. È proprio a questi ultimi, che rientrano nel settore dell’eccellenza scientifica, che si presta una crescente attenzione. In particolare, le azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA) propongono un’ampia serie di opportunità di formazione e scambio per i ricercatori , promuovendo la crescita del capitale umano di eccellenza in Europa attraverso borse di ricerca per il sostegno alla mobilità internazionale, intersettoriale e interdisciplinare dei ricercatori. Interverranno esperti di Individual fellowship che forniranno strumenti e suggerimenti utili per la preparazione di proposte progettuali. La partecipazione è gratuita, previa registrazione all’indirizzo email ufficio.ricerca@unicatt.it #ricerca #horizon #mariecurie #fellowship Facebook Twitter Send by mail.

 

Servono ancora le università?

cattolicapost Servono ancora le università? Dall’osservatorio americano il professor Paolo Carozza (Notre Dame) vede il rischio che la conoscenza venga sostituita da informazioni prese “a consumo” dagli studenti. Non di rado, nelle ultime decadi, abbiamo imparato a guardare oltreoceano per cogliere i primi sintomi di fenomeni che, di lì a pochi anni, sarebbero approdati, magari trasformati o rivestiti di forme autoctone, anche nel vecchio continente. Gli abbiamo rivolto alcune domande sulle prospettive delle università nel terzo millennio, in un contesto informale: una pausa pranzo con assaggi di gustose, morbide focacce. Negli Usa lo stato finanzia gli atenei, ma per garantire certi standard i costi di accesso rimangono ancora molto alti e questo si ripercuote non solo sulle famiglie, bensì anche sulla modalità di far quadrare i bilanci da parte del management universitario. C’è tuttavia una crisi ancora più significativa di quella economica ed è quella che riguarda l’identità delle Università. Dove si rendono evidenti, o per lo meno espliciti, i segni di questa decadenza? Quali sono i sintomi di questa endemica malattia? «Potrei citare l’emergere di alcuni fenomeni ben precisi, che incontro quotidianamente all’interno del mio lavoro. Ci si specializza in modo esagerato, si frammenta la conoscenza e questo provoca un cambiamento di paradigma: la stessa etimologia di “uni-versità” intesa come sapere intero, unico, viene messa in discussione a favore di una visione “multi-versitaria”.

 

Phd, le sfide per i neodottori

ATENEO Phd, le sfide per i neodottori Alla cerimonia di consegna del titolo di dottore di ricerca, il direttore scientifico dell’Iit Roberto Cingolani ha chiesto di rifiutare il posto marginale che la società tende a dare allo scienziato. Con queste parole il rettore Franco Anelli ha aperto in aula magna, lo scorso 16 aprile, la cerimonia di conferimento del titolo di dottore di ricerca per gli anni accademici 2016 e 2017. Secondo il rettore, il dottore di ricerca non deve limitarsi all’acquisizione delle nozioni ma deve dare espressione a una vivacità inventiva che, prestando il fianco alla ricerca, possa portare all’elaborazione di qualcosa di originale e utile alla collettività. Facendo, poi, riferimento alla Giornata per l’Università Cattolica, il rettore ha fatto riferimento alla parola che il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova Roberto Cingolani , ospite della cerimonia, ha donato per l’installazione che verrà inaugurata nei chiostri giovedì 19 aprile. Resilienza ben si adatta alla stoffa dei ricercatori, a quella «capacità di sopportare con decisione i colpi di ventura e a quella paura di non trovare quel passo in più, quell’originalità necessaria al percorso di indagine». Nel contesto di una presentazione dedicata alle nuove frontiere della scienza e della tecnologia, il leitmotiv sembra essere quello di sentirsi costantemente protagonisti di una sfida, rimanendo flessibili e cercando di applicare il sapere acquisito alla realtà, nel tentativo di trovare soluzioni dinamiche a problemi nuovi. Un impegno che può avere ormai diversi sbocchi da quelli tradizionali: secondo i dati delle ultime indagini relative alla soddisfazione dei dottori di ricerca dell’Università Cattolica ha preso piede una percezione del dottorato che non si limita all’ambito accademico ma che si spinge verso percorsi professionali diversi.

 

PhD, la carica dei 400

ATENEO PhD, la carica dei 400 Lunedì 16 aprile in Aula Magna cerimonia di proclamazione e consegna del titolo di dottore di ricerca. Dopo il discorso del rettore Franco Anelli , la lezione del direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova Roberto Cingolani 05 aprile 2018 Provengono da tutta Italia, una trentina dall’estero, hanno competenze scientifico-culturali e aspirazioni professionali diverse. È questo il profilo delle 262 neo dottoresse e dei 143 neo dottori di ricerca che hanno discusso negli anni 2016 e 2017 la tesi di dottorato nei campus di Milano, Piacenza e Roma dell’Università Cattolica. Tutti insieme riempiranno l’ Aula Magna di largo Gemelli lunedì 16 aprile alle 17 per ricevere il titolo di dottore di ricerca dal rettore Franco Anelli . Dopo il discorso di apertura del professor Anelli, il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova Roberto Cingolani terrà la lectio dal titolo “Dove va la tecnologia?” . Da anni l’Ateneo è impegnato a valorizzare il percorso dottorale nella convinzione che investire sulle capacità e sulle competenze dei giovani ricercatori sia una condizione imprescindibile per lo sviluppo e la crescita di molti comparti economici, sociali e produttivi del nostro Paese. La riforma del dottorato del 2013 ha introdotto il dottorato industriale , una nuova modalità di collaborazione tra università e aziende che permette a queste ultime di formare, attraverso un percorso dottorale, i propri dipendenti già impegnati in attività di elevata qualificazione.

 

Il latino è vivo e corre sul web

MILANO Il latino è vivo e corre sul web Grazie al finanziamento di 2 milioni di euro della Commissione europea, il ricercatore Marco Passarotti creerà una connessione web-based fra tutte le risorse linguistiche (testi, dizionari, lessici) e gli strumenti di trattamento automatico del linguaggio. Il latino è una lingua come le altre: non è più bella e non è più brutta, semplicemente perché questo non è un tratto distintivo delle lingue» spiega Passarotti. E così possiamo mettere nelle mani dei classicisti di domani un’enorme quantità di evidenza empirica, che è tutto ciò che possiamo sapere del latino. Si potrà lanciare una ricerca su testi di diverse epoche che sono stati messi a disposizione da diverse istituzioni (biblioteche, centri di ricerche, archivi). Si chiama Linked Data ed è un paradigma e una tecnologia che permette a dati sparsi in giro per il web di interagire utilizzando un lessico (cioè una lingua) comune, che è comprensibile e processabile non solo dall’uomo, ma anche dalle macchine. Ad esempio, potrà chiedere agli studenti di identificare tutti i soggetti al nominativo di una porzione di testo e poi consentire loro di verificare nella base di conoscenza che costruiremo quanto sia giusta la loro risposta (o se quella della macchina sia sbagliata). Il classicista potrà sostenere le proprie ricerche con grandi masse di evidenza empirica, che potrà gestire facilmente grazie a interfacce di accesso di semplice uso e a connessioni semantiche soggiacenti in grado di mettere in relazione le varie informazioni sul medesimo oggetto (ad esempio, una parola).

 

Superconduttività, nuovi risultati

Brescia Superconduttività, nuovi risultati Un team internazionale coordinato dal prof. Claudio Giannetti ha sviluppato una tecnica che, grazie sull’uso di luce ultravioletta, permette di osservare la dinamica di determinati stati elettronici all’interno ossidi di rame superconduttori. marzo 2018 La comprensione del fenomeno della superconduttività ad alta temperatura, scoperta circa 30 anni fa in particolari ossidi di rame, costituisce ancora oggi una delle maggiori sfide per i fisici di tutto il mondo. Le più avanzate tecniche sperimentali non hanno però ancora permesso di scoprire la vera causa di questo sorprendente fenomeno che è alla base della conduzione di coorente elettrica senza dissipazione, e alla possibilità di far levitare materiali superconduttori se sottoposti a campi magnetici. Al progetto hanno preso parte 11 diverse istituzioni, provenienti da 6 Paesi del mondo. superconduttori #ricerca #scienceadvanced #risultati #fisica #ilamp Facebook Twitter Send by mail.

 

Garda, la forza della narrazione

Brescia Garda, la forza della narrazione Dai grand tour sette-ottocenteschi di Goethe e Lawrence ai blogger di oggi, il turismo lacustre cresce anche per la capacità evocativa del racconto. by Bianca Martinelli | 08 marzo 2018 La capacità attrattiva esercitata da un territorio è strettamente correlata alla narrazione che ne viene fatta, e lo sguardo di chi la racconta è quindi un mediatore fondamentale. Il convegno Il Garda e il turismo lacuale: tradizione e sviluppo ha ripercorso la relazione strettissima che, dall’epoca preromantica sino ai giorni nostri, lega il turismo gardesano all’immagine dei luoghi restituita dalla cronache di viaggiatori e intellettuali. Dalla prima guida turistica dedicata ai laghi, anglofona e pubblicata nel 1810, al fenomeno dei blog digitali “Oggi più che mai ha ancora senso parlare di narrazione e letteratura dei luoghi”. Pensiamo al fenomeno dei blog, degli influencers e dei social media: si tratta di narrazioni odierne estremamente funzionali alla diffusione della conoscenza dei luoghi, e al conseguente sviluppo del turismo. E il perché è presto detto: «Il Garda si trova all’8° posto nella classifica delle mete più attrattive del Paese, e al 1° sul podio di quelle più internazionali, con un sonoro 80% di turisti stranieri rispetto al 60% registrato nelle città d’arte». Un fatto non così scontato ma che, tramite l’uso di sonar, veicoli autonomi di superficie (specie di droni) e tecnologie ad ultrasuoni, ci ha permesso di osservare diversi metri sotto il fondo del lago e stilare profili batimetrico, geologico e sismico» ha spiegato Gasperini.

 

Protonterapia, primo polo a Roma

È un primo esempio di virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, che andrà ad arricchire il mosaico della nuova sanità della Regione Lazio e che coniuga alta qualità assistenziale, innovazione tecnologica, ricerca clinica e appropriatezza delle prestazioni. Questo progetto TOP IMPLART, nato per la realizzazione di un prototipo di acceleratore lineare di protoni per la cura dei tumori e finanziato dalla Regione Lazio, è frutto della collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità, Enea e gli Istituti IFO Regina Elena. Successivamente ai primi mesi di attività clinica e durante l’istallazione del secondo Gantry al Gemelli, è previsto uno studio epidemiologico ed una valutazione clinico/organizzativa, e l’avvio delle opere per altri due Gantry all’IRE che si concluderanno entro la fine del 2024. tumori #protonterapia #innovazionetecnologica #ricerca Facebook Twitter Send by mail PROTONTERAPIA E TRATTAMENTO DEI TUMORI La protonterapia è una tecnica oncologica radioterapica di precisione che consente di effettuare trattamenti più efficaci e meno tossici sui tumori complessi che ad oggi non si possono trattare con le tecnologie convenzionali. Grazie alle proprietà fisiche dei protoni, la protonterapia permette, rispetto alla radioterapia convenzionale con fotoni, di rilasciare la dose con estrema precisione sul tessuto tumorale e, conseguentemente, di irradiare il tumore con dose più elevata, riducendo l’esposizione e quindi i danni radio indotti sui tessuti normali. L’accelerazione dota i protoni di un’energia che raggiunge i 230 MeV (Mega Electron Volts), rispetto ai 30 MeV della fotonterapia, e che permette di colpire dall’esterno i tessuti tumorali che si trovano fino a 30 cm di profondità all’interno del corpo. E’ una terapia tecnologicamente avanzata, ma il suo utilizzo clinico è ormai consolidato ed in rapida espansione in tutto il mondo, soprattutto grazie alla realizzazione di apparecchiature sempre più precise e impianti sempre più compatti e compatibili con spazi ospedalieri e urbani.

 

Gemelli, mano bionica dotata di tatto

ROMA Gemelli, mano bionica dotata di tatto Si chiama Almerina Mascarello la prima donna italiana che per sei mesi ha indossato l’impianto. Nel team responsabile del progetto, chirurghi e neuroscienziati di varie realtà di ricerca europee tra cui il Policlinico romano e l’Università Cattolica. A raccontare all’ Adnkronos Salute la sua storia, descritta anche dalla Bbc, è Paolo Maria Rossini ( nella foto a sinistra ), Ordinario di Neurologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore dell’Area Neuroscienze del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, che ha seguito la paziente. Un’esperienza incredibile per Almerina Mascarello, che ha perso la mano sinistra in un incidente quasi un quarto di secolo fa, e ha commentato alla Bbc : «È quasi come se fosse tornata di nuovo». Sempre, sin dall’inizio, il gruppo del professor Silvestro Micera (Scuola Normale S. Anna di Pisa e Politecnico Universitario di Losanna) e numerosi giovani ricercatori da varie nazioni europee (incluso il Gemelli e la Cattolica ) hanno contribuito in modo formidabile allo sviluppo delle varie componenti del progetto di ricerca. Nei test, Almerina – che era bendata – è stata in grado di dire se l’oggetto che stava toccando era duro o morbido, cilindrico o rotondo… «La sensazione è spontanea – ha raccontato la donna alla tv britannica – come se fosse la tua vera mano. Stiamo andando sempre più nella direzione dei film di fantascienza, come la mano bionica di Luke Skywalker in Star Wars – spiega Silvestro Micera, un neuro-ingegnere dell’Epfl di Losanna e della Scuola Sant’Anna di Pisa – una protesi completamente controllata e totalmente naturale, identica alla mano umana».

 

La pellicola che uccide i batteri

BRESCIA La pellicola che uccide i batteri Innovativi rivestimenti di Argento e Titanio migliorano le proprietà di acciaio, plastica e vetro. novembre 2017 Una pellicola di Argento e Titanio che, nel giro di 3 ore, uccide il 99,9999% dei batteri depositati. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare le proprietà di molti materiali specialistici, come un bisturi in sala operatoria, o di uso comune, come un cellulare per evitare che si graffi. La pellicola in questione è frutto di quattro anni di ricerca nei laboratori del centro di ricerca i-Lamp, ospitato nel dipartimento di Matematica e Fisica della sede di Brescia dell’Ateneo. All’interno del programma di dottorato congiunto tra l’Università Cattolica e la KU Leuven, Giulio lavora sulla formulazione di innovativi ricoprimenti per migliorare le proprietà di oggetti di uso comune e materiali quale acciaio, plastica o vetro. Nel mio caso specifico – spiega Giulio Benetti – la sintesi di nanoparticelle è finalizzata alla ricerca di un film (ricoprimento) molto sottile, contenente più di un elemento, che abbia proprietà antibatteriche e che al contempo presenti le caratteristiche di durabilità e resistenza all’usura richieste nelle applicazioni industriali. Pensate che nel giro di 3 ore sono stati uccisi il 99,9999% dei batteri depositati sul film che abbiamo realizzato.

 

Davide e i segreti dell’invecchiamento

ricerca Davide e i segreti dell’invecchiamento Il 31enne geriatra della facoltà di Medicina inizia a Stoccolma, anche grazie al sostegno delle Borse di studio Zegna, un dottorato di ricerca all’ Aging Research Center del Karolinska Institutet . Davide Vetrano , 31 anni, medico geriatra laureato e specializzato alla facoltà di Medicina della sede di Roma dell’Università Cattolica, da più di due anni vive a Stoccolma, dove ha terminato la specializzazione e ha avuto l’opportunità di iniziare un dottorato di ricerca in epidemiologia. Svolge la sua attività nel gruppo di ricerca della professoressa Laura Fratiglioni , all’ Aging Research Center del Karolinska Institutet , un centro all’avanguardia dove più di 90 ricercatori dai background piú variegati studiano i segreti dell’invecchiamento. Perché proprio al Karolinska Institutet? «Un periodo di formazione all’estero permette a chi fa ricerca di acquisire quel metodo, quell’internazionalità e quell’apertura mentale verso il nuovo che sono d’obbligo per condurre questa attività in maniera rigorosa e indipendente. Chi sostiene la tua attività di ricerca all’estero? «Il gruppo della Cattolica di cui faccio parte ha da sempre dimostrato grande propensione agli scambi internazionali e promosso la crescita dei più giovani. Ora hai anche uno sponsor in più… «Quest’anno, al termine di una lunga selezione, la Fondazione Ermenegildo Zegna ha deciso di premiare il mio progetto con una delle sue prestigiose scholarship. Quella della fondazione Zegna è una mission molto precisa: agevolare il percorso di ricerca post-laurea all'estero di giovani italiani, favorendone poi il rientro in Italia al fine di apportare un contributo positivo al Paese.

 

Davide, Maria e la pelle in 3D

medicina Davide, Maria e la pelle in 3D Studi di frontiera per i due alumni della facoltà di Medicina che, grazie al programma Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship , sono volati al Karolinska Institutet di Stoccolma e alla Columbia University . Così è stato per Maria Gnarra , 30 anni, laureata in Medicina alla sede di Roma dell’Ateneo, che grazie alla Zegna Founder Scholarship è potuta tornare associate research scientist alla Columbia University, dove era già stata a svolgere il suo dottorato (leggi la sua storia) . Sviluppare tali modelli consente di sopperire alla carenza di organi per il trapianto, tra i quali la pelle, e allo stesso tempo di evitare reazioni di rigetto, essendo questi pazienti-specifici». Il mio specifico interesse verte sul ruolo giocato in questo processo dalle malattie croniche, che, come sappiamo, negli anziani tendono ad accumularsi con importanti ripercussioni sull’autonomia e sulla qualità della vita» spiega Davide, che da siciliano non ha avuto alcun problema ad adattarsi alle fredde latitudini scandinave. I due ricercatori della Cattolica, insieme alla soddisfazione per il riconoscimento, possono concedersi una constatazione ottimistica: «È rincuorante sapere che anche nel nostro Paese, non sempre incline a riconoscere il merito e a investire nei giovani, vi siano lungimiranti iniziative che antepongano il bene comune al profitto privato». L’iniziativa, infatti, oltre a sostenere giovani eccellenze nel loro percorso di studi, si prefigge come obiettivo quello di rallentare il fenomeno della “fuga dei cervelli” dall’Italia ed è per tale ragione che il supporto del Gruppo Zegna è vincolato al rientro in Italia dei borsisti. Al fine di sostenere i borsisti Zegna al loro rientro, è stato istituito un Comitato Consultivo del quale fanno parte noti rappresentanti del mondo della finanza, dell’industria, della cultura e della medicina.

 

Alla Columbia per creare pelle in 3D

ricerca Alla Columbia per creare pelle in 3D Realizzare modelli funzionali di cute in tre dimensioni a partire da cellule del singolo paziente, corrette da eventuali mutazioni responsabili di malattie per sopperire alla carenza di organi per il trapianto. La sfida della nostra laureata Maria Gnarra 21 settembre 2017 di Maria Gnarra * Da ormai alcuni anni vivo tra l’Italia e gli Usa dove ho condotto la mia esperienza di dottorato di ricerca, prima presso l’Harvard Medical School e in seguito presso la Columbia University a New York. Realizzare modelli funzionali di cute in 3D a partire da cellule del singolo paziente , corrette da eventuali mutazioni responsabili di malattie, trova innumerevoli applicazioni. Sviluppare tali modelli consente di sopperire alla carenza di organi per il trapianto, tra i quali la pelle, e allo stesso tempo di evitare reazioni di rigetto, essendo questi pazienti-specifici. Inoltre, grazie a tecniche di gene-editing è possibile correggere le mutazioni responsabili di gravi malattie genetiche come l’epidermolisi bullosa, prima del trapianto, cosi da fornire ai pazienti cute priva della malattia. Ciò è, infatti, alla base del fallimento di molti studi clinici nel passaggio dalla sperimentazione preclinica a studi clinici sui pazienti, con sostanziali perdite d’investimenti finanziari e di tempo nella produzione di terapie efficaci. anni, laureata alla facoltà di Medicina della sede di Roma dell’Università Cattolica e con un Joint PhD presso la Columbia University di NY #ricerca #scienza #columbia #medicina Facebook Twitter Send by mail.

 

Sotto il cielo dell'Alternanza

Brescia Sotto il cielo dell'Alternanza A Brescia sono stati presentati i risultati della ricerca condotta in tre istituti superiori per individuare gli effetti prodotti dal sistema di alternanza scuola-lavoro a tre anni dall’entrata in vigore della riforma scolastica. by Bianca Martinelli | 12 dicembre 2017 Studenti più consapevoli e desiderosi di mettersi alla prova, ragazzi curiosi di comprendere e toccare con mano cosa voglia dire entrare a far parte del mondo del lavoro, e volontà di individuare un ambito lavorativo in cui poter sviluppare le proprie capacità e attitudini. Alternanza scuola, lavoro e università finanziata da Fondzione Comunità Bresciana, racconta di come, in seguito alla riforma scolastica attuata con la legge 107/2015, il bilancio possa considerarsi positivo in termini qualitativi. Strumenti d’indagine sono state le 88 interviste effettuate in diverse fasi dell’alternanza (una per ciascuno studente), i 264 questionari distribuiti a studenti e tutor, 3 laboratori riflessivi per gli studenti, 2 focus group rivolti agli insegnanti, 3 incontri con le famiglie dei ragazzi e 17 meeting progettuali. Ampliando il raggio sul territorio nazionale i dati quadro mostrano come tra l’anno scolastico 2014/15 e il 2015/16, grazie all’obbligatorietà, il numero degli studenti coinvolti sia passato da 273mila ad un sonoro 652.641, con un incremento del 139%. Gli istituti che hanno fatto alternanza sono passati dall’essere il 54% al 96%, mentre per i percorsi attivati si registra un +154%, ovvero da 11.585 al 29.437. Dall’altro lato vi sono poi gli enti “ospitanti” dove gli studenti sono inviati: il 36,1% sono imprese, ma anche biblioteche (il 12,4%), pubblica amministrazione nell’8,5% dei casi, enti no profit (7,6%) o studi professionali e associazioni di categoria.

 

La ricerca si fa responsabile

MILANO La ricerca si fa responsabile Nell’ambito delle iniziative per dottorandi e giovani ricercatori, un workshop su integrità ed etica con Isidoros Karatzas, responsabile del settore “Ethics and Research Integrity” della Commissione europea. In questo settore hanno assunto, infatti, sempre più rilevanza vari aspetti che riguardano l’integrità e l’etica dei ricercatori nello svolgimento delle attività di ricerca. Un’attenzione da sempre presente nella ricerca biomedica, che si è estesa ora a tutte le aree scientifiche, in particolare alle scienze sociali e umane, secondo l'approccio ELSA (aspetti etici, legali e sociali). Nell’ambito di una politica volta a promuovere la ricerca e l’innovazione responsabili, l’Unione europea ha adottato una serie di misure per migliorare l'impatto etico delle attività di ricerca, che coprono un’ampia gamma di criteri. Uno riguarda l’integrità della ricerca e dei ricercatori, i cui principali riferimenti sono il Codice europeo di condotta per l’integrità della ricerca e l’Etica per i ricercatori , recentemente aggiornato. Per fornire ai ricercatori un quadro di riferimento aggiornato sia a livello nazionale che internazionale, l’Ateneo organizza mercoledì 22 novembre un workshop sugli aspetti etici della ricerca , approfondendo questioni legate alla valutazione etica dell’impatto della ricerca, al ruolo di un Comitato etico, all’implementazione di linee guida sull’etica e l’integrità. Tra gli ospiti, sarà presente Isidoros Karatzas , responsabile del settore “Ethics and Research Integrity” della Commissione europea .

 

Una tassa fa bene alla dieta?

Scienze agrarie, alimentari e ambientali Una tassa fa bene alla dieta? Un’equilibrata politica fiscale su cibi meno sostenibili potrebbe proteggere la salute e abbattere le emissioni generate dai processi di produzione, senza pesare sulle tasche dei consumatori. ottobre 2017 Una politica fiscale mirata sui prodotti meno sostenibili a livello ambientale potrebbe ridurre del 19% in Italia le emissioni derivanti dai processi di produzione e consumo agro-alimentare. È quanto emerge dal progetto di ricerca europeo Susdiet - Understanding consumer behaviour to encourage a (more) sustainable food choice , appena concluso, che ha coinvolto studiosi di 9 Paesi e di aree multidisciplinari diverse. Molti esperimenti condotti nell’ambito del progetto hanno messo in evidenza questa sorta di “resistenza al cambiamento” delle scelte di consumo, in diversi contesti (super/ipermercati, mense, ristoranti…) e in diversi Paesi europei». Una resistenza al cambiamento riscontrata anche in relazione alle informazioni sull’impatto ambientale delle produzioni alimentari, in particolare a quelle relative alle emissioni di CO2, visto che nell’ambito del progetto Susdiet l’unità di ricerca della Cattolica si è occupata soprattutto dell’analisi dell’impatto delle informazioni nutrizionali e delle politiche fiscali. In particolare abbiamo simulato l’impatto di una tassa sugli alimenti a più alto contenuto di emissioni di CO2, che, com’è noto, sono i prodotti di origine animale» continua il docente della Cattolica di Piacenza. Inoltre, si registrerebbe un miglioramento della qualità della dieta piccolo ma significativo (un miglioramento di due punti di un indice di qualità della dieta che varia fra 0 e 100), legato al minor consumo di nutrienti che hanno un impatto negativo sulla salute (zuccheri, sale, grassi saturi)».

 

Raffreddare la materia con la luce

fisica Raffreddare la materia con la luce Una ricerca pubblicata su Nature Physics , che ha tra i protagonisti il centro di ricerca I-lamp della sede di Brescia dell'Ateneo, chiarisce inaspettati fenomeni fisici osservati in un composto della molecola più simmetrica esistente in natura. Protagonista dello studio è un composto della molecola più simmetrica esistente in Natura, il C60, appartenente alla classe dei fullereni e contraddistinta dalla caratteristica forma di una palla da calcio. È noto che questo composto, con formula chimica K3C60, possa comportarsi come un superconduttore, e quindi condurre senza dissipare energia, al di sotto di una temperatura critica di 20 gradi Kelvin, corrispondenti a circa -253 gradi centigradi. Recentemente, è stato scoperto che il K3C60 è capace di trasformarsi in un superconduttore ad alta temperatura quando colpito da un impulso laser di durata brevissima. Questo materiale assume proprietà superconduttive, anche se per brevissimi istanti, fino a una temperatura di -73 gradi centigradi, quasi 100 gradi sopra la temperatura critica di equilibrio. Poiché è proprio la componente metallica quella coinvolta nella conduzione, il suo raffreddamento può stabilizzare una fase di superconduttività nonostante la temperatura esterna sia maggiore di quella critica. Il controllo ultrarapido dei materiali con fonti di luce, del resto, è oggi un campo di grande interesse per la comunità scientifica e per le possibili ripercussioni tecnologiche di queste applicazioni».

 

Aspettando la rivoluzione quantistica

BRESCIA Aspettando la rivoluzione quantistica L’Europa investirà un miliardo di euro per sostenere progetti sulle applicazioni dello studio dei quanti: dalla comunicazione alla biomedica fino a nuovi materiali e sistemi di conversione energetica che aiuteranno il pianeta. settembre 2017 L’Europa ha messo in campo un miliardo di euro in dieci anni per sostenere i progetti legati alle applicazioni della quantistica. L’Università Cattolica è in prima fila e chiama a Brescia, lunedì 25 settembre , un nutrito gruppo di fisici per studiare insieme nuove proposte da sottoporre alla Unione europea. Lo sviluppo di nuovi e più precisi strumenti tecnici consentirà di indagare porzioni di realtà inesplorate. Le teorie scientifiche sulla meccanica quantistica sono ormai consolidate da anni e ora si prepara il terreno per nuove applicazioni pratiche e per una nuova rivoluzione tecnologica. La teoria elaborata negli anni ’20-’30 del secolo scorso, che regola gli eventi fisici a livello molecolare, atomico, e subatomico, sono alla base della nuova rivoluzione scientifica che si sta sviluppando in questi ultimi anni. Gabriele Ferrini , docente di fisica (Elettronica quantistica) ne parla nell'intervista pubblicata di seguito.

 

La scienza si mette in mostra

Notte dei ricercatori 2017 La scienza si mette in mostra Laboratori di fisica, esperimenti di matematica, test psicologici e giochi teatrali interattivi per non temere le proprie “soft (s)killers”. Grande successo per la Notte dei ricercatori a Brescia , conclusa da uno short show dello Stars a Santa Giulia. settembre 2017 Doppia sede per la Notte europea dei ricercatori 2017 a Brescia. Allo Stars è stato inoltre affidato il compito di aprire e chiudere la giornata con “City of Stars. nottedeiricercatori #brescia #universita #ricerca #scienza Facebook Twitter Send by mail.

 

La scienza da toccare con mano

e 30 settembre 2017 La scienza da toccare con mano Un viaggio affascinante tra realtà virtuale, gastronomia molecolare, tecniche di coding , formule matematiche “scritte” su pavimenti e piastrelle. Scoprire i nuovi cibi creati dagli studenti di Scienze e tecnologie alimentari (FunctionAloe e Bye-Bye Cream ) e le proprietà matematiche delle bolle di sapone. Provare da vicino la realtà virtuale, imparare i segreti del coding , misurare le attività cognitive e psicologiche che ci permettono di guidare sicuri, riciclare capi di seconda mano per dare vita a nuove borse. È articolato il percorso alla scoperta delle meraviglie della scienza che l’Ateneo proporrà a Milano e Brescia nell'ambito della Notte europea dei ricercatori . Quattro le sezioni organizzate dalla sede milanese: Meet the Psychology proporrà, tra l’altro, un gioco sulla gestione della salute, test con stimoli visivi a uditivi per mostrare le reazioni cerebrali allo stress emotivo, ambienti in realtà virtuale per scoprire le nuove frontiere dell’emotional design. Nella sezione Moda, sostenibilità, creatività saranno presenti due laboratori, uno sul “ fashion remake ”, finalizzato a cucire una borsa realizzata con capi di seconda mano, e un laboratorio artistico per assemblare una grande opera collettiva. Il teatro antico in scena proporrà un percorso audio-visivo e pratico-operativo sulla produzione e messinscena di spettacoli, oltre ai laboratori sulle maschere teatrali e sui costumi di scena.

 

Diabete, premio europeo per Teresa Mezza

ricerca Diabete, premio europeo per Teresa Mezza La giovane dottoranda della facoltà di Medicina ha vinto a Lisbona due prestigiosi riconoscimenti dell’ European Association for the Study of Diabetes per i suoi studi di frontiera sulla plasticità delle cellule pancreatiche. I premi, che sono stati assegnati a cinque giovani ricercatori europei, tre dei quali italiani, sono stati consegnati nel corso del congresso annuale della EASD in corso a Lisbona. Come rileva il professor Andrea Giaccari , del dipartimento di Endocrinologia della Fondazione Policlinico Gemelli, sotto la cui guida Teresa Mezza si è laureata, prima di andare a studiare allo Joslin Center della Harvard University, uno dei più rinomati centri mondiali per lo studio del diabete. È un orgoglio per l’intera comunità diabetologica italiana apprendere questa notizia in considerazione che su cinque premi ben tre sono stati conseguiti da ricercatori Italiani e nostri giovani colleghi attivamente impegnati nelle attività di SID e di YoSID». Teresa Mezza, insieme agli altri tre ricercatori che si sono aggiudicati i premi ‘Rising Star’ 2017 dell’EASD esporranno le loro ricerche nel corso del Rising Star Symposium , una sessione del 53° congresso dell’EASD, venerdì 15 settembre presso la Cézanne Hall. medicina #diabete #ricerca #premio Facebook Twitter Send by mail UN SOSTEGNO ALLA RICERCA La European Foundation for the Study of Diabetes (EFSD) offre sostegno in tutte le aree di ricerca sul diabete attraverso un’ampia gamma di iniziative congiunte ed esclusive. I finanziamenti vengono elargiti nel corso di tutto l’anno a ricercatori che portano avanti i loro studi in Europa; vengono inoltre offerti travel grant a giovani ricercatori di tutto il mondo.

 

Medicina, accordo con Jefferson University

Roma Medicina, accordo con Jefferson University Siglato a Roma Memorandum di Intesa tra Università Cattolica-Fondazione Policlinico Gemelli e Thomas Jefferson University di Filadelfia per sviluppo programmi di formazione e ricerca medica, con scambio di ricercatori e di studenti. maggio 2017 L’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma insieme alla Thomas Jefferson University (TJU), prestigiosa università statunitense con sede a Filadelfia, per sviluppare aree di cooperazione nel campo della formazione e della ricerca in medicina. È questo il cuore del Memorandum di Intesa siglato il 29 maggio, negli uffici della direzione della Fondazione Policlinico Gemelli, tra il rettore dell’Ateneo Franco Anelli, il presidente della Fondazione Policlinico A. Gemelli Giovanni Raimondi e il presidente della TJU Stephen Klasko . I due atenei attiveranno uno scambio di studenti dei rispettivi corsi di laurea in Medicina per esperienze cliniche della durata di un mese (Clinical Rotation) o per periodi di ricerca di uno/due mesi (Research Rotation). Il programma di ricerca congiunta prevede di esplorare opportunità di cooperazione che includano ogni tipologia di ricerca che generi diritti di brevetto, copyright e altri diritti di proprietà intellettuale. medicina #ricerca #formazione Facebook Twitter Send by mail LA JEFFERSON UNIVERSITY Alla sigla del Memorandum di Intesa hanno preso parte anche il Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica Rocco Bellantone e il Direttore generale del Policlinico A. Gemelli Enrico Zampedri. All’evento ha partecipato inoltre una rappresentanza di studenti del corso di laurea in inglese Medicine and Surgery attivato presso la sede di Roma dell’Università Cattolica.

 

La presentazione di Osservasalute 2015

Roma La presentazione di Osservasalute 2015 Roma, martedì 26 aprile 2016 . Al Policlinico Gemelli sarà illustrata alla stampa la tredicesima edizione del Rapporto sullo stato di salute e qualità dell’assistenza nelle Regioni italiane. Interverrà il presidente dell’Iss Walter Ricciardi 22 aprile 2016 Sarà presentata a Roma martedì 26 aprile la tredicesima edizione di Osservasalute. Il Rapporto Osservasalute, curato dall’Osservatorio Nazionale sulla salute nelle regioni italiane, è l’appuntamento fisso che fornisce annualmente i risultati del check-up della devolution in sanità, corredando dati e indicatori con un’analisi critica sullo stato di salute degli italiani e sulla qualità dell’assistenza sanitaria a livello regionale. L’obiettivo è evidenziare le aree di eccellenza della Sanità Pubblica che possano essere esempio di realtà organizzative e strumento di valutazione comparativa. Anche quest’anno ci sarà “Osservasalute in immagini” che racconterà l’evoluzione dei comportamenti regionali nel corso degli anni, con i trend osservati nel tempo per molti indicatori di gestione e di salute delle popolazioni residenti. Il volume (di 590 pagine) è suddiviso in due parti principali, la prima dedicata alla salute e ai bisogni della popolazione, la seconda ai sistemi sanitari regionali nonché alla qualità dei servizi.

 

Per la ricerca una giornata da Nobel

Roma Per la ricerca una giornata da Nobel Con la partecipazione di Amartya Sen e Robert Huber , facoltà di Medicina e Chirurgia e Fondazione Policlinico Gemelli hanno presentato i risultati di alcuni studi sulla medicina personalizzata, una strategia finalizzata a massimizzare le chance di cura. Tema quest’anno al centro dei lavori è stato ‘La Medicina Personalizzata’: individualizzare il più possibile le terapie per massimizzarne l’efficacia e minimizzarne gli effetti collaterali. medicina #ricerca Facebook Twitter Send by mail LA MEDICINA PERSONALIZZATA Oltre 850 ricercatori, 321 nuovi progetti, 1.500 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali, 16,4 milioni di euro di ricerca finanziata nel corso del 2016, 17 brevetti attivi e depositati, 71 progetti finanziati a livello europeo e internazionale negli ultimi 5 anni, 175 sperimentazioni cliniche avviate e 380 collaborazioni. Sono i numeri che raccontano l’impegno dell’Università Cattolica e del Policlinico Gemelli sul fronte della ricerca biomedica. La cura personalizzata rappresenta un traguardo importantissimo della medicina, ma implica scelte etiche rilevanti, anche di carattere economico riguardo ai fondi da investire per garantire a tutti l’accesso all’assistenza». Tale visione – ha proseguito il rettore - richiede una selezione dei campi di ricerca e importanti scelte da compiere». Ecco perché, gli ha fatto eco il direttore generale del Gemelli, Enrico Zampedri , è fondamentale il lavoro di squadra tra «la componente accademica, clinica, gestionale e il mondo dell’industria e dell’impresa, che possono trovare una sintesi efficace per offrire ai pazienti le cure migliori, le più avanzate».

 
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