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La magia del linguaggio

Milano La magia del linguaggio Ogni parola ha la propria storia, celata nei mutamenti subiti attraverso il tempo e ormai lontana dalle proprie radici, ma talvolta lo sforzo di andare “oltre” il mero senso attuale e specifico di un termine riserva sorprese affascinanti. Ed è un peccato, poiché lo strumento più sofisticato che ci contraddistingue dalle altre creature è appunto il linguaggio. Ogni parola ha la propria storia, celata nei mutamenti subiti attraverso il tempo e ormai lontana dalle proprie radici, ma talvolta lo sforzo di andare ‘oltre’ il mero senso attuale e specifico di un termine riserva sorprese affascinanti. “Superstizioni” è un caso emblematico: comunemente lo utilizziamo ormai per indicare credenze di tipo magico legate a scongiuri o altre forme di protezione dalla malasorte. Ne deriva la consapevolezza che tali riti arcaici servivano soprattutto per allontanare malanni e morte dai neonati (che spessissimo non sopravvivevano a lungo a causa delle condizioni igieniche e delle scarse conoscenze mediche) i quali così potevano “sopravvivere” e diventare grandi. Si parte probabilmente dal fenicio: aleph , bet , giml , dalet (toro, casa, cammello, porta) per passare al greco (“Io sono l’ alfa e l’ omega ”), all’ebraico ( alef , bet , ghimel , dalet ), al latino e all’arabo ( alif , ba , jim , dal ). A scuola ce lo dicono, ma quasi en passant , ed è qualcosa che resta inconsapevolmente in noi, salvo emergere fortuitamente con sorpresa, senza però più incidere su più sedimentate impressioni di differenziazione dalle quali è facile scadere in destini di opposizione.

 

Vivere dentro il proprio romanzo

milano Vivere dentro il proprio romanzo Lo scrittore argentino Alan Pauls , ospite del ciclo Parole contemporanee/Palabras contemporáneas , ha raccontato agli studenti che scrivere è immedesimarsi totalmente nella propria opera. by Lorenzo Romandini | 15 marzo 2018 «Uno degli aspetti più interessanti dello scrivere è l'indefinito periodo di tempo che l’autore impiegherà per terminare la sua opera». Lo scrittore argentino Alan Pauls è «una delle figure più interessanti nel panorama della scrittura contemporanea», lo definisce la professoressa Michela Craveri . Ambientato in Argentina durante la dittatura militare, Il passato è un romanzo d’amore centrato sul legame tra Sofia e Rimini: un filo che li congiunge e non si spezza allo “spezzarsi” della relazione. La letteratura è già dentro ciò che vedo, non sono cose distinte, perché la cornice del reale è fatta di materiale letterario pronto per essere messo nero su bianco». Proprio come sostenevano i grandi scultori del passato: in ogni blocco di pietra c’è una statua, che bisogna solo tirare fuori. Un ideale che Alan Pauls applica alla narrativa: «Il mio sogno è riuscire a tradurre un’idea in un concetto comprensibile per ogni persona e per ogni lingua, e racchiudere un romanzo di 250 pagine in una sola, iconica frase».

 

«Lo scrittore è un esploratore»

Andrea De Carlo, ospite del Corso di alta formazione in scrittura creativa, in Cattolica ha raccontato se stesso e il suo rapporto con la letteratura. È questo il filo rosso che attraversa tutte le opere di Andrea De Carlo , l’autore di Treno di panna e Due di due , ospite lo scorso 8 febbraio del corso di alta formazione in Scrittura Creativa: testo critico, poetico e narrativo (racconto e romanzo) . De Carlo ha presentato il suo ultimo lavoro, il romanzo Leielui , edito da Bompiani, e ha presentato, confrontandosi con gli studenti che aspirano a fare della scrittura il proprio lavoro, la sua visione di letteratura. La sua storia ha inizio a Milano, nella casa paterna spesso frequentata dall’amico di famiglia Elio Vittorini; una casa dove non c’era la televisione e dove la “noia” ha spinto il giovane autore a nutrirsi di libri e a coltivare la propria immaginazione. Un lavoro i cui ingredienti principali sono l’ispirazione (definita come la luce che colpisce e consegna idee), e la pratica della lingua, che permette ai pensieri di prendere forma e non andare perduti. Un esercizio che egli affronta in modo interdisciplinare, interessandosi ad altri linguaggi artistici, come il cinema, la musica e la fotografia, materie con cui si è cimentato nel corso della propria carriera, senza dimenticare il posto speciale che la scrittura occupa nella sua vita. L’autore ha mostrato agli studenti e aspiranti romanzieri come l’istinto vada sempre preservato durante il lavoro ma, allo stesso tempo, disciplinato per non perdere di vista il viaggio che si è deciso di intraprendere, che può comunque riservare sorprese e scoperte di nuovi orizzonti.

 

Mazzantini & Castellitto, l’arte è di casa

MILANO Mazzantini & Castellitto, l’arte è di casa Ad aprire la VIII edizione del corso di Scrittura creativa è stata la coppia formata dalla scrittrice e dall’attore. Mentre mio marito era sul set iniziai a scrivere appunti sugli ultimi giorni di vita di mia nonna. Nella Sarajevo di Venuto al mondo l’assedio alla città è la metafora dello stato in cui si trovano i miei personaggi – ha raccontato la scrittrice – eppure anche da quella mostruosità si intravede uno spiraglio di luce: la maternità cercata e negata viene, alla fine, risarcita». Dopo il successo di Non ti muovere , Sergio Castellitto si appresta a trasporre cinematograficamente anche l’ultimo libro della consorte Venuto al mondo . Ho compreso alcuni lati nascosti di mia moglie molto di più dalle parole che ha scritto che da anni di convivenza gomito a gomito. Lo scrivere – ha spiegato Castellitto – è un gesto di solitudine, un lavoro dolorosissimo, si è davanti a un muro bianco. Scrivere è un atto di presunzione: non si scrive per comunicare, si scrive per toccare qualcosa che gli altri non riescono a dire».

 

Salone, se l’Università non sta a guardare

Il commento del direttore del Laboratorio di editoria Roberto Cicala 29 luglio 2016 di Roberto Cicala* «Guàrdati dall’uomo di un solo libro» è il celebre ammonimento di Tommaso d’Aquino che oggi sembra valere anche per le fiere dell’editoria dove i libri sono esposti a migliaia. Sembra non bastare più una sola grande fiera nazionale a Torino (costosa per gli editori e oggetto di inchieste giudiziarie): Milano, con l’associazione editori, vuole la sua e così s’infiamma il dibattito estivo, con polemiche annesse, sul posto migliore per un Salone italiano del libro . Fermo restando che «il libro è sempre onorevole e onorarlo è legittimo», anche tra stand fieristici, come ama dire lo scrittore Daniel Pennac, senz’altro non si può sostenere, come è stato fatto da politici torinesi, che Torino abbia più tradizione e numeri per sentirsi la città del libro. Tutto esiste a Milano» è una battuta di Gadda, uno che aveva in testa i libri: farli significa scriverli, progettarli, produrli ma anche distribuirli per completare la filiera dall’autore al lettore. L’elenco sarebbe lungo, anche per gli eventi annuali, da Engaging the reader a Editoria e poesia , con “lezioni aperte” di protagonisti del mondo deli libri, naturalmente con un coinvolgimento molto forte nelle kermesse metropolitane sulla lettura come Bookcity. Ciò che conta è che gli organizzatori non pensino soltanto a una fiera-mercato ma a un progetto culturale di alto profilo, com’è quello di Torino, non si può negarlo. In una sede o in un’altera speriamo che avvenga quanto Pennac sostiene: «il libro è una festa e tutti i Saloni del Libro ve lo confermeranno».

 

Largo Gemelli, la bottega degli scrittori

Le storie di tre giovani autori sbocciati tra i banchi del corso “Il piacere della scrittura” che hanno coronato un sogno. Le storie degli iscritti sono le più varie: studenti di facoltà non umanistiche, professionisti quali ingegneri, bancari, insegnanti, comunicatori che ogni anno scelgono l’offerta didattica del corso sostenuto da Mondadori, Manpower Group Italia, Emma Book, Bracco . Il percorso di Marco Erba ha avuto un punto in comune con quello di Giorgio Ponte (al centro nella foto) , altro ex iscritto del corso e oggi autore per Mondadori di “ Io sto con Marta ” dopo una lunga gavetta editoriale. Alla fine lei non volle prendermi, ma io mi ritrovai tra le mani un libro che capii essere di valore: una storia di speranza sul mondo del lavoro, in un momento storico in cui tutti hanno smesso di sperare. Quando dopo un mese il libro balzò in testa alle classifiche di Amazon, fu sempre grazie al corso che potei rincontrare la direttrice della narrativa italiana Mondadori, la stessa che mi aveva rifiutato quattro anni prima temendo che il testo non avesse mercato. Se questa fosse una favola a lieto fine, e in qualche modo lo è, potrei senz’altro dire che il corso della Cattolica ha avuto per me la stessa funzione che la Fata Madrina ebbe per Cenerentola: senza di esso nulla sarebbe stato possibile». scrittura #libri #mondadori #cattolicapost Facebook Twitter Send by mail IL PIACERE DELLA SCRITTURA Il corso di alta formazione “ Il piacere della scrittura ” ripartirà in primavera con un’edizione composta da due moduli, uno dedicato al racconto e uno al romanzo.

 
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