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Scuola di giornalismo, al via le iscrizioni

cattolicapost Scuola di giornalismo, al via le iscrizioni Dal 3 agosto ci si può candidare al master biennale di primo livello in Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale dell’Università Cattolica. È una scuola che ha cambiato pelle alla fine degli anni Novanta, quando è diventata master, affiancando al praticantato giornalistico convenzionato con l’ Ordine professionale nazionale il percorso di specializzazione post laurea del nuovo ordinamento universitario. O come Laura Silvia Battaglia (biennio 2005-2006) che alterna l’attività di insegnamento nella scuola di giornalismo di cui è stata allieva, con corrispondenze di guerra per media inglesi, turchi, svizzeri e libanesi da Paesi del Medio Oriente come Iraq e Yemen. master #giornalismo #tv #radio Facebook Twitter Send by mail UN MASTER BIENNALE L’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Universita Cattolica del Sacro Cuore organizza per gli anni accademici 2019/2020 e 2020/202 1 un Master Universitario biennale di primo livello in Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale . All’interno del master viene effettuato il praticantato necessario per poter sostenere l’esame di ammissione all’Ordine dei giornalisti professionisti; il numero degli ammessi al praticantato, stabilito dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, e di 30 unita. Sono ammessi a sostenere le prove di selezione al master e al relativo praticantato i candidati che abbiano conseguito un titolo di laurea almeno triennal e entro la data di presentazione della domanda di ammissione indicata dal bando ( 10 ottobre 2019 ). La forte politica di stage e placement portata avanti negli ultimi 15 anni ha garantito a oltre il 90% degli studenti usciti dalla Scuola di trovare un lavoro nel mondo dell’informazione , di poterne vivere e di conquistare posizioni di prestigio nelle redazioni di giornali, radio, televisioni.

 

Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia

La Cattolica al Lido Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia Al Lido “in mostra” i corsi della Cattolica che rappresentano una lunga tradizione nel settore. settembre 2019 Vera fucina di mestieri nei settori del cinema, della tv, della radio e della comunicazione, l’Università Cattolica ha una lunga tradizione nella formazione di professionisti che operano come registi, sceneggiatori, produttori, giornalisti, critici cinematografici e televisivi. Una tradizione che si snoda attraverso l’offerta dei master che sono stati presentati oggi presso lo Spazio Fondazione Ente dello spettacolo alla 76° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. All’incontro questa mattina hanno partecipato Mario Gatti , direttore della sede di Milano dell’Ateneo, Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Università Cattolica, l’attore Giacomo Poretti e il presidente della FEdS Davide Milani . Gestione, sviluppo, comunicazione è unico in Italia nella formazione di figure professionali in grado di operare all'interno dell'industria televisiva, con particolare attenzione agli aspetti gestionali e manageriali dell'intera filiera produttiva e distributiva. La specificità del Master è quella di puntare alla costruzione delle diverse figure professionali della radio, offrendo agli allievi l'opportunità di partecipare alla progettazione e promozione di prodotti radiofonici ed eventi correlati. Il master in Digital communication specialist forma specialisti della comunicazione in grado di gestire gli strumenti digitali in modo professionale ed efficiente nell'ambito di qualsiasi strategia comunicativa.

 

Linus, la radio non tramonta

Il direttore artistico di Radio Deejay ha spiegato perché il mezzo radiofonico resiste al tempo e alle contaminazioni e quali sono le nuove professionalità per lavorare con successo. Lo ha ribadito, intervenendo a una lezione del master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica , un “professore” d’eccezione come Linus , direttore artistico di Radio Deejay, ospite di Claudio Astorri, docente di Teoria e tecnica della radio. Negli oltre quarant’anni di lavoro in radio da protagonista e osservatore privilegiato, Linus ha percorso l’evoluzione della realtà radiofonica italiana, la “contaminazione” con Tv e web, le difficoltà legate alle frequenze e al mercato. Sapersi distinguere e mantenere un’identità e una coerenza che permetta di differenziarsi è il segreto di un successo durevole come quello di radio Deejay» ha affermato Linus. E se negli anni ’60 la fascia di età degli utenti era 15/25 e in genere dopo i 30 si smetteva in gran parte di seguirla, oggi il target si è spostato fino a 40 anni e oltre. Il ruolo del direttore artistico e dell’ufficio musica di una radio giocano in questo senso un ruolo sempre più importante. Per lanciare nuovi brani (senza dimenticare le esigenze della radio stessa), individuare speaker e dj con personalità che diano vita a programmi con diversi contenuti, progettare iniziative marketing che supportino l’esistenza di una radio serve svecchiare, avere curiosità, non replicare e saperlo fare».

 

Uno speaker per amico

La scelta di linguaggio sempre più vicino al modo di parlare dell’ascoltatore per "catturare" il target che l’emittente vuole raggiungere. ottobre 2018 Gli speaker delle principali emittenti nazionali ospiti alla prima lezione del master Fare radio per parlare del ruolo della voce nel mercato radiofonico e come avvicinare i giovani a quello che sembra essere un ambiente chiuso. Sono intervenuti Betty Senatore , voce di Radio Capital; Guido Monti , voce di Radio Freccia; Matteo Di Palma , voce di R101 e coordinatore didattico del master, il tutto moderato dal direttore Paolo Gomarasca . Durante l’incontro si è analizzato il peso che ha oggi lo speaker radiofonico in radio, ruolo fondamentale per cercare di catturare il target che l’emittente si è prefissata. Particolare attenzione è stata data al linguaggio del conduttore, un modo di speakerare sempre più vicino al modo di parlare dell’ascoltatore. Ci si è soffermati sulle tante tipologie di conduzione e stili che possiamo trovare oggi “ on air ”, sia nella radio di flusso che di programmi, fino ad arrivare a delineare le caratteristiche fondamentali per poter lavorare oggi in radio, come il carisma, la personalità e la versatilità. Le emittenti non prendono i giovani perché non sono sufficientemente preparati e (purtroppo), nella dura legge della diretta non c’è tempo e modo di prepararli» ha affermato Guido Monti.

 

Sardegna, radiocronaca di un’isola

cattolicapost Sardegna, radiocronaca di un’isola Gli studenti della prima edizione del master Almed “Fare Radio ” hanno presentato al Festival Fru di Cagliari il programma “Occhio + Occhio” che racconta in quattro puntate una terra vista con gli occhi di giovani milanesi. Proprio in questa occasione, che si è tenuta a Cagliari dal 10 al 12 maggio, il master targato Almed e Università Cattolica del Sacro Cuore ha presentato in anteprima quattro produzioni realizzate dagli studenti in collaborazione con Rai Radio Cagliari. A presentare il progetto di fronte ai rappresentanti delle web radio universitarie sono stati il coordinatore didattico del master, insieme al tutor d’aula e di stage: Matteo Di Palma e Sara Franceschini . L’idea alla base di " Occhio + Occhio " (questo il nome del programma) è stata quella di creare un format in quattro puntate, ognuna col compito di rappresentare uno sguardo differente sull’isola, vista con gli occhi di giovani ragazzi di Milano. Una sfida e al tempo stesso un’opportunità, che ha permesso ai 19 allievi del master di produrre un programma commissionato da un’emittente nazionale, che sarà poi messo in onda su Rai Radio Cagliari. I 19 studenti, divisi in quattro gruppi, hanno messo a punto tutte le puntate occupandosi di ogni aspetto: dalla redazione alla stesura del format, dallo speakeraggio alle interviste fino alla registrazione in studio, il tutto coadiuvato dall’autore e regista Stefano Fozzi . Ogni anno il festival si svolge in una diversa città italiana dove ha sede la web radio di una delle 30 università associate.

 

La radio è viva, viva la radio

cattolicapost La radio è viva, viva la radio Il mezzo radiofonico è stato il più rapido ad affrontare senza traumi il passaggio al digitale e, nonostante i tanti anni sulle spalle, è sempre più popolare. Per questo secondo Giorgio Simonelli - docente di Giornalismo radiofonico e televisivo e direttore del nuovo master dell’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) Fare Radio Ideazione, produzione e gestione dei prodotti radiofonici in partenza a novembre - il passaggio dall’etere al digitale la coinvolge senza traumi. Persino contenuti distribuiti in forma di podcasting, selezionati per un consumo individuale, sono immessi in quell’immenso spazio di condivisione e di aggregazione rappresentato dai social media creando un nuovo pubblico, quello che Tiziano Bonini definisce pubblico reticolare ». L’evoluzione più recente della radiofonia è l’esigenza di mostrarsi agli occhi del pubblico, di diventare visibili , presenti fisicamente o almeno in una serie di immagini. Non possono quindi mancare professionisti in grado di gestire il fenomeno: video e fotomakers, organizzatori di quegli eventi in cui i protagonisti della comunicazione radiofonica appaiono in carne e ossa, in una sorta di epifania, ai loro fans». radio #comunicazione #musica #professioni Facebook Twitter Send by mail UNA PROFEZIA SBAGLIATA di Gianni Sibilla, direttore didattico del Master in Comunicazione musicale “ Video killed the radio star ” cantava una band alla fine degli anni ’70: quella canzone e quel video, nell’81, avrebbero inaugurato le trasmissioni di Mtv . Dalle nostre origini (nel 2017-1208 arriveremo alla 17esima edizione), una grossa parte delle lezioni del master è stato ed è ovviamente focalizzato sui diversi aspetti del rapporto tra radio e musica.

 

La fiction Tv attraverso la radio

Milano La fiction Tv attraverso la radio Gli studenti del master Fare Radio , sotto la guida del professore e autore televisivo Paolo Taggi , hanno realizzato due programmi radiofonici con la collaborazione della Radiotelevisione Svizzera Italiana , che potrebbero andare in onda. Il secondo è un programma di analisi dei cambiamenti della società, visti attraverso l’evoluzione delle fiction più significative. Due speaker e un esperto guidano gli ascoltatori in un percorso di scoperta del cambiamento di concezione dei temi più significativi della contemporaneità attraverso l’ascolto selezionato di spezzoni di serie. Il professor Taggi ha sottoposto gli studenti a una sfida e un’opportunità: parlare di un argomento visivo sfruttando il potere evocativo dell'oralità, dimostrando come le fiction siano un riflesso della società e del suo cambiamento. Una volta pronti nella loro stesura, i due format sono stati registrati presso gli studi della Rsi di Lugano, che ha messo a disposizione degli studenti le proprie attrezzature e i tecnici. Introdurranno i progetti il professor Giorgio Simonelli , direttore didattico del master Fare Radio 2018/2019, e Paolo Taggi, docente del workshop, autore, regista e sceneggiatore radiofonico e televisivo, nonché ideatore ideatore dei due programmi. Infine, ci sarà la partecipazione di Raffaele Farina , speaker pubblicitario, attore radiofonico, doppiatore e voce ufficiale di Italia1, che ha prestato la voce al protagonista del Guardiano del Faro .

 
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