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Il pedagogista nel post-Covid: una risorsa al servizio del territorio

Ecatt Il pedagogista nel post-Covid: una risorsa al servizio del territorio La pandemia ha messo ancora più in evidenza il ruolo della consulenza pedagogica per la cura delle relazioni. Un aspetto alla base della magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane, coordinata dal professor Pierluigi Malavasi by Antonella Olivari | 24 luglio 2020 Anche il pedagogista nel tempo di post-Covid dovrà avere capacità di affrontare e gestire il rischio nei servizi educativi e formativi. Ne sono convinti docenti e tutor della laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane , campus di Bresica, coordinata dal professor Pierluigi Malavasi , che si sono confrontati sul tema durante un webinar che si è tenuto il 7 luglio. La pandemia ha messo ancora più in evidenza la necessità di coordinare la progettazione e la consulenza pedagogica per la cura delle relazioni, competenze che contraddistinguono la figura del pedagogista. Nonostante l’elevato numero di morti, c’è stata una grande reattività della popolazione, più di 600 volontari si sono messi in moto per portare le spesa e le medicine a casa, hanno letto favole ai bambini, fatto concerti virtuali. Con la solidità di una preparazione magistrale per affrontare difficoltà e incertezza, il pedagogista è colui che si “getta in avanti”, “sostiene”, accompagna le relazioni educative e formative in una dimensione generativa ed integrale della persona, del suo contesto territoriale e comunitario. Un affondo su questa specifica formazione data dalla laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane sarà fatto durante un webinar in programma il 10 settembre , alle ore 17 , dal titolo: Il pedagogista al plurale.

 

Risorse umane, la sfida digitale

cattolicapost Risorse umane, la sfida digitale L’evoluzione della tecnologia sta cambiando modi, luoghi e tempi di lavoro e chiede un ripensamento a chi gestisce il personale: dagli Hr Analytics alla Hr Digital Transformation, cosa succede nelle imprese. Parla la professoressa Barbara Imperatori by Daniela Fogliada | 19 dicembre 2017 La digital transformation, il lavoro che cambia, il ruolo delle persone e delle organizzazioni. La trasformazione continua del lavoro suggerisce un ripensamento delle modalità di gestione delle relazioni di lavoro e rappresenta un’importante opportunità per i professionisti delle Risorse Umane per ridefinire il proprio ruolo e per “fare la differenza” sia a livello economico che a livello sociale. Partendo dalle competenze degli stessi professionisti HR» osserva Barbara Imperatori , docente di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia dell'Ateneo e coordinatrice del master in International HR Management . Gli HR Analytics offrono le basi per processi di people management consapevoli e rappresentano una opportunità per creare valore per i manager di linea: supportano i processi decisionali e contribuiscono a identificare le leve di gestione delle persone più efficaci. Saper identificare le determinanti del talento e saper utilizzare, anche in logica combinata, strumenti, canali, modalità ed “esperienze” diverse per intercettare, interloquire, e attrare detentori delle competenze chiave per una organizzazione sono competenze che gli HR devono sviluppare in accordo alle esigenze di business. La progettazione di meccanismi di governo delle relazioni di lavoro può fare la differenza anche e soprattutto per il family business , in cui i professionisti HR possono aiutare imprenditori a contemperare le logiche di business con quelle familiari».

 

Master Ihrm, arriva la Reunion

cattolicapost Master Ihrm, arriva la Reunion Anche il corso in International Hr Management dà vita al network dei propri Alumni , oltre 200 tra manager e professionisti. Lo farà venerdì 21 ottobre con l’intervento di Marco Vigini , responsabile del Networking associativo e istituzionale di Aidp 19 ottobre 2016 La ricerca in ambito organizzativo dimostra che la capacità di networking è una competenza cruciale nello sviluppo di carriera. Marco Vigini , professionista Hr e responsabile del Networking Associativo e Istituzionale di Aidp (Associazione Italiana per la Direzione del Personale) interverrà su questo tema durante la Reunion degli Alumni del master in International Hr Management - Ihrm , che si terrà venerdì 21 ottobre in Università Cattolica. Nel corso della sua pluriennale esperienza, il Master Ihrm ha creato una rete di relazioni professionali con le aziende partner e con i partecipanti che costituiscono uno dei suoi punti di forza; un patrimonio da valorizzare nel tempo. hr #risorseumane #network #master Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La cattedra si sposta in azienda

Milano La cattedra si sposta in azienda Il master in Gestione e sviluppo delle persone nelle organizzazioni sposterà la metà delle sue lezioni nelle aziende partner. La formazione, offerta da docenti e tutor dell’ateneo con il supporto dei manager delle organizzazioni coinvolte, dal prossimo anno prevede circa la metà delle lezioni di un anno di corso all’interno delle aziende partner. Alcuni di questi anche negli anni precedenti avevano portato nelle aule del master la loro testimonianza, ma il valore aggiunto ora sarà una più profonda comprensione dei processi di cambiamento in atto e del loro impatto sull’organizzazione. La frequentazione da vicino degli ambienti professionali, che sono anche possibili luoghi di inserimento della figura dello psicologo del lavoro, e l’acquisizione di competenze e capacità specifiche di questa professionalità saranno una fonte privilegiata di esperienza e un’ottima base di partenza per una futura collocazione lavorativa. La presenza nelle organizzazioni ospitanti nelle passate edizioni ha consentito, inoltre, di osservare le declinazioni concrete di temi trattati durante il master, ad esempio la gestione dello smart-working , il welfare aziendale e l’ implementazione dei social network nei gruppi di lavoro. Il master supporta lo studente nel trovare lo stage ma anche, attraverso la presenza di un tutor dedicato, anche una riflessione costante sui temi emergenti che si incontrano nel mondo del lavoro. Il folto parco di partner di aziende che hanno ospitato gli stagisti ha consentito a molti studenti, dopo il periodo formativo, di proseguire la collaborazione con la stessa azienda anche negli anni successivi.

 

Professione Data Scientist

cattolicapost Professione Data Scientist Una figura che risponde all’esigenza di gestire e integrare informazioni che arrivano in varietà e volumi mai incontrati prima, spiega la psicologa Guendalina Graffigna . by Elisa Ballerini | 19 dicembre 2017 Acclamata nel 2013 dalla Harvard Business Review come una delle professioni più appetibili del 21esimo secolo, quella del Data Scientist sembra essersi guadagnata ormai da qualche anno un posto tra i lavori più ambiti di sempre. L’etichetta viene coniata nel 2008 da DJ Patil e Jeff Hammerbacher, protagonisti del mondo dei Big Data rispettivamente in Linkedin e Facebook, ispirati dalla storia di Jonathan Goldman, un dottorato di ricerca in fisica di Stanford, e neo assunto di Linkedin, ai tempi poco più di una start-up. Ma, come per i Big Data, anche quella del Data Scientist rischia di rimanere un’etichetta di moda dal contenuto se non è supportata da una formazione e certificazione universitaria adeguata, fa presente la psicologa dell’Ateneo. Diventare un Data Scientist oggi non richiede solo competenze tecniche di analisi statistica, ma anche competenze analitiche ed interpretative, e soprattutto la capacità di porre buone domande ai dati e di saperne trarre risposte actionable per il marketing e l’intelligence aziendale», prosegue la professoressa Graffigna. Oggi più che mai formare buoni data scientist vuol dire formare professionisti capaci di integrare virtuosamente competenze multidisciplinari che spaziano dall’analisi delle dinamiche dei consumi e dei consumatori, alla ricerca sui e tramite social media, fino alle competenze statistiche e di marketing che guidano il decision making aziendale». IS4MI, diretto dal professor Albino Claudio Bosio , ha scelto la strada di intrecciare le competenze “hard” di statistica avanzata, analisi dei big data e metodi e tecniche avanzate della ricerca di mercato con le competenze “soft” legate ai saperi e ai modelli applicativi della psicologia dei consumi.

 

Recruiting, cambia la filosofia d’impresa

E, secondo il professor Giuseppe Scaratt i, oltre al valore economico, si fanno strada un’ etica ed estetica del buon lavoro 19 dicembre 2017 Non di solo utile vive l’azienda ma anche di bello e di buono . Può sembrare paradossale ma, nella grande trasformazione dell’industria 4.0, che qualcuno definisce già “quarta rivoluzione industriale”, tornano a farsi largo nelle aziende concetti che possono sembrare anacronistici o richiamare, addirittura, categorie filosofiche . Non è un caso che, secondo Patrizia Crimella e Cristina Cancer (nella foto a sinistra) , «il driver più importante da parte delle aziende che cercano nuovi profili, ma anche da parte dei candidati stessi, sia la corrispondenza dei valori e della cultura aziendale che viene comunicata . In sintesi, come afferma Giuseppe Scaratti, « capitale personale , sociale e organizzativo concorrono a configurare un terreno comune di sostenibilità, in cui sono percepiti e diffusi, sviluppati, riconosciuti e premiati comportamenti che si ispirano a un’idea di azione produttiva che anima la tensione trasversale verso risultati perseguiti». La posta in gioco – secondo lo psicologo del lavoro dell’Ateneo – è il recupero di un autentico orientamento value based , che restituisca alle organizzazioni nuove culture imprenditoriali e manageriali e rinnovate condizioni per lo sviluppo di un’etica ed estetica del buon lavoro ». Si tratta di attitudini e abilità che una solida formazione filosofica e umanistica permette di sviluppare, ma che richiedono di un’adeguata conoscenza dell’impresa, delle sue strutture e dei suoi processi. Da un lato, infatti, allo studente è fornita una conoscenza specifica delle diverse attività d’impresa con competenze di carattere manageriale, quantitative, di processo e di progetto; dall’altro, questo approccio è integrato con lo sviluppo delle competenze logiche, etiche, economiche e linguistiche tipiche di una formazione umanistica avanzata e flessibile.

 

Federico, un lavoro in Sas grazie allo stage

CATTOLICAPOST Federico, un lavoro in Sas grazie allo stage Dopo essersi diplomato al master Asag in Gestione e sviluppo delle persone nelle organizzazioni , da studente ha visto aprirsi le porte delle Hr della multinazionale. Per Federico Felippone (nella foto in alto) , da poco diplomato al master Asag in Gestione e sviluppo delle persone nelle organizzazioni: gli strumenti di intervento della psicologia del lavoro , subito dopo la sua esperienza di stagista, si sono aperte le porte dell’area Hr di Sas, multinazionale leader negli analytics. Mi occupo di Learning and Development, cioè lavoro per progettare, insieme alla comunità manageriale, percorsi di apprendimento e sviluppo, al fine di rendere Sas un luogo di crescita continua sia professionale sia personale» racconta. Di mio ho sicuramente portato una grande passione per questo lavoro, la voglia di mettermi in gioco come neo-professionista e di mettere in gioco il bagaglio di competenze teoriche derivante dal periodo di studi all'interno di contesti reali. Noi giovani abbiamo un vantaggio competitivo fortissimo da offrire alle aziende: la freschezza, la voglia di fare e l'accettare di rischiare per inseguire una passione; non sfruttare questo vantaggio e lasciarci scoraggiare sarebbe più che un errore, un vero peccato. stage #hr #risorseumane #asag Facebook Twitter Send by mail Print UN PASSAGGIO GRADUALE AL LAVORO Conseguire un know-how solido e nel contempo porsi nelle condizioni di dare il proprio contributo a livello professionale fin da subito rappresenta una strategia vincente nell’ottica del master. E dà il coraggio di mettersi in gioco, per esempio con il passaggio a nuove realtà, come è successo a Federico che adesso lavora nella società di consulenza Talent Decisions , dove supporta e partecipa alle attività di assessment e alla gestione di una piattaforma di valutazione online.

 

Economia, Business Game per futuri HR Specialist

Roma Economia, Business Game per futuri HR Specialist Mercoledì 20 marzo una simulazione a squadre con gli studenti del Corso di laurea in Management dei Servizi, futuri leader d’azienda. Gli studenti, divisi in 6 gruppi, hanno analizzato 3 differenti profili di ipotetici ‘candidati’ alle prese con la ricerca della prima occupazione, cimentandosi nel disegno della candidate experience più idonea a ciascun profilo. Il “gioco” ha così permesso di riflettere e discutere circa le aspettative rispetto agli employers, le tecniche di ricerca attiva di stage e lavoro, gli strumenti e le competenze necessarie per superare con successo le selezioni. Al termine del lavoro a squadre, ogni gruppo ha presentato in plenaria la soluzione di candidate experience formulata. economia #businessgame #risorseumane #management Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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